Volo di uccelli e garrire di rondini

 

Spuntino quali fiori le parole sulle

Labbra finalmente gaudiose. Eri

Vento impetuoso

Sulle prime scogliere

Del mondo. Eri colomba

Uscita dalla nube eterna.

 

Voglio spiegare laudi

Al davanzale, tra cielo e mare.

Luce creante, luce

Sostanza delle piante

Degli uccelli in volo

Festa del nostro pensare

Del nostro guardare

Le cose ogni giorno nuove. ( da “I Salmi” di David Maria Turoldo)

 

Questo ha  pensato un Illuminato da Dio. Un Uomo di Fede. Un puro. Un beato. Un entusiasta della Natura e di Dio.

Immagina le prime scogliere del mondo! Incontaminate.

L’uomo ancora non ha sciupato nulla, non ha profanato nulla e penso a rocce maestose, brulle, lambite dal mare verde e blu ed a spuma bianca su spiagge assolate con sabbia finissima, a ruscelli freschi tra le rocce pieni di argentei pesci guizzanti od ancora a vaste praterie rosse di papaveri o riposanti dalle mille sfumature di verde ed a boschi lussureggianti con alberi maestosi dai tronchi enormi dove moltitudini di uccelli fanno il nido e cantano al sole.

Niente buchi dell’ozono con effetto serra, niente desertificazioni prodotte dalla mano devastante dell’uomo!!!

La Natura “Madre” sovrana incontrastata. Paradiso perduto.

Gnomi e folletti e gai spiritelli burloni e ridenti si rincorrono festosi.

Non c’è malattia, dolore, morte.

Nell’aria musica barocca con flauto dolce e mandola. Pace. Relax.

Qualche corno in lontananza chiama a raccolta gli abitanti del bosco ombroso e li convoca ad una festa  di colori e di profumi delicati. Le fatine compiono magie con rapide movenze delle mani diafane e leggere e frutti succulenti imbandiscono le mense: Sono quelli donati dalla Natura, maturi e saporosi.

Non c’è cattiveria, malignità, dispetti, arroganza, egoismo, prepotenza, violenza….

Tutto è giusto e perfetto.

I metalli sono fuori da questo tempio meraviglioso.

Il  genere uomo è innocente. Pulito.

C’è chi  ribatte: ma che palle!!!!!

Perché?

Ti piacciono la lotta, il sopruso, la fatica, il dolore, i tradimenti, l’angoscia che ti attanaglia le viscere?  E’ questo che rende la vita degna di essere vissuta?

Il continuo  confronto di potenza e di volontà? La rivalità? Bella roba.

 

Siamo abituati al “DUE”: bianco e nero, vero e falso, buono e cattivo, liquido e solido….

Ogni medaglia con il suo bravo rovescio.

Perché non pensare ad “UNO”?

Che ne sappiamo noi delle diverse possibilità di vita in un mondo in cui non regna il MALE, con il suo carico di FAME, MALATTIA, MISERIA  MATERIALE e GRIGIORE  SPIRITUALE e tutto quello che ne consegue?

Potrebbero esserci interessi molto più  piacevoli e soddisfacenti…. Potremmo pensare in maniera diversa da oggi.

Chi sa?   Chi si sente di negare questa possibilità?

La nostra parte di terra però non ci permette di andare oltre.

Il nostro quotidiano si perde in piccolezze, in piccinerie di ogni tipo, in rancori, in bassezze che vanno dai dispetti i più gratuiti alle invidiuzze più meschine e volgari per non aggiungere altro di ben più cattivo e peggiore… il tutto nel rispetto della dignità di un Essere che si crede parte di Dio.

Povero  genere umano che ti senti potente, ti senti DIO, hai l’arroganza di definirti  emanazione e parte di Dio, e non sei niente tanto che una piccola scoppola della Natura ti può travolgere e farti sparire per sempre…. Pensa ad un terremoto, ad un ciclone, ad uno tsunami, ad una eruzione vulcanica…

Eschilo,  Sofocle, parlano di una natura invincibile, avevano ragione i nostri vecchi saggi: l’aratro ferisce la terra che però, subito, si ricompone; la nave solca il mare che, subito, si richiude.

 

Prometeo ci ha donato il fuoco della conoscenza rubandolo agli dei e per questo è stato incatenato e dilaniato.

Hanno fatto bene gli Dei!!  Dovevano eliminarlo prima! Povero Prometeo. Prima che combinasse il guaio. Chissà cosa pensava di fare a regalare agli uomini  la potenza del conoscere, la tecnè!!!!

Scrive il filosofo ed iniziatore del dibattito bioetico Hans Jonas : “anche la nostra tecnica pacifica, con la quale oggi l’umanità strappa al pianeta la vita quotidiana, nasconde in sé il suo potenziale negativo: un potenziale involontario, non improvviso, bensì furtivo, che proprio nel successo….…accompagna come un’ombra crescente le sue opere volute e spesso così necessarie.”

 

Inebriati dai piccoli o grandi successi siamo riusciti a  sfruttare la Natura oltre ogni limite tanto che è Lei a doversi guardare e difendere da noi. Già ne parlava  Goethe quando Faust morente pronuncia parole rivelatrici prevedendo il trionfo dell’uomo sull’assoggettamento della natura. E’ un assoggettamento del vecchio che vuole ottenere dal mare nuova terra da coltivare:

 

“(apro a molti milioni di uomini spazi

per abitarvi non già sicuri, ma liberi ed attivi)

(…….)

Qui all’interno una terra paradisiaca,

là fuori infuriano i flutti sino alla riva,

e non appena minaccino di entrare con impeto

si affretti l’impulso comune a chiudere la falla,

(…..)

e così trascorrono, circondati dal pericolo,

i loro anni operosi il bambino, l’uomo e il vecchio.

Un tale brulichio voglio vedere

Stare su suolo libero con un popolo liberi.”

 

Aggressione della tecnica nei confronti della natura. Faust parla di flutti che da FUORI minacciano di entrare. Ora il pericolo viene dall’interno. Siamo NOI che minacciamo distruzione verso la natura. Vedi i vari dibattiti sul nucleare, l’ecologico, la bioetica, l’ingegneria genetica…

Dal sogno di Faust ci svegliamo nella fredda luce della paura. Con la nostra libertà intesa come proprietà della specie  dove andiamo? L’uomo prende la sua strada ed estende il suo mondo artificiale nel mondo della natura come frutto della sua libertà. Si possono evidenziare numerosi  problemi, all’infinito.

 

Ma io penso che alla fin fine la Natura non potrà mai essere sottomessa. Troverà il modo di ribellarsi prima o poi ed allora ne vedremo delle belle.

La Natura era prima dell’Uomo. E’ vecchia di miliardi ai anni. Un imbuto senza fine nel passato. C’è sempre un “tempo” anteriore in cui scavare…Ne ha viste di cose la Natura e con lei la Terra su cui abitiamo….

Misuri il tempo, piccolo essere insignificante? Lineare  o circolare che sia?

Il tempo è da sempre. Ed è una misura pensata dall’uomo.

 

“prima che tu fossi, io sono”

 

Che significa “da sempre”?

Prima o poi l’uomo riuscirà a compiere, e già lo fa, errori che lo porteranno all’autodistruzione.

Un autogol in piena regola, visto che siamo in tempo di mondiali di calcio!

 

E’ chiaro che il sogno di un tutto buono, bello e pulito è solo un sogno.

Una chimera impossibile ed astrusa pensata da un essere disilluso e stanco di lottare contro i mulini a vento.

Non siamo spiriti puri.

Siamo esseri dannati a vivere una vita con tutte le sozzure del caso e ci affanniamo a porre effimeri rimedi, palliativi privi di significato.

 

Sempre ci saranno le incomprensioni e tutto il resto e l’uomo andrà avanti, sfrutterà tutto ciò che ha da sfruttare e, pensando solo con  occhio miope a ciò che è il suo immediato tornaconto, precipiterà nel baratro del nulla.

A cosa serve sapere che esistono i neutrini, che le sinapsi trasmettono segnali come, ad esempio, le comprensioni dei sensi, che c’è la teoria quantistica, Heisemberg e chi più ce ne ha, più ce ne metta…. ?

Arranchi e cerchi di fare il tuo.

Poi ci sono i “buoni” che si affannano a mettere toppe e pezze ai  danni della cattiveria altrui, gocce in un marasma mostruoso, e… poi muori all’improvviso, senza che tu possa neppure comprendere che sei finito per sempre,

 

“ come tutti i morti della Terra,

 come tutti i morti che si scordano

 in un mucchio di cani spenti”. (Lorca)

 

“per formare una pozza d’agonia

Vicino al Guadalquivir delle stelle”. (Lorca)

 

 

La Natura “matrigna” è assolutamente INDIFFERENTE a te piccolo pigmeo, senza capo né coda.

Vai a riporti, va.  Che sarà meglio.

 

…………

Il presentimento

È la sonda dell’anima

Nel mistero. (Lorca)

 

 

Neli Di Pisa

 

In un caldissimo pomeriggio del Giugno del 2006