Uomo dal Rosso
Grembiule
(per un fratello maestro)
Ai Visacci il Tempo si fermava
come in un incanto, e tu lo sai,
Uomo dal Rosso Grembiule.
Uno squarcio di passato, di presente e di
futuro.
Una incrinatura ciò che è ora, un ramo
affranto.
Il Tau che si appassisce in un baule.
Speciale,
in noi tutto ora si compie e si disgiunge!
Inesorabile frattura, inesorabile destino,
e il cielo è terso!
Un fulmine improvviso e ciò che è unito,
un solco, uno scompiglio è già disperso!
Ma ogni afflato sarà sempre
sine principio e sine fine:
ed è delizia eterna,
e non occorrono Regolamenti o Discipline
per regolar lo Spirito:
laccordo del sublime!
Lanimo così si affonda nellinedia,
nella separazione e nella nullità,
e la parola più non conta,
tagliente come lama,
in una palude di profanità.
Vorrei che questo istante dissolvesse
in Luce Astrale cristallina
e spazzare la malìa del maleficio
e ricomporre in Arte e Amore lOfficina
che fu magnifica e sublime
e faro e auspicio
e risentir cantare lento lento
in un riparo ascoso
lOrazione delle Ondine,
una, due, dieci volte cento!
Ora ogni cosa è greve:
non il suono della Pietra
che prima rotola e quindi si fa Opera
nel cubo perfetto della forma,
né nel suono delleggregore
si sente armoniche,
ma un frastuono!
Ogni cosa, o Uomo
dal Grembiule Rosso,
non è più giusta, né perfetta,
nel Tempo e nello Spazio
e in tutta fretta,
ogni atto ha il giusto dazio
e più non posso.
Di Giano han spalancato le sue porte
e il Tempio è già reietto:
rivolte, silenti gesti ed a coorte
stringendoci: è lora!
DellEsagramma iscritto,
Pentacolo Perfetto!
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ORAZIONE DELLE ONDINE
O ondine voi che aprite le cateratte del cielo
voi
che liberate le acque sotterranee
voi
che generate le sorgenti dei fiumi e delle fonti
come sangue nel corpo
voi
oceano che specchia la pallida luna
in cui si riflettono tutti i fiumi
dell'essere argentei
voi
sogni sfuggenti umidi occhi di lacrime sacrificali
voi
spettri dell'acqua che abitate la torre di stagno
sigillate il nostro essere e con la celeste candela
tracciate il cammino nella mortale palude
voi
guizzate nelle trasparenti gocce della rugiada notturna
spalancate gli occhi cerulei per fissare la nostra memoria
agli arcani sepolti nel cristallo
e sia così