Genesi ed evoluzione della corrente teosofica allinterno della cultura europea
A. DAlonzo
1- Introduzione. Periodizzazione e
cronologia della corrente teosofica.
Capita sempre più spesso, specialmente su Internet, di leggere articoli che erroneamente riducono la corrente teosofica alla sola dottrina divulgata dalla Società Teosofica (S. T.), fondata nel 1875 a New York da Madame Helena Blavatsky e dal colonnello Henry Steel Olcott. Al contrario, la corrente teosofica presenta, al suo interno, almeno sei successive stratificazioni storiche ed è profondamente radicata nella cultura europea, in particolare germanica. Nel sostrato culturale tedesco della teosofia deve essere ricercato il motivo del pregiudizio guénoniano, che diventa addirittura ostilità feroce nei confronti della S. T., in particolare della Blavatsky. Il pensiero di Guénon focalizzato, dopo il periodo giovanile, sulle tradizioni medio/estremo-orientali- in particolare sullesoterismo islamico- avalla così la sua ripulsione per tutto ciò che è dorigine germanica: il silenzio è esteso anche al paracelsismo ed alla Naturphilosophie. Per Guénon, la teosofia prima della Blavatsky coinvolge pochi nomi[1]; ma la realtà effettiva è diversa, e la corrente teosofica è, al contrario, una delle più importanti nella storia dellesoterismo occidentale.
Sommariamente, possiamo distinguere nella storia della teosofia occidentale:
a) Un periodo proto-teosofico (prima metà ed inizio seconda metà del XVI°secolo) che comprende le opere di Gérard Dorn (1530-1584), Valentin Weigel (1533-1588), Johann Arndt (1555-1621), Heinrich Kunrath (1560-1605).
b) Una prima età delloro della teosofia (seconda metà del XVI°- XVII° secolo): Jacob Boheme (1575-1624), Jane Leade (1623-1704), John Pordage (1608-1681), Quirinus Kuhlmann (1651-1689), Johann Georg Gichtel (1638-1710).
c) Una fase intermedia interrotta dallopera di Emmanuel Swedenborg (1688-1772).
d) Una seconda età delloro (fine XVIII° secolo): Martinez de Pasqually (1727-1774), Friedrich Cristoph Oetinger (1702-1782), Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803).
e) Un periodo (XIX° secolo) che va da Franz von Baader (1765-1841) alla Naturphilosophie (1815-1847).
f) Un rapporto di discontinuità oggettiva, la comparsa della già citata Società Teosofica nel 1875 a New York.
Dobbiamo includere in questa sommaria periodizzazione altri nomi illustri: Gottfried Arnold (1666-1714), Aegidius Gutmann, Julius Sperber (morto nel 1616) Karl von Eckartshausen (1752-1803), J. Heinrich Jung-Stilling (1740-1817), Frédéric Rodolphe Salzmann (1749-1821), Michael Hahn (1758-1819), Franz Hoffmann (1804-1881), Julius Hamburger (1801-1884); in Olanda: J. B. Van Helmont (1577-1664), F. M. Van Helmont (1577-1664). In Inghilterra: Robert Fludd (1574-1637), Henri More (1614-1687), William Law (1686-1761), D. Andreas Freher (1649-1728). In Francia: Pierre Poiret (1646- 1719), Antoinette Bourignon (1616-1680), J.P. D. Membrini (1721-1793). Sono da ricordare, oltre alla Leade, due altre teosofe, che pur non raggiunsero la profondità speculativa della prima: Bathilde dOrléans (1750-1822), Julie de Krüdener (1764-1824).
2- caratteristiche e fondamenti
dottrinali della teosofia.
Ovviamente, tutti questi autori presentano dottrine e speculazioni variegate; tuttavia, i teosofi europei sembrano sempre fare riferimento a tre capisaldi teoretici, in grado di discriminare la teosofia dalle altre correnti esoteriche occidentali: il triangolo Dio-Uomo-Natura, il primato del mito biblico della Creazione, laccesso diretto delluomo al Mondo Superiore[2].
a) Il triangolo Dio-Uomo-Natura caratteristico della speculazione teosofica, rimanda ad una delle classiche triadi dellesoterismo occidentale. Dio occupa sovente il vertice superiore, mentre alle altre due polarità sono riservati i vertici inferiori. La collocazione dellUomo sullo stesso piano (inferiore) della Natura indica la Caduta originaria, la catabasi; ma implica anche che lesperienza umana non sia un mero essere-nel-mondo, una heideggeriana gettatezza nellinautenticità della dimensione esistenziale: perché luomo è paritetico rispetto alla Natura e di-scende direttamente da Dio. In altre parole, in ogni momento, da qualunque condizione, luomo può trascendere il suo destino e ritornare (anabasi) al Principio, senza dover necessariamente patire i limiti ontologici imposti alle altre creature.
b) Il mito biblico della Creazione indica il recupero dellImmaginario, dellelemento narrativo della Genesi e di tutti quei fattori fantastici disconosciuti dalla teologia ufficiale. Mentre questultima si affina sempre più alle raffinate speculazioni logocentriche, la teosofia si appropria del rimosso teologico, della valenza allegorica del mito cosmogonico e libera il simbolo- ridotto ormai a mera superstizione dalla gogna della metafisica scolastica. La teosofia è dunque una sorta di teologia dellimmagine[3]
c) Laccesso
diretto ai mondi superiori è garantito, essenzialmente, dal potere dellImmaginazione
creatrice. Questa facoltà dorigine divina e presente in maniera latente nelluomo,
assicura: 1) La possibilità di esplorare i diversi livelli della realtà; 2) Di
realizzare lanabasi, la fusione estatica e provvisoria con il piano divino; 3) Di
rigenerarsi allinterno di un corpo di luce in grado di garantire una
seconda nascita ed assicurare così la salvezza personale. Questultima
possibilità è prestata alla teosofia dal paracelsismo da cui in fondo la teosofia
discende- ma anche da alcuni passi dei trattati ermetici
presenti allinterno del Codice VI di Nag Hammadi, ritrovato nel 1945. La
seconda, realizzazione della vis imaginativa rimanda invece, in una prospettiva
affine, alla questione classica del luogo mistico, del punto dincontro
dellumano con il divino denominato, di volta in volta, syntéresis (egemonikón),
principale mentis, apex mentis, principale cordis, scintilla anima[4],
ecc. Tuttavia tra mistica ed esoterismo esiste uno iato invalicabile. Lesoterista
vive di teofanie, di simbologie mediatrici della manifestazione del Sacro; il mistico
scavalca tutti i gradini della scala di Giacobbe e realizza lUnità del suo spirito
con quello divino. Lesoterista si sofferma a contemplare le figurine del
mistero; il mistico dopo aver annichilito lIo, annienta anche Dio stesso.
La teosofia nascendo allinterno di una cultura dominata dalla predicazione luterana, si pone fin dallinizio in una prospettiva alternativa tesa al recupero del simbolismo mitico del corpus bilico. Allinizio del XVII, la teologia protestante era inevitabilmente inaridita dal sospetto luterano sulla filosofia, considerata una disciplina arrogante ed empia, tesa a sostituire la predicazione di Cristo con la ratio umanistica. Sospetto che dovette presto estendersi alla stessa teologia razionale. La teosofia sorge così per colmare un vuoto, per rispondere ad una duplice esigenza spirituale: recuperare il Mito espulso dalla speculazione scolastica alla fine del medioevo, e riproporre una metafisica alta, incentrata sul primato dellinteriorità, enfatizzato da Lutero. Se il principale discrimine dei rapporti tra luomo e Dio è la Scrittura, allora lesperienza soggettiva della Lettura diventa prioritaria, alternativa ad ogni mediazione ecclesiastica percepita, adesso, come arbitraria, vessilatrice e superstiziosa. Naturalmente tutto questo avviene allinterno di un piano strettamente teoretico, perché storicamente i pastori protestanti si rivelano fortemente ostili verso quel profetismo, che il loro maestro ha in qualche modo contribuito a forgiare e diffondere. In altre parole lenfatizzazione dellinteriorità teorizzata da Lutero, inizia a spaventare i suoi stessi accoliti. A Görlitz, nella Slesia, Boehme fu a lungo perseguitato dal pastore luterano Gregor Richter; le sue opere ostracizzate, la famiglia e la sua persona diffamate anche dopo la morte[5] del teosofo, avvenuta nel novembre del 1624.
Certamente nel milieu latino, le cose non andavano meglio per i liberi pensatori, ed il rogo di Giordano Bruno nel febbraio del 1600 nè testimone. Tuttavia, la Chiesa romana, fin dallinizio, si era schierata contro la libertà dellinterpretazione soggettiva, assurgendo al ruolo di mediatrice spirituale e detentrice della dottrina. Il protestantesimo, al contrario, si pone solo successivamente contro quella Libertà del cristiano, rivendicata da titolo stesso dellopera principale di Lutero e che era stato il cavallo di battaglia del Riformatore.
A tutte queste problematiche, la seconda età della corrente teosofica aggiunge una peculiarità. In modo ancor più marcato rispetto alla prima epoca boehmiana e poi alla fase intermedia di Swedenborg, la teosofia tardo-settecentesca acquista una connotazione eclettica, globalizzante. I teosofi successivi a Swedenborg cercano di elaborare un sistema unitario di pensiero, una scienza universale, capace dintegrare armonicamente le correnti esoteriche del Rinascimento e la scienza moderna. Si ricercano le fondamenta di un sapere totale. Emblematico è il caso di Friedrich Cristoph Oetinger, probabilmente il più grande erudito dellesoterismo occidentale. Tuttavia, la vastissima conoscenza di Oetinger presenta una caratteristica inedita ed assente negli altri sapienti. Il mago del Sud riusciva a padroneggiare- oltre alla pluralità delle tradizioni esoteriche- anche la filosofia e la scienza del suo tempo. In altre parole, la (quasi) totalità dello scibile umano: dalla cabbala alla fisiognomica, dal neoplatonismo alla dialettica, dallelettrologia al magnetismo.
3- Il periodo prototeosofico
(prima/seconda metà del XVI secolo).
Come abbiamo detto, la corrente teosofica si forma per colmare un vuoto, per recuperare la dimensione mitica dellImmaginario religioso occidentale strutturato allinterno dei mitologemi biblici. Se da un lato la continuità oggettiva può essere rintracciata nella scuola di Chartres, o, per restare in ambito germanico, nelle sapienti visioni di Hildegarde di Bingen (1098-1179), dallaltro- per quanto riguarda la vera e propria filiazione esoterica- si deve guardare alleredità paracelsiana. Nel primo caso si deve ricordare come prima dellavvento della Scolastica, la teologia fosse una forma di pensiero molto vicina a quella esoterica. La scuola di Chartres, ad esempio, possedeva una metafisica intrisa di suggestioni simboliche e mitiche. Le stesse visioni di Hildegarde di Bingen sono pervase di richiami gnostici e manichei: in ogni caso, ermetici. Del resto, è Paracelso (1493-1541) a fornire i capisaldi dottrinali, più propriamente qualificabili come esoterici, alla speculazione teosofica. La ricerca paracelsiana si esplica nellelaborazione di una Filosofia della Natura (ancora una volta, rimossa dalla Scolastica), strutturata sulla medicina, sulla cosmologia, sulla corrispondenza simbolica dei piani del Cosmo. È soprattutto questultimo aspetto a diventare prioritario allinterno dellimpianto teoretico teosofico. Mentre lAntico Testamento presenta il Mondo come effetto della Caduta, dellincolmabile distanza/separazione assiologica tra la Natura e Dio, tra il Creato ed il Creatore, tra il Padrone ed i servi, Paracelso restituisce platonicamente dignità ontologica al regno della Materia, facendola assurgere a copia, specchio del Cielo. Se la Natura è un riflesso, seppur imperfetto, del Mondo intelligibile, allora essa non può essere considerata soltanto come radicale frattura ontologica generata dal peccato edenico. Il Creato, quantomeno, diventa una mappa per ritrovare il volto nascosto del Creatore-che-giudica.
Leredità paracelsiana è quindi confluita nella speculazione teosofica, che tuttavia non deve essere pensata come una vera e propria dottrina unitaria, ma, piuttosto, come un complesso delaborazioni soggettive condivise nel richiamo ai tre postulati sopra descritti (il triangolo Dio-Uomo-Natura, il primato del mito, laccesso diretto al Mondo Superiore). Come abbiamo visto, è usuale far coincidere lavvento della corrente teosofica vera e propria con linizio della speculazione boehmiana; quindi ciò che precede la comparsa del Ciabattino di Görlitz è solitamente indicato come periodo proteosofico, senza che questo possa significare la svalutazione intellettuale dei suoi esponenti. Semplicemente, Gérard Dorn, Valentin Weigel, Johann Arndt, Heinrich Kunrath sono più lontani dalla teosofia di Boehme e più vicini a Paracelso, di quanto lo sia, ad esempio, Swedenborg.
Gérard Dorn (1530-1584), infatti, può essere considerato come il vero e proprio epigono e continuatore di Paracelso. Oltre a commentare e promuovere gli scritti paracelsiani, Dorn elaborò una Filosofia della Natura molto raffinata, attenta ai vari postulati alchemici.
Nellopera di Valentin Weigel (1533-1588), possiamo rintracciare- oltre alla solita influenza paracelsiana- anche leredità della mistica renano-fiamminga.[6] Fu soprattutto Meister Eckhart, tra i mistici medioevali tedeschi, ad influenzare il pastore protestante, autore di un trattato intitolato Gnóthi seautón (Conosci te stesso). Il fulcro della meditazione weigeliana è il rifiuto dellautorità esteriore, confessionale, dottrinale (egli abbandonò anche le cariche religiose per proseguire le sue meditazioni libere e solitarie). Il principio dello Spirito, la scintilla divina, si trova allinterno dellanima stessa, nelluomo interiore. Allo stesso modo la chiesa storica e la Scrittura, non hanno importanza per Weigel: la Salvezza non proviene dal Cristo storico, ma dal Cristo interiore, immagine perfetta dellintroiezione illuminata e appartata. Luomo interiore diventa così il fondamento del macrocosmo, perché contiene in se stesso la generazione del Logos divino.
Anche John Arndt (1555-1621) fu un pastore protestante tedesco. Redasse diverse opere della mistica medievale; oltre che ad Eckhart sispirò ad altre importanti figure religiose, come Angela da Foligno e Bernardo di Chiaravalle. Il capolavoro di Arndt sono i Sei libri del cristianesimo (in un primo tempo i libri erano quattro), in cui tenta di armonizzare e combinare la mistica medievale con il paracelsismo e lalchimia. Troviamo in Arndt anche la c.d. dottrina della seconda nascita, ossia la formazione di un nuovo corpo allinterno dellanima, in grado di realizzare la salvezza personale.
Heinrich Kunrath (1560-1605) scrisse lAmpitheatrum Sapientiae Aeternae, un trattato alchemico-teosofico che contribuì a diffondere in Germania il termine teosofia, soppiantando progressivamente il più datato e sospetto, magia divina.[7] LAmpitheatrum segna anche linizio di un nuovo stile, un modo inedito di scrivere e speculare ricco dimmagini ed illustrazioni. Da questo momento, tutti i libri di alchimia si arricchiscono di simboli disegnati allinterno di pagine coloratissime; tuttavia, la ricerca iconografica subisce presto una battuta di arresto ed è soltanto nel secolo successivo che simpone definitivamente.
4- La prima età delloro
della teosofia (seconda metà del XVI°- XVII° secolo).
Solo con Jacob Boehme, però, la corrente teosofica acquista la sua connotazione definitiva. Il vero fondatore della teosofia nasce nel 1575 ad Alt-Seidenberg (Slesia). Nel 1599 si spostò nella vicina Görlitz dove esercitò per tutta la vita il mestiere di calzolaio. Sposa Caterina Kuntzschmann, figlia di un macellaio. Lo stesso Boehme, era nato in una famiglia molto povera, studiando da autodidatta. Alla nascita del primo figlio, Boehme inizia ad avere le sue illuminazioni. Il primo testo, lAurora che sorge è del 1612, ma il manoscritto circola prima clandestinamente, diffondendo la fama di Boehme ed attirando su di lui, lira di Gregor Richter, pastore protestante a Görlitz. Nel 1613, Richter fa arrestare Boehme con laccusa di eresia. Boheme viene rilasciato con la condizione di smettere di scrivere. Jacob, tuttavia, ricomincia presto a divulgare il suo pensiero anche fuori della Slesia. Tra il1619 ed il 1623 scrive: Descrizione dei tre principi dellessenza divina, la triplice vita delluomo, Quaranta questioni sulle anime, Lincarnazione di Cristo, Sei punti teosofici, Lelezione di grazia, De signature rerum, Mysterium magnum. Ma è la via a Cristo, stampata nel 1624, a risvegliare lira, mai sopita per la verità, di Richter. Il ciabattino di Görlitz è sottoposto ad un nuovo processo: invano cerca di ottenere la protezione del principe. Nel maggio del 1624, Richter scatena le compulsioni delle masse contro la famiglia di Jacob. Il 17 novembre Boehme muore; qualche mese prima, era scomparso anche Richter. Il funerale religioso viene concesso a Boehme con grosse difficoltà e tramite la mediazione del consiglio comunale, interpellato da un amico del teosofo. A funerale avvenuto, come ricordato, la sua tomba viene profanata dalla folla inferocita.
Nel 1610 mentre sta contemplando un vaso di stagno, avviene la prima visione, che svela a Boehme come la realtà sia costituita da diversi corrispondenti piani ontologici, ordinati gerarchicamente da livelli assiologici. Nella storia della filosofia occidentale, lidea che lessere sia strutturato da differenti piani di manifestazione, appare per la prima volta nelle c.d. dottrine non scritte di Platone. Successivamente, la teoria è rielaborata da Plotino e poi dallo Pseudo-Dionigi. Nella cultura indiana, la ritroviamo, nelle Upanishad. Per quanto riguarda il visionarismo esiste un filo rosso che riallaccia Boehme a Hildegarde di Bingen. La fenomenologia di queste visioni divine- che niente impedisce di equiparare a semplici allucinazioni psichiche- rimanda ad un flusso di emozioni e proiezioni inconsce disordinate da parte del soggetto, che disperatamente anela allunione con il Dio. Unione, tuttavia, destinata allo scacco, perché legata alle dinamiche del sentimento damore, allineffabile dicotomia tra lamante/Io e lamato/Dio: contrapposizione insolubile, perché lamante ha sempre bisogno della dualità per continuare, appunto, ad amare[8].
Con Boehme si ha, tuttavia, una ripresa del visionarismo innescata su di una percezione meno sentimentale e più esoterica della realtà. Successivamente, Swedenborg, pur mantenendosi sostanzialmente indipendente da Boehme, continuerà la tradizione del visionarismo, ispirando a sua volta intere generazioni di poeti, letterati ed artisti, tra cui Blake, Goethe, Balzac, Baudelaire, Emerson, Yeats, Strindberg[9].
Aurora può essere considerata come latto di nascita della teosofia. Scritta in tedesco, essa ripresenta una Naturphilosophie di tipo paracelsiano armonizzata dallinflusso della mistica medievale tedesca. Nella teosofia boehmiana si trovano scarse tracce dellermetismo alessandrino e della cabbala ebraica. Limpianto dottrinale è imperniato principalmente sul paracelsismo, con qualche riferimento alchemico e timidi accenni alla cabbala ebraica. Importante è anche il richiamo allinteriorità che trasforma lesteriorità della Scrittura, attraverso una lenta rilettura dellanima, in essenza dello spirito. La Redenzione, per Boehme, è il passaggio dalla storia allessenza. Il processo di progressiva introiezione dello spirito conduce al di là del fondamento (Grund), verso labisso senza fondo (Ungrund). LUngrund, è per Boheme, Dio stesso[10], volere senza fondo; mentre il Figlio è concepito come volere generato dallabisso infinito; lo Spirito come esito del volere dellabisso. La contemplazione di questo Nulla eterno è la vera Sapienza divina, che dà piacere a Colui che la persegue. Trattandosi di contemplazione pura ed eterna, la Sapienza è identificata da Boehme con lo stesso Logos giovanneo. La Creazione è frutto dellira e dello sdegno dellabisso: dalla volontà divina scaturisce il Mondo, ma anche il Male, che trova così la sua giustificazione allinterno del processo dattivazione del volere senza fondo. Processo che porterà, tuttavia, allestinzione stessa del Male e al Ritorno nellUnità del Tutto. Uomo, Natura e Dio non sono, infatti, nellessenza, eterogenei: il mito dellAndrogino testimonia, per Boehme, proprio la possibilità della Reintegrazione finale nellUno.
Jane Ward, nacque nel 1623 a Norfolk. Fino alladolescenza visse nellagiatezza economica, poi si convertì repentinamente. Si sposò a Londra alletà di ventuno anni con William Leade: ebbe quattro figlie. Lincontro con Pordage (1608-1681; autore di Teologia Mystica, or the Mystic Divinitie of the Eternal Invisibles) la avvicinò alla teosofia di Boehme, di cui tradusse in inglese le opere. Ritiratasi definitivamente dalla vita attiva e mondana, scrisse diverse opere (tra le quali si può ricordare, The Laws of Paradise, given forth by Wisdom to a Translated Spirit, 1695), successivamente tradotte in tedesco, a testimonianza del successo del suo pensiero. Morì nel 1704. La sua opera ispirò le idee dei Filadelfi, una società segreta del XVIII secolo, composta principalmente da avversari politici di Napoleone. Il pensiero della Leade è tutto incentrato sulle tematiche neotestamentarie della Salvezza delluomo mediante lopera del Redentore. Satana è destinato alla dannazione eterna; al contrario Adamo, mediante lamore di Cristo, si salverà assieme a tutto il genere umano.
Quirinus Kuhlmann (1651-1689) scrisse ben sessantotto opere. Viaggiatore infaticabile, attraversò tutta lEuropa dalla penisola iberica alla Russia zarista, soggiornando a Costantinopoli. Proprio a Mosca fu mandato al rogo dai difensori dellortodossia, preoccupati dal suo tentativo di convertire lo zar. Spirito eclettico, coltivò i suoi interessi adattandoli alla cultura dei paesi nei quali soggiornava. A Breslavia studiò gli epigrammi alessandrini; a Iena scrisse i suoi diari di viaggio, componendo sonetti spirituali.
Kuhlmann, dopo Raimondo Lullo, e prima di Oetinger, cercò di elaborare una scienza universale, combinatoria, che avrebbe dovuto comprendere lintero scibile umano, la cultura scientifica del tempo come quella umanistica. Impresa tentata nella stessa epoca anche da Leibniz e Athanase Kircher. Nella sua opera più conosciuta, Kühlpsalter, Kuhlmann mette insieme dei salmi disponendoli secondo una particolare aritmologia, mescolando richiami biblici e postulati boehmiani. La descrizione dettagliata dei simboli (sette spiriti, tre principi, sette sorgenti, ecc.) è propedeutica allidentificazione di un Centrum spirituale, responsabile dellazione creatrice. Conoscere questo Centro è compito della disciplina enciclopedica che Kuhlmann sta ideando, Scienza delle scienze. Dio è pensato come il Centro di una ruota che gira: le creature ruotano attorno a lui, come le parole attorno al poeta. Ma è un Dio che non emana pacificamente la sua essenza nel creato; ma- come per Boehme furiosamente crea il mondo, estendendo la sua azione con la forza di un vulcano in eruzione. Per Kuhlmann lessenza umana è di natura ignea, il fondo dellanima è forgiato nel fuoco. Sophia ha abbandonato il mondo visibile e la Natura è destinata alla catastrofe. Le pagine di Kühlpsalter sono dense di dolore e angoscia: soltanto alla fine del tempo è possibile il matrimonio spirituale dellanima con Dio.[11] Luomo che voglia salvarsi, sempre secondo Kuhlmann, deve sviluppare la Saggezza divina nellanima, che sola permette di sfuggire al dolore ed allautodistruzione; Kuhlmann identifica la Saggezza con la sapienza umana: la sola forma di Sophia realizzabile dalluomo decaduto è la Saggezza divina nellanima. È evidente che, per Kuhlmann, la vera Saggezza è quella che Dio stesso ha trasmesso alluomo tramite il Lógos[12]. La crescita spirituale delluomo è paragonata a quella di un albero: si tratta, per il teosofo tedesco, di usare la Saggezza per bruciare il fogliame selvatico e irrorare i rami più prosperosi.
Johann Georg Gichtel nasce a Ratisbonne in Bavaria nel 1638, studia teologia e diritto a Strasburgo. Ad Amsterdam fonda la Comunità dei Fratelli della Via Angelica (Engelsbrüder). Gichtel, molto influenzato da Boehme, fu anchegli un grande visionario; ritroviamo nei suoi scritti, la tematica delle nozze spirituali con Sophia, la Saggezza divina. Nella via amoris è lanima delluomo ad assumere valenza femminile in rapporto alla mascolinizzazione di Sophia; mentre, al contrario, nello gnosticismo antico questultima si presenta come teofania lunare, passiva. Nella mistica del sentimento, lanima che incontra il Lógos o che riconosce Sophia, non può non farsi penetrare dalla Luce divina, indipendentemente dalla polarità originaria della Sapienza di Dio prima della Caduta terrestre (teofania maschile o, al contrario, femminile).
Un punto fondamentale della teoria gichteliana è la svalutazione, o perlomeno il ridimensionamento, della Scrittura. Questa ha assunto unimportanza capitale in un particolare periodo della storia dIsraele, funzionale al superamento del travaglio spirituale del popolo ebraico. La Bibbia, secondo Gichtel, raccolse e richiamò gli ebrei ai loro doveri religiosi: ebbe quindi una funzione protettrice, preservando il popolo eletto da ricadute paganeggianti. Gichtel crede che la sua epoca possa fare a meno della Scrittura e dei sacramenti: essi non sono indispensabili allanima che voglia realizzare le nozze mistiche con Dio. È evidente linfluenza su Gichtel della sinistra della Riforma, influenzata a sua volta dal maestro dellinteriorità, Meister Eckhart.[13] Lanima deve trovare in se stessa la strada per arrivare a Dio: lessere profondo che abita luomo, è chiamato da Gichtel, Gemüth, fondo dellanima e organismo spirituale; allo stesso tempo, Dio elargisce la grazia tramite un processo simile allemanazione plotiniana. Ma mentre per Eckhart la luce divina nasce dolcemente nellanima umana, lo stesso processo assume toni molto drammatici nella meditazione gichteliana. Il lume divino si rivela nellanima umana con la violenza di un cataclisma, di unesplosione. È evidente come Gichtel, da buon cristiano, dovendo ammettere la personificazione divina, sia costretto a ricorrere a tutte quelle manifestazioni esteriori, antropomorfiche, roboanti, per descrivere la nascita del Lógos nellanima.
In altri termini, mentre i greci pensavano Dio come sostanza assolutamente impersonale, gli ebrei e, successivamente, i cristiani, trasformano il Principio in persona reale. Nel Nuovo Testamento compare un dio antropomorfo che soppesa le singole azioni umane e decide delle sorti individuali; laddove, Platone ancora pensava Dio come Bene in sé, Aristotele come Pensiero di Pensiero e Plotino come Uno. Gichtel quindi, sconfessa in questo senso la lezione eckhartiana della quieta luce, e decide di contrassegnare platealmente con limmagine del mare di fuoco, la nascita del Lógos nelluomo. Come per Boehme, anche per Gichtel il processo escatologico è dialettico: lira divina è destinata ad essere superata nella sintesi finale. Rimane tuttavia la distinzione boehmiana tra il fuoco centrale della Trinità, frutto dellamore divino e la Natura generata dallira.
Non possiamo concludere senza ricordare la particolare interpretazione gichteliana dellAndrogino, tema ricorrente nelle opere di Boehme. Per Gichtel, Adamo racchiudeva nella sua natura, le due opposte polarità del maschile e del femminile. Il principio maschile era designato con il nome dello stesso Adamo e corrispondeva alla forza dello spirito; il femminile con il nome di Sophia ed indicava il corpo. Ma nel contesto gichteliano non è presente la svalutazione orfico-pitagorica del corpo, perché è proprio Sophia a temprare ed illuminare lo spirito rivelandogli i segreti della saggezza divina. Addirittura è Sophia stessa ad assicurare lunione tra Dio e lAndrogino, perché essa è insieme il corpo di Dio e quello di Adamo. La Caduta nel mondo della materia, provoca la perdita di Sophia e quindi la frattura ontologica delluomo, ormai irrimediabilmente scisso dal corpo divino del Creatore. È evidente, in questa concezione, linfluenza del mito gnostico della Caduta.
5-
Lintermezzo swedenborghiano (1688-1772).
Emanuel Swedenborg nasce a Stoccolma nel 1688, da una famiglia molto colta. Fin dallinfanzia mostra una spiccata propensione allo studio della matematica, della fisica, delle scienze naturali. Compì viaggi frequenti in Inghilterra, Francia, Olanda. Negli anni della formazione sinteressa alla paleontologia, allingegneria mineraria, alla filosofia. Solitamente si usa suddividere il pensiero di Swedenborg in tre fasi.
Nella prima, rientra liniziale propensione di Swedenborg per
lo scientismo ed il razionalismo. Tuttavia, questa fase deve essere accomunata da forte
conflittualità speculativa o, quantomeno, da ambivalenti slanci verso lImmaginario.
A questo periodo risalgono, infatti, le sue opere più marcatamente irrazionalistiche: Oeconomia
Regni Animalis; Clavis Hierogliphyca arcanorum naturalium e spritualium per viam
Repraesentationum et Corrispondentiarum.
La seconda fase è caratterizzata invece da una spiccata tensione verso lascetismo platonizzante e dallo sviluppo delle capacità visionarie. In questo periodo scrive De Cultu et Amore Dei; opera in cui Swedenborg richiama una concezione platonizzante delleros[14], mutuata dal Simposio, innestata, tuttavia, allinterno di un impianto teoretico strettamente dualista.[15] Il dualismo tipico è quello biblico-gnostico tra bene e male; dicotomia, tuttavia, esteriorizzata ed incarnata dallinterno di una sorta di animismo psichico. Esistono angeli del bene e del male, entità reali- non semplicente nominali che abitano luomo e sono responsabili delle sue compulsioni. Allo stesso tempo, ogni idiosincrasia o predisposizione del soggetto è riconducibile allazione benefica o perturbante di queste entità. Ci troviamo di fronte, quindi, ad una concezione animistica delletica e della psiche. Le torve degli angeli sono infine ricondotte alla contrapposizione fondamentale tra Dio e Satana, rispettivamente principi degli spiriti del bene e di quelli del male. Ogni fenomeno naturale o intellettuale è per Swedenborg riconducibile alle entità spirituali dellUniverso; la realtà terrena è quindi la risultante delle influenze delle entità soprannaturali; la vera sapienza umana è la conoscenza di queste stesse entità.
Lultimo periodo della vita di Swedenborg è quello più propriamente teosofico. Le sue visioni, infatti, iniziano dopo i cinquanta anni. La sua opera principale di questo periodo è gli Arcana Coelestia. Il dualismo psico-animistico è adesso superato allinterno di una prospettiva escatologica e soteriologia. Il teosofo e visionario svedese fonda addirittura una chiesa (a lui stesso intitolata) in grado di preparare gli uomini allera finale celeste. Il peccato originale, per Swedenborg, genera la coscienza razionale da quella semplicemente intuitiva. La temporalità diventa così lo spazio diacronico che separa la caduta della prima chiesa originale dalla progressiva ascensione dellumanità, che si riunisce con Dio. Il millenarismo swedenborghiano fu oggetto di molte critiche, da Kant a Blake.
6-
La renaissance teosofica alla fine del XVIII° secolo.
Abbiamo visto come lopera di Swedenborg oltrepassi i confini della teosofia propriamente detta, per attingere trasversalmente ai più svariati ambiti della cultura del tempo. In questo senso Swedenborg può essere considerato qualcosa di più di un semplice teosofo. O, forse, da unaltra angolatura, si potrebbe rovesciare il giudizio e considerare il visionario svedese come un teosofo incompiuto, giunto alla teosofia in età ormai avanzata.
In entrambi i casi, lopera dello svedese funge da collante tra lera boehmiana e la renaissance del XVIII° secolo. Anche se questultima fase non può certamente essere completamente equiparata alla prima. Mentre lepoca boehmiana e pre-boehmiana è costituita da grandi visionari- ricordiamo, per esempio, oltre a Boehme, anche Gichtel, Kuhlmann, Jane Leade- la seconda è formata per lo più da commentatori delle Scritture, in cui il pensiero teorico prevale sullo sguardo profetico.
Possiamo cercare linizio di questo nuovo modo di fare teosofia nel primo libro di Saint-Martin, Des erreurs et de la vérité del 1775; ma non si deve dimenticare che Saint-Martin fu a sua volta allievo di Martinez de Pasqually, iniziato da questultimo allo stesso Ordine, da lui fondato, gli Eletti Cohen (Preti Eletti)[16]. Cohen è un termine ebraico e significa sacerdoti. I Cohen erano una classe sacerdotale fondata da Aronne ed in grado di trasmettere e conservare gli insegnamenti segreti della Thorà.
La vita di Martinez de Pasqually (1727-1774) è circondata da una spessa coltre di mistero, alimentata dalle stesse leggende di cui lautore amava circondarsi. Jacques de Livron de la Tour de la Case Martinez de Pasqually nasce nel 1727 a Grenoble, da una famiglia portoghese o spagnola. Esistono dubbi sulla sua eventuale origine ebraica[17]: in ogni caso, in età molto avanzata sposa Marguerite Anglique de Callos con rito cattolico. Il padre di Martinez aveva avuto da Carlo Eduardo Stuart, nel 1738, una patente massonica che, ereditata dal figlio, consentiva diniziare a vista massoni e di fondare Logge. Nel 1760, la patente di Martinez ottenne il riconoscimento ufficiale del Grande Oriente di Francia. Martinez godette fama di mago e teurgo: reputazione che rese possibile la fondazione di numerosi ordini iniziatici dimpronta massonica. Il più celebre di tutti, rimane, il già citato Ordine degli Eletti Cohen fondato nel 1750. LOrdine degli Eletti Cohen era strutturato esteriormente secondo lordinamento massonico, ma limpianto dottrinale sispirava al grande lascito della magia cerimoniale e teurgica; Lordinamento gerarchico degli esseri, paragonabile a quello presentato dallo Pseudo-Dionigi nel suo Corpus dionysianum: 2400 angeli ed arcangeli, pronti per essere invocati ed associati a segni e geroglifici[18].
Il sistema di Cohen era modellato su quello creato da Swedenborg nel 1720[19]. Brevemente, riportiamo in maniera sintetica la struttura gerarchica in vigore nellOrdine dei Preti Eletti:
1° classe: Apprendista, Compagno, Maestro (Massoneria c.d. azzurra).
2° classe: Apprendista Cohen, Compagno, Maestro Eletto Cohen, Maestro Particolare (classificazione c.d. del Portico).
3° classe: Gran Maestro Eletto Cohen o Grande Architetto, Cavaliere dOriente (classificazione c.d. del Tempio).
4° classe: Reaux Croix (segreta)[20].
Nella prima classe erano impartiti i normali insegnamenti massonici della Massoneria c.d. azzurra. Nella seconda, erano trasmesse più specificatamente le dottrine Cohen; nella terza, i riti di passaggio iniziatici erano sospesi e ladepto era direttamente ordinato alla ricezione dei poteri sacerdotali. Nel grado di Grande Architetto erano insegnati gli esorcismi. Nel grado supremo di Reaux Croix, ladepto praticava la teurgia e completava il processo anabatico di reintegrazione nellarchetipo dellUomo Universale, lAdam Qadmon cabalistico. La teurgia consisteva nella materializzazione di un glifo luminoso o nella manifestazione di un suono: solitamente la ierofania era interpretata come un segnale positivo, attestante la rettitudine del cammino iniziatico. I Reaux Croix, durante le loro pratiche teurgiche, erano sottoposti a due gravi pericoli. Il primo concerneva i contatti occasionali con le entità angeliche, che potevano apportare gravi conseguenze al corpo fisico delloperatore. Nel secondo caso, il pericolo veniva direttamente dalle potenze demoniache, in grado di ingannare il teurgo con un falso corpo di gloria.
LOrdine degli Eletti Cohen fu legato alla fama di Martinez. Nel 1774- in seguito alla scomparsa di Martinez avvenuta a Santo Domingo - lOrdine inizia la sua parabola discendente, sfiorando la definitiva estinzione. Logge degli Eletti Cohen sono ancora oggi presenti in Francia ed in Italia.
Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803), nasce ad Ambroise, da una famiglia nobile. Rimasto orfano della madre, è allevato dalla seconda moglie del padre. Studia giurisprudenza a Parigi, ma successivamente preferisce la carriera militare. A Bordeaux conosce nel 1769 Martinez de Pasqually.. Due anni dopo abbandona la vita militare e si ritira a vita contemplativa. Nel 1773 a Lione, conosce J. Baptiste Willermoz, altro allievo martinezista. Nello stesso anno scrive la sua prima opera, Des erreurs e de la verité, pubblicata soltanto nel 1775. In questopera, Saint-Martin cerca di far risalire tutto lelaborato intellettuale, morale e religioso delluomo ad una causa attiva presente nellanima[21], combattendo lateismo e gli eccessi meccanicistici e materialistici della giovane scienza moderna. Saint-Martin, diventato ormai Reaux Cohen, abbandona tuttavia lordine fondato da de Pasqually, ritenendo questultimo eccessivamente sbilanciato verso lesteriorità, a detrimento della via interiore, la sola, a suo avviso, che merita di essere percorsa[22].
Saint-Martin, uomo elegante e raffinato, inizia a frequentare i salotti aristocratici di Parigi, mantenendosi però rigorosamente casto. In questo periodo scrive Tableau Naturel des rapports entre Dieu lhomme et lunivers, opera ideata nel segno del martinezismo. Per Saint-Martin nelluomo è presente una facoltà superiore responsabile delle idee archetipe, in grado di guidare verso il retto agire e sottrarre lessere umano al determinismo naturale. Le compulsioni e le sensazioni empiriche sono da Saint-Martin attribuite alla Caduta originaria. Se luomo non si fosse macchiato del peccato originale, non avrebbe conosciuto il male e non sarebbe stato soggetto al turbinio dei sensi che determina le azioni empie e malvagie. Soltanto con il processo di reintegrazione finale nel principio divino, luomo riacquisterà la padronanza perduta del retto agire e pensare, divenendo in grado di annullare completamente il pathos sensoriale.
Nel 1778, a Strasburgo lincontro con madame de Boeclin, che gli fa scoprire lopera di Boehme. Nel 1802, pubblica LHomme de Désir, opera che costituisce il pilastro teoretico del martinismo, successivamente fondato da Papus nel 1891. Lopera è formata da 301 cantici, inneggianti al desiderio umano di reintegrazione divina: ritorno nellUnità reso possibile soltanto dalla perfezione della vita spirituale. Alla stessa maniera dellermetismo alessandrino, lanabasi è resa possibile dalla discesa catabasica della Luce divina; la risalita verso il Principio è consequenziale allIlluminazione spirituale, conseguita attraverso due tipi di preghiera, esteriore ed interiore. La prima racchiude tutte le azioni quotidiane orientate alla gloria del Regno dei Cieli, la seconda è riconducibile allalchimia spirituale.
Nel 1789, Saint-Martin scrive Ritratto storico e filosofico. La Rivoluzione lo costringe alla fuga.
Il 4 luglio del 1790, Saint-Martin si dichiara in sonno nei riguardi della Massoneria francese ed inizia ad accentrare, intorno a sé, gruppi di amici e discepoli, dando vita ad una conventicola denominata, appunto, Intimi di Saint-Martin. Nel 1792 pubblica Le nouvelle homme, in cui teorizza la possibilità di uniformare il flusso dei pensieri al pensiero di Dio, mediante un deposito divino insito nelluomo; dottrina, questa, che chiaramente rimanda sempre alla problematica medievale della sinderesi e del luogo mistico nellanima umana.
Sempre nello stesso anno pubblica Ecce homo, pamphlet indirizzato verso il basso spiritualismo dellepoca che favorisce il diffondersi della moda della parapsicologia e del channeling. Con il poema in prosa ed in versi Le crocodile ou la guerre du bien contre du bien contre le mal, Saint-Martin controbatte le teorie materialistiche di Joseph Dominique Garat, professore di analisi dellintendimento umano. Garat sosteneva il primato della sensazione sullintellezione: tesi- ovviamente- respinta dal filosofo incognito. Saint-Martin insiste piuttosto sullemanazione diretta dellUomo Primordiale dal Principio divino; proiezione metafisica provvisoriamente interrotta a causa della Caduta terrestre. Per Saint-Martin la sola maniera per ripercorrere il cammino anabatico della Reintegrazione nellarchetipo è il potenziamento del Desiderio, inteso platonicamente come trascendentalismo erotico volto allaffinamento progressivo dello spirito nel distacco dai beni sensibili; o anche come riconoscimento agostiniano della Verità interiore dellanima: Verità, che altro non è, che Dio stesso.
Nel De LEsprit de le chose, Saint-Martin riprende lidea classica dellesoterismo occidentale, che assomma luomo ad una sorta di specchio vivente in grado di riprodurre limmagine divina nel creato. Già la Natura è supporto simbolico, segno e rimando della perfetta e celata disvelatezza del mondo intelligibile: luomo- microcosmo ed imago dei- è lo specchio più terso e lucido. Siamo in presenza dunque della concezione platonica classica che garantisce dignità metafisica alla Natura sensibile, proprio in quanto copia- seppur imperfetta- delle entità intelleggibili. Nella tradizione giudaico-cristiana assistiamo invece ad una raffigurazione assolutamente negativa e discriminante della ph?sis, concepita come irriducibile frattura ontologica e regno della forza bruta e del male. Nessuna salvezza è possibile per le creature non umane e per il mondo sensibile: la redenzione è solo per gli uomini giusti e mai per gli altri esseri viventi appartenenti alla natura animale o vegetale. Lesoterismo occidentale rovescia questa lugubre concezione cristiana dimpronta antropocentrica: anche le piante e gli animali, seppur ridimensionati nella scala assiologica, sono proiezioni imperfette e rimandi al mondo divino. Copie inferiori di enti soprannaturali, o comunque, in ogni caso, tracce del disegno intelleggibile. La dignità ontologica è conquistata anche dallessere, mera ombra e riflesso della perfezione del Cielo.
In Le ministre de lHomme-Esprit, Saint-Martin continua nellelaborazione teoretica della sua gnosi dellintroiezione. La Rivelazione divina, abita nelluomo spirituale, nellindividuo convertito alla via della conoscenza e dellascesi. Cammino spirituale carico dangoscia per luomo della Caduta terrestre, costretto a rincorrere la Verità divina, un tempo appannaggio delluomo edenico. Costretto a ritrovare la propria essenza nella reintegrazione archetipa, il proprio volto soprasensibile nellidentità primordiale.
Il 13 ottobre del 1803, Saint-Martin scompare.
Delleccezionale erudizione di Friedrich Cristoph Oetinger (1702-1782), abbiamo già parlato. È forse il caso di aggiungere soltanto, che in lui leclettismo assume la forma coerente e coordinata di un progetto sistematico, volto ad integrare i campi del sapere allinterno di una conoscenza sintetica ed universale. Un sapere del sapere, quindi, una scienza della scienza, tesa ad armonizzare le conclusioni divergenti della filosofia moderna e della teologia, della fisica e dellesegesi biblica. Lassunto di un sapere unitario che raccolga allinterno dei suoi postulati, in nuce, la sommaria contrazione sintetica dei principi delle c.d. scienze seconde, costituisce forse lidea esoterica per eccellenza, coltivata anche da R. Lullo e da Leibniz. In pieno Ottocento, Fichte ribattezzò metafisica, la dottrina prima che racchiude nelle sue proposizioni i principi fondanti delle scienze derivate o seconde. Enunciati declamatori sullandamento conflittuale della dialettica Io/Non-Io (Mondo), a loro volta sviluppabili consequenzialmente nei fondamenti teorici delle discipline applicative. Evoluzione e sviluppo senza superamento della metafisica nelle scienze dedite alle cause seconde: fisica, chimica, economia politica, ecc.
Attraverso questo sistema unitario del sapere, Oetinger si proponeva di oltrepassare la conoscenza intellettualistica fondata sulla dicotomia soggetto-oggetto, fenomeno-noumeno. Esoterico o mistico è lo sguardo che ritrova nel Tu la cifra identificativa dellIo, mettendo fine allinganno fenomenico sotteso al Mondo della Caduta terrestre, o, in ambito indiano, allillusione samsarica della molteplicità del manifestato. Oetinger, membro attivo della Chiesa Evangelica non poteva e non voleva oltrepassare la Scrittura: la dicotomia del transeunte è conseguenza del peccato originale. Adamo era perfettamente in grado di tramutarsi nellente, realizzando così la fusione conoscitiva con loggetto della conoscenza.
7- La teosofia nel
XIX° secolo: Franz von Baader.
Franz von Baader (1765-1841), rientra nella categoria dei teosofi alla Martinez de Pasqually e Saint-Martin, cattolici e massoni allo stesso tempo[23]. Nato a Monaco di Baviera, si dedica in un primo tempo allo studio della medicina. Successivamente studia anche mineralogia a Freiberg. Durante il suo soggiorno in Sassonia si avvicina alla mistica medievale: sicuramente legge Meister Eckhart e Teodorico di Freiberg. Soprattutto è influenzato da Boehme. Nel 1797 diventa consigliere delle miniere in Baviera, cercando il fondamento della fisica nella speculazione metafisica. Muovendosi allinterno di questa prospettiva, non ci si deve stupire più di tanto che Baader riesca ad armonizzare senza difficoltà linteresse per il mondo degli effetti con quello per il regno dei fini. La completa e finale trasformazione del pensiero metafisico nel totalitarismo tecnocentrico, avverrà soltanto nel Novecento. Nellera di Baader è ancora possibile lapproccio rinascimentale ed aristotelico alla conoscenza, in grado di risalire induttivamente o sistematicamente dalle cause seconde alle cause prime. Baader può così continuare ad essere, senza sofferenza, fisico e metafisico. Proprio la sua cultura scientifica lo porta alla corte dello zar Alessandro I.
Nel 1786, Baader, come abbiamo visto, poco più che ventenne, inizia a studiare mineralogia a Friburgo. La sua prima opera, del 1792, è: Du calorique, de sa répartition, de son association e de sa dissolution, particulièrement dan la combustion des corps. La peculiarità del trattato è nel tratto stilistico estremamente lirico di Baader, e nel tentativo di coniugare la concezione herderiana e schellinghiana della Natura come Spirito vivente con le acquisizioni della scienza moderna. Non si deve dimenticare, che il secolo che sta per finire schiuderà le porte a quel positivismo che cerca nel dominio della Natura il compito assegnato da Dio alluomo. Baader, quindi, persegue- come a suo tempo Oetinger- un progetto olistico e sistematico volto ad integrare i dati della Naturphilosophie con il moderno metodo scientifico. In Fermenta Cognitionis, Baader paragona lo Spiritus Mundi alloceano cosmico, punto di partenza e darrivo dellesistenza individuale. In Cours de Philosophie, Baader teorizza il collegamento dei sensi di tutti gli esseri viventi con ununica visione centrale ed universale[24]: lo Spirito Animale del Mondo. Questo spirito astrale non va confuso con lo Spirito del Mondo, dordine celeste. Lo Spirito Animale del Mondo funge da catalizzatore di tutte le coscienze individuali: la percezione di sé di ogni vivente dipende da questunica matrice universale. Baader si serve qui di una metafora di Tommaso dAquino per spiegare il complesso rapporto tra Spirito super-individuale e soggettività. Due uomini che possedessero un occhio comune, percepirebbero una sola visione, pur essendo due osservatori distinti.[25] Baader aggiunge anche lesempio di due sorelle siamesi, unite dal corpo, che percepiscono gli stessi stimoli sensoriali del piacere e del dolore[26]. Esistono quindi, sempre per Baader, due tipi di Spirito del mondo, astrale e celeste. Questultimo è identificato dal teosofo tedesco con la stessa Sophia, intesa come istanza superiore ed universale. Il significato etimologico della parola filosofia non va tanto cercato nel classico amore per la sapienza, quanto nella sottomissione alla Sophia, pensata come unentità super-umana o- che è lo stesso- come la matrice di tutti gli archetipi, in grado di dirigere le azioni umane. Luomo può accettare o rifiutare i suggerimenti di questa Ragione universale, ma in ogni caso non può essere identificato completamente con essa. Baader chiama questa Sapienza universale con sinonimi diversi: Saggezza, Sophia, Idea, Idea formatrice, Vergine. [27] Essa, denominata anche spiritus mundi divini, è eterna e deve essere distinta dallAnima del Mondo, collocata al livello inferiore della manifestazione. Soltanto la religione cristiana, per il teosofo tedesco, può stabilire un contatto diretto- inorganico ed intellettuale- con il Principio primo. Sophia, o Saggezza, è appunto la mediatrice universale in grado di realizzare il contatto tra creatura ed il Principio e la scienza che se noccupa è detta Sophiologia.
8- La Società Teosofica è
assimilabile alla grande corrente teosofica europea?
La Società Teosofica è stata fondata nel 1875 a New York, dallincontro tra Madame Blavatsky ed il colonnello H. Steel Olcott. Helena von Hahn nasce il 12 agosto 1831 in Ucraina, discendente di una famiglia in parte russa, in parte francese e tedesca. Il padre era un colonnello e la madre, una scrittrice di novelle. Helena inizia a interessarsi di esoterismo, venuta a contatto con la biblioteca dei nonni. È assodato, peraltro, che Helena era in possesso di una personalità magnetica, e, probabilmente, anche di poteri medianici. A diciotto anni si sposa con Nikofor Blavatsky, ma dopo tre mesi rompe il matrimonio. Inizia un tour spirituale per lEuropa, lAfrica e lAsia, finché non decide di soggiornare a New York (la leggenda vuole sotto la direzione di una misteriosa organizzazione). Henry Steel Olcott (1832-1907), nasce nel New Jersey e si arruola presto nellesercito, esercitando in seguito anche come avvocato. Fin dalladolescenza Olcott mostra uno spiccato interesse per Swedenborg e per le tradizioni religiose. A ventanni inizia a frequentare i circoli spiritistici, fino allincontro con Madame Blavatsky nel 1874. Una menzionare particolare merita anche William Q. Judge (1851-1896), che nella S.T. rivestì la carica di legale interno fino alla morte della Blavatsky nel 1891, quando divenne presidente della Scuola Orientale di Teosofia, sezione americana. E dimportanza centrale anche la figura della presidentessa della Scuola Orientale di Teosofia, per il resto del mondo: Annie Besant.
Ella nasce a Londra nel 1847 da una famiglia colta e benestante. Si sposa precocemente con il reverendo Frank Besant, ma il matrimonio dura poco, anche se nascono due figli. Annie inizia ad interessarsi alla politica ed alle idee socialiste, ma anche alloccultismo e al soprannaturale, finchè nel 1889 legge Secret Doctrine della Blavatsky. Dalla lettura del libro allincontro con la fondatrice della S.T., il passo è breve. Rapidamente, Annie Besant brucia le tappe e sale nella scala gerarchica della S.T. Se Madame Blavatsky emana un magnetismo animale capace di affascinare e conquistare gli scettici, la Besant possiede doni intellettuali differenti, ma altrettanto importanti. La Besant ha doti non comuni, per le donne dellepoca. Ella è una straordinaria oratrice e la sua eloquenza riesce ad ammaliare e convincere qualsiasi platea. Sovente vestita con abiti orientali, alle sue conferenze attira un pubblico numeroso, che resta stupito di fronte alla facilità con la quale questa donna coltissima riesce a spaziare dalla religione, alla politica, alla scienza. Se la Blavatsky ha poteri medianici e magnetismo animale, la Besant, dal canto suo, possiede esperienza politica, grandi capacità oratorie ed intellettuali, e cultura scientifica. In altre parole, è nata per essere leader.
Il grande errore della Besant fu, probabilmente, nellaver accordato la sua totale fiducia ad un giovane ragazzo indiano adottato, Krihnamurti. La Besant vedeva in questo giovane il probabile maestro spirituale della nuova era, un novello Gesù o Buddha. Creò, appositamente per lui, lOrdine della Stella dOriente, sciolto nel 1929 dallo stesso Krishnamurti, diventato maggiorenne, e poco persuaso del progetto. Krishnamurti diede inizio ad una serie di scismi interni, fondando ulteriori ordini, a suo avviso, maggiormente in grado di trasmettere i suoi insegnamenti.
Sotto il profilo teoretico, la S.T. si presenta come erede di quelluniversalismo religioso dimpronta romantica, che guarda con interesse alle religioni indiane ed estremo-orientali. La S.T. non si limita più come la teosofia europea a recuperare lImmaginario testamentario, ma si apre a tutte le religioni ed a tutte le tradizioni del mondo. Alla fine del settecento cominciano a circolare in Europa le prime traduzioni dal corpus vedico, gli eruditi iniziano a studiare le filosofie e le religioni dellIndia e dellOriente. Nellottocento, lidea di una religione universale, le cui vestigia sono rintracciabili in tutte le religioni della terra, inizia a farsi largo. Anche la Massoneria ricorre alle genealogie mitiche per acquisire prestigio e blasone iniziatico; nei loro libri, i due eruditi massonici, J. P. Ragon e J. Yarker, incedono sovente in un sincretismo appassionato, nel tentativo di accreditare le presunte radici egizie della Libera Muratoria moderna. Anche negli Stati Uniti, con il Trascendentalismo si diffonde il sincretismo dottrinale: si attende una nuova era in cui tutte le religioni del mondo saranno fuse in ununica Religione dellUmanità.[28]
In questo clima culturale la S.T. ricerca
nellIndia le radici di tutte le religioni e tradizioni: «Un giorno dovremo
apprendere che tutte le antiche tradizioni sfigurate dallemigrazione e dalla
leggenda appartenevano alla storia dellIndia» (Isis Unveiled).
Sincretismo, quindi. E sostituzione dellimpianto mitologico della Genesi con la letteratura vedica. In altre parole, la S.T. rovescia il primato bibliocentrico, relegando e subordinando il cristianesimo, pur nella continuità oggettiva, alle sue radici indiane. Al contrario la corrente teosofica europea era stata eminentemente cristiana, nelle sue ramificazioni cattoliche o protestanti.
Inoltre, uno dei capisaldi dottrinali della S.T. è la teoria della reincarnazione. Lindividuo è pensato come composto da una coscienza immortale che si evolve attraverso innumerevoli vite: la reincarnazione è il passaggio del Sé in un nuovo corpo ed in nuovo destino. Il Karma è la legge della Causa e dellEffetto. Il comportamento genera degli effetti che determinano gli eventi della vita presente e di quella futura, nel caso che lindividuo non riesca ad esaurire il debito karmico prima della morte fisica. Nel suo complesso, lumanità si evolve attraverso sette periodi, o Razze Radici, a loro volta divise in sette sotto-razze. Al vertice della piramide iniziatica, luniverso, ed il destino degli uomini, sono guidati da una Gerarchia Cosmica. Il tempo non è più lineare come nel corpus biblico (e nellannalistica romana), ma è ciclico: lUniverso è destinato a dissolversi e rigenerarsi infinitamente. Levoluzione spirituale dellanima trova il punto darrivo nellidentificazione con lAnima Superiore Universale, al termine del ciclo delle rinascite.
Come si può notare, limpianto concettuale della S.T. è indiano, non giudeo-cristiano. Si può perciò concludere, con un certo margine di sicurezza, che la S.T. ha ben poco in comune con la grande corrente teosofica europea. Ovviamente, questo non significa disconoscerne la dignità culturale e filosofica. Al contrario, la S.T., soprattutto con le figure della Blavatsky e della Besant, è molto importante ed innovativa nel panorama dellesoterismo occidentale. Si tratta soltanto di riconoscere la frattura epistemica, o la discontinuità oggettiva, rispetto al pensiero di Boheme, Saint-Martin, Oetinger, Baader, ecc. In altre parole- almeno su questo punto- la pretesa di ricondurre qualunque fenomeno culturale alla filiazione da un unico Centro, si rivela errata. La S.T. e la corrente teosofica europea- proprio in quanto fenomeni culturali eterogenei- contribuiscono a smantellare il postulato della grande Tradizione, da cui tutto deriva ed a cui tutto deve fare ritorno.
Bibliografia
essenziale
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occidental, I°-II° voll. Gallimard, Parigi.
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A. Faivre, Philisopie de la Nature, Albin Michel Idées
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Edidit- La Table dEmeraude, collection Aries, Parigi 1999.
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A. Faivre, Lesoterismo, SugarCo, Carnago (Varese)
- M. Vannini, Il volto del Dio nascosto, Mondadori, 1999.
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Pietro Turchetti, Il Filosofo Incognito, Arktos, 1995.
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J. Cantucci, La Società Teosofica, Elledici.
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C. Simonetti, Annie Besant, autobiografia. Una mistica
femminista fra 800 e900, Le Lettere
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H. P. Blavatsky, Iside Svelata. Chiave dei misteri antichi e
moderni della scienza e della teologia, Sirio, Trieste, 1958.
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H. P. Blavatsky, La Dottrina Segreta. Sintesi della scienza,
della religione e della filosofia, Bocca, Milano 1947
-
M. Gomes, Theosophy in the
Nineteenth Century: An Annotated Bibliography, Garland Publishing Inc.
[1] R. Guénon, Le Théosophisme, histoire dune pseudo-religion, Parigi 1921: Tali sono, per esempio, delle dottrine come quelle di Jacob Boehme, di Gichtel, di William Law, di Jane Leade, di Swedenborg, di Louis-Claude de Saint-Martin, dEckarthausen: noi non pretendiamo di dare una lista completa, ci accontentiamo di citare qualche nome fra I più conosciuti.
[2] A. Faivre, Accès de lésotérisme occidental, II° vol, Gallimard, Parigi.
[3] [3] A. Faivre, Accès de lésotérisme occidental II, pag.
53, Gallimard, Parigi.
[4] M. Vannini, Il volto del Dio nascosto, Mondadori 1999.
[5] Indicativo è lepisodio finale della devastazione della sua tomba, da parte delle plebi inferocite, aizzate dagli anatemi di Richter.
[6] Solitamente si tende a ricondurre la mistica renano-fiamminga (XIII-XIV) a Ruusbroec, a Meister Eckhart, a Suso, a Taulero, allAnonimo Fracofortese, a Cusano.
[7] A. Faivre, Accès de lésotérisme
occidental II, Gallimard, Parigi.
[8] Sulla questione della via amoris, rimandiamo a M. Vannini, Il volto del Dio nascosto, p.160-168, Mondadori 1999.
[9] Oltre che Yeats, il quale fu direttamente impegnato in diverse organizzazioni magico-iniziatiche, non si può dimenticare la prossimità dellopera di William Blake allesoterismo occidentale. Per approfondire mi permetto di rinviare al mio La poesia hermetica di William Blake, Hiram 1/03 (scaricabile anche dal sito www.grandetriade.it).
[10] si noti come questa concezione rimanda alla tradizione della teologia mistica: dallo Pseudo-Dionigi a Margherita Porete, a Meister Eckhart, Dio viene sempre pensato con attributi negativi, come Tenebra luminosissima o Nulla, in quanto superiore ad ogni determinazione positiva che finirebbe per limitarne lessere.
[11] La simbologia delle nozze mistiche è stata elaborata per la prima volta da Origene; successivamente la ritroviamo nella spiritualità di Bernardo di Chiaravalle e nel primo francescanesimo. In tutti questi casi, lanima è sempre equiparata ad una sposa che penetra nella camera nuziale del Lógos divino, lo Sposo celeste. Si noti come questa interpretazione, tendente a effeminare lanima delluomo in rapporto alla vis penetrativa dello Spirito divino, abbia portato a quellerronea concezione che attribuisce alla mistica un carattere passivo, in raffronto al carattere ben più virile, attivo, maschile, dell esoterismo. Tuttavia, basta leggere le pagine dello Specchio delle anime semplici di Margherita Porete, o il corpus di Meister Eckart, o ancora lopera di Simone Weil, per rendersi conto di come questa concezione sia molto approssimativa.
[12] La generazione del Lógos nellanima umana che rende qualunque uomo simile a Dio e quindi identico a Cristo, è un punto fondamentale del pensiero giovanneo.
[13] Analogo ripudio della Scrittura, si era avuto, in ambito latino, con Margherita Porete.
[14] Platone nel Simposio (o Convito) identifica nella scala amoris uno strumento per percorrere un progressivo cammino di perfezionamento e distacco dalle cose terrene; percorso che conduce fino alla conoscenza del Bello in sé, riconducibile, mediante un passaggio successivo, allamore per lidea del Bene in sé. Ipostasi identificabile con il concetto stesso di Dio. Il neoplatonismo vide nelleros uno dei tre mezzi- gli altri sono larte e la dialettica- per pervenire al ricongiungimento con lUno. Vale la pena di ricordare che lenfatizzazione platonica e neoplatonica dellamore ha avuto un importante seguito nelle dottrine dei Fedeli dAmore; dove, tuttavia, più che di anabasi erotica, si deve parlare di allegorie iniziatiche incentrate sul linguaggio dellamore sotteso ad indicare la gnosi segreta, al riparo dalle persecuzioni ecclesiastiche. Si deve ricordare anche che il più interessante tentativo di trasformare il neoplatonismo in una religione, si ebbe con Giamblico (251- 270 d. C.).
[15] La concezione dualistica della realtà contrasta nettamente con il monismo emanazionistico di Plotino, ma non del tutto con il pensiero di Platone. La lettura del filosofo ateniese, deve risolvere per ciascun lettore un problema decisivo. Considerare il mondo visibile formato da copie imperfette come frattura ontologica, scissione irriducibile del mondo intelleggibile. O, in alternativa, vedere nella copia un segnavia per raggiungere loriginale. Il primo atteggiamento è caratteristico della devozione religiosa, il secondo delle dottrine esoteriche.
[16] Di solito si usa distinguere il sistema iniziatico di Martinez de Pasqually con il termine martinezismo, da quello ispirato a Saint-Martin- denominato invece martinismo- e fondato da Papus nel 1891 a Parigi. Semplificando, in questo senso, il martinezismo è la dottrina esoterica dellOrdine degli Eletti Cohen; così come, per fare un esempio, la scolastica è la teologia ufficiale della Chiesa cristiana medievale post-Chartres. Sulla stessa falsariga, il martinismo è la filosofia iniziatica dellOrdine Martinista. Ma al di fuori di queste considerazioni teoriche, è ovvio che un sistema di pensiero non si forma dal nulla o per mano di un singolo pensatore, ma deve necessariamente dialettizzare al suo interno le tendenze dellepoca e la filiazione intellettuale del suo autore. E evidente, quindi, che nel sistema martinista è ben presente, oltre alleredità speculativa di Saint-Martin, anche linfluenza martinezista e quella di Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824).
[17] Robert Amadou, il più grande specialista del martinezismo-martinismo, è incline a negare la discendenza ebraica di Martinez.
[18] Levocazione teurgica praticata dagli Eletti Cohen si basava su un complesso gioco di corrispondenze semiologiche tra luomo e lentità. Disegnando un segno sopra un tappeto di lino, il teurgo si preparava ad assistere allapparizione del geroglifico inviato dallentità corrispettiva. Se il geroglifico apparso non corrispondeva a quello atteso dal teurgo, era necessario ridisegnare il segno corrispondente allentità che si era manifestata. Per approfondimenti, consultare A. Faivre, Accès de lésotérisme occidental II, pag. 255-256 Gallimard, Parigi.
[19] Il teosofo svedese, a sua volta si proponeva dintegrare i gradi della Massoneria Operativa con quelli delle Logge di Perfezione e con quelli istituiti nel Venerando Ordine dellAurea Rosa+Croce. Il sistema era denominato Massonico-Illuministico
[20] Pietro Turchetti, Il Filosofo Incognito, Arktos, 1995.
[21] Si tratta, probabilmente, della stessa risoluzione medievale che colloca il luogo mistico nellinteriorità delluomo, facoltà chiamata anche sinderesi.
[22] Pietro Turchetti, Il Filosofo Incognito, Arktos, 1995.
[23] In realtà nei paesi anglosassoni, lanticlericalismo massonico è sempre stato marginale, al contrario di quanto è avvenuto nei paesi latini, dove la polemica con la Chiesa romana ha prodotto sovente reazioni esasperate e toni infervorati.
[24] A. Faivre, Philisopie de la Nature, Albin Michel Idées.
[25] A. Faivre, ibid.
[26] A. Faivre, ibid
[27] A. Faivre, ibid
[28] A. Faivre, Symboles et Mythes dans les mouvements initiatiques et esotériques (XVII°-XIX° siècles: Filiations et emprunts, Edidit- La Table dEmeraude, collection Aries, Parigi 1999