TEMA DEL DOLORE

Nely Di Pisa

 

“CIELO, TERRA, UOMO”.

Questo è.

L’uomo vive sulla Terra circondato dall’universo.

Con il cosiddetto Progresso (?) però l’Uomo ha perso le ancestrali facoltà sensoriali ed emotive proprie di tutti gli animali, che vivono allo stato brado, che consumano i loro giorni nella ricerca del cibo, nella  cura e protezione della prole, affinché  non si estingua la Specie, come ordina Natura, godendo e soffrendo di e per ciò che li circonda. Muoiono e vivono combattendo per la sopravvivenza senza porsi problemi che non siano quelli immanenti del quotidiano, a misura delle forze in possesso, un giorno dopo l’altro fino a che la VITA non li abbandona e tornano allora nel ciclo degli elementi: Carbonio, Idrogeno, Ossigeno, Azoto,…. per ricominciare poi in altre forme e percorsi diversi….

Nel tentativo di propiziarcela chiamiamo la Natura “Madre” anche se sappiamo perfettamente che è indifferente alle vicende umane.

Il Tao Te Ching dice: “il Cielo e la Terra sono inumani: trattano i diecimila esseri come cani di paglia” e Goethe rincara la dose descrivendo la Natura come una danzatrice folle che nella sua danza sfrenata perde gli uomini che le sono aggrappati senza fedeltà e senza memoria. Non abbiamo alcun potere sulla Natura. La Vita è la sua invenzione più bella e la Morte il suo artificio per avere molta vita. Non conosce né passato né futuro. Solo il presente è la sua eternità.

Per salvarsi dall’indifferenza della Natura, l’uomo ha inventato la storia prima come scenario di esseri superiori che ha chiamato Dei o Dio per propiziare  gli eventi del mondo e le condizioni del vivere, ma poi, accortosi che anche gli dei e dio erano impotenti ed indifferenti ai sacrifici offerti dagli uomini, interrogò Prometeo che donò la tecnica con queste domande:

 è più forte la tecnica o la necessità che governa le leggi di Natura?”

 in risposta ebbe

la tecnica è di gran lunga più debole della necessità che governa le leggi della Natura”

questo dice Eschilo nel “Prometeo incatenato” e Sofocle nell’Antigone  aggiunge: “l’aratro ferisce la terra, ma questa si ricompone dopo il suo passaggio. Allo stesso modo la nave  fende la calma trasognata del mare, ma le acque si ricompongono perché la Natura è sovrana.”

Eraclito  mette in risalto la sovranità della Natura che  “nessun uomo e nessun Dio fece”.

Non dimentichiamo MAI  la forza e la sovranità della Natura.

 

L’Uomo ha il dono, si può dire così?, o il cruccio, la disgrazia io direi, di una intelligenza diversa che lo spinge a ricercare cose più grandi di lui, a porsi domande cui non sa e non può rispondere: “chi siamo, da dove veniamo, perché esistiamo”.

Più è intelligente maggiori sono le capacità a gioire o soffrire.

Questa intelligenza diversa ci ha spinto, con l’ausilio della Tecnica, a costruire cose imponenti, bellissime ed audaci, cose che sfidano il cielo, la natura, il Creato stesso.

Voliamo su astronavi verso mondi lontani, studiamo il genoma delle specie riproducendo cloni terribili per il loro intrinseco significato, scopriamo il segreto di malattie devastanti, violiamo le essenze le più segrete e riposte della vita stessa, meccanismi meravigliosi e perfetti che diciamo creati da un ESSERE SUPERIORE, un Padre Creatore dai mille nomi e profumi in tutti gli idiomi della Terra.

 

Margherite Yourcenar lo chiama

 Mer au matin” (Mare al mattino) oppure

 

“Vent de mer

La nuit,

dans une île »  (vento di mare, a notte, su un’isola) oppure 

 

« Volo triangolare dei cigni », « Il muso paziente del bue », « la fiamma rossa del focolare »….ed ancora ed ancora….

 

L’Uomo è dotato a volte di una sensibilità sottile e miracolosa, chiamiamola genio, che lo porta a pensare cose sublimi, come si può leggere nei testi fin dai tempi i più remoti, a dipingere immagini bellissime, a scrivere musica dolcissima o violenta ad espressione del suo sentire.

Ma… e c’è sempre un “MA”,  l’Uomo è anche crudele, cattivo, egoista, barbaro.

Insensibile e senza cuore, incurante del suo prossimo, usa l’intelligenza per compiere il MALE. Per creare il KAOS.

E si riparte ancora in una serie spasmodica di sinusoidi, tra ordine e kaos, che si espandono e contraggono nel tempo senza fine per ristabilire sempre e comunque l’ “Ordo ab chao”. E’ una girandola impazzita, un labirinto senza uscita, un affanno angoscioso ed angosciante.

Ordine dal kaos, considerando per kaos anche il significato di Averno, tenebre infinite, profonde, spazio infinito, il vuoto, per ritrovare la Luce vivifica che libera dalla barbarie dell’uomo al buio che flagella sé e gli altri con le piaghe dell’egoismo, dell’avarizia, della crudeltà, della sopraffazione e della violenza.

Cielo e terra.

Nascono le leggi che non sono quelle dalla Natura ma quelle dell’uomo che deve porre paletti a protezione della sua sicurezza e del suo dominio.

Maggiore è il numero delle leggi, maggiore è il grado di inciviltà di un popolo.

Si invoca il senso di responsabilità, l’etica…

Ci vantiamo di avere la così detta CIVILTA’.

L’Uomo PENSA e cerca la CONOSCENZA. Di cosa? Di tutto e di niente, eterno Ulisse continuamente tormentato per trovare qualche cosa di nuovo e di superiore, instancabile e quasi osceno in questo sforzo immane.

L’uomo si sente una scintilla divina.

Ha questa arroganza.

Si illude ma siamo solo dei patetici “vuoti a perdere”, sognatori e megalomani. Dolore e gioia. Speranza e tormento. Delusione e Speranza.

Dualismo delle facce della medaglia.

Non si può vivere senza la speranza e senza dei VALORI.

Sono stampelle per andare avanti per dare un significato alle nostre eterne ed inutili domande.  

L’uomo ha creato l’idea di Dio per spiegarsi ciò che non comprende, per sperare, per raccomandarsi nei momenti dei dolori più cocenti e disperati.

La SPERANZA e la FEDE. Puntelli senza i quali non si va avanti.

Il Mito ci offre spunti di riflessione. Utopie meravigliose.

Prometeo….il Fuoco… la Conoscenza….

Ma questo Dio a misura di uomo presso gli antichi greci, misterico e magico in Oriente, generoso o crudele a seconda delle civiltà è soltanto un parto dell’Uomo, che si può salvare solo pensando a vivere con DIGNITA’ per rispetto alla sua intelligenza e capacità creative. Non a caso Benedetto XVI°  ad Auschwitz  si è chiesto perché Dio avesse taciuto.

Ma quando mai ha parlato?

“….il vento soffia dove vuole e ne odi la voce, ma non sai da dove venga  o dove vada….” (Giovanni)

Hans Jonas ha scritto nel suo celebre  “il concetto di Dio dopo Auschwitz” : “dopo Auschwitz possiamo e dobbiamo affermare con estrema decisione che una divinità onnipotente o è priva di bontà o è totalmente incomprensibile”. La domanda su Dio ed il Male è così radicale da cercare altre strade alla possibilità di credere. Destituire Dio dalla sua onnipotenza è il solo modo per poterlo pensare innocente. Il male c’è perché Dio non è onnipotente. Solo a questa condizione possiamo affermare che Dio è comprensibile e buono e che nonostante ciò nel mondo c’è il male.”

Benedetto XVI ha detto ad Auschwitz: “dov’era dio in quei giorni?”. Ma io dico : “dov’è Dio ORA?” dov’era al tempo dei genocidi, degli stermini di massa, al tempo dell’inquisizione quando si bruciavano vive le “streghe” e si commettevano delitti atroci nel suo nome, dov’è ORA nelle favelas brasiliane, nelle Guantanamo di sempre, nei gulag, nei paesi dove si ha il coraggio di uccidere un bambino di 20 mesi perché piange dopo averlo sottratto ai genitori,  o la mamma ed il fratellino con non so quante pugnalate.... etc?

Dio tace.

“Ordo ab chao”

Non si può spiegare perché non hai CONOSCENZA. Immanente, trascendente, “interminati spazi… e sovrumani silenzi e profondissima quiete”…, eterno… cosa sono?

Sono cose OCCULTE. Occulto è ciò che esiste ma che non vediamo, che è nascosto. Non possiamo neppure temerlo perché non lo conosciamo. Non esiste per noi, ma esiste in assoluto.

La Comprensione è la magia dell’occulto, il miracolo del CAPIRE.

Ma noi non possiamo capire tante cose perché non ne abbiamo i mezzi, le possibilità.

Un saggio amico dice che Conoscenza è ciò che si acquisisce con l’esperienza diretta di vita vissuta. Non è detto. Conoscere cosa sia il delitto non implica necessariamente averlo compiuto. O no? E così per altre esperienze di vita.

 “Ordo ab chao”.

 

Soprattutto quando si invecchia diventa ancora più ovvio il fatto che le cose sono senza sostanza, poiché il tempo sembra scorrere così rapidamente che si arriva alla consapevolezza della liquidità dei solidi; persone e cose divengono come luci ed increspature sul pelo dell’acqua”

(Watts A.W. Il Tao. La via dell’acqua che scorre. Ed.Ubaldini )

 

 

o tu che sei ignaro dell’intimo operare del Mondo

le fondamenta hai poggiate su vacuo vento: sei nulla.

Il filo della tua vita scorre fra mezzo due vuoti:

un nulla dall’una parte, e dall’altra; e tu in mezzo, nulla”

(Omar Khayyam: roba’iyyat 182)

 

Filosofi e Santi  cercano di dare AIUTO.

L’Ordine Martinista cerca la reintegrazione dell’uomo nei suoi valori primordiali, con la meditazione e la riflessione per ricostruire il proprio essere. Ogni Uomo è Tempio di se stesso e deve cercare di comprendere i sospiri e gli aneliti della Natura, dell’Universo e riavvicinasi sempre più all’essere supremo.

Facciamo parte dell’universo e dobbiamo vibrare all’unisono con il suo ritmo immenso.

L’Uomo “Uno con l’Universo”.

Occorre trovare ed essere se stessi senza maschere a protezione e difesa od offesa. E’ un buono spunto di riflessione e di crescita. Si troverà allora il Tempio, che è ovunque tu ti trovi, nella tua casa, nel verde, nel mare, nel cielo…ma soprattutto in te stesso, e godremo appieno della sua somma Sacralità.

Allora  capiremo che carità è “Charitas” e pietà “Amor” e che i metalli si considerano non per quanto luccicano ma per quanto valgono.

Tornare alla purezza delle origini. Alla verginità dell’Eden.

Meraviglioso.

Utopia? Splendida utopia!

 

Quando il rumore della vita quotidiana si placa e dimentichi gli affanni e le paure, si afferma il silenzio interiore. Allora ti puoi concedere raccoglimento e meditazione ed attingere ad arcane energie, a forze insperate dello spirito che la razionalità moderna ha soffocato, dimenticato e perduto.

Come per un miracolo da queste forze interiori si possono dispiegare e controllare sublimi poteri pieni di mistero e compiere esperienze incredibili.

 

 

“…. Questo incessante ostinato

morire, questa morte vivente,

che ti uccide, oh Dio,

nel tuo rigoroso lavoro,

nelle rose, nelle pietre,

nelle stelle indomabili

e nella carne che brucia

come un falò acceso da un canto,

un sogno,

un colore che salta agli occhi.

 

… e tu, proprio tu,

forse sei morto lunghe eternità laggiù,

a nostra insaputa,

noi residui, briciole, ceneri di te,

tu, che sei ancora presente

come una stella falsata dalla sua stessa luce,

una luce vuota senza stella

che giunge fino a noi

celando

la sua catastrofe infinita.” (“Il potere del silenzio” Carlos Castaneda)

 

 

Neli Di Pisa

 

Giugno 2006