PIER PACCHIONI

 

Nel 1927, a Cesena, nel popolare quartiere della Val d’Oca, vi era uno studio nel vecchio torrioncino della Chiesuola, poi ribattezzata Porziuncola. Fu un punto d’incontro di giovani artisti e pittori, come Mario Morigi (1904-1978) Giannetto Malmerendi,( 1893-1968) Gino Conti e Pier Pacchioni.(1906?). Fu la prima “Frateria dei Frati Impossibili”, a cui accenna Piero nella seguente lettera. Nel 1927, presso il Caffè Forti, a Cesena pier Pacchioni e Mario Morigi fecero assieme una mostra di pittura  e scultura. Malmerendi, Conti e Morigi furono avanguardisti e futuristi, come gli altri membri, meno noti, della Frateria.

Pier Pacchioni fu iniziato al Martinismo nel 1927 da Marco Egidio Allegri (Artephius S::::I:::) allora Gran Maestro dell’Ordine. In una lettera alla Rivista fiorentina “Conoscenza” Piero.ricorda un suo incontro con  Gabriele D’Annunzio (Ariel S:::I:::I:::) e ne riporta alcuni brani interessanti. Ricorda inoltre la partecipazione del fratello di Marco Egidio, Gino, al volo su Vienna di D’Annunzio. Questo, compiuto del 9 agosto 1918, che fu una trasvolata propagandistica, forse il primo esempio di guerra psicologica. Fui compiuta da 11 Ansaldo S.V.A.

 dell'87a squadriglia, detta la Serenissima. Dieci erano monoposto, pilotati da Locatelli, Allegri, Censi, Aldo Finzi, Massone, Granzarolo, Sarti, Ferrarin, Masprone e Contratti ed un biposto pilotato dal Capitano Natale Palli. Il Maggiore Gabriele d'Annunzio, comandante della Squadra Aerea S. Marco, era nell'abitacolo anteriore.

Nella lettera viene riportata una poesia, finora inedita, di Marco Egidio Allegri, denominato da Pier Pacchioni Frate Focu, della sua “Frateria dei Frati impossibili”. Interessante il logo ed il motto con cui la lettera è intestata: è una sorta di lampo “ben dotato” con il motto Ardisco ordisco meninfischio  ad imitazione di quello dannunziano Ordisco non ordisco.

 

 

 

 

 

                       

                       

 

 

 

 

 

 

                                                                                                              catalogo della “Porziuncola

 

La divisa di Gino Allegri nel Volo su Vienna                                                                          

 

                                                                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                              Gabriele D’Annunzio (Ariel S:::I:::I:::)

                                                                                  Cesena 16 settembre 75

                                                                                  Corso ………………..

                                                                                 

 

 


 

 

 

 

Caro….  caro…,  cari amici e Fratelli

“Conoscenza” ha fatto dei passi giganteschi e non posso che rallegrarmi di tutto cuore.

Romeo Paglierini (il Frate Espresso della mia “Frateria di Frati impossibili” – [che ho] intuita quando ero ancora a digiuno di tutto, nel 1922-23-24-25, [ed è stata un] “Nuovo stile di vita” e “Scuola della Vita e della natura con i 5 sensi degli allievi” – SVN +58° - di cui io sono il bidello)

Me la paga [la rivista Conoscenza] e poi io gli passo la copia con le chiose.

Vi dirò che nel 1926 – quando ero soldato a Verona – conobbi Enrico Grassi Statella [?], e poi l’11 sett.1926 – al Vittoriale – Gabriele D’Annunzio( il Filosofo Incognito), scavalcando il muro di cinta. Il colloquio, dalle ore 12, alle ore 13,30, fu idilliaco e sovrannaturale. Egli “sentiva” tutto di me – telepaticamente: ed io “intendevo” i reconditi significati delle sue parole.

Mi disse] “Ti dono povertà..( e 200 lire di allora con il suo fazzoletto di seta cifrato, per asciugare le mie lacrime.

Superare se stessi…io ho ciò che ho superato in me

Fai di te stesso un’isola.. (ma non un “guscio”= le isole si riuniscono ai continenti sul fondo del mare)

“Sarai saggio quando avrai imparato a vivere al di fuori del tempo e dello spazio…”

“ E quando si fece quella famosa marcia su Roma, S.M. il Re avrebbe abdicato nella mie mani; ma il potere umilia.”

 

Sempre facendomi guidare dall’Impossibile, andai a Venezia e conobbi Marco Egidio Allegri (Frate Focu) che completò la mia iniziazione, conferendomi anche il grado di Cavaliere Templare e della Rosa+Croce, ed istruendomi sulle dottrine esoteriche orientali.

Era il fratello di quel Frà Ginepro che fece con il Comandante il famoso volo su Vienna.

E [Marco Egidio Allegri] mi donò anche il suo pugnale di ufficiale degli Arditi, al quale ho fatto onore in A.O.I. [Africa Orientale Italiana] e poi in Grecia ed in Balcania - meritando due croci al V.M. ed una proposta per una med.di bronzo – che andò al macero per l’errata impostazione della brillante motivazione.

Frate Focu è passato a miglior vita poco tempo dopo.

Ma ha lasciato uno scritto che conservo a Monteluce (Acquarola, via…… Cesena) dove ebbi la gioia della vostra visita tanti anni or sono – caro Fratel Tenero – che mi ha scritto di baciarmi “tenerissimamente..” Sono la pulzella di Orléans?

 

Ai Frati Impossibili

 

Mio intendere est che gloria et honore

Voi tributate non alle cose mortali

Sebbene a la vita dello Spirito

 

Et quindi habbiate considerato che

la legge del volere umano est la

possanza et la potenzia

Habile ad humana possa – nello

Volgare eloquio -  vale per possibile

 

Et “Impossibile” est non habile

ad humana possa – ma alla Lege Aeterna

a cui si confanno omni benedictioni

 

Frate Focu