DEL SIMBOLISMO DEI NUMERI
O. La Pera
Dal 4 al 9 e dal 9 al 4
Spesso nelle
nostre letture, o anche durante le nostre riunioni di Loggia, ascoltando un fratello che
espone il contenuto di una sua tavola architettonica, cimbattiamo in espressioni
nelle quali i numeri assumono un ruolo particolarmente importante, tale da rendere il
significato di questo contenuto alquanto enigmatico.
Ad esempio, leggendo di Louis-Claude de Saint-Martin, insigne filosofo del
Settecento e nostro fratello, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare in una
tavola, a proposito del Martinismo e dei suoi fondatori, nella sua opera Degli Errori e della verità [1],
in un quadro di immagini straordinariamente vive, lautore ci parla delle origini e
della caduta delluomo, e ad un certo punto così si esprime: «In effetti, egli si è smarrito andando dal 4 al 9 e
mai potrà ritrovarsi se non andando dal 9 al 4. Del resto, avrebbe torto di compiangersi
di questassoggettamento; tale è la legge imposta a tutti gli esseri che abitano la
regione dei padri e delle madri».
Ora, se vogliamo veramente comprendere nella sua pienezza ciò che Saint-Martin
intende, è necessario chiarirci il ruolo che in questo contesto hanno i due numeri 4 e 9.
Secondo Martinez de Pasqually, creatore, in ambito massonico, dellOrdine dei Cavaleri Massoni Eletti Cohen
dellUniverso, e primo maestro del de Saint-Martin, il 4 è il numero
uscito dal decenario mediante laddizione 1 + 3, e completa le quattro potenze divine
del Creatore contenute nel decenario. Esso contiene ogni specie di numero di
creazione divina, spirituale e terrestre; ed in quanto appartenente alla quadruplice
essenza divina è incorruttibile. Il nome divino è composto dal tetragramma h w h y (Jod Hé Vav Hé) e pertanto dal
numero 4; e del 4 Dio si è servito per lemanazione delluomo a sua immagine e
somiglianza. Per concludere, il 4 è il numero
di tutte le cose temporali e di ogni azione spirituale.
Saint-Martin non si discosta dal suo maestro, anche per lui il 4 è il numero
universale della perfezione e senza il quale non è possibile alcuna conoscenza, essendo
lespressione della manifestazione divina. Esso pertanto deve ricordare alluomo
doggi, il rango assolutamente superiore di cui egli godeva prima della sua caduta.
Il numero 9, sempre secondo Martinez de Pasqually e L. C. de Saint-Martin, è il
numero del mondo temporale, e cioè 3, moltiplicato per se stesso.[2]
È un numero, che per la sua appartenenza alla materia, e quindi allestensione è
lespressione del limite della materia stessa e conseguentemente della fine di tutte
le cose temporali, pertanto della loro dissoluzione, essendo la materia di cui esse sono
formate, destinata al nulla, considerata la natura demoniaca del numero; esso è quindi
alla base della formazione corporea delluomo nel seno della donna e sta a
significare per lui la necessità dellespiazione. E come il 4 deve ricordargli, come
abbiamo già detto, il suo rango originario, così il 9 deve ricordargli la caducità
della vita materiale.
A questo punto potremmo già trarre le prime conclusioni facendo notare che
luomo è passato dal 4, numero degli esseri immateriali che pensano, al 9, ovvero
alla sua condizione attuale, unendosi al 5, numero che, secondo Martinez de Pasqually e
Saint-Martin, è il risultato dellunione del 3, numero imperfetto e corruttibile
dalla materia, con il 2, numero della confusione e del disordine; unione che ha dato
origine a quellorgoglio che ha portato gli angeli ribelli alla prevaricazione.
Martinez, nel suo Trattato
. [3],
ci dice che:
gli spiriti perversi unirono
con la loro autorità privata e con la loro sola volontà, una unità arbitraria al numero
quaternario della loro origine, il che snaturò la loro potenza spirituale e la trasformò
in una potenza limitata e puramente materiale». Pertanto luomo, unendo il 4,
numero della sua origine coeterno con
Fin qui linterpretazione secondo i significati che a questi numeri hanno
conferito Martinez e Saint-Martin; ora faremo, però, una disamina dei significati dei due
numeri al di là dei loro insegnamenti, secondo quanto ci deriva da altre fonti, e
cominciamo con losservare che la forza e lessenza di un numero si rivelano
nelle forme geometriche al centro delle quali questo stesso numero si manifesta.
Il numero 4 dà luogo al quadrato in quanto quadrilatero regolare ed alla croce in
quanto quadrilatero regolare a forma di stella. Queste figure hanno in comune
langolo retto, alla periferia nel quadrato, e al centro nella croce, e perciò
potremmo dire che langolo retto è il manifestante
del numero 4.
Quanto sia importante langolo retto nella vita delluomo, unico essere
vivente in posizione verticale e quindi di perpendicolarità rispetto alla superficie
terrestre, escludendo le piante perché fisse al suolo, lo si può ricavare dalla
riflessione che la sua facoltà pensante è strettamente legata al suo uso; e per
comprendere ciò basta portare il nostro sguardo nel campo della matematica, e scorgeremo
che presso gli antichi greci e quindi al momento dello sviluppo della razionalità del
pensiero nelluomo, si trova per la prima volta lapproccio alla geometria per
mezzo del pensiero, vedi Talete, Pitagora, Euclide; e non soltanto loro, ma ancora noi
oggi studiamo il mondo delle forme geometriche con laiuto dellangolo retto
sotto forma di triangolo rettangolo, il quale ultimo ci riporta ancora al 4 non essendo
esso che la metà del rettangolo.
Non è il caso di ricordare qui nei loro particolari, cose ben note quali le
proposizioni di Talete sugli angoli che insistono sulla stessa semicirconferenza, il
teorema di Pitagora, o ancora gli assiomi dEuclide, i quali tutti ruotano intorno
alle proprietà che concernono il numero 4 così come le forme geometriche che gli sono
proprie.
Che questo numero intervenga in modo così significativo e determinante
nellattività specificatamente umana, si spiega anche con il fatto che lessere
umano stesso è una tetrade, o quaternario che dir si voglia, di principi creatori;
infatti, tre regni naturali si scaglionano per gradi sotto luomo, il minerale, il
vegetale, e lanimale. Luomo a sua volta li riassume in sé e forma il quarto
regno, situato sopra di essi; ed a questa tetrade, pietra, pianta, animale, uomo,
corrisponde una tetrade di principi creatori. Insieme, essi danno allentità umana
la sua configurazione, e fanno che essa sia costituita da 4 elementi: la corporeità
fisica, terra, in quanto portatrice dei
fenomeni materiali, la corporeità eterica, acqua,
in quanto portatrice dei fenomeni vitali, la corporeità sensibile o astrale, aria, in quanto portatrice dei fenomeni di
coscienza, e lio, fuoco, in quanto
portatore dellaspetto propriamente umano essendo esso la fonte del pensiero.
Lumano propriamente detto, cioè lio, è particolarmente legato al
mistero dellangolo retto e per afferrare ciò basta pensare, come si diceva prima,
alla posizione verticale del suo corpo od anche ai chiasmi o incroci delle direzioni a
cura del suo organismo, come ad esempio le direzioni rispettive dello sguardo dei due
occhi e dunque dei due assi oculari od anche la
disposizione dei nervi ottici stessi in direzione del cervello.
Se la quadruplice costituzione dellentità umana non fosse stata
progressivamente dimenticata, il rapporto delluomo con le figure della croce e del
quadrato sarebbe rimasto più forte nella sua coscienza. Noi non pensiamo più ad un
nostro legame con il quadrato, né il sentimento di un legame con la croce, è ancora vivo
nel nostro pensiero. In epoche passate queste relazioni, questi sentimenti esistevano; gli
gnostici, ad esempio, (vedi fig. 1) li rappresentavano con una forma avente quattro gambe
umane piegate al ginocchio ad angolo retto e disposte a svastica, ed in questo simbolo si
trova ancora affermato il movimento interiore che anima il 4.

Ritornando agli antiche greci è da
notare ancora che essi avevano dato forma ad un vero e proprio culto, al pensiero rivolto
al 4 ed alle sue figure geometriche; langolo retto veniva da essi chiamato Gnomone, ovvero,
conoscitore e la forza della tetrade era talmente compenetrata in essi al
punto di venerarla, tanto che i pitagorici la chiamavano sacra Tetraktys
e la loro preghiera indirizzata alla Decade, come è detto in Hiéros logos il Discorso
sacro, così si esprime: «benedici noi,
numero divino, tu che hai generato gli dei e gli uomini! Oh santa, santa Tetraktis, tu che
contieni la radice e la sorgente del flusso eterno della creazione! Poiché il numero
divino inizia con lunità pura e profonda, e raggiunge in seguito il Quattro sacro;
poi genera la madre di tutto, che lega tutto, il primo-nato, colui che non devia mai, il
Dieci sacro che detiene la chiave di tutte le cose».
È da notare che il dieci è ottenuto sommando i quattro numeri che compongono la
tetrade ovvero 1 + 2 + 3 + 4 = 10 ed è stupefacente come ciò ci riporti alla tradizione
ebraica. Infatti, ciò che per i greci era

Ritornando ora alla frase di Saint-Martin, da cui abbiamo preso le mosse, possiamo
cominciare a comprendere che landare dal 4 al 9 rappresenta in definitiva la perdita
del centro, ovvero di questo quadrato o Eden per precipitare nel 9 e quindi nel mondo
della materia ovvero come lui dice, nella
regione dei padri e delle madri. Ma a questo punto è da vedere perché il 9,
indipendentemente dai significati già esaminati, sta ad indicare questa nuova dimensione
in cui viene a trovarsi luomo. Il riferimento alla regione dei padri e delle madri e la
sua stretta relazione con il 9, di primo acchito ci suggerisce già quanto affermato da
Saint-Martin e cioè il soggiorno del germe umano nel ventre materno la cui durata appunto
è di nove mesi. Ma questa sola ragione non è sufficiente per relegare questo numero
nelloscurità.
Pertanto, riprendiamo lo studio dei numeri visti nella loro relazione con le figure geometriche che sono loro proprie, ovvero in questo caso lennagono regolare e lennagono a forma di stella. È noto a tutti che per costruire i poligoni regolari è sufficiente dividere una circonferenza in un numero di parti uguali corrispondenti al numero dei lati, e ciò avviene con lausilio di una riga e di un compasso. Nel caso dellennagono, per avere nove grandezze uguali lungo la circonferenza è necessario che i nove angoli al centro di questa siano di 40° ciascuno essendo langolo giro di 360°. Tale angolo, comè visibile dalla fig. 3, si ottiene con lausilio del triangolo isoscele AED, a sua volta contenente al suo interno 4 triangoli anchessi isosceli. Altrettanto, vedi fig. 4, avviene per la stella a nove braccia. Esaminando ora i valori degli angoli del triangolo di costruzione
Figura 3

i valori degli angoli espressi in gradi nella figura 3 sono divisi per il m.c.d. 20, ottenendo così la semplificazione nei valori espressi dagli angoli del triangolo della figura 4
7+1+1=9 5+2+2=9 3+3+3=9 1+4+4=9

Figura 4: (1+3+5+7)+(2+4+6+8)=36
Quale significato può avere questo nuovo numero? La risposta ce la dà Plutarco
nella sua opera Iside ed Osiride [5]
in cui afferma che tale numero era quello su cui i Pitagorici prestavano il loro
giuramento più sacro, in quanto espressione della Tetraktis; ed afferma pure che tale
numero si otteneva appunto sommando i quattro primi numeri dispari ai quattro primi numeri
pari e che perciò era pure chiamato mondo.
In queste due tetradi una dispari e laltra pari, vi si ravvisava, infatti, la
polarità del mascolino e del femminino, alla maniera di quattro Dei e di quattro Dee in
un atto di creazione universale, e da questatto ne usciva appunto il mondo sotto la veste numerica del 36.
(Come si vede pertanto il significato del 9 (3 + 6) in Martinez de Pasquallys ed in
Saint-Martin non si discosta affatto in quanto il mondo non è che materia).
Prendendo nuovamente in esame i valori simbolici del triangolo AED di costruzione
dellennagono o della stella a nove braccia, (fig. 4) noteremo alla base di questo
triangolo due tetradi, ovvero due 4, che si fronteggiano polarmente, e come dalla loro
azione comune nasca lunità, ovvero 1, al sommo della figura, o al vertice D; si
potrà perciò attribuire a questa figura, e cioè al triangolo AED, il numero simbolico
441 o 144, indicando nel primo caso il triangolo con il vertice rivolto verso il basso e
nel secondo il triangolo con il vertice, come nella figura, rivolto verso lalto. Per
quanto è già stato detto del quaternario o tetrade, luomo nella sua forma
terrestre è un 4, ma si presenta attualmente sotto forma di polarità mascolina e
femminina, e si può quindi già presentire di cosa questa figura possa divenire
limmagine simbolica rendendo visibile lazione comune di due tetradi polari,
risultando così evidente che il cammino delluomo dal 4 al 9 è consistito nel
cadere nella separazione dei sessi, portandosi così nella regione dei padri e delle madri.
Nella
Genesi (cap. 1) è detto: «Gli Elohim crearono[6]
luomo a loro immagine, lo crearono ad immagine degli Elohim e lo crearono mascolino
e femminino».
Laspetto quindi di polarità della tetrade non era stato ancora a lui dato, e
ciò giustamente in quanto così si evidenziava fortemente la similitudine tra luomo
e la divinità; ed è soltanto in un secondo momento, comè detto nel 2° capitolo
della Genesi, che avviene la creazione della donna, allorché Eva viene separata dal corpo di Adamo.[7]
Dopo quanto detto sul 9 si potrebbe essere portati a considerare questo numero
negativamente e cioè come il numero della caduta. Saint-Martin dice pure però che
luomo potrà ritrovarsi andando dal 9
al
Laspetto positivo del novenario si rivela anche dallesame delle
differenti lingue del tronco linguistico indo-germanico. Infatti, sia in greco, che in
latino, come pure in italiano, francese, tedesco, ecc., il vocabolo per il numero nove è
prossimo per la sua radice e per la fonetica al vocabolo indicante la parola nuovo, (ennea-neos, novem-novus, nove-nuovo,
neuf-neuf, newn-newo); questo accostamento risulta particolarmente importante se andiamo a
leggere quanto è detto nel 21° capitolo dellApocalisse; qui infatti, lautore
parlando della Gerusalemme celeste,
afferma che luomo un tempo fu cacciato da un giardino irrigato da quattro fiumi e
che alla fine dei tempi egli entrerà nella città dove il nuovo prenderà il posto dellantico. Saint-Martin afferma che
luomo deve ritornare dal 9 al 4, vediamo allora come lautore
dellApocalisse descrive questa città delluomo nuovo e cioè
Quindi luomo antico era
partito da una forma del quadrato e ritorna in veste duomo nuovo ad unaltra forma del
quadrato e cioè al cubo. Dopo laspetto vivente del giardino, viene la città
minerale e dura. Con il cubo, che con tanta fatica luomo di desiderio si affanna
quotidianamente a levigare per formare la pietra angolare del suo tempio interiore,
sindicano le forze di concretizzazione, ossia, il portatore dellelemento terra, ed è il solo solido che conduce
due tetradi o quaternari allunità, cioè il quaternario della base superiore e il
quaternario della base inferiore, uniti fra loro dallo spazio intermedio; pertanto
riconducibile al numero 144 del triangolo di costruzione del novenario a forma di stella.
A sostegno di ciò abbiamo ancora quanto afferma lautore dellApocalisse, il
quale, proseguendo nella sua descrizione della città celeste così si esprime: «Ne misurò anche le mura: esse sono alte 144
braccia. Ed è la misura delluomo e nello stesso tempo quella dellangelo».
Ed è chiaramente quindi espresso che laltezza del muro, come pure la sua misura,
simboleggiano ciò che si è aggiunto alluomo antico
al termine dellevoluzione terrestre e che rappresenta la sua elevazione.
Il vecchio Adamo era perciò
un quadrato, il nuovo Adamo, un
cubo. Ciò che li differenzia è laltezza, la quale viene ad aggiungersi alla
lunghezza ed alla larghezza. Quindi la cacciata dal quadrato, ossia dallEden, fu una
discesa nella profondità, ma questa discesa si trasforma in una risalita e
quindi in una riconquista dellaltezza,
a condizione però che ad un dato momento la direzione sinverta.
Discesa e ascesa sono entrambe pertanto, sotto il segno del numero 9 che è ad un
tempo perciò il numero delluna e dellaltra. Ne consegue che, quando
luomo dovette abbandonare il giardino della sua origine, ovvero il quadrato, il
triangolo che è allorigine del 9 diresse il suo vertice verso il basso,
simboleggiato nel momento della cacciata dalla spada fiammeggiante del cherubino. La
misura perciò delluomo divenne nella regione
dei padri e delle madri 441, ossia il numero della sua formazione nel seno della
donna. Ma, invertendo la direzione del vertice verso lalto ecco allora il 144,
numero del suo riscatto e perciò delluomo nuovo;
e lapocalisse ci dice ancora nel cap.14 quanti e chi saranno: «E vidi lagnello che stava sulla montagna
di Sion, e con lui 144.000 (uomini) che avevano il
suo nome e il nome di suo padre scritto sulla loro fronte
; . sono
coloro che non si sono contaminati con donne, poiché sono vergini e seguono
lagnello ovunque va».
Questultimo periodo non va però inteso in senso fisico-organico, ma in
chiave animico-spirituale, ossia che essi non hanno profanato il loro essere spirituale
per mezzo dellanima e che pertanto sono vergini di spirito, e in quanto nuovi perché androgini, appartenenti
al fondamento divino universale.
Ultima osservazione curiosa. In Apocalisse, 20: 6, è detto: «Beati e santi coloro che prendono parte alla prima
resurrezione [...] saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille
anni»; ora, se noi moltiplichiamo il numero delluomo nuovo, 144, e
lo moltiplichiamo per 1000, durata del suo sacerdozio regnando con il Cristo, avremo il
numero 144.000, numero di coloro che hanno scritto in fronte i nomi del padre e del
figlio, ovvero degli androgini e perciò finalmente di coloro che avranno riacquistato
limmagine e la somiglianza di Dio.
Ed ecco, per concludere, quale può essere il senso delle parole di L. C. de
Saint-Martin: «egli si è smarrito andando dal 4 al
9 e mai potrà ritrovarsi se non andando dal 9 al 4», certamente altri potranno dare,
trattandosi di rappresentazioni simboliche, risposte diverse, certamente quella data, con
quanto è stato detto su queste pagine, non sarà certamente la verità,
abbiamo solamente cercato, tenuto conto dei limiti del nostro intendimento, di
avvicinarci, per quanto è stato possibile, ad essa.
Ovidio
____________________
[1] Degli Errori e della verità, partizione 1, cap. Via della sua riabilitazione.
[2]
Il 3 è il numero del mondo temporale essendo il numero degli elementi primordiali, sale, zolfo e mercurio, rappresentato dal triangolo
equilatero.
[3] Trattato sulla reintegrazione degli esseri, Edizioni Firenze Libri S.r.l. Firenze 2003. - cap. 239, pag. 300.
[4] In effetti, si ottiene lo stesso risultato ricorrendo alla somma teosofica, infatti, 20 + 80 + 80 = 180 che è uguale ad 1 + 8 + 0 = 9.
[5] Plutarco Diatriba Isiaca, cap. De Iside et Osiride, punto n° 75, pag. 137. Sansoni Editore.
[6] Nel testo originale ebraico è detto: «barà Elohim ». Traducendo letteralmente si ha: Gli Elohim creò, in quanto Elhoim è il plurale di Êl, nome del Dio semitico che significa forza, potenza ed onnipotenza, mentre il verbo è al singolare in quanto nella Bibbia ci si riferisce sempre ad un monoteismo etico assoluto.
[7] In proposito, la scienza moderna con lo studio dellembriologia ci lascia presupporre che in lontane epoche passate lessere umano fosse ancora asessuato, e che nel corso del divenire dellembrione, solo dopo un certo tempo, gli organi sessuali si siano differenziati.