Noi non crediamo
(ovvero le infinite piccole miserie di una opus facenda poco operativa)
di Sidus
Per essere eccitati a studiare e perfezionarsi
non hanno bisogno
né di illustri presidenti alle loro accademie,
né di privilegi, né di nobili qualificazioni,
né di pompe dispendiose,
né di soccorsi straordinari,
colle quali cose
si impicciolisce lanimo pascendolo di vanità
G. Parini
Noi non crediamo si possa determinare il grado di maturità massonica in base ai titoli accademici che una persona possiede; ciò fa torto ai poeti non laureati che si muovono soltanto tra le piante dai nomi molto usati (parafrasando il poeta) ed a tutti quei Fratelli che mostrano giorno per giorno di aver acquisito senza mezzi termini, questa benedetta propensione alla Saggezza.
Lavanzamento inopportuno di qualche illustre personaggio dellAccademia, senza che questi abbia in alcun modo mostrato un benchè minimo interessamento per la Fraternita (ma anche per chi ne ha colpevolmente mostrato poco) né quanto meno per le problematiche massoniche, risulta assai sconveniente per tutti quei Fratelli che nella Obbedienza credono; anche se queste possono essere considerate solo piccole cose, in realtà contribuiscono non poco a generare confusione nei nuovi fratelli portando inesorabilmente a raffreddare gli entusiasmi fino alla estrema conseguenza, a volte, di allontanare dalle nostre Officine chi (e forse sono i più puri) costantemente fa degli sforzi (proporzionati alle proprie capacità e spesso tuttaltro che mediocri) per il raggiungimento di quella maturità iniziatica di cui il GADU ne rappresenta il modello etico ideale, e da ciò non possiamo non prendere lo spunto per concordare pienamente con U. Gorel Porciatti1 che definisce la Massoneria La Vera Religione, nel senso più etimologico del termine, come <re-lego>, collegare insieme, cioè collegamento e comunicazione ideale tra mondo terreno delle umane miserie con il trascendente (almeno come tentativo) .
Naturalmente queste considerazioni ci riportano inesorabilmente al problema spinoso e spesso difficilmente praticabile in argomentazioni massoniche (accidentato è forse laggettivazione più appropriata) delle qualificazioni iniziatiche richieste innanzitutto per lammissione ma anche nel transeo della scala iniziatica .
Guénon ci ammoniva2 dicendo che il reclutamento indiscriminato e la manìa del proselitismo e la superstizione cosiddetta democratica del gran numero, tratti molto caratteristici dello spirito occidentale moderno, porterebbero inesorabilmente alla completa degenerazione di una organizzazione iniziatica rappresentandone spesso la causa più sicura ed irrimediabile.
La qualificazione iniziatica non deve fermarsi al dogma andersoniano delluomo libero e di buoni costumi, rappresentandone fortemente, crediamo, una pericolosa limitazione, semprechè non si analizzino a fondo i concetti di Libertà e Moralità ma largomento, data la vastità, esulerebbe dalla breve trattazione che ci siamo proposti di svolgere in questa rubrica dopinione.
Secondo noi, che siamo con Guénon, la qualificazione deve superare queste semplici regole. La qualificazione iniziatica fa parte inscindibile del dominio dellindividualità, ma liniziazione dopo prescinde dalla individualità ("oltre i suoi limiti" come diceva il filosofo) e i successivi passaggi devono essere in armonia con la crescita iniziatica.
Noi che siamo dei guenoniani convinti (ma non dogmatici!) non possiamo non esprimere il nostro disappunto, per citare un altro esempio, per essere diventati presto testimoni, nostro malgrado, di premature maturazioni (scusate il gioco di parole) giustificate apparentemente da bisogni utilitaristici di vario genere (vedi esigenze di international masonic passports sino ad un crescendo di sindromi fobiche generate da ansie di distacchi pretermine) che con la crescita iniziatica hanno ben poco da spartire.
Vorrei per ciò avventurarmi solo per breve tratto, consentitemi, nel terreno accidentato delle qualificazioni iniziatiche che credo sia il fulcro della questione; ma andiamo ad analizzarne il problema più in dettaglio: la gerarchia iniziatica deve assolutamente essere costruita su un humus di qualificazioni sia esteriori che interiori; il candidato allavanzamento innanzitutto dovrebbe avere ben penetrato i significati del suo grado, e ciò dovrebbe avvenire attraverso il colloquio dialettico, e si badi bene inteso non come noioso esame da sottoporre al candidato ma tuttal più come una sorta di maieutica massonica socraticamente parlando ed eventualmente (ma è solo una proposta da discutere) un opportuno contradditorio provocatorio così come si fa di sovente con i profani bussanti.
La gerarchia iniziatica ha come pilastro cardine, irrinunciabile, la conoscenza che, come tale, deve presupporre una acquisizione sia in termini nozionistici ma soprattutto spirituali, cosicché solo allora si potrà parlare di via iniziatica come percorso veramente intrapreso. Come osservava giustamente Guénon nel 1948 3 la degenerazione di una organizzazione iniziatica incomincia quando si "ammettano troppo facilmente, ed anche a tutti i gradi, membri la cui maggioranza non è adatta ad ottenere più della semplice iniziazione virtuale".
Fratelli, anche il grande Socrate ha avuto il suo Aristofane4! Non abbiamo timori a discutere su questi argomenti delicati, e sarebbe lora di intraprendere una serena revisione di quello che è stato fatto sinora per il Bene dellOrdine.
Non cerchiamo ad esempio di cambiare, modificare, adattare il rituale o i Landmarks massonici provando a seguire gli umori della politica profana nellillusione di una gattopardesca riuscita.
Non sviliamo i nostri cardini rituali; la nostra è una Obbedienza di tipo Tradizionale con tanto di Segreto che la caratterizza come nelle grandi Tradizioni Iniziatiche del Passato.
Il Segreto massonico, per citare un'altra esemplificazione, è Segreto e non riservatezza! Ciò modifica svilendolo il profondo significato del credo massonico nella chimera dellillusione di poterlo far accettare a chi non ci ha mai accettato e mai ci accetterà!
Voglio continuare ad essere controcorrente nel concludere: non presentiamo entusiasticamente, Fratelli, nei nostri convegni i numeri fantasmagorici dei nuovi bussanti alla Obbedienza per autogratificarci di cose che non abbiamo fatto. Puntiamo sulla qualità e non sulla quantità; facciamo rigorosa selezione tra i bussanti; il domani della Massoneria sta tutta qui, nella scelta delle persone.
Il mondo in assenza di nuovi valori da proporre cerca nuovi punti di riferimento e molti bussano per essere sottoposti a rito iniziatico nella speranza che qualcosa nella loro vita cambi, ma molte di queste persone (crediamo, e non abbiamo il timore di dirlo, forse la maggioranza) non sono adatte spiritualmente e moralmente ad intraprendere questo percorso iniziatico.
_______________________________________
1 Umberto Gorel Porciatti: Simbologia Massonica: Massoneria Azzurra; Atanor Editore 1992
2 René Guenon. Considerazioni sulla via iniziatica. Fratelli Melita Editori, 1987.
3
René Guenon: op.cit.4
Aristofane: Le Nuvole. Marsilio, 1995.