MNEMOSYNE
2005 ALLA VIGILIA DI UN TRISTE, DESOLATO NATALE.
“Coro:
Nei doni concessi non sei magari andato oltre?
Prometeo:
Si, ho impedito agli uomini di vedere la loro sorte mortale.
Coro:
Che tipo di farmaco hai scovato per questa malattia?
Prometeo:
Ho posto
in loro cieche speranze.”
Eschilo, Prometeo incatenato, vv.247-250
Capito? Ci riempiamo il cuore e la mente di speranze. Cieche.
Ce le hanno donate come antidoto al male di vivere.
Giorni grevi delle tribolazioni quotidiane, degli impegni tuoi e degli altri specie quando ti offri per un aiuto, delle lotte contro indifferenza, diffidenza, malumore, noia, capricci, maldicenza gratuita, voglia di soverchiare, prepotenza e quanto vuoi ce ne metti….
Credi, pensi, speri che esistano menti elevate, cuori nobili, superiori, spiriti eccelsi che si nutrono del nettare della saggezza, dell’equilibrio, del buonsenso antico.
Illusa! Povera sciocca, imbecille, ma non hai ancora capito che questa è la normalità?
A volte dialoghi con persone e trovi rispondenze.
Si. Pensi di averle trovate, a volte.
Rare.
Mi è successo.
Però poi, spesso, il velo pietoso cade e la vera essenza si mostra in tutta la sua crudezza.
C’è anche da capire che tutto passa. Il Пάντα ρει.
Finito il momento dell’attenzione, dell’interesse, tutto svanisce.
Anche l’amore finisce, no? Non si urla che “niente è per sempre”?
Hai voglia a volare per cieli tersi e blaterare di immortalità e credi, fedi e religioni !!!!
Penso a tutti quelli che si sono sbracciati, convulsi, ed hanno riempito fogli e fogli, usando inchiostri a fiumi per dire e mostrare e dimostrare. Cosa? Che Cristo è morto per il sonno, che gli ebrei non hanno subito la shoah, che la vecchiaia non è una gran puttana fottuta, che il dolore è una immaginazione, che l’amore non corrisposto non fa morire di dolore (nell’800 si pensava il contrario, vedi letteratura, musica etc, ora si scopa e poi ci si presenta: come ti chiami? Piacere, Mario Rossi. È stato bello. hummm!), che la giovinezza è un breve periodo felice (ma chi lo dice poi?), che la famiglia è sacra, i vecchi vanno onorati, o disonorati, che tanto rompono e non servono a niente!, che non è vero che l’uomo è pronto a tradire se solo solo gli conviene un pochino, che è razzista, un Caino fetido e squallido etc, etc, etc…
Io li immagino questi pensatori filosofi tronfi come pollastri spennati con la rossa cresta ritta, sul trespolo, paonazzi nello sforzo, quasi dovessero defecare uno stronzo duro, un fecaloma maledetto, a dimostrare tutto e niente, in seghe mentali infinite.
Parole, parole, parole…belle, belle, Dio mio quanto belle e pompose e roboanti.... Dio, anima, corpo, psiche, speranza, dovere, morale, etica, sospiri, fuochi, amore, libertà, diritti, fratellanza, pace…. Carità, potere, vita, morte ….
Scopri però che
“la realtà è
sempre più dura di ciò che riusciamo ogni volta a immaginarci”
come mi ha scritto una volta un amico.
E’ vero.
Quello che conta, alla fine, è sempre un bel culo sodo e prorompente, la pancia piena, l’orgoglio soddisfatto, il proprio prepotente “io” incensato e riverito.
Il proprio interesse insomma. E non si guarda in faccia nessuno.
Davanti ad un bel culo poi ogni proposito si squaglia come neve al sole…ci si inchina e lo si riverisce. Non conta più nulla.
Come la barzelletta del compagno interrogato dal capo del partito: “compagno, se tu avessi una villa, a chi la daresti?” – “al partito, compagno, al partito”. “se tu avessi una nave?” - “al partito, compagno” “se tu avessi una bicicletta?” – “caaaalma Compagno, quella ce l’ho davvero!!!”
“Lei non sa chi sono io” dicevano una volta, ora usano parole diverse ma dicono la stessa cosa.
Sorridi? Ti faccio ridere? Sono pessimista? No, caro, cara. Sono realista. Con i piedi ben piantati per terra.
Per esempio, (questo è capitato a me), se solo solo si realizza nel pensiero che la persona con cui colloqui al buio, nel senso che non la hai mai vista di persona, ma sentita e conosciuta solo attraverso scritti e messaggi, non ha smaglianti giovani sode fattezze da modella taglia 42, questa perde ogni fascino ed allora tutto decade e non resta neppure il pensiero che, tutto sommato, una bella anima poteva pure essere. Forse meritava qualcosa di attenzione….
Ma mica la puoi scopare, per Dio la bella anima!!! Vero? Che te ne fai?
Ci passi pure male, quasi avessi in un qualche modo imbrogliato…….
Ma la gente ha da fare, non ha tempo da perdere dietro a puttanate come la cortesia, la sensibilità, la gentilezza, la buona educazione, sono cose di un altro tempo, di un’altra epoca, non si usa più…obsoleto….e allora vaffa….
Capisco, capisco tutto io …..carpe diem…… quam minimum credula postero..…spatio brevi spem longam reseces….
E non stare ad interrogare neppure gli oroscopi e le pizie…
Però poi leggi:
“Tanto gentile e
tanto onesta pare
la donna mia, quand' ella altrui saluta,
ch' ogne lingua deven tremando muta,
e gli occhi no l' ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente e d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
dal cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sí piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender nolla può chi nolla prova.
E par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l' anima: Sospira.”
…….
E rimetti tutto in discussione.
E c’è pure il diritto alla Felicità.
Ma che vuol dire questa America ingorda e prepotente, che ha la schiavitù e poi promulga il diritto alla felicità nei suoi decreti ufficiali?
La felicità di che?
Di chi?
Degli americani yenki o dei neri importati dall’Africa nelle fetide galere per lavorare come schiavi nei campi di cotone?
Questa America “civile” e “democratica” che ha la pena di morte e non si vergogna ad applicarla a gente, che avrà anche sbagliato, ma che è cambiata nel corso degli anni, visto che tra la sentenza e l’esecuzione possono passare anni.
Non “fai giustizia” “a caldo”.!!! Commetti solo un assassinio legalizzato.
Anche Caino, si legge nella Bibbia, per l’omicidio di Abele, doveva essere si punito ma mai ucciso!
E chi sei tu per giudicare e decidere della vita di un altro essere?
Dio?
No. Creatura ignobile.
Sei solo uno schifo che uccidi una persona che è stata nel braccio della morte 25 o più anni, ed è già morta dentro chissà quante migliaia di volte, magari pure nominata per il premio Nobel, per il bene che è riuscita a fare pur stando in carcere, che è cambiata, non è più la stessa persona che ha sbagliato e allora che si fa?
La si accoppa ugualmente.
La legge ha decretato, la giustizia… ma quale legge, quale giustizia? Quale tribunale?
Quello degli uomini, che possono sbagliare, anzi sbagliano, eccome se sbagliano e quando uno lo ammazzi come rimedi?
Gli risoffi la vita in bocca come gli antichi egizi?
La coscienza non ti urla dentro?
La coscienza? Ma che è questa cosa? Si mangia? Si beve? Si indossa?
No.
Si ha dentro e ti dovrebbe suggerire qualcosa.
Fratello non fartela mai rimordere dentro, per l’amor di Dio!!!
Solo Socrate accettò di morire, Lui, perché le Leggi erano sacre ed andavano rispettate.
Loro, le Leggi, e non gli uomini, che ne avevano fatto uso improprio, e termina il dialogo con Critone dicendo:
“Ma è ormai
tempo di andare via, io per morire, voi per continuare a vivere: chi di noi
vada verso una sorte migliore, è oscuro a tutti tranne che al Dio.”
Che meraviglia di Uomo e di Pensiero!
“credo che la sacra lettura di un libro sia la forma massima di evocazione di una mente e di un pensiero del passato”
ho letto di recente in uno scritto di un amico, vecchio saggio.
Questo dovremmo fare, evocare, per far rivivere concetti eterni per la verità che testimoniano.
Leggere.
Leggere con sacro rispetto per il pensiero espresso e far rivivere in questo modo chi lo ha formulato.
Ma torniamo a bomba perché questo pensiero mi rode, mi esaspera, mi ulcera.
Sei così sicuro di non aver sbagliato a giudicare?
Quanti errori giudiziari vanti nelle tue legislature?
Quanti Sacco e Vanzetti o coniugi Rosemberg….
Contiamo?
Viva la democrazia e viva la libertà!
A parole sai! Belle, roboanti, gloriose…..magari con l’alza bandiera, va vai!
La libertà? Si.
La libertà di rubare e di portare sul lastrico migliaia di risparmiatori, per esempio, come è successo da noi… gente piena di soldi che ruba… ma che bisogno ne hai, Dio santo?
Vuoi di più, di più, di più…avido… ma che te ne fai poi?
Metti tutto il tesoro nei caveaux delle banche per paura dei ladri e non ti godi niente……la bella tela arrotolata al buio …… o pensi di convertire il danaro in buoni salute, energia per il domani quando verrà la vecchiaia?
Dove metti la politica, gli inciuci, gli intrighi, il sudiciume…i compromessi… il potere?
Il Potere. Di far cosa? DI COMANDARE. Ecco. DI COMANDARE.
A Napoli c’è un proverbio che recita: “ è chiù meglio comannare che fottere”. LAPIDARIO.
La pazzia…ecco. La pazzia che si manifesta in mille maniere….
E tu MNEMOSYNE. Chi sei? Che vuoi da me questa sera? Perché mi porti a pensare tutto questo?
Ma che mi succede?
Ho dentro tanta rabbia. Mi girano i maroni, le scatole,le palle, chiamali come vuoi.
Ho una rabbia sorda al pensiero di tutte le
ingiustizie del mondo, di tutte le miserie degradanti che riducono la dignità
dell’uomo a niente….. che lo rendono povero e, tutto sommato, infelice.
Disperatamente infelice.
Forse è la pressione alta.
Quando non stai bene e ti manca una molecola……(perché è solo questione di molecole, qualche amminoacido per esempio o quant’altro, presenti o assenti, in più od in meno, che fanno funzionare o no l’ingranaggio della macchina “corpo” dell’uomo e di qualsiasi essere vivente) va tutto a puttana.
È scientificamente provato.
Dunque non esiste neppure l’anima od il tuo pensiero, che è positivo o negativo a seconda di come funziona lo spinterogeno!
Ovvai.
Ci risiamo.
E poi ho paura.
Della malattia, della solitudine, dell’impotenza.
Impotenza contro tutto ciò che è storto. Cosa posso
fare?
Ma sei poi sicura di vedere giusto?
Ciò che è storto per te potrebbe essere dritto per
altri… che confusione mio Dio…
Ho letto da qualche parte:
“ho imparato a mie spese che la paura è lo strumento di conoscenza più potente che esista. Più dell’immaginazione la paura sprigiona segnali luminosi anche nel buio, mette di fronte al mistero che c’è nella vita di ognuno; è forse un animale feroce, ma intelligente e fedele cui si deve rispetto.”
Cosa mi farà conoscere ora la paura? Di quali trabocchetti mi avvertirà e da quali mi salverà?
“per una ghirlandetta ch’io vidi,
mi farà
sospirare ogni fiore…”
E ricordo….. profumo di cannella per casa, la ricotta per i cannoli piena di cioccolata e canditi e vaniglia, i fuochi accesi, la casa calda, accogliente, la tavola apparecchiata nella camera da pranzo con l’argenteria lucida e splendente, il via vai dei miei fratelli e di mia sorella con i figli ed i pronipoti..… mia madre che faceva la patriarca.
Se lo poteva permettere Lei perché con Pietro era diventata bisnonna e la Neli che pensava a tutto, preparava, cucinava, organizzava. Bello.
Ma non se ne coglieva la bellezza, quasi la sacralità di un rito direi millenario, allora.
Era scontato e dovuto. Naturale. Abitudine. Venivano tutti.
E poi c’era forza, salute, entusiasmo.
Bello.
Ora non c’è più nessuno. Desolante.
Le luci sono sempre accese ma non brillano, non sbrilluccicano, manca qualcosa. Manca lo splendore. Foschia. Anche il beniamino ingiallisce scontento e malinconico.
Basteranno le palline colorate ………… ?
Ma sono io diversa. Cambiata. Il Mondo, la consuetudine di vita, sono sempre gli stessi. Da sempre.
Non mi incanta più niente. Non ho “cieche speranze”.
Non sento più profumo di vaniglia e di stracotto.
Bisogna stare a dieta, il colesterolo incombe minaccioso ed il diabete potrebbe affacciarsi ostile!
Questo no, quello no, l’altro ancora no…. Ma che si può mai fare perbacco? Bho!
“non c’è nulla di così presente come qualcosa che deve accadere e non è ancora accaduto”
…….sono come in attesa che qualcosa accada. Ma cosa
deve accadere ancora?
Di tutto.
Dicembre 2005