I MITI MASSONICI - IL MITO DELL’ILLUMINISMO

 

di Vittorio Vanni

 

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Ogni generazione reinterpreta la storia secondo le sue particolari ideologie predominanti e secondo le pulsioni del suo presente, che pur avendo radici in ogni lontanissimo passato ha alcune sue specificità, secondo la forma che la società umana ha assunto.

Nella storia del pensiero e degli accadimenti umani difficilmente si può determinare ciò che è veramente originale in un determinato periodo storico. Forse le idee fondamentali dell'umanità sono presenti nel contempo in ogni era e solo il più lungo permanere od il più rapido tramontare di alcune di esse forma l'essenza di un'epoca.

Fra tutti i miti che l'umanità ha conosciuto, il più incerto è certamente quello d’evoluzione e progresso, che partendo da parametri precostituiti è arrivato fino alla nostra epoca. Oggi quei parametri sono soggetti a dubbi e ripensamenti ed il mito esaltato ai primi del secolo con il "ballo" Excelsior mostra la rada trama con cui   stato tessuto.

L'unico metro di giudizio certo è sempre e comunque l'uomo e noi non possiamo purtroppo ipotizzare che vi sia stato un ulteriore salto di qualità da quando l'umanità, con la razionalità e l'auto-coscienza, scopri il suo io, perdendo però così quelle superiori qualità d’istintualità ed intuività che ancora ricerca con inconscia nostalgia. Tutto ciò che di primitivo, bestiale, crudele, accusiamo negli uomini di un lontano passato è ancora presente in quelli d’oggi, paradossalmente assieme a tutte quelle meravigliose qualità quasi divine che i più arcaici testi del passato ci hanno tramandato.

Ben poco sappiamo di là da cinque/seimila anni di storia, ma ciò che possiamo intravedere ci dimostra l'assoluta omogeneità dell'uomo di ieri con quello d’oggi, sia nei suoi lati negativi che in quelli positivi. Ciò che ha caratterizzato la nostra era è soprattutto l'attesa messianica di una società razionale e più giusta attraverso l'evoluzione della coscienza del rapporto sociale e quella tecnico-scientifica.

      Questa speranza, spillante da svariatissime fonti confluite da ogni secolo nel XVIII, è ciò che si chiama illuminismo. Per quanto questa richiesta di razionale umanesimo sia stata sempre presente nella storia del pensiero umano, solo alla metà del diciottesimo secolo diventa una filosofia elitaria che si fece strada fra i più larghi strati borghesi della società fino ad arrivare alla coscienza popolare.

LA FILOSOFIA ILLUMINISTA E LA MASSONERIA

Per quanto sia necessario nel nostro contesto esaminare brevemente l'illuminismo di per se, la nostra domanda fondamentale riguarda essenzialmente la storia della Massoneria. La Massoneria si è identificata effettivamente in questo movimento di pensiero? Ha ideato realmente alcune operazioni politiche e sociali per l'affermazione di questi ideali ?

      Si può affermare intanto che, curiosamente, il mito della massoneria complottante per gli scopi illuministi, il che, d'altro canto, non può che renderci onore, ci proviene proprio dagli avversari della Massoneria, che negli anni della Restaurazione le si scagliarono con violenza contro attribuendogli sia il complotto rivoluzionario che gli eccessi di questo: [1]

Caratteristico di questa critica politica e religiosa alla massoneria è il prudente rispetto portato alla massoneria inglese, che non è mai attaccata (al contrario è lodata) per i suoi pur tiepidi contributi politici all'illuminismo, dato l'appoggio dato alla contro-rivoluzione dai monarchi inglesi e nonostante il suo essere fondamentalmente protestante. Quando il Barruél critica nella massoneria continentale il cosiddetto "segreto" che indicava nella predicazione dell’uguaglianza e della libertà (come supporto al rovesciamento dei troni e degli altari) salva il   "buon senso" della massoneria inglese quando afferma: [2]

 

"I Massoni inglesi, per la più parte, non riconoscono, che i primi tre gradi; fuori dell'imprudente interpellanza sull'obbedienza al Gran Maestro dell'Ordine, non v'ha che la spiegazione giacobina sull'uguaglianza e   sulla libertà, che rende il loro segreto pericoloso. Il buon senso degli inglesi ha fatto loro rigettare questa spiegazione. Ho pure inteso parlare di una risoluzione, presa dai loro primari Massoni, di scacciate tutti coloro che cercano di introdurre l'uguaglianza e la libertà dei rivoluzionari"

 

      In realtà l'Inghilterra fu la patria d'origine dell'illuminismo. Newton (1642-1727) ne è considerato il padre, assieme a Locke (1632-1704). Sir Newton, scienziato e filosofo, pur codificando il pensiero scientifico sperimentale della scuola italiana, ebbe l'intuizione che si poteva applicarlo anche all'uomo.

Questa metodologia di nuova conoscenza umana, non comportò in Newton, come poi nei più radicali illuministi, una posizione anti-metafisica, dati anche i suoi interessi teologici ed alchemici, ma nei successivi elaboratori delle sue premesse filosofiche   (Toland, Collins, e Tindall) la tradizione metafisica e quella religiosa sono duramente criticate.

      Nasce qui la concezione deista della "ragione" naturale come solo criterio per stabilire la validità della ragione e della morale. Da queste premesse nasce il rifiuto delle religioni rivelate, dei dogmi, dei misteri, dei miracoli e soprattutto della necessità di "intermediazione" ecclesiastica fra l'uomo ed il piano divino. I deisti ammettono soltanto che Dio esiste, che l'universo è una sua creazione, che in un'altra vita un premio attende i buoni ed un castigo i cattivi.

      Si può affermare senza ombra di dubbio che questi principi illuministi sono nel contempo quelli della riforma massonica di Anderson e Desaguliers, quando statuiscono l'adesione alla religione naturale, (...la religione nella quale tutti gli uomini convengono...) [3] la credenza in un Grande Architetto dell'Universo non altrimenti definito e nell'immortalità e nella trascendenza dell'anima.

      Nelle nostre attuali concezioni il concetto filosofico di Fratellanza sembra comportare in se quello di uguaglianza, ma   è dubbio che in una società dove il maggiorascato produceva effettive disuguaglianze anche fra i fratelli carnali, questo potesse diventare un concetto sociologico.

      Per quanto riguarda l'altro grande pilastro massonico, quello della libertà i pragmatici Landmark di Anderson escludono la possibilità che l'Ordine possa esser comunque coinvolto in tentativi di eversione sociale, e predicano la sottomissione ai poteri civili, ma non esclude in alcun modo dalla Fratellanza i membri che si ribellino alle autorità[4] Da questa   fraterna solidarietà morale ai Fratelli non graditi al potere, pur senza compromettere l'Ordine nella benevolenza dei governanti, deriva quella sublime ambiguità psicologica del massone, che sa essere conservatore nei periodi rivoluzionari e rivoluzionario nei periodi di reazione.

      La Massoneria inglese ha preteso e pretende tuttora la primogenitura latomistica dalle Logge che nel XVIII secolo costituirono a Londra una Gran Loggia. Ma questa ipocrita cecità storica nei confronti della secolare latomistica continentale non vela tuttavia l'originalità della riviviscenza massonica inglese del 1717.

      Questa originalità consiste nel distacco dalla tradizione di sottomissione religiosa al cristianesimo che caratterizzava ogni confraternita di mestiere da tempo immemorabile, non tanto a favore del movimento protestante, come spesso si è detto, ma a favore di un deismo astratto e filosofico che si era appena affacciato alle soglie del pensiero europeo assieme a dei primi concetti di libertà nella ricerca della conoscenza.

      Queste idee, che i primi illuministi inglesi limitavano al piano razionale della ricerca etica, scientifica e teologica, senza eccessivi sconfinamenti socio-politici, proprio per la relativa libertà e giustizia che godevano nella liberale Inghilterra, ebbero un’ulteriore evoluzione fra i "Philosophes" continentali. L'Aufklärung tedesco, che viene ritenuto decisamente minore, essendo meno radicale di quello inglese e francese, ha al contrario, per la storia del pensiero esoterico, un’importanza maggiore.

      Le correnti di pensiero che il ciclo storico del XVIII secolo comportava, in Germania furono mediate ed equilibrate dal permanere dell'interesse tedesco per la metafisica, a causa del carattere nordico contrassegnato dalla fermezza spirituale e dalla società più tradizionalmente gerarchica.

Già in Wolff [5] le due vie per giungere alla conoscenza sono esclusivamente l'esperienza e la ragione, ma l'intelletto non è rivolto solo al potere sul reale, ma ad ogni "possibile", quindi anche al campo della metafisica dove l'uomo, senza intermediari, può arrivare alla conoscenza sovrasensibile.

      Inoltre, l'esperienza e la ragione non sono volte ad una catarsi di tipo sociale, ma al miglioramento, individuale e collettivo dei "costumi".

      Questo concetto ha influito profondamente sulla essenzialità massonica che considera la catarsi etica e sociale dell'umanità non tanto nell'evolversi della società, quanto dell'umanità per mezzo dell'uomo, non nell'espressione di ideologie transeunti quanto in quelle di una spiritualità che trova nell'interiorità umana i soli mezzi necessari.

      Ancor più l'illuminismo di Lessing[6] si confonde con quello insito nella Massoneria quando afferma che l'essenza della religione consiste nella morale, in quanto l'uomo è stato fatto per l'azione, non per escogitare sofismi, e per la natura, quindi la migliore religione rivelata o positiva è quella che contiene il minimo di aggiunte convenzionali alla religione naturale.

      Da ciò deriva che tutte le religioni positive e rivelate sono quindi ugualmente vere ed ugualmente false.[7] Con Lessing la metafisica della Massoneria ha il suo contraltare con il dubbio, che assume esso stesso una valenza metafisica, come espressione di quel Nulla o Zero o Uno o Tutto in cui consiste l'indefinibile piano divino.

L'uomo non può raggiungere nella sua limitatezza la verità assoluta e definitiva. La verità non può consistere nel suo stesso possesso, ma solo nella sua ricerca, per questo l'uomo ricerca e non possiede la verità. L'illuminismo razionalista, da cui discesero poi il materialismo ed il positivismo,   qui superato da una visione metafisica in cui non vi è più l'esaltazione della sola ragione, ma il ricorrere ad un intelletto superumano che solo può sorpassarle. Il celebre passo di Lessing[8] che espone questo concetto, rappresenta la forma più profondamente massonica dell'illuminismo:

 

      "Se Dio tenesse chiusa nella sua mano destra tutta la verità e nella sua mano sinistra unicamente il sempre vivo amore per la verità, benché con l'aggiunta di andar errando sempre ed in eterno, e mi dicesse scegli! Io mi precipiterei con umiltà alla sua sinistra e direi: Padre, dammi questo! La pura verità   riservata soltanto per te!"

      In Lessing è ancora caratteristica quella "passione" per l'uomo che l'illuminismo tedesco trasferì poi nella cultura europea attraverso il Romanticismo, padre di tutti i miti moderni. Un caso a parte rappresenta Fichte[9] la cui Filosofia della Massoneria ha dei caratteri più preromantici che illuministici e che meriterebbero una più ampia trattazione.

      In Francia gli Illuministi trasferirono con più decisione il ricorso alla ragione nella causa della libertà ed inserirono nella storia gli elementi determinanti della rivoluzione americana prima e di quella francese ed europea poi. La diretta appartenenza massonica di alcuni fra i maggiori illuministi francesi ci porta poi ad ulteriori considerazioni sul mito dell'illuminismo massonico, così come si creò durante la restaurazione europea.

 

 

IL MITO DELL'ILLUMINISMO MASSONICO

 

 

Per quanto vi siano delle affinità sostanziali fra la filosofia dell'illuminismo, in particolare quello tedesco e i principi della massoneria, non è esatto assimilare completamente questa a quelli. La Massoneria si lega al piano storico attraverso dei principi etici fondati sull'uomo e sull'umanità che questi dovrebbe raggiungere perfezionandosi.

Ma la sua essenzialità conosce dei principi metafisici che esulano da qualsiasi filosofia e ideologia contingente, rivolgendosi ad una metastoria in cui gli avvenimenti umani sono solo dei simboli di avvenimenti cosmici ed universali che superano qualsiasi classificazione ideologica o filosofica. E' proprio dal suo essere portatrice di valori superiori a quelli puramente religiosi o politici che deriva la secolare denigrazione dell'Ordine.

Il mito dell'illuminismo massonico, visto in chiave negativa, fu usato dai suoi avversari, come appoggio della restaurazione europea dopo l'immane conflitto sociale ed ideologico portato dalla rivoluzione.

      Per quanto accusata di aver cospirato contro il trono e l'altare, di aver preparato e compiuto la rivoluzione, la Massoneria aveva in tal senso solo alcune responsabilità morali in quanto aveva propagato idee di eguaglianza e libertà che non erano appannaggio del solo secolo XVIII, ma sono state un patrimonio ideale di ogni epoca e lo saranno purtroppo ancora per molto in quanto la sola evoluzione materiale e tecnologica dell'umanità non è sufficiente alla sua rigenerazione totale.

      Nell'arco temporale della rivoluzione la Massoneria era in totale crisi, in quanto i suoi membri erano dispersi in ogni fazione, aristocratica, moderata o giacobina che sia. I Fratelli si ghigliottinarono a vicenda senza alcuna remora, seguendo la propria passione politica e le proprie idee, così come è umano purtroppo in ogni cruento passaggio di regime. Nessun complotto, nessuna finalizzazione comunitaria poté in realtà portare ad un'azione massonica comune, nemmeno per salvare i Fratelli dal carnefice.

L'Abate Barruél ed i suoi emuli fecero opera di efficace contro-informazione, per usare un termine moderno, confondendo alcuni termini, come illuminismo, illuminati ed illuminati di Baviera che fra di loro, in realtà, avevano ben poco in comune. Pur nella limitatezza di questa breve ricerca, che avrebbe in realtà necessità di maggior approfondimento, si può cercare di definire nella loro realtà storica l'essenza contrastante di questi termini, per contestarne l'interessata assimilazione.

 

 

 

 

 

GLI ILLUMINATI OD IL REALE ILLUMINISMO MASSONICO

 

Il termine Alumbrados come espressione di società segreta o riservata era stato usato per la prima volta in Spagna nel XVII secolo, e definiva un gruppo di rosicruciani dediti alla teurgia che l'inquisizione condannò al rogo.

      Molti riti massonici, un secolo più tardi così vennero definiti, confondendo tale termine con quello indotto dalla filosofia illuminista.

      L'illuminazione di cui si trattava in tali ambiti era quella, puramente spirituale, che si conseguiva attraverso pratiche di conoscenza ascetiche di tipo meditativo e concentrativo, attraverso la teurgia, che letteralmente significa "creazione" divina, o attraverso l'alchimia che tentava di trasformare la conoscenza umana in conoscenza dell'assoluto.

      Queste pratiche che sono nate all'alba dell'umanità e che sono e saranno sempre presenti, si basano su dei procedimenti metafisici super-razionali che sono forse il contrario del procedimento illuminista filosofico, che respinge la metafisica in quanto sfuggente alla ragione. Tali procedimenti, incomprensibili alla rozzezza del potere politico e religioso, comportano la liberazione interiore e la libertà esteriore e sono sempre stati quindi invisi alla tirannia ed alla prevaricazione di coloro che per scopi personali ricercano il controllo assoluto della società.

      Per quanto la politica e la religione in tale contesto non abbiano alcun’importanza ideologica o teologica, chiaramente la necessità fisica e morale della sopravvivenza dei suoi adepti presuppone l'esistenza di una società libera ed evoluta. Alla libertà interiore necessitando quindi la libertà esteriore molto spesso gli illuminati hanno operato anche storicamente e socialmente, senza che per questo in ciò si possa intravedere quel complotto che gli alfieri dell'assolutismo ipocritamente affermano.

      L'Abate Barruél in particolare cita, a sostegno delle sue tesi, due Ordini illuministici, le cui finalità sono in realtà opposte, quello degli Illuminati di Baviera e quello Martinista.

Il primo fu una setta che propugnava l'eversione sociale ed il comunismo e che solo impropriamente si chiama massonico, in quanto cerco di copiare ed usare le strutture dell'Ordine per le proprie finalità

      .Il secondo fu introdotto in Francia, su patente degli Stuart, da Martinez de Pasqually de las Casas, che propagò prima a Bordeaux un sistema massonico chiamato dei Supremi Giudici Incogniti o dei Filosofi Incogniti, basato su pratiche teurgiche di tipo magico-rituale e kabbalistico, cui aderirono notevoli personaggi far cui Louis Claude de   Saint Martin, Bacon de la Chevalerie e Jean Baptiste Willermoz, che a loro volta fondarono dei sistemi analoghi.

      D’origine Martinista e di particolare importanza massonica fu il Rito Scozzese Rettificato di Willermoz, che riuscì ad inglobare nella più ortodossa massoneria la Stretta Osservanza Templare di Von Hund, che in un certo qual modo rappresentava la volontà egemonica della massoneria tedesca su quella europea.

      L'importanza politica del Martinismo, al di fuori di quella interna alla Massoneria, era inesistente ed i suoi scopi esulavano da qualsiasi tipo d’eversione sociale. La motivazione delle assurde accuse del Barruél poteva consistere soltanto nell'odio per la sua metafisica, che ritorceva come una specie d’apologia segreta dell'empietà e della ribellione.

      Riportiamo un passo della sua Storia del Giacobinismo solo per far notare la veemenza calunniatoria e l’interpretazione surrettizia delle dottrine Martiniste per i consueti scopi denigratori e di contro-informazione:

 

" Io però ricavo la sua dottrina (del De Saint Martin) ed il suo grande oggetto dei suoi scritti, da quello che ne ha fatto l'Apocalisse de suoi seguaci, nella sua famosa opera "Degli errori e della verità". Io so quanto costa il decifrare gli enigmi di quest'opera tenebrosa; ma conviene bene aver per la verità la costanza, che i suoi seguaci hanno per la menzogna. Vi vuol pazienza per discoprire tutto il complesso del codice martinista fra il gergo misterioso dei numeri e degli enigmi. Risparmiamo per quanto   possibile, questa fatica al lettore. L'eroe di questo codice, il famoso Saint Martin si mostri all'aperto; ed ipocrita al pari del suo maestro egli non sarà più che un vile copista delle inezie dello schiavo eresiarca, generalmente noto con il nome di Manete. Con tutti i suoi raggiri egli non conduce meno i suoi seguaci negli stessi sentieri e loro ispira il medesimo odio agli altari del cristianesimo e al trono de'sovrani, ed ancora d'ogni governo politico."

      In questo brano si sintetizza tutta la verità antimassonica di quell'epoca e non solo di quella. La preoccupazione dei denigratori dell'Ordine non deriva che da un solo elemento, il mantenimento del controllo sociale da parte delle due tirannie: quella politica e quella religiosa, che sono a volte contrapposte ma purtroppo molto spesso unite. La Massoneria, sia nei suoi concetti filosofici sia in quelli metafisici    comunque portatrice di libertà, indipendentemente dalla sua azione che solo in alcuni periodi storici relativamente recenti è stata politica. E' questo suo portare nei propri geni questo principio etico essenziale, che porta a sua volta in se la tolleranza per l'altrui libertà e la fraterna "passione" per l'uomo, ciò che unisce Massoneria ed Illuminismo al là dei miti creati dall'odio e dall'intolleranza, ma anche di là dalla storia   e della filosofia, in quel piano metafisico dove si pone l'infinito ed indefinibile Grande Architetto dell'Universo.

      



[1] Fra i tanti "svelatori" di cose massoniche il più importante fu l'Abate Augustin Barruél che scrisse tante ponderose opera contro le filosofie del suo secolo e soprattutto contro il razionalismo dell'Enciclopedia, l'illuminismo e la Massoneria. La sua opera più importante è la "Storia del giacobinismo", dove attaccava in modo particolare la Massoneria e gli Illuminati di Baviera

[2] Augustin Barruél Storia del Giacobinismo Edizioni Arktos-Oggero Editore  Carmagnola 1989

[3] I Landmarks d’Anderson capo I Concernente Dio e la religione

[4] I Landmarks di Anderson capo I Del magistrato civile supremo e  subordinato

[5] Christian Wolff (1679-1754)

[6] Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781)

[7] Lessing Pensieri sugli Herrnhuter, 1750

[8] Lessing Sulla nascita della religione rivelata, 1753-55

[9] Johann Gottlieb Fichte Filosofia della Massoneria, Documento Libraio  Editore, Roma 1948