Cosa è la libertà?
Cosa si intende con questo nome?
Per me è un diamante purissimo dalle mille luci e
sfaccettature.
A ciascuno il suo tipo di libertà : di essere o non
essere, di volere o non volere, di amare o di odiare. Ed ancora, per ogni
essere nato da donna : libertà di pensiero, libertà politico-sociale,
economica, religiosa etc..
Libertà di vivere secondo la propria coscienza.
Fondamentalmente Libertà è, a mio parere, un sogno,
un pensiero mai o quasi mai concretizzato, che l’uomo si crea per il bisogno,
l’esigenza di non essere dipendente da alcuno o da alcuna cosa.
Per alcuni entrano in gioco fattori quali ambizione,
vanità, sfrenato desiderio di potere ed allora “ Libertà”, nelle mani di questi
esseri, perde la sua essenza positiva e si trasforma in arma micidiale dagli
effetti devastanti, come dittature, rivoluzioni, genocidi, inquisizioni,
persecuzioni politiche, religiose, etc.
In questo caso difendere la libertà vuol dire
rifiutare a chiunque, sia re o sia il popolo, il crisma dell’onnipotenza, per
dirla con Alexis de Tocqueville.
Insigni filosofi, storici e studiosi hanno detto
tutto sulla libertà : cosa indendono per essa, come raggiungerla, come
difenderla, e non sarò certo io ad aggiungere cose nuove.
L’uomo non è libero di scegliere se vivere o non
vivere, ma è libero di scegliere come vivere moralmente, ossia se
vivere secondo virtù o secondo il vizio.
I cinici esasperavano il concetto di libertà vivendo
come “cani randagi” disprezzando i valori correnti. Autosufficienti, liberi dai
bisogni che assoggettano la volontà degli uomini comuni.
Essere liberi quindi può voler dire anche saper
rinunciare.
Lo spirito è libero. Forse. A patto che non abbia
condizionamenti, compromessi e quindi si potrebbe concludere che la libertà
morale, una delle molteplici forme di libertà, è il fondamento di tutte le
Libertà e le comprende tutte.
L’uomo, creato a somiglianza di Dio, è formato da
una parte di cielo , l’anima, e da una parte di terra, il corpo.
L’anima vorrebbe svettare possente, vigorosa, forte
verso lo Spirito puro per il quale sente affinità, perfetto, cristallino,
librarsi nell’azzurro infinito senza confini, spaziare senza costrizioni di
sorta, accarezzata dalla gioia di poter essere se stessa pienamente.
Il corpo, con le sue esigenze, la zavorra e la
trascina a terra, ai compromessi, ai bisogni, alle necessità reali od
immaginarie che siano.
E poi il corpo decade. Si corrompe nelle malattie,
nella vecchiaia, nella morte.
Vengono a mancare il vigore, le forze intatte dei
primi verdi anni possenti.
Il corpo è deputato alla morte. Muore. Finisce.
“ Memento homo qui pulvis eris et in pulverem
reverteris”.
Uomo ricorda : “ Memento mori”. Finisci. Questo
sancisce la tua miseria, la tua impotenza, la tua pochezza, il tuo niente, ma
anche la tua grandezza spirituale se sai essere libero nonostante tutto.
Non sei Dio. Non sei perfetto. Sei solo un uomo
imperfetto, insignificante. Il tuo corpo è corruttibile e corrotto con tutte le
sue piaghe putrescenti.
Nei letti degli ospedali, nelle agonie, nelle
maleodoranti celle delle carceri.
Ammanettato dalle necessità. Impotente.
Ma se solo riesci a salvare la tua dignità nelle
avversità, se lotti con tutte le tue forze per mantenerti coerente con i tuoi
desideri di onestà morale, nel bene e nel giusto, per quello che puoi
considerare tale, allora, e solo allora, potrai dire di essere libero. Libero
perchè sei riuscito nel tuo intento. Perchè non hai ceduto. Od hai cercato
disperatamente di non piegarti a niente ed a nessuno.
Si lotta per questo. Si muore per questo. E per
questo sono stati compiuti atti di sublime martirio e di abietto delitto.
La Saggezza può aiutarti.
La saggezza che è frutto di esperienza, di
riflessione, di cultura, di studio.
Sapere, conoscere aiuta a superare mille ostacoli ed
impedimenti, aiuta a vincere con l’intelligenza le tentazioni, le debolezze, le
miserie quotidiane.
Sali, svetta, taglia i legami con la terra.
Va oltre i confini del banale.
Strappa dal tuo corpo le angosce che si attanagliano
allo spirito e lo deprimono.
Non ti fare invischiare dallo sporco di chi non è
capace di salire e vuole farti precipitare insieme a lui nel baratro nero,
profondo, senza confini dell’ottuso, della disperazione, delle miserie e farti
schiavo.
Sali.
Corri verso il cielo con mille e mille ed ancora
mille ali di fuoco tra mille, infinite rombanti molecole di sole e di luce.
Le tenebre sono sempre lì in agguato, pronte a
ghermirti ad ogni minimo cedimento.
Non permettere mai che questo avvenga.
E salvati.
Neli Di Pisa
Febbraio
1997