IMPRESSIONI DA UNA MOSTRA DI BOLDINI, HELLEU, SEM

A CASTIGLIONCELLO  -Settembre 2006

 

Di Nely Di Pisa

 

 

 

 

                Boldini ed Helleu in un pomeriggio d’estate

 

 

Un tuffo nei colori, in un mondo antico e splendido, “Belle Epoque” appunto, lontano ormai anni luce da questo terzo millennio tecnologico, tutto luccichio di acciai e superfici glabre, fredde, impersonali, che non hanno nulla di umano, spaziali, con fughe di shuttles dai puzzolenti gas propulsori potentissimi, dissacratore e senza anima.

Nelle sale del castello Pasquini, circondato dal verde riposante di resinosi pini secolari, in dolce penombra, sui morbidi pavimenti un poco crocchianti di parquet odorosi di cera e trementina, mi sono sentita avvolgere da un’aria  tutta speciale.

Dalle pareti  immagini da sogno mostravano un mondo ricco di patos dalle mille sfumature, tra luci ed ombre, a volte con una sottile ironia a sottolineare sguardi che bucano dalle belle tele.

Ho rivisitato i bei giardini curati, pieni di fiori dai tanti colori e profumi, dove signore, con lunghi abiti di seta e broccato, dai cappellini assurdi e dalle fluenti chiome, a volte raccolte in trecce, passeggiavano con un civettuolo, intrigante ombrellino trinato per proteggersi dal sole e, perché no?, dagli sguardi degli ammiratori. …..e poi piume, ventagli, nastri, gioielli, fiori finti un poco barocchi….

L’atmosfera è quella di un coinvolgente, affascinante romanticismo un poco decadente.

Il conte Robert de Montesquiou, con pizzetto e baffi alla Dalì, guarda lontano, condiscendente, da sotto in su, raffinatissimo con una redingote grigio “polvere”, cravatta a fiocco nera su camicia bianca dalle punte inamidate, un bastone tenuto nella mano destra guantata di pelle grigia con bottoncini.

Amava definirsi “sovrano delle cose transitorie” e dettava legge sulla moda dell’epoca. Ricco mecenate si circondava di una corte di intellettuali, artisti, pittori, musicisti, belle signore, munifico e raffinato all’eccesso. La maschera di Marcel Proust sul letto di morte in bicromia bianco nera parla della pace eterna finalmente raggiunta. Il volto si stacca nitido in un contorno molle  e vago.

naufragar m’è, dolce in questo mare….”

 

 

 

 

 

                      Parigi: il viale del tempo passato

 

Una dama dai capelli rossi lunghi fino alla vita, la giovanissima Mademoiselle Alice Luois-Guérin, esibisce la sua figura alta e snella. Quello che colpisce, oltre ai capelli sciolti a cascata su un abito nero, è lo sguardo riservato, schivo, forse un poco triste.

Il volto è illuminato dalla perlacea trasparenza della pelle, propria delle rosse, e gli occhi azzurri di smalto sono perduti in pensieri lontani.

Bellezze dagli immensi occhi neri o blu con abiti sontuosi dai colori smaglianti e decisi, a rivestire forme che si intuiscono svelte ed eleganti, si mostrano senza riserbo…… anche trasparenze intriganti …. nudi nelle dormeuses stile rococò di una sensualità  impudente ed un poco spudorata…. o la toilette di Gabrielle colta senza  riguardo nell’intimità più riservata.

 

Madame Helleou, sdraiata sull’erba, abito bianco, cappellino bianco su capelli rossi e parasole, legge serena.  Si coglie un senso di tranquillità e freschezza unico.

Oggi siamo abituati a ruvidi pantaloni di tela di jeans, magliette di cotonaccio da due soldi e scarpe da tennis molto comodi, non c’è da dire, ma molto meno eleganti e poetici.

Avrà avuto caldo la signora Helleou, tutta strizzata nel busto, maniche lunghe e giacchina accollata? Chissà!

L’azzurro delle marine è di ampio respiro con le bianche vele lontane spiegate al vento.

La Natura  così espressa mi fa pensare ai suoni della natura, alla musica del vento tra le sartie sciolte, alle risacche sugli scogli neri del mare … suoni incontaminati che emergono con forza propria al disopra del cosmo…

Madame Helleu però stupisce sempre con il suo ombrellino bianco, cappellino con veletta beninteso, guanti, abito rigorosamente lungo e stretto in vita ed è …. sdraiata sulla sabbia!!

Mi vengono in mente le mie contemporanee giovani donne che sulla sabbia si sdraiano si, ma con bikini ridottissimi che nulla lasciano all’immaginazione.

Forse il quadro di Helleu sarà stato dipinto in una primavera incipiente con temperature molto basse!!

 

La dame de Biarritz superba con i suoi rossi e rosa dell’abito scollatissimo si concede ai nostri sguardi. E’ bella, maestosa. Nude le spalle.

Riccioli cadono sulla bella fronte, un piccolo neo intrigante sulla guancia destra, la rossa bocca a cuore accenna un sorriso. Quali pensieri attraverseranno la sua mente?

Mi viene in mente il nudo della Dark Lady, così sensuale e provocante….

 

 

 

 

 

Una contadina è nell’orto. Un bambino in braccio, un altro mangia seduto per terra sorvegliato da un cane  ben tosato dall’aspetto quasi cittadino. Il marito è curvo nel campo. Il volto della contadina è sorridente. E’ contenta, le guance colorite di salute, anche se la lunga gonna e le scarpe ai piedi tradiscono la povertà.

 

Rivivono momenti, circostanze, stati d’animo. E’ come se le belle figure volessero comunicare la loro gioia, il loro pensiero. E’ il miracolo dell’arte vera, quella con la “A” maiuscola.

“Guardami” dicono alcune “vedi come sono bella ed interessante? La vita ora mi sorride. Sono felice. Il mio cuore è pieno di luce e di amore.”

Quel sorriso, quello sguardo sono immortalati per sempre e rivivranno freschi e nuovi ogni volta che qualcuno li ammirerà e ne trarrà emozioni. L’aria avvolgente del momento si rinnoverà e  l’artista ed il modello rivivranno una nuova vita.

La bella signora ora non c’è più.

Riposa certo in qualche urna lontana tra lapidi bianche. Chissà dove.

Le spoglie non raccontano più nulla della bellezza del passato, ma l’anima di quell’istante, in quell’attimo di vita, resterà per sempre, fin tanto che vivrà quella tela e fintanto che qualcuno, guardandola, ne coglierà il messaggio.

 

Nature morte: un vaso d’argento con fiori azzurri lascia senza fiato.

La Gare Saint-Lazare mostra rotaie nere con sbuffi di vapore che si perdono nella luce del crepuscolo e mi mette un poco di malinconia. Mi viene di pensare a saluti, addii, memorie….

Cavalli ritratti nello sforzo di trascinare un carro…. Ed ancora scene di vita quotidiana ritratte con naturalezza e veridicità uniche.

 

Sam non finisce di stupire con un umorismo dissacratore, assolutamente non generoso nel sottolineare difetti e vezzi di dame e cavalieri che vivono una vita dove il cattivo gusto e la raffinatezza più esclusiva  si compenetrano.

Ma tutto il mondo è paese. Anche ai nostri giorni i vari Forattini di sempre o gli Altan, i Sardelli   non lasciano niente alla pietà!!! Mordono cattivi, veri, spietati. Come è sempre stato.


 

 

Per Sem devo dire però che esibiva una grazia unica e tanta classe.

 

In una bacheca fogli di più lettere. Manoscritti. Abituati ai fogli dattiloscritti dei p.c. non siamo più capaci di “scrivere a mano” e non trasmettiamo più niente delle emozioni che ci colgono mentre tracciamo le lettere sul foglio di carta. La scrittura di Boldini è incisiva, forte, decisa, squadrata.

Un’altra lettera, non ricordo di chi fosse, mostrava una calligrafia tutta riccioli e svolazzi!

 Che caratteri diversi, mio Dio! Che personalità contrastanti!

 

Mi vengono in mente questi versi:

 

Sta attento, uomo!

Stà attento, uomo!

Che dice la fonda mezzanotte?

Dormivo, dormivo!

Da un profondo sogno mi son destato:

il mondo è profondo,

più profondo di quanto pensò il giorno.

Uomo,profondo è il suo dolore,

la voluttà più profonda della sofferenza!

Dice il dolore: vattene!

Ma ogni gioia vuole eternità,

vuole profonda, profonda eternità!

 

            (“Canto della mezzanotte”  dal

“Così parlò Zarathurstra” di Friedrich Nietzsche)

 

 

 

 

                                     

                                      Interno dello studio di Neli