IL NOME DI DIO

 

"Noi conosciamo solamente le qualità di Dio. Non conosciamo il suo nome. Ma la verità è ch’egli non ha alcun nome. Perché i nomi servono solamente a distinguere gli esseri gli uni dagli altri nelle classi in cui gli individui sono similari. Ora Dio non ha bisogno di questa distinzione, poiché egli è il solo della sua classe e non può mai avere alcun simile".  Art.22 del "Quaderno delle lingue" ,  traduz. Ovidio La Pera

"Dio è più che il suo nome, poiché il suo nome serve solamente a rappresentarlo. Perciò Swedenborg ha detto che i nomi non sono particolari nel (piano) superiore, poiché è una stessa qualità che riunisce gli individui e ne fa delle società; per cui vediamo quaggiù i nomi particolari confondersi fra i nomi generali nazionali. Io sono francese prima d’essere tale o talaltro. I nomi particolari sono soltanto d’emancipazione, i nomi generali sono d’essenza. Infine nelle semplici società umane i nomi sono solamente gli indizi delle persone e, quando queste sono riunite, i nomi scompaiono, poiché si può indirizzare la parola direttamente a chi si vuole, senza nominarla.Da ciò risulta che il nome di Dio è specialmente impiegato per l’amministrazione delle cose, mentre Dio è la vita stessa della loro essenza. Così, nella preghiera, impieghiamo il nome di Dio per combattere e per comandare; ma, per partecipare alle dolcezze della vita divina, ci basta invocare Dio ed elevarci a lui col pensiero senza impiegare il suo nome."  art. 41 del "Quaderno delle lingue'' traduz. Ovidio La Pera.

 commento di Sidus

Bellissima nella sua ‘apparente semplicità’ la risposta all’eterno quesito sul nome di Dio. Il Vero nome di Dio in realtà è espresso in una negazione, in un non nome; d’altronde l’Ineffabile è l’Unico nella sua ‘classe’ di esistenza e quindi non necessita di appellativi per essere invocato e per l’evocazione basta solo Volersi Elevare a lui attraverso l’azione del Pensiero più puro e della mente nel nostro più profondo sentito Desiderio di Lui. Solo DesiderandoLo possiamo arrivare a percepire la nostra linea di congiunzione con Lui.

Il nostro filosofo esordisce nella tua traduzione con l’affermazione che Dio è più che il suo nome, poiché il suo nome serve solamente a rappresentarlo.

Dio quindi trascende il nome stesso superando il limite della umana e imperfetta propria rappresentazione; nel Padre Nostro Cristo chiede di santificare il Suo Nome, di farne un tutt’uno con lo Spirito che ci pervade che ci anima e che ci vivifica, e questo in Comune con Lui.

‘Il Padre nostro che è nei Cieli’  a cui bisogna santificare il proprio nome, che non ha nome terreno poichè  nome di un ordine superiore che non ha classe di pares inter pares è in ultima analisi un concetto inafferrabile (per poter conciliare il tetragramma e i cabalisti…) poiché di altra essenza che supera la rappresentazione delle umane cose terrene.

 

Nel Vangelo gnostico di Giuda, uscito di recente nelle librerie di tutto il globo, si ritrova* il seguente versetto che naturalmente il Nostro Maestro LC de Saint-Martin non conosceva...

 

" Gesù disse, «Vieni, che io ti possa dire di segreti che nessuno ha mai veduto. Poiché là esiste un regno grande e senza fine, la cui vastità non una generazione di angeli ha veduto, dove è uno Spirito grande, invisibile,

 

che alcun angelo mai vide,

né un moto del cuore ha mai compreso,

e che mai ebbe un nome».

 

* il versetto è stato 'scovato' dall'occhio attento del nostro amatissimo Maestro Ovidio La Pera che ringrazio per avermelo inviato via mail solo  pochi giorni dopo l'estratto pubblicato testé e da poco tradotto dal Prof. La Pera dal Quaderno delle Lingue.