I
Film
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in chiave psicologica
di A. Gambugiati
"Will Hunting"
Un giovane sta leggendo con attenzione seduto su di una sedia. Dopo qualche attimo un amico
suona alla sua porta. Le immagini si spostano sulla conclusione di una lezione
universitaria del prof. Gerald Lambeau,
il quale sta presentando un problema di matematica di difficile soluzione.
Inizia così la storia di Will Hunting, il "genio
ribelle" di South Boston che ha nellarmadio un
passato da dimenticare: rimasto orfano
molto presto, è stato affidato a vari genitori adottivi, di cui alcuni hanno usato
violenza su di lui.
La violenza è entrata così nel stile di vita del ragazzo, che, nonostante la sua intelligenza
molto superiore rispetto alla norma che dimostra risolvendo un problema molto
difficile si caccia spesso nei guai ingaggiando risse, l'ultima delle quali si
conclude con un reato piuttosto grave: resistenza a pubblico ufficiale.
Mentre alla prestigiosa
Massachusetts Institute of Technology
tutti quanti si meravigliano per la soluzione al problema scritta di nascosto sulla
lavagna del corridoio, Will viene liberato dalle forze
dell'ordine e, tornato al suo lavoro di bidello, risolve un altro problema matematico
ancora più difficile.
Stavolta, però, dopo aver finito
di scrivere la soluzione, viene visto dal prof. Lambeau, che cerca di parlare col ragazzo. Will,
invece, si allontana in tutta fretta rispondendo malamente al
luminare (1).
Le immagini si spostano su Will che incontra in un pub Skyler, intelligente e bella studentessa dei quartieri alti. Tra i
due inizia una tenera relazione, che però come vedremo nelle successive scene del
film Will non riesce a vivere con la necessaria
serenità a causa dei suoi trascorsi personali.
Il prof. Lambeau
indaga e scopre l'identità di Will. Lo raggiunge in tribunale
proprio nel momento in cui il giovane si sta difendendo dalle accuse di
aggressione e di resistenza a pubblico ufficiale.
Durante il suo show di auto-difesa Will è in vena di
citazioni: "(...) la libertà, è il diritto
dell'anima di respirare e se non può farlo le leggi sono cinte troppo strette. Senza
libertà l'uomo è una sincope!". Ma Will ha troppi precedenti per aggressione e stavolta, il suo
doloroso passato non gli impedisce di essere condannato alla prigione (2).
Interviene quindi il prof. Lambeau, che ottiene dal giudice un programma di recupero a due
condizioni: 1) incontri settimanali col prof. Lambeau per
sviluppare, e possibilmente "sfruttare", il suo genio; 2) incontri settimanali
con uno "strizza-cervelli" per gestire le sue dinamiche
di violenza.
Will è
costretto ad accettare entrambe le condizioni, ma crea problemi al suo benefattore perché
non vuole avere a che fare con uno psicologo (3). Will si
sente minacciato e, nel tentativo di sfiancare Lambeau (e il
giudice), stende ben 5 analisti, che rinunciano all'incarico
alla prima seduta!!
I pregi e difetti di Will sembrano essere protetti da difese piuttosto difficili da
penetrare e il prof. Lambeau, nel tentativo di "fare
breccia", ricorre allora ad un suo compagno di Università,
il prof. Sean McGuire (Robin Williams), anchegli di Southy, col quale però non è in buoni rapporti (4).
Lambeau
fa visita a McGuire proprio mentre
sta tenendo una lezione sulla fiducia: "perché
la fiducia è il fattore più importante per operare una breccia sul paziente? (...) se il paziente non arriva a fidarsi di te non sarà mai sincero
e non serve a niente che venga in analisi..".
A cena Lambeau
chiede aiuto McGuire e l'idea di questo giovane genio in
difficoltà col quale condivide le origini tocca il suo cuore
(accetta di incontrare Will) (5).
Will si
presenta con un "sì, sono
gasato! Che la guarigione cominci!". Sean apre con un semplice "come va?" e Will
inizia con il suo programma "cerca il suo punto debole e stendilo subito!".
Il prof. Lambeau
e l'assistente sono invitati ad uscire dalla stanza. Tra Sean e Will inizia un dialogo-duello. Sean lascia che sia Will a condurre il
dialogo. Will, come un cecchino ossessionato dal metodo,
cambia continuamente argomento allo scopo di trovare "gli argomenti caldi" di Sean: vuole stenderlo al primo round come gli altri
incontrati precedentemente..
E sferra l'attacco: "questo (quadro) è una merda!".
Sean ha appeso nel suo studio un suo dipinto e Will analizza sia l'opera che lo stato
d'animo del pittore con una certa precisione, ammiccando alla vita di Van
Gogh, il celebre pittore morto suicida: "secondo me lei è a un passo dal tagliarsi quel suo
orecchio del cazzo!".
Sean
incassa di nuovo, ma è chiaro che Will ha
centrato un suo punto debole. Will: "Una tempesta.. una bella cazzo di tempesta (...) qualsiasi
porto nella tempesta" e continua con la sua demolizione sistematica.
"Forse ha sposato la donna sbagliata..".
Argomento caldo, caldissimo!! Sean lo invita a fermarsi. Ma Will vuole lo strike ed esagera
con le provocazioni. E' davvero troppo e Sean non si fa
pregare ulteriormente: prende il collo di Will con una mano
soltanto e lo immobilizza al muro: "se
manchi ancora di rispetto a mia moglie ti finisco!! Ti finisco, cazzo!! Chiaro capo?".
E' Will
che stavolta chiede il time out.. Sean
è sconvolto, ma non si tira indietro ed accetta
Durante la seduta successiva Sean accompagna Will al parco
(intervento outdoor). Gli racconta del dipinto, della sua vita,
di come si è sentito dopo l'incontro-duello e di come aveva gestito quello stato d'animo:
un dialogo che da solo vale il prezzo dell'acquisto del film!!
"(
) mi sono calmato quando ho
capito che sei solo un ragazzo.. non hai la minima idea delle cose di cui parli.. tu hai
studiato, ma non hai vissuto (...) io ti
guardo e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé.. Vedo un bulletto
che si caga sotto per
"Personalmente me ne
strafrego di tutto questo, perché non c'è niente che possa imparare da te che non sia
scritto in qualche libro del cazzo.. A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei, allora la cosa mi affascina.. Ci
sto.. Ma tu non vuoi, vero campione? Sei
terrorizzato da quello che diresti.. A te la mossa capo". Si alza e se ne va lasciando
il giovane di stucco a riflettere..
Altra seduta. Sean: "Vietato fumare".
Will non accende la sigaretta ma resta in silenzio tutto il
tempo. McGuire dirà a Lambeau:
"è una prova di
forza e io non posso iniziare per primo..".
La seduta successiva Will rompe il silenzio: "io ho scopato, sa? (...) (però) ho paura
di rovinare tutto.." e continua parlando di Skyler come della sua ragazza perfetta. Inizia così la
terapia vera e propria.
Sean
non si comporta come un terapeuta ortodosso e risponde all'apertura di Will parlando brevemente della sua vita coniugale. Sua moglie è
morta di cancro due anni prima e lui racconta al giovane paziente alcuni particolari della
loro vita insieme, concludendo con un "puoi toglierti questo peso di dosso perché tu non sei
perfetto e non lo è neanche lei (...) la questione non è se tu sei perfetto e lei è
perfetta (ma se) siete perfetti (o no) l'uno per l'altra.."
Will
afferma che l'approccio di Sean è diverso dagli psicologi
incontrati finora e lui candidamente risponde: "io
insegno questa merda.. non ho mai detto di saperlo fare!".
A Will viene voglia di analizzare a sua volta: "ha mai pensato di
risposarsi?" ma Sean risponde prontamente: "il tempo è scaduto!"(6).
Con Skyler
intanto Will non riesce ad essere sincero: lei vuole
incontrare i suoi familiari e lui le dice di avere 11 fratelli!!
Will facendole conoscere i suoi amici in un certo senso
soddisfa le richieste della giovane donna..
Il prof. Lambeau
ha fretta di utilizzare Will e chiede a Sean
di poter usare, e se vogliamo abusare, della breccia che il terapeuta ha
aperto.. Lambeau: "il ragazzo ha questo dono.. va soltanto indirizzato.. possiamo farlo noi.. (...) dobbiamo dargli un orientamento.. (Will) può dare un contributo al mondo e noi possiamo aiutarlo!".
Ma Sean
conosce la posta in gioco e preferisce perpetrare il conflitto di relazione col luminare
che rischiare di condurre in modo errato la terapia: "l'orientamento
è una cosa, la manipolazione è un'altra
cosa (...) perché non gli diamo il tempo di
capire cosa vuole (veramente)?".
Intanto Skyler
si avvicina troppo al nucleo incandescente di Will: "Vieni con me in California?". Troppo vicino.
Troppo presto. Troppo tutto. Will va in tilt
e si difende da Skyler come da un nemico (7). Messo alle
strette, Will (8) le racconta il suo vero passato di bimbo-orfano-violato e se ne va dicendole
di non amarla.
Durante una delle sedute
successive, Will narra a Sean del
colloquio alla N.S.A. (National Security Agency, una specie di C.I.A. ma
molto più importante) che Lambeau gli aveva organizzato. Sean
gli risponde: "ci
tieni a qualcuno Will? Tu puoi fare quello che vuoi.. Non hai legami che ti
costringono.. Cosa ti appassiona? Cosa desideri?"
Sean
cerca di lavorare sui temi importanti della vita. Will si
difende come può. Sean: "(...)
lavoro onorevole fare il muratore e lavoro onorevole pulire i pavimenti (...) però per
farlo perché hai scelto una tra le Università tecniche più prestigiose
al mondo? Perché risolvi problemi e poi neghi di averlo fatto?
Perché questo non mi sembra onorevole.."
Will: "(ho capito che voglio fare) voglio
fare il pastore!". Sean: "guardami.. che cosa
vuoi fare?". Nessuna risposta. Anzi, Will
risponde con una non-risposta impacciata. Sean: "Tu e le tue puttanate.. ne hai da rifilare a chiunque!" (seduta conclusa).
La scena si sposta poi
sull'incontro tra Lambeau e McGuire:
il luminare si lamenta con Sean perché non sta gestendo Will come
lui vorrebbe.. Lambeau vorrebbe che
McGuire "pungolasse" (9) Will,
così da condizionare il giovane dall'esterno, ma McGuire
ovviamente non è d'accordo e i due entrano in simmetria..
McGuire:
"non si fida di
nessuno. Si nasconde perché è stato abbandonato proprio dalla
persone che dovevano amarlo di più (...) le persone lui le respinge prima che loro
abbandonino lui.. E' un meccanismo di difesa!"
Mentre il conflitto è al suo
apice arriva Will e Lambeau non ci
fa una bella figura.. E lultima seduta. Will: "le è successo qualche altro caso come il mio?". Dopo
qualche esitazione, Sean risponde: "mio padre era alcolista
(...)" (10).
Poi Sean
inizia a bombardare benevolmente l'inconscio del suo giovane paziente: "io so poche cose, ma (vedi Will) tutta questa merda non è colpa
tua.. non è colpa tua..". Il ragazzo si difende con dei "lo so.. lo so..".
Ma Sean continua come a voler seminare
quella frase nel giovane, perché ne germogli una pianta forte e robusta.
"No, figliolo, forse non mi hai capito.. non è colpa tua.. tutto questo non è colpa tua.. non è colpa tua..". Will ha uno scatto di rabbia verso Sean,
ma si lascia abbracciare forte dal suo terapeuta, che offre al ragazzo due braccia
autenticamente paterne sulle quali riposare per qualche attimo (11).
Anche per Sean
è stata un'occasione per elaborare il suo lutto: ha deciso di farsi un viaggio e, magari,
trovare una nuova compagna!! Gli amici, intanto, hanno regalato
a Will un'automobile usata che lui utilizzerà molto bene..
Note
(1)
Probabilmente il comportamento di Will nasconde una sorta di
sfida allautorità e nello stesso tempo una richiesta d'aiuto mal formulata..
(2) La
vittima è anche carnefice e viceversa. Lo stile di vita violento di Will
sta degenerando e a niente sono valsi gli sconti che precedentemente
gli erano stati accordati per evitargli il carcere. Il comportamento del giovane è "scontenuto" e il giudice è costretto a procurargli un
"contenitore" esterno (il carcere) per contenere lincontenibile..
(3) La
contrapposizione tra Lambeau e McGuire
è molto interessante: il primo è il luminare della cosiddetta "scienza
ufficiale", legato ai dati oggettivi immediatamente osservabili, al prestigio dei
riconoscimenti, ecc. Mentre il secondo è il mèntore interessato più alle verità
recondite che agli ornamenti (apparenza vs. reale).
(4)
Com'è normale che sia: nessuno incontra volentieri uno psico-professionista
e in particolare chi ha qualche scheletro nell'armadio..
(5) Come
vedremo successivamente, anche l'analista Sean ha delle
importanti elaborazioni da effettuare..
(6)
Terapia "a senso unico" tra terapeuta e paziente (ruoli ben definiti).
Esperimenti di terapia a doppio senso non hanno condotto a risultati positivi. Tuttavia, per una questione di reciprocità, è possibile
condividere qualcosa di noi col paziente..
(7)
Comportamento normale per chi ha avuto il nemico in casa..
(8)
Mentre stavo scrivendo questo passaggio mi è venuto in mente che "Will Hunting" è un nome
bellissimo: la sua traduzione in italiano può essere "cacciatore volenteroso" e
cosa è un paziente se non un cacciatore volenteroso delle zone inesplorate della mente?
(9)
Trovo il termine "pungolare" più affine allapproccio comportamentista,
ovvero la psicologia centrata sul compito che in genere viene utilizzata maggiormente
nelle strutture militari, clericali, politiche e aziendali.
(10)
Interessante notare che Robin Williams,
l'attore che interpreta il prof. Sean McGuire,
recentemente ha effettivamente avuto problemi di alcol. Scherzo della sorte o Robin Williams ha interpretato in questa
pellicola del 1997 i suoi fantasmi personali?
(11)
Avviene una sorta di catarsi..
"The
hours"
Si inizia
con la fine di Virginia Woolf, dalla lettera d'addio per il
marito: "Carissimo.. comincio a sentire le
voci.. non riesco a concentrarmi.. quindi (siccome scrivere è la mia vita) faccio quella
che mi sembra la cosa migliore da fare.." (Virginia ha
la mano che trema con la penna tra le dita..).
Di immagine
in immagine si scopre che questo film, tutto al femminile e sullistinto di morte,
consiste nella storia di tre donne che hanno in qualche modo a che fare con il romanzo di
Virginia Woolf "Mrs. Dalloway"
(1925): 1) la storia di Virginia Woolf che scrive il suddetto
romanzo; 2) la storia di Laura Brown (una lettrice del
romanzo); 3) la storia di Clarissa Vaughan, una "Mrs. Dalloway" dei giorni nostri.
Tre donne in
tre epoche diverse e un giorno che cambia radicalmente la loro vita. Le tre donne
sono nella realtà tre bravissime e bellissime
attrici: la Woolf è un'eccellente quanto irriconoscibile Nicole Kidman; Laura Brown è un'ottima Julienne Moore e Clarissa Vaughan
l'intramontabile Meryl Streep.
La colonna sonora e le
espressioni delle tre donne trasmettono egregiamente l'inquietudine di un pericolo
imminente. Sono normalissime scene di vita quotidiana che si alternano, ma lo spettatore
attento non potrà non cogliere questo clima ansiogeno.
La pellicola offre paralleli
continui tra le tre storie: il compleanno di Dan (il marito di
Laura), la festa organizzata da Clarissa e la "frase di inizio"
(del romanzo) di Virginia sono solo i primi eventi che caratterizzano il film diretto da Stephen Daldry.
Laura è una donna infelice che
progetta di preparare insieme al figlioletto Richard
una torta per il compleanno del marito Dan: insieme
alla torta, però, le viene di programmare anche il suicidio suo e della creatura che ha
in sé (è incinta)!! Virginia sta scrivendo una frase del suo
romanzo: "l'intera vita di una donna in un giorno.. un solo
giorno.. e in quel giorno tutta la sua vita".
"Signora Dalloway!"
esclama un ironico Richard-adulto, accogliendo Clarissa, che
negli anni si occupa di lui (è malato di aids). "Signora Dalloway.. dai sempre feste per coprire il silenzio!": Richard è il poeta maledetto e invischiante, ma affascina perché
ciò che dice ha la forza e la consapevolezza della verità più profonda.
Clarissa sente che c'è qualcosa
nell'aria che non va, ma cerca di minimizzare. Richard dice di
sentirsi un fallito: voleva fare lo scrittore autentico, mentre adesso ha la sensazione di
essere stato premiato per il fatto che ha l'AIDS e non per la qualità della sua opera.
"Vieni vicino per favore..
prendimi la mano (...) per chi è questa festa (Clarissa)? (...)
sento di rimanere vivo solo per fare contenta te..".
Ma
Clarissa non accetta le parole di Richard. Con il suo stile, Richard ricorda la personalità forte dell'altra "malata"
del film: Virginia Woolf. Più che malati sembrano due cavalli
di razza Richard e Virginia: la sofferenza sembra aver
conferito ai due una particolare incandescenza..
Clarissa cerca di difendersi come
può dalle bordate di Richard. Sta quasi per capitolare, ma
riesce a fuggire dallappartamento di Richard con un
"torno a prenderti alle 3:30!"
strozzato in gola.
Si torna su Virginia e sulla
relazione tra lei e il marito. Virginia esce per una passeggiata e Leonard
alimenta in lei dei sensi di colpa.. Virginia è assorbita dal
romanzo sul quale sta lavorando ed utilizza la passeggiata per riflettere sulla sorte
della protagonista. Attraverso la scelta di far
morire o meno la protagonista del suo romanzo cerca forse di
sublimare il suo istinto di morte?
Clarissa: "perché va tutto storto?". Anche la torta che Laura
ha preparato insieme al Richard-bimbo
non è venuta bene e questo crea in lei un'angoscia eccessiva, se si considera l'evento in
se stesso (è ovvio che la donna è irrequieta per altri motivi..).
Arriva l'amica di Laura (Kitty), la quale è in apprensione per un
intervento che deve subire. Dopo i convenevoli, tra le due donne
avvengono dei poderosi scambi emotivi, che giungono all'apice nel momento in cui Laura
(visibilmente innamorata) da un bacio appassionato a Kitty.
"Sei dolce.."
commenta Kitty, ma rimuove
allistante e se ne va come nulla fosse..
Le immagini si spostano
sull'arrivo della sorella di Virginia (Vanessa) e dei suoi tre figli, Angelica, Quentin e Julian. Delicato è il dialogo
sulla morte tra Virginia e
Intanto la madre di Richard è disperata: è sul letto e ha lo sguardo fisso nel vuoto.
Poi si alza e prende con se molte confezioni di pillole. Tutti quanti
stanno preparando qualcosa: anche Clarissa sta preparando il cibo per la festa di Richard.
Clarissa cerca di tenersi su, di
accogliere Lewis in modo perfetto, ma non ce la fa: il corpo
la tradisce in molti modi!! Dice a Lewis
di avere come un presentimento nefasto: "non so cosa mi
succede.. è davvero scortese da parte mia! (1)". Il corpo di Clarissa vuole
esprimere il dolore e stavolta la donna non riesce a controllare le sue emozioni: "sono di un umore un poco strano.. come se mi stessi
sgretolando..".
Probabilmente Clarissa ha
lintuizione della fine di quel gioco di specchi che prendendosi cura di Richard aveva potuto utilizzare per
evitare di occuparsi della propria vita.. I condizionamenti subiti sembrano impedirle di
esprimere le emozioni senza sentirsi in qualche modo cattiva o incapace (dimostra un certo
disagio a livello emotivo: chiede a Lewis di restare, ma anche
di non essere abbracciata..).
"Lewis
spiegami perché sono crollata in questa maniera!". Clarissa chiede a Lewis spiegazioni sui comportamenti che lei stessa agisce!! La donna dimostra con queste parole di non avere un dialogo
sufficientemente buono con se stessa: probabilmente
anche Clarissa sarebbe rimasta sotto lo tsunami
del 2004 insieme agli altri occidentali (e occidentalizzati) drogati di raziocinio, ormai
separati dai loro istinti, intuizioni ed emozioni (2).
Si torna da Richard-bambino,
che la madre sta accompagnando dalla baby-sitter. Il legame
psicologico tra Richard e la madre evidentemente più
forte di quello tra Clarissa e se stessa! consente invece al bimbo di comprendere
molto bene lo stato d'animo della donna, compreso il progetto di togliersi la vita.
Questa partecipazione lo condanna a vivere l'evento traumatico di assistere alla fuga
dalla vita della madre senza poterci fare assolutamente niente (vedi sentimenti di
impotenza).
Laura è disperata. Guida l'auto
distrattamente fino ad un albergo, prende una stanza e chiede
di non essere disturbata. Tira fuori tutte quante le pillole e si prepara al lungo
viaggio. All'ultimo momento non riesce però ad uccidere se stessa e la creatura che porta
in grembo: vince l'istinto di sopravvivenza?
Intanto Vanessa sta tornando a
Londra coi figli e si trattiene qualche minuto a parlare con
Virginia, che la bacia sulla bocca come a dire "ti prego, accettami.. accetta anche
la mia pazzia!". Invece le parole giungono soltanto ad un rabbioso "Vanessa non ti sembra che io stia meglio?".
La sorella è imbarazzata e se ne
va sconvolta, lasciando sulla scena
Le scene si alternano di nuovo e
adesso vediamo Virginia che fugge via. Leonard si accorge
dell'assenza della moglie e inizia a cercarla. La trova alla stazione dei treni e si
arrabbia molto: "meglio tornare a casa!!" (il marito teme una nuova
crisi).
Virginia: "accetto questo mio ritiro.. accetto questa mia prigione.."
(non vuole più vivere in periferia). "Si prendono cura di me dei dottori..
sono dovunque.. che mi comunicano cosa è meglio nel mio interesse". Leonard incalza: "loro sanno cosa è nel tuo interesse!". "No, non è vero.. non possono sapere cos'è il mio interesse!".
E su questo punto il dibattito in psicologia è particolarmente
vivo (3).
"Tu hai dei trascorsi (Virginia)..
Sei stata ricoverata per dei vuoti mentali, sbalzi d'umore.. Sentivi le voci! Hai tentato
due volte il suicidio..". Curioso
il fatto che la tipografia di Leonard e di Virginia sia
stata una delle prime a stampare i libri di Sigmund Freud..
Virginia vuole tornare in città.
Sembra aver compreso in profondità che la scelta di abbandonare la città per
"trovare la pace" in periferia non abbia funzionato (la sofferenza di Virginia
non è cessata col trasferimento). Il disagio psichico solo chi lo ha vissuto in prima persona lo
può comprendere davvero può infatti trasformare ogni luogo in un non-luogo (la
sofferenza non è un abito che si può togliere a proprio piacimento!).
Esiste davvero in questo pianeta
un posto nel quale basta recarsi per trovare automaticamente la pace? Esiste davvero una
"Terra Santa", una "Terra promessa" oppure
ci stiamo già camminando sopra e non ce ne rendiamo conto?
"Io sola conosco la mia condizione!". Virginia
cerca di affermare se stessa dopo che il marito la invade con
le sue interpretazioni su cosa dicano o non dicano "le voci"..
Per Virginia tornare a Londra è
una scelta tra vivere e morire. Leonard accetta la richiesta
della moglie con un "non si può trovare la
pace sottraendosi alla vita" dimostra di aver fatto più di un passo nel percorso
della consapevolezza e quindi della salute..
Laura Brown
intanto è tornata dal figlioletto Richard, il quale le fa
capire di aver compreso tutto quanto alla perfezione.. La madre
cerca di rassicurarlo ("ti voglio bene tesoro..
sei il mio ometto!"), ma Richard, dopo aver sorriso
alla madre, si volta e si fa triste, con lo sguardo perso nel vuoto.. (4)
Adesso siamo sul Richard-adulto, che mentre ricorda l'evento traumatico di quel
giorno nel quale sua madre aveva progettato di togliersi la
vita e di averla vista andar via senza poterci fare niente, ha la stessa espressione persa
nel vuoto del Richard-bambino e una lacrima scende sul volto
sfigurato dalla malattia..
Clarissa, probabilmente per
l'angoscia che prova, arriva da Richard in anticipo e lo trova
su di giri: "avevo bisogno di luce.. così ho avuto l'intuizione geniale di prendere lo Xanax e il Ritalin.. insieme!".
Una grande intuizione davvero!! "Ho sentito il bisogno di fare entrare (nella mia vita)
un po' di luce!" ripete quasi gridando e sgombrando dalla finestra le cose che
gli impediscono di accedervi.
"Non verrò alla tua
festa Mrs. Dalloway!
(...) dovrei poi affrontare le ore..". "Senti le voci?" domanda una Clarissa allarmata
dall'atmosfera. Richard risponde con un intenso "non sono le voci che sento..
sento te.. (...) ma adesso devi lasciarmi andare!". Ancora alcune parole d'amore
per
Si torna nel 1951, al compleanno
di Dan (il padre di Richard) che a
cena con la famiglia dimostra competenze emotive di gran lunga
inferiori rispetto alle sensibilità della madre di Richard.
"E' tutto perfetto!" esclama Dan senza accorgersi minimamente dello stato danimo della
moglie!
Adesso sullo schermo si vede Leonard che chiede a Virginia: "perché deve morire qualcuno nel tuo libro? Perché?". Visti i precedenti, Leonard
è preoccupato dall'argomento e cerca conforto nella moglie, che in questa scena dimostra
superiorità intellettuali..
Virginia risponde che "la morte di qualcuno da agli
altri la possibilità di apprezzare la vita.. è
il contrasto!". A questo punto il marito è allarmato: "e chi deve morire? Dimmelo!". E Virginia
copre ma non troppo: "il
poeta deve morire.. il visionario!"
Intanto nel 2001 Laura Brown suona al campanello di Clarissa: ha preso il primo volo da
Toronto per partecipare al funerale di Richard. Quel giorno
Laura Brown decise di non uccidersi: avrebbe partorito la
sorella di Richard e se ne sarebbe andata via altrove
(abbandonando la famiglia).
"E' terribile sopravvivere alla propria famiglia.." afferma la donna ormai
anziana: Dan nel frattempo è morto di cancro e anche la
sorella di Richard ha lasciato questo mondo. "(Lasciare la propria famiglia) è la cosa
peggiore che una madre possa fare..".
A Clarissa diviene tutto chiaro quando Laura afferma: "ci sono momenti in cui ti senti vuota e ti convinci che
vuoi farla finita.. (...) rimorsi? Che senso può avere provare rimorso di qualcosa quando uno non ha scelta? (...)
Quanto si riesce a sopportare?". Laura Brown non
aveva trovato altra soluzione che andarsene: tra la vita e la morte aveva scelto scelto
Come afferma Vasco
Rossi in un suo pezzo: "buoni o cattivi
non è la fine (...) prima c'è il giusto o sbagliato da sopportare". Giudicare
è una pratica che distrugge la vita di chi giudica e di chi è giudicato. Meglio sarebbe
praticare il "sano discernimento"! Accettare autenticamente le scelte altrui è
certamente fonte di salute sia sul piano psichico che fisico..
Il film termina con il suicidio
di Virginia Woolf che all'inizio della pellicola era stato solo accennato. Non sembra che la fine di un giorno, di una
vita, di un ciclo: "Caro Leonard.. guardare la vita in
faccia.. sempre.. guardare la vita in faccia, riconoscerla per quello che è.. al
fine conoscerla, amarla per quello che è.. e poi
metterla da parte..".
Probabilmente anche Virginia,
come Laura, sentiva di non avere altra scelta..
Note:
(1)
Quanti danni può creare una educazione sbagliata? Per Clarissa esprimere le sue emozioni
ed i suoi istinti significa essere scortesi e non essere
se stessi.. A quanto di noi stessi dobbiamo rinunciare per poter essere accettati
dagli altri?
(2) Come
noto, lo tzunami che nel
(3) Vedi
Tobie Nathan e la sua critica
epistemologica sull'esistenza o meno della psicoterapia rispetto invece alle possibili
"autoterapie" che siamo capaci o meno di attivare in
noi stessi.
(4) Come
si configura la psiche di un bambino nel momento in cui si incontra con una madre
posseduta dall'istinto di morte?
"Spider"
Si inizia
alla stazione dei treni londinese. Da un treno scende un tipo strano che parla tra se con
parole appena sussurrate. Appoggia la valigia in terra e toglie un biglietto che aveva nascosto da qualche parte, tra i vestiti, nel corpo.
Cammina per la città
raccogliendo da terra oggetti con la stessa meraviglia con
Dennis Cleg (Spider) giunge così dalla Signora Wilkinson,
la responsabile del convitto che accoglie i portatori di disagio psichico che vengono giudicati idonei al reinserimento nel tessuto sociale,
probabilmente per effetto di una qualche versione inglese della legge che in Italia ha
preso il nome del suo promotore (Basaglia).
Spider si muove come un fantasma
in cerca del corpo che possedeva poco prima. Gli viene
assegnata una stanza e lui vi sistema tutte quante le sue cose con molta cura, compreso
una specie di piccolo quaderno che cerca di nascondere in modo che nessuno possa trovarlo.
Nel refettorio
Nelle immagini successive vediamo
Spider che si sta occupando di un puzzle: dalla metafora delle finestre murate a quella
del puzzle!! Ma questo mettere insieme le tessere per Spider
sembra qualcosa di più che un passatempo: sembra soprattutto un metodo per la ricerca di
una visione d'insieme della sua storia composta da mille pezzi scissi
da incastrare l'uno con l'altro dentro e fuori
di sé.
Spider sta visitando adesso la
casa che era dei suoi genitori. Sposta la tenda della finestra
che ai fini cinematografici è stata posta allesterno della casa e
vede se stesso bambino insieme alla madre. Ricorda il padre che a cena
proiettava le sue folli rabbie sul bimbo ogni qual volta egli manifestasse la benché
minima manchevolezza.
Spider osserva il ricordo di sua
madre che si mette il rossetto; ricorda tutti quanti i dialoghi a memoria. I profani
dell'esperienza psicoanalitica potrebbero chiedersi quale bisogno ci sia per una persona che ha una memoria così potente ricostruire una storia che in teoria
dovrebbe essere sempre disponibile..
Probabilmente anche per chi non ha mai affrontato una psicoanalisi è chiaro che alcuni ricordi si
perdono nell'oblio anche con una dieta straricca di fosforo..
Si hanno le prime avvisaglie di
un probabile complesso edipico non risolto: il padre e la madre escono di
casa per andare al pub e Spider prova molta rabbia nel vedere dalla finestra il padre che,
incurante dei possibili spettatori, scaglia sulla donna tutta la sua collezione di
ormoni..
Dalla visione delle scene
successive si ha la sensazione che Spider seguisse i genitori
al pub, ma potrebbe anche essere il frutto della sua mente: le immagini vanno sul padre (Bill) che, pur essendo in compagnia della madre, posa l'occhio su di
una prostituta (Yvonne).
Il destino vuole che Bill (che fa l'idraulico) debba effettuare
un intervento a casa di Yvonne. Il ricordo di Spider scorre adesso sul primo incontro
sessuale del padre con Yvonne (una circostanza per niente romantica: l'accoppiamento è
appena biologico, breve e in piedi; i dialoghi sono da film porno).
In un'altra tessera del puzzle si
vedono i ricordi della madre che dice: "vieni mio
meraviglioso Spider.. andiamo su!". E quando Spider giunge in camera
la donna fa in modo che il bimbo possa vederla in vestaglia seminuda (1).
La donna spiega al bimbo di aver
acquistato quella vestaglia per attrarre a sé, o per riconquistare, il padre. Il bimbo
rimane sconvolto e fugge via.
Nel parallelo tra gli anni '60 e
gli anni '80 si vede lo Spider adulto che mentre ricorda
l'evento è colto da una sorta di raptus: impattare con questa bolla di sofferenza lo
sconvolge al punto di distruggere il puzzle che sta ultimando!!
Disperato fugge in strada. Si ha
la sensazione che in questo momento Spider stia pensando che il solo modo per uscire da
quel martirio sia togliersi la vita (il compagno di convitto lo aiuta a ritrovare la
calma).
Ma
Spider si è spinto troppo oltre e probabilmente sente di dover continuare la sua ricerca.
Adesso ricorda qualcosa circa il gas e per continuare la sua indagine annusa la stufa di
camera come a volersi indurre il ricordo, che, come noto, è spesso rievocato da odori o
da altre esperienze sensoriali (es. rumori, suoni, melodie, ecc.).
Luomo sembra essere posseduto da quell'odore fino al punto di
sentirsi appestare i vestiti. Quindi se li toglie e, per
evitare il contatto della sua pelle con gli indumenti ormai irrimediabilmente ammorbati,
prima di vestirsi si cinge i fianchi con alcuni giornali assicurati al corpo con uno
spago.
Spider compie questi gesti con la
disperazione di chi cerca di tenere insieme dei pezzi che sembra proprio non ci vogliano
stare insieme.. E prende appunti: la telecamera mostra che non
sono appunti veri e propri, ma una specie di codice segreto, una sorta di elettro-encefalogramma-emotivo scritto sul quadernetto e nascosto in
modo che sia sempre più inaccessibile.
Intanto un'altra tessera
incandescente si impone alla mente: il ricordo del padre che se
ne va via sbattendo la porta ("sono stufo di
questa casa!") e della madre piangente che si veste ed esce alla ricerca del
marito. Spider fa una gran fatica con questa tessera: "questa fu l'ultima volta che
vidi (mia madre) viva".
La madre di Spider si reca in una
specie di pub-bordello alla ricerca del marito. Non lo trova e quindi si dirige in un
altro luogo nel quale sapeva di poter trovare l'uomo, alla baracca vicino all'orto, nella
quale vi trova il marito che sta avendo un rapporto con Yvonne, la prostituta bionda.
Bill è
arrabbiato: interrompe il coito, si alza e colpisce a morte l'intrusa, alla testa, con una
pala. Poi, senza mostrare alcun coinvolgimento emotivo, scava una
buca, mette la donna in un sacco e con un calcio ce la spinge dentro (2).
Yvonne sorride. L'idraulico e la
bionda sembrano proprio due personalità antisociali. "Abbiamo fatto pulizia..
niente più roba vecchia eh idraulico!" Spider scandisce le parole di Yvonne come
se fosse stato veramente il testimone di quell'evento.
Da quel momento in poi Yvonne si installa in casa al posto della madre di Spider: "perché continui a guardarmi così? (...)
cosa c'è che non va? Sì è vero: abbiamo ucciso tua madre.. Ma
tu adesso prova ad immaginare me come madre". Il piccolo Spider è ammutolito,
ma, quando torna il padre, trova la forza di urlare ai due che sono assassini e poi fugge
via correndo.
Il padre trova Spider agli orti e
cerca di convincere il bimbo che Yvonne è effettivamente sua madre: "stai bene (Dennis)? Vieni, voglio parlare con te..
Che c'è che non va Dennis? Perché
sei arrabbiato con noi? Lo sai che tua madre è molto triste per colpa tua?". "Lei non è mia madre!" risponde
il bimbo "è una sporca sgualdrina!". "Sei impazzito? (...) fatti
un'amicizia (...) sei sempre solo.. Davvero pensi che l'abbia uccisa io?". Il
bimbo risponde "No" con la testa, ma si comprende che la sua risposta deriva dal
fatto che egli non ha altra scelta..
A questo punto lo Spider adulto inizia ad avere le allucinazioni (3): la signora del convitto adesso ha
le sembianze della madre, adesso quelle della puttana Yvonne.
L'uomo cerca di gestire la cosa
facendo della sua camera la tela del ragno: utilizza corde e spaghi trovati nei cassonetti
come una sorta di rete neurale sulla quale appendere e/o legare ricordi.
La realtà sembra ormai
compromessa. Nel ricordo, intanto, vediamo che Spider-bimbo,
temendo di fare la stessa fine della madre, architetta una trappola per aprire il tubo del
gas dalla sua camera, così da poter uccidere la mamma cattiva, l'odiato padre e
probabilmente anche se stesso (ecco svelato il mistero dell'odore di gas!).
Nel convitto intanto le cose
stanno per precipitare: Spider ha rubato le doppie chiavi e rovista nelle cose della
signora Wilkinson. Inizia a curiosare ovunque e trova proprio
gli indizi che cercava:
Con le chiavi entra nella camera
della signora Wilkinson con un martello e un cacciavite. Negli
anni '60 la trappola del ragno aveva funzionato benissimo: Spider aveva aperto il
rubinetto del gas e il padre, allarmato dall'odore, aveva portato in salvo se stesso e il
figlioletto, mentre la madre non era stata altrettanto fortunata..
"Sei stato tu.. sei stato
tu.. tu hai ucciso tua madre.. tu hai ucciso tua madre!" e nello stesso momento,
ma negli anni '80, la signora del convitto inizia a dire a Spider brandente martello e
cacciavite: "Che cosa hai fatto? Che cosa hai fatto?".
Ma stavolta Spider ha un attimo
di lucidità e non porta a compimento il secondo omicidio: le immagini proseguono prima su
Spider adulto e poi su Spider bambino che vengono condotti al
manicomio criminale.
Non è stato facile lavorare su
questo film: nel realizzarlo, sembra che il regista abbia voluto giocare col nostro
equilibrio mentale!! Fa interpretare
infatti il ruolo sia della madre (la madre buona, castana) che della puttana Yvonne
(la madre cattiva, bionda) alla stessa attrice..
Ma è
andata veramente così come ricorda Spider oppure la regina delle puttane (Yvonne) non è
altro che l'alter-ego della madre-buona?
In un primo momento
l'interpretazione più ovvia della vita di Spider e forse più affine con il bimbo
ferito che molti di noi serbano nel proprio intimo mi è
sembrata quella di un bimbo che ha effettivamente avuto un padre antisociale, che, insieme
alla prostituta antisociale Yvonne, ha ucciso la moglie..
Pensandoci su, potremmo azzardare
che nei sobborghi londinesi di quei tempi potrebbe anche essere successo veramente: nelle
immagini vediamo che la famiglia non sembrava avere particolari relazioni sociali e, in
mancanza di parenti e di censimento regolare, agli occhi della gente poteva effettivamente
sembrare una sostituzione come tante ne avvengono..
Lo spettatore attento avrà però
certamente notato l'esistenza di un bivio: tutto quanto sembra iniziare nel momento in
cui, nel ricordo, la madre incestuale si mostra al bimbo con
la sottoveste "da puttana"..
La domanda centrale potrebbe
essere: "è stato
veramente Bill ad uccidere fisicamente la madre (buona) per
sostituirla con Yvonne (la madre cattiva), oppure egli si è semplicemente limitato (nei
pensieri di Spider) a trasformarla in una prostituta non più riconoscibile?"
La
pala sulla testa
probabilmente l'ha presa Spider nel momento in cui la sua mente ha visto (o pensato) l'adorata
madre come "una sporca sgualdrina" che si faceva fare agli orti come la regina delle puttane!!
La lettura più probabile della
pellicola è infatti connessa con la visione del mondo
utilizzando gli occhiali della mente ormai scompensata di Spider, strumenti capaci
di deformare la realtà fino al punto di trasformare loggetto damore (la
madre) da tutta buona a "tutta cattiva" (4).
Note:
(1) Paul Claude Racamier e lincesto:
secondo l'autore francese il 25-50% dei casi di psicosi avrebbe la sua origine nel clima
sessuale incestuale familiare oppure nellincesto
consumato.
(2)
Occorre ricordare che probabilmente il film è la rappresentazione della follia vista
direttamente dagli occhi del folle; lanaffettività,
pertanto, potrebbe essere una proiezione del bimbo sul padre..
(3) Nei
contenuti speciali del film si trova che Spider, non essendo più sotto controllo, al
convitto aveva smesso di prendere le sue medicine..
(4) Vedi
la tendenza in alcuni nevrotici a proiettare fuori dal corpo tutto il cattivo
scisso, così da potersi percepire dentro "tutti buoni"..
"Shine"
Il film inizia con un uomo che
parlotta tra sé di castighi e punizioni.. Sembra che il
Super-io sia il dominatore indiscusso di questo monologo! La produzione vorticosa si placa
sulle parole "è un mistero..
è un mistero", una specie di interruttore che luomo sembra utilizzare per
darsi pace, per fermare se stesso dinnanzi allabisso..
Shine,
il film sulla storia vera del pianista David Helfgott, è la
rappresentazione di ciò che può accadere allinterno di una famiglia. Se
desideriamo davvero indagare la natura del disagio psichico è
inevitabile occuparsi anche della famiglia, sia essa agita allesterno o
allinterno del teatro della psiche.
Nel desiderio di ripararsi dalla
pioggia, David vaga per la città e scorge un pianoforte allinterno di un
ristorante. Bussa alla porta e viene accolto. David inizia a
raccontare la sua storia e i ricordi scorrono sulle immagini del suo primo concorso
musicale.
Siamo in quella che sembra la
scuola elementare di David. Il presentatore chiede al David-bimbo
il titolo del brano che intende suonare, ma il bimbo tace. Il padre di David si scusa per
il bizzarro silenzio del figlio (vedi mancanza
di confini psichici e invasioni genitoriali..).
Il padre di David, anch'egli
probabilmente posseduto da un Super-io molto potente, mostra grande
rigidità nell'impartire ai figli una educazione caratterizzata da divieti, giudizi e
pregiudizi pesantissimi, tutti quanti convergenti verso la prestazione e il successo, a
tutto discapito della dimensione emozionale e relazionale..
In quest'ottica o si vince o si
perde, o si sopravvive o si viene schiacciati: "David stai perdendo.. David devi vincere sempre.. tu
sei molto fortunato.. ripeti!". Un padre visibilmente stuprato a livello emotivo
(vittima) non può non essere anche un padre stupratore (carnefice): "quando ero piccolo comprai un violino.. mio padre me lo ruppe
in mille pezzi! Tu David sei molto fortunato a poter suonare..
ripeti!".
Allo spettatore che si identifica in David viene trasmessa la percezione della folle
violenza che può essere esercitata da un genitore in difficoltà, il quale, ai fini della
sopravvivenza psichica, tratta i suoi piccoli come proprietà private..
Il Prof. Rosen
vede in David un talento speciale da coltivare. Si reca pertanto dal Sig.
Helfgott per chiedere di poter seguire suo figlio così da poterne supervisionare lo sviluppo come pianista.
In un primo momento l'uomo non
accetta: "Sono io il suo insegnante.. niente insegnanti (...) la prossima volta vinceremo!!".
Il padre di David sembra voler utilizzare il figlio per compensare gli effetti di violenze
subite. Se il mondo non ti sta ad ascoltare, metti
al mondo un figlio: avrai di sicuro il tuo pubblico!!
Si torna sui ricordi di David,
che vince un concorso e viene premiato da Isaac Stern in persona. Il celebre pianista invita David a studiare
pianoforte negli States, ma il padre non sembra così
entusiasta dellinvito: "non ho i soldi per mandare David a studiare in America".
Pragmatica è la risposta del Prof. Rosen, che indica la religione come risorsa. Ma il padre
di David resiste, costringendo il Prof. Rosen ad ulteriori schiettezze: "è
anche una miniera d'oro se uno sa dove scavare..".
Il Prof. Rosen
cerca di coinvolgere la madre di David, ma la donna, a filo di voce, avverte luomo:
"David è ancora un bambino..
bagna ancora il letto!". Le immagini scorrono sul padre di David che educa i figlia alla lotta per la sopravvivenza: "in questo mondo sopravvivono solo i forti.. come me!".
Intanto il sindaco ha istituito
un fondo per finanziare la permanenza di David negli USA: il denaro viene
raccolto durante alcune esibizioni promosse dal Prof. Rosen.
Il padre di David giudica il Prof. Rosen e le persone del jet-set come dotati di scarsa moralità. Una delle
espressioni che usa per denigrare è "(quel) Rosen non è neppure sposato.. che ne sa lui della famiglia?" (1).
Il padre di David dice queste
parole alla moglie facendo riferimento alla triste storia della loro famiglia, decimata
dall'odio razziale durante l'Olocausto. Questo aspetto ci conduce a riflettere
sullimportanza delle tematiche storico-culturali nella
costruzione degli atteggiamenti e dei comportamenti sani e patologici..
La situazione precipita
quando, una volta trovati i fondi per gli studi, arriva la lettera da parte della
famiglia che avrebbe dovuto ospitare il giovane pianista negli Stati Uniti. Il padre la
strappa via dalle mani del figlio e, dinnanzi a tutta quanta la famiglia, la mette nel fuoco della stufa: "David non andrà
in America (...) non permetterò a nessuno di distruggere questa famiglia!" (2).
David non la prende molto bene.
E' arrabbiato e chiuso nel suo dolore esprime lodio nei confronti di suo padre come
può, anche defecando nella vasca da bagno: "David
è una cosa terribile odiare tuo padre.. non odiarmi David.. la
vita è crudele ma bisogna sopravvivere.. ripeti! (...) nessuno
ti vorrà bene come me.. non puoi fidarti di nessuno.. io (e Super-io) invece ci sarò sempre..".
In una certa prospettiva,
tuttavia, David dimostra di seguire una logica ineccepibile: il
padre defeca (emotivamente) sulla sua vita, e lui, per reciprocità, restituisce al padre la gentilezza, ma stavolta sul piano fisico!!
David intanto fa amicizia con Katherine, una signora conosciuta durante un ricevimento. Le dedica del tempo, suona il pianoforte nella sua casa e in cambio
la donna gli propone letture interessanti e affetto autentico..
David partecipa ad un altro
concorso, ma non vince neanche stavolta!! Il Prof. Rosen aveva consigliato al padre di David di evitare brani troppo
difficili, ma luomo lo aveva ignorato chiedendo al figlio più di quanto potesse esprimere..
Colpo di scena: David vince una
borsa di studio per
Queste parole probabilmente si
stampano nell'anima di David, perché, come vedremo in seguito, a Londra David ci va,
violando la prescrizione del padre esterno!! (3).
Nel tentativo di soddisfare
lambizione del padre putativo, infatti, David sceglie ed esegue egregiamente il
difficilissimo RAK3, senza considerare che probabilmente la sua struttura emotiva non era sufficientemente matura per sostenere frequenze così complesse e
il giovane pianista collassa a terra privo di sensi!!
Quando David era piccolo il padre gli aveva detto "un
giorno tu suonerai questa musica e io sarò molto fiero di te". Cosa non si
farebbe pur di ottenere un poco di amore impossibile!! (4)
Molto belli i consigli che il
maestro di piano della Royal Accademy
impartisce a David: "impara
a memoria.. l'interpretazione viene di conseguenza; non devi sacrificare tutto
all'emozione: è una questione di equilibrio; l'esecuzione è un rischio.. niente rete di
protezione: impara le note e poi dimenticale; lascia
che ti esca dal cuore la musica: è da lì che viene! Una volta
suonato (il RAK3) nessuno te lo potrà togliere; devi suonare come se non ci fosse più domani!!"
E infatti
David suona il RAK3 con tutto se stesso, come fosse in trance, e dopo aver terminato
lesecuzione si schianta a terra con lo sguardo fisso nel vuoto..
Le immagini scorrono su David
ospitato in una struttura psichiatrica nella quale può sperimentare le meraviglie della
psichiatria moderna: dosi massicce di psicofarmaci e sessioni di elettroshock,
una delle evoluzioni dei sistemi di tortura medioevali ancora oggi in uso..
David migliora e torna a trovare
il padre, il quale, "uomo forte tutto
di un pezzo", non solo non lo riceve in casa, ma gli chiude pure il telefono in
faccia!!
Si torna su David ormai adulto, e
ancora ospitato nella struttura psichiatrica, che riflette sulle vicende della sua vita.
L'infermiera lo conduce dalla sorella Susy che è venuta a trovarlo. "Mi sono comportato male..
sarò punito.. sono difettoso.. irrimediabilmente difettoso.. sono stato deludente.. lui
disapprovava..".
David non aveva più suonato il RAK3 poiché riteneva che facesse male alla sua salute (come
biasimarlo?). Aveva trovato tuttavia grande giovamento nello
strimpellare il pianoforte insieme ad una signora per i pazienti dellospedale e
questo aveva riacceso nelluomo l'entusiasmo (5).
La donna ha riconosciuto nel
paziente psichiatrico il celebre genio del pianoforte e ha deciso di ospitarlo a casa sua,
senza però riuscire a contenerne lesuberanza!!
Chiede pertanto a David di andare
altrove. Ormai però la relazione con la sua musica è riattivata: David è ospitato in un
convitto nel quale suona il pianoforte 24 ore al giorno!!
Il gestore, evidentemente
stremato dall'impeto delluomo, gli chiude la serratura del pianoforte. E' proprio
grazie a questa difficoltà che David esce di casa e
trova il ristorante dinnanzi al quale il film era iniziato!! (6)
Entra di nuovo nel ristorante
colmo di persone; il gestore teme che i suoi clienti possano essere disturbati da David e,
nel tentativo di liberarsene, deride lospite indesiderato. David, però, parte alla
grande con "Il volo del calabrone" di N. Rimsky - Korsakov!!
Guardando la scena mi viene
voglia di "suonare" il tavolino che ho davanti!!
E bellissimo vedere le dita di David che scorrono su qualcosa che sembra una parte
di se stesso!!
E' un grande
successo!! Tutti restano meravigliati: David adesso ha un lavoro!!
La socialità, il relazionarsi con la gente, sentire il calore di un abbraccio, tutte
queste cose insieme compiono il miracolo!!
Il fantasma del padre (o il padre
stesso.. chissà) legge il giornale con l'articolo del figlio e
va a trovarlo al ristorante ormai divenuto celebre. David resta attonito: "sei molto fortunato David..
ripeti!" e David ripete "sono molto
fortunato". "Conosci la storia del mio
violino?", "no papà non la conosco.. non la conosco..".
Ma poi David si volta e il
padre-fantasma se n'è finalmente andato per sempre: tutti quanti tiriamo
un sospiro di sollievo!!
Arriva pure una moglie per David:
conosce Lilian, l'astrologa, e se ne innamora "Mi sposi? Chiedilo alle stelle (se sono l'uomo giusto
per te)". Ed è ancora l'amore che compie un nuovo miracolo: sostenuto dalla
moglie, David trova il coraggio di tenere un concerto!!
Riceve tutti gli applausi del
mondo, sui quali può finalmente piangere le lacrime che per anni non aveva
potuto esprimere a causa del folle regime paterno..
Il film finisce davanti alla
tomba del padre di David. L'uomo stavolta non parlotta da solo, ma riflette della sua vita
con l'incantevole moglie astrologa e filosofa: "(David) che cosa provi?" e lui "la verità è che non provo niente..". Ma
nessuno oserebbe giudicare David adesso..
"C'è sempre un motivo" ci dice il padre della
Psicoanalisi. Un motivo che probabilmente era piuttosto familiare anche al popolare
Fabrizio De' André,
che in una delle sue bellissime canzoni toccò l'argomento con le parole "quando a mio padre si fermò il cuore.. non ho provato
dolore..".
Note:
(1)
Credo che, in positivo, questa domanda potrebbe essere posta a tutti gli aspiranti
genitori per valutarne la condizione psichica e gli eventuali rischi. Sogno un mondo nel
quale prima di poter ambire al ruolo di genitori sia possibile
partecipare ad un training di alfabetizzazione emotiva per
iniziare le persone a questo importantissimo ruolo!!
(2)
Viene da chiedersi: la famiglia può diventare il contenitore della follia di una persona?
E giusto che questa follia possa essere espressa su persone indifese senza che
nessuno possa intervenire allo scopo di evitare lo scempio?
(3)
E possibile violare la prescrizione del padre
esterno, ma, nelle normali condizioni di consapevolezza emotiva, è possibile eludere il padre interno senza effetti collaterali?
(4) Ci
sono genitori per i quali le performance del figlio non sono mai abbastanza.. I figli di
genitori come questi, se non manifestano altre patologie ben più gravi, in genere
maturano sentimenti di bassa autostima e cercheranno di ottenere in ogni modo lamore
condizionato che il genitore ha promesso loro..
(5) All we need is love!! A meno che
la nostra non sia la vita di un eremita, tutto ciò che facciamo nella nostra esistenza è
in funzione di almeno un pensiero connesso con una qualche relazione..
(6)
Siano benedette le difficoltà che ci aiutano a migliorare la nostra vita!!
"Ospite
d'inverno"
Nellintreccio di storie di
vita quotidiana di cui è costituito il film lospite dinverno centrale è la storia della famiglia nella quale si cerca di piangere
il lutto di un marito/padre/genero che è venuto a mancare lasciando nel gruppo un vuoto
pieno di ricordi.
I personaggi intorno ai quali
aleggia lanima disincarnata (o il ricordo) del defunto
sono le tre generazioni della stessa famiglia: la madre (Frances),
la nonna (Elspeth) e il figlio (Alex).
Il lutto è molto recente e nel
comportamento dei protagonisti si può osservare quanto per l'uomo ordinario (non
potenziato dall'analisi del profondo) sia più difficile la gestione di un trauma così
grande e quanto un evento possa promuovere l'espressione di
nevrosi probabilmente già presenti a livello latente.
Film e giornata iniziano contemporaneamente: Frances e Alex si stanno alzando dal letto. Alex
raggiunge la madre e le ricorda con una certa ansia (ed una certa
invadenza) che la caldaia non funziona.
E chiaro che è preoccupato più del destino della sfortunata madre che della
caldaia!! Frances dal canto suo sembra cogliere molto bene il
messaggio edipico di Alex e si alza
rispondendo al figlio infastidita: non ho bisogno di una bambinaia!!.
Questa frase sul chi ha
bisogno di chi acquisterà un valore diverso in altri momenti del film: la
ritroveremo sia nei discorsi di Frances che
in quelli dell'anziana madre Elspeth.
Alex
esce di casa e la madre vaga in silenzio da una stanza
allaltra come assorta nei ricordi. Entra in casa Elspeth
(1) e inizia un dialogo con se stessa e con la figlia, che non risponde alle parole della
madre.. La donna, nel tentativo di evitare i discorsi che
probabilmente conosce già, si nasconde in bagno, apre lacqua calda e ci si immerge,
come se desiderasse tornare nel luogo abbandonato alla nascita..
Limmersione totale le
consente infatti di evitare le parole bizzarre
dellanziana madre, la quale cerca come può di negare lesistenza di un dolore
al di fuori della sua portata emotiva, un dolore che probabilmente la fa sentire impotente
dinnanzi alla tristezza della figlia. Che
cosa hai cucciola?. Cosa mai può avere una donna che
ha perduto da poco il marito?
La nonna continua
il suo dialogo-monologo evitando il nocciolo del discorso; il prezzo di questo
rinuncia è la qualità dei discorsi, che talvolta sembrano zoppicare sul bordo di un
abisso.. In più la donna cerca di riempire le sue incapacità della sfera emotiva come
può, anche utilizzando la superstizione.
La figlia vorrebbe uscire di casa ma, non può farlo passando dalle pareti come il fantasma del
marito e dopo essersi asciugata e vestita affronta la madre e linevitabile
gioco senza frontiere che la donna le impone. I dialoghi sono chiaramente
allinsegna dellinvadenza: la madre sembra voler riconquistare in ogni modo
l'affetto e la fiducia della figlia..
Nellimpossibilità di
sedare un dolore così grande, la vedova ha cambiato qualcosa di sé fuori: si
è tagliata i capelli e adesso deve subire anche le critiche della madre fuori di
sé.
La scena si sposta su Alex e sul problema che sta avendo con la catena della sua
bicicletta. Lo soccorre Mita, una ragazza piuttosto mascolina che lo avvicina e con grande decisione riaggiusta la bici.
E divertente notare il
piccolo gioco di relazione tra Mita e Alex. Il ragazzo sembra
infastidito per il fatto che lei (femmina) sia stata capace dove lui (maschio) non ha
potuto.. La ragazza si infastidisce a sua volta e con un gesto
di provocazione minaccia Alex di riportare le cose come
stavano prima del suo intervento!!
Il ragazzo decide allora di
rimediare alla gaffe ringraziandola per averle risolto il
problema, dando la possibilità a Mita di rilanciare con uno dei suoi tanti
ordini: vieni sul ghiaccio!!. In
mezzo alla neve Mita sta terminando la costruzione di un pupazzo di neve proprio mentre passano due ragazzi (Tom e
Sam) che hanno marinato la scuola e sembrano in cerca di guai.
I due si avvicinano al pupazzo
che Mita sta ultimando ed hanno la brillante idea di distruggerle lopera darte!! La ragazza si arrabbia molto e, senza scomporsi più di tanto,
ingaggia una folle corsa con l'idea di punire fisicamente i due avventori: Era il mio pupazzo
volevo che fosse perfetto! dirà ad Alex poco dopo..
La scena si sposta su Elspeth e su Frances che continuano il
loro dialogo come fossero cecchini al fronte: Io
sto benissimo.. non ho bisogno di te! dice l'anziana
donna, che sembra più triste per la propria sorte che per il lutto della figlia..
La vedova, infatti, sta
progettando di trasferirsi insieme al figlio in Australia allo scopo di ricrearsi una
nuova vita. Elspeth punzecchia la figlia fotografa di
professione: Perché non usi le pellicole a
colori? Il mondo è a colori...
La scena si sposta su altri due
personaggi del film, due megere di paese (Chloe e Lily), che trascorrono la terza età tentando di esorcizzare la morte attraverso
la loro partecipazione a tutti quanti i funerali della zona!!
Naturalmente lo spasso principale
delle due donne è parlare e sparlare delle miserie degli altri abitanti della zona,
abitudine che naturalmente consente loro di evitare il costo emotivo (la depressione) che
si paga riflettendo sulle proprie..
La scena ritorna sul Elspeth, che mentre continua il suo
dialogo-monologo con la figlia beve alcol e fuma nervosamente; il conflitto tra madre e
figlia sembra però essere dotato di un certo potere consolatorio.
La mancanza di confini psichici
tra le due donne fa vivere allo spettatore leffetto di una sorta di montagna (e
roulette) russa emotiva..
La scena si sposta di nuovo e
stavolta sono i due ragazzi che avevano distrutto il pupazzo di
Mita ad essere i protagonisti. Uno dei due si esprime come soltanto un adulto ben
consapevole potrebbe fare (2).
Nelle parole del giovane si
percepisce il disagio dello stare in un mondo dominato da adulti che talvolta percepiscono
i cuccioli di uomo come mezzuomini da
sottomettere. Uno dei due esordisce con un cosè che fa crescere il pisello?,
"il balsamo tigre" risponde
l'altro.
La scena si sposta di nuovo su Elspeth e Frances, che si stanno recando al faro per una gita che si suppone di
piacere. Elspeth continua a negare il dolore della
figlia; talvolta si ha l'impressione che tra le due vi sia una certa confusione di ruoli:
che Frances abbia dovuto ricoprire lo scomodo ruolo di
madre di sua madre"?
Elspeth
mostra infatti i segni di una regressione o di una mancata
maturazione, dovuta forse al suo sfortunato (3) vissuto. Non gli piacerebbe (al defunto) quel taglio (dei
capelli) è lennesimo attacco della donna, che continua coi suoi discorsi su se stessa e sul proprio corpo che invecchia;
parla, parla, parla e la figlia si tappa le orecchie!!
Intanto tra Mita e Alex nasce un certo dialogo: Alex invita
Mita a casa sua e dopo aver accuratamente evitato di incontrare la madre e la nonna, i due
entrano in casa. Mita si fa un bagno e si veste con gli abiti di Frances:
Togliti il vestito della mamma!:
stavolta (forse lunica) è Alex ad ordinare a Mita di
fare qualcosa!!
Come
La scena torna su Tom e Sam. E un mistero del cazzo
questa cazzo di vita.. ma perché
ci mettono al mondo? Tanto non ci stanno mai con noi.. che cazzo vogliono? Mia madre mi tortura e io devo dirle grazie... Dilemmi sul mito della famiglia..
La scena torna sulla gita al faro
e sui dialoghi tra madre e figlia: Elspeth attacca con un
non ho bisogno di te! in risposta al tentativo della figlia di aiutarla in seguito ad una
caduta; di lì a poco Frances si concede di esprimere il suo
dolore come si sente, utilizzando tutto quanto il suo corpo..
La scena torna di nuovo su Alex e sulla sua nuova amica sempre meno vestita; la ragazza
confessa ad Alex di averlo notato fin da subito, fin dal
momento del suo trasferimento in quel paese del nord della Scozia.
Mita è molto felice di aver
realizzato il suo sogno di avvicinare Alex. Continua con gli
ordini che probabilmente hanno lo scopo di mascherare la sua insicurezza: Toccami Alex!;
torna vicino al fuoco!. E sembra
proprio un fuoco ardente quello..
Alex-nudo
si avvicina a Mita-nuda, la bacia e pone il suo corpo al di sopra della ragazza, ma rinuncia, si blocca.. Afferma di
sentire fuori di sé la presenza del fantasma del padre.. Forse si sente in
colpa per aver odiato quel padre che catalizzava tutto quanto lamore della madre?
Probabilmente questo padre vissuto come intruso a livello edipico rimane
"l'ospite" (interno) anche da morto..
Di certo è più facile per lui dire che cè qualcosa che non va fuori di sé che
accettare lidea di essere posseduti (dentro) dal desiderio di entrare (dentro) il
letto di tua madre. Il complesso edipico non risolto sembra amplificato dal fatto che
adesso la madre è libera..
Per sbloccare la situazione, Mita
prende le foto del defunto padre e le toglie dalla vista di Alex: ha compreso molto bene che egli è condizionato dalla
presenza-assenza del padre. Ma neanche questo è sufficiente a far crescere il desiderio (e il fallo) di Alex e i due si salutano dando limpressione di aver soltanto
rimandato il discorso sulla nudità..
Le storie di vita dei personaggi
del film che finora si sono alternate iniziano adesso ad intrecciarsi in modo più
consistente: Elspeth e Frances al
faro incontrano Tom e Sam e la
nonna di Alex sembra non far caso
che si tratta di un dialogo tra adulti..
Elspeth
consiglia ad uno dei ragazzini di provarci con la ragazzetta della scuola di cui lui le ha
parlato brevemente mentre Frances
cerca di immortalare lintimità che la madre ha con il figlio maschio che lei non è
mai potuta essere. Il fallo di Frances è
infatti rimasto irrimediabilmente (e squisitamente) piccolo..
Adesso, però, Frances può fotografare un momento di relazione che Elspeth può vivere con quel maschile tanto anelato.
La donna sembra utilizzare la
macchina fotografica come un terzo occhio che le consente di riflettere sui particolari
del soggetto fotografato, come a volerne comprendere lanimo (4).
Cogliendo gli attimi di una vita
probabilmente si possono ricomporre i particolari che talvolta sfuggono; lanziana
madre sembra aprirsi come una rosa e Frances sembra cogliere
quello sbocciare di petali. La figlia sta forse fotografando la depressione della madre?
La nonna gioca col bambino
movendo il suo corpo come fosse una scolaretta. Il nuovo taglio
di Frances è piaciuto ad uno dei due ragazzi e adesso anche Elspeth vuol toccare i capelli della figlia: sta forse iniziando ad
accettare le scelte della figlia?
La donna trova così le risorse
per implorare la figlia con un non andare in
Australia!, passando così dal io non ho bisogno di te al io
ho bisogno di te (non scappare in un
paese lontano (...) quando sarò in una bara allora potrai
andare).
In questo momento molto
probabilmente la nonna riesce ad entrare in contatto con il dolore e la depressione che
deriva dalla sua condizione di donna sola che dipende emotivamente dalla figlia.
La scena si sposta sul dialogo
tra le due comari. Di ritorno da uno dei lugubri "festini", una delle due ha una
crisi: lanziana signora ha forse impattato a sua volta contro un contenuto
inaccettabile? Laltra cerca di sostenerla cercando di perpetuare il gioco della
dipendenza: ancora
abbiamo tanti funerali da vedere (
) tu non
cadi finché ci sono io... E davvero possibile mantenere questa
promessa?
La scena si sposta su Tom e Sam; le due donne sono uscite di scena e i due scolaretti si divertono a coccolare alcuni gattini
che qualcuno aveva abbandonato poco più in là. Il "contenuto" del contenitore
(il gatto, l'io) molto probabilmente risuona con qualche oggetto inconscio interno al
bambino che aveva dimostrato un'età psichica maggiore.
Dopo aver preso con se uno dei
gattini, si avventura sul mare pericolosamente ghiacciato: lo spessore del ghiaccio può
reggere il suo peso? Osa penetrare tra le inconsce nebbie, nonostante i molti ed energici
richiami alla prudenza dellamico..
Il ragazzo inizia un dialogo con
il gattino, e con esso una sorta di partita a scacchi con
Forse il bimbo è stato sconvolto
dallesperienza dellamore autentico provato per il gattino abbandonato o forse
l'idea che i genitori non avrebbero mai accettato quel suo nuovo amico a quattro zampe.. Listinto di morte sembra guidare il bimbo verso il destino
dei non amati: lassenza giustificata!!
E' forse l'inizio
dellavventura analitica questo viaggio tra le nebbie della coscienza? Riuscirà il
nostro eroe ad uscire dal labirinto senza essere stato sbranato dal
Minotauro?
Dovè Tom? grida
laltro ragazzo temendo il peggio per il suo compagno di giochi. Tom
(che non risponde ai richiami dellamico) sembra voler lasciare la vita o forse voler
tornare dopo aver sfidato sia la vita che la morte..
Preferisce di certo un'altra vita
e se non può averla meglio andare via in silenzio. "Se
non posso prendermi cura del mio gattino
(=del mio io) come posso sopravvivere?". Che la sua fuga nella morte non sia una
disperata e mal formulata richiesta di aiuto?
Il film termina con Frances che comunica alla madre di aver deciso di non partire per
l'Australia e con l'anziana donna in preda alla gioia e all'emozione..
Note:
(1)
Spesso i genitori non hanno soltanto le chiavi di casa, ma anche della nostra anima..
(2) Sintomo di una
infanzia rubata?
(3)
Sfortunato ha qui la valenza di triste.
(4) E di
dominio pubblico che nelle culture tribali gli indigeni non
vogliono essere fotografati perché temono che la macchina fotografica possa privarli
della loro anima..
"Musikanten"
Il film
inizia presso unantica fortezza, proprio mentre una
troupe televisiva sta filmando immagini e suoni di danze medioevali. Marta e Nicola si occupano di televisione: stanno filmando una specie di documentario.
Al
ritorno il tassista (1) mette Beethoven e il volto di Marta
s'illumina. Poco dopo vediamo Marta in una palestra taoista;
linsegnante le pratica un massaggio al collo: tu
pensi troppo.. questo ti procura delle tensioni sui muscoli del collo!.
Prima
perla: l'insegnante taoista ci mostra un kata'
Tai Chi Chuan, una bellissima
sequenza di movimenti, ora maschili, ora femminili, ora lenti, ora velocissimi, con
progressioni da capogiro!!
Le immagini si
spostano su Marta e Nicola che stanno
effettuando un viaggio alla ricerca di personaggi da intervistare per la realizzazione di
un nuovo programma televisivo. Tornati in azienda, incontrano il direttore, il quale ha il
compito di promuovere o bocciare il loro progetto.
Il
direttore accetta la sfida nonostante si tratti di una trasmissione culturale e quindi per
poche persone e per pochi denari..
Altre
suggestioni si aggiungono e non sempre si tratta di proposte riuscite: durante la cena a
casa di Nicola, per esempio, i riferimenti politici mi sembrano eccessivi ed
eccessivamente espliciti..
Il tono
del film viene rianimato dalle immagini del primo degli
scienziati che Marta e Nicola stanno cercando di coinvolgere per
Nicola
e Marta assistono ad una lezione che da sola vale il costo del
film: da un ammasso di galassie lontano 250
milioni di anni luce ci arriva una nota, un si
bemolle continuo, un milione di miliardi di volte più basso dei suoni più bassi
che lorecchio umano può percepire. La materia è vibrazione; le vie della fisica
quantica, del misticismo e di certi allucinogeni si stanno unendo. E con un
telecomando mostra una rappresentazione di questi fenomeni: un tipo di sinusoidi
come queste genera la vita, composta di differenti livelli di frequenza:
dallinfinitamente basso, nel cui campo siamo attratti e che ci fa sprofondare nella
materia e nel dolore, dove si sperimentano le frequenze della paura e della separazione,
allinfinitamente alto, alla gioia assoluta...
Il
viaggio continua con altre suggestioni: in una magnifica biblioteca vediamo sia danze
costruite con l'ausilio di formule matematiche, che danze di mistici sufi.
Marta e Nicola raggiungono un altro personaggio. Luomo, che vive isolato, non accetta di essere intervistato: Esporre lesoterico
a chiunque non va bene (
) foto, video, nastri magnetici, sono tutte trappole,
prigioni che fissano la personalità nel tempo.
Il
mistico propone comunque a Marta una specie di regressione
ipnotica e lei accetta: da anni faccio un
sogno che ricorre. Sogno di parlare tedesco e di suonare il pianoforte (
) e anche se
non lo vedo ho la sensazione che ci sia Ludwig
van Beethoven.
La
risposta dell'uomo è un'altra perla: Questo
è nellordine delle cose. Il sogno pensa per immagini visive e a volte si serve di immagini uditive. E raramente può anche accadere che ci si serva
pure di impressioni di altri sensi.. Tuttavia un aspetto che il
Signor Freud non ha considerato è proprio la natura
spirituale del sogno.. Cioè il sogno può essere un varco verso linfinito. Se
diventi consapevole, durante il sonno profondo puoi anche
conoscere la dimensione dellanti-materia...
Per
favorire
Lo vediamo recarsi
dal celebre musicista. Il dialogo con Beethoven-Jodorowsky
è molto interessante: mi è piaciuto soprattutto il discorso sulle energie
vitali, che effettivamente non devono essere sprecate..
Marta
in quella esistenza era un principe affascinato dalla forte
personalità del musicista. Manlio Sgalambro, che nel film
veste i panni di un nobile senese, ci offre ulteriori
informazioni sulla vita di Beethoven. Ne vengono fuori i
tratti di un musicista con forti disposizioni verso il misticismo, burbero e tagliente.
Le
immagini si spostano poi nella casa di una dama che riceve Beethoven.
Gli legge una poesia inedita di Alexander
Puskin: tutto ciò
che esulta e scintilla porta noia e tormento. Datemi la bufera e le tempeste, e la lunga
tenebra delle notti dinverno; il musicista risponde: poesia magnifica, sublimamente terrestre. Però il mio
regno sta nellaria, nella notte, quando pieno di stupore guardo il cielo e questi
corpi luminosi danzanti nelle loro orbite eterne. Il mio spirito si eleva su tanti milioni
di stelle. Girando sento
Il modo
col quale Beethoven viveva la sua infermità (i problemi di udito) e il rapporto con il nipote Carl
sono altre suggestioni che Battiato ci dona per mezzo
dell'ottimo Jodorowsky (2).
E' interessante
vedere l'uomo che si affeziona al nipote e che si prende la briga di redimere dall'esterno
(3). Indomito, prima di morire dona al giovane le seguenti
parole: Carl.. Mio Carl, figlio mio.. Ti devo dire
qualcosa che voglio che non dimentichi mai.. Dio è immateriale, trascende ogni concetto,
perché è invisibile.. Non può avere nessuna forma.. E infinito.. Non comincia,
non termina.. E musica!!.
Ma il
ragazzo resiste e invece di chiamare il medico (come Beethoven
gli aveva chiesto di fare) preferisce intrattenersi con un amico.
La
scelta dell'attore è piuttosto centrata: il ragazzo sembra incarnare alla perfezione
l'informe materia grezza di chi è cresciuto più col corpo che con lo spirito..
Il
generale dei musicanti muore e Marta torna nel cosiddetto mondo reale. La sua
"caduta" è in affinità con un'altra caduta: la bella pellicola termina infatti con un ulteriore ed eccessivo affondo politico.
Note:
(1)
Battiato ci da una chiave di lettura del suo pensiero: il
tassista, laddetto del bar e il cameriere sono persone speciali, ma il mondo le
ignora, le spinge ai margini. Anche nel film Perduto amor Battiato
tratta tematiche simili (es. il cantante lirico che finisce per
lavorare come barista).
(2)
Vedi le dimenticanze che molti autori operano sulle biografie dei personaggi che
intendono trattare. E' noto che i contenuti inconsci inaccettabili guidano la nostra
attenzione sugli argomenti meno bollenti..
(3)
Missione impossibile: i cambiamenti più profondi sono il frutto di un atto di volontà
che solo il soggetto può scegliere di operare.
"Musikanten: i contenuti speciali"
Nell'intervista
al celeberrimo Alejandro Jodorowsky,
attore-regista e molto altro ancora, troviamo quel tipo di spiritualità e di espressività fastidiosa soprattutto per gli azionisti di
Spiritualità spa, per chi è abituato a scegliere per noi le
teorie e le tecniche del viaggio dell'anima su questo pianeta e nei mondi soprasensibili.
Film e
contenuti speciali, vista la complessità di alcuni degli argomenti trattati, non sono di facile accesso. Proverò comunque
a dire qualcosa confidando nella pazienza del lettore, con la speranza che egli abbia
l'occasione di visionare l'opera impreziosita da contenuti
speciali davvero speciali!!
"L'alchimia, che per me è uno dei più grandi
misticismi mai esistiti, si riassume in spiritualizzazione
della materia ma anche materializzazione dello spirito; è una strada a doppio senso.
L'alchimia va alla ricerca dell'Androgino, l'unione dello spirito maschile con quello
femminile come il Tao, lo Yin e lo Yang. Ma come possiamo unire
l'uomo e la donna se non conosciamo la donna, se la vediamo solamente attraverso il fallo,
attraverso la mentalità maschile? L'uomo è molto semplice: ha un'erezione. La donna non
ha un organo, ma una viscera,
perché è interna. La forma maschile è chiara; la forma
femminile è invece tesa all'adattamento, si adatta ad una forma. Sono quindi due modi di
pensare completamente diversi. Io chiederei oggi di rinascere oggi con una vagina, quella
cosa tanto incredibile, tanto meravigliosa, ricettiva, umida, così misteriosa, così
ricca, così artistica. Viva la vagina! Sì, è una meraviglia! Certo, ci sono vagine e vagine: ci sono quelle che (e gesticola) e quelle che sono sante; e
quelle che sono come un Sole! Ci sono quelle profonde e quelle che ti rifiutano. E' un
mondo. Per poter raggiungere quest'uomo,
che è spirituale, dobbiamo conoscere entrambi i lati, la notte e il giorno, il Sole e la
Luna, il Papa e la Papessa nei Tarocchi".
Mi è
piaciuta moltissimo anche Michéle Thomasson,
una donna particolarmente intelligente ed elegante, capace di alternare espressioni un poco dure a morbidezze che l'accento francese
trasforma in melodie per le mie orecchie.
"Un'amica mi diceva io non capisco perché ci
siano guerre etniche. Io gli ho detto se
guardiamo dentro di noi come viviamo? Forse non accettiamo per niente
Dopo
gli interventi di Juri Camisasca
(che invito il lettore a gustarsi personalmente) e quello di Claudio Rocchi, tocca
al grande Manlio Sgalambro riflettere, e probabilmente perdere
tempo, con due chierichetti in carriera: "Io
sono un amatore del cattolicesimo, ma come chi ama la bellezza e la razionalità di un
edificio ma non ci entrerà mai.. Tuttavia se dovessi affidarmi
ad una religione, una materia così bruciante, mi affiderei senza dubbio a esso. Il
cattolicesimo parla alla mia anima corporea mentre buona parte delle religioni correnti,
esoteriche o no, parlano solo al mio spirito.. ma al mio spirito ci penso io!".
"La
tigre e il dragone"
La tigre e il dragone è un film
che per le sue peculiarità potrebbe essere inquadrabile nel contesto
sia transpersonale che etnopsichiatrico.
Secondo uno dei tre
fondatori della psicologia transpersonale Roberto Assagioli; gli altri due sono Maslow e
Jung in questa psicologia può confluire tutto il meglio della psicologia
occidentale più le teorie e le tecniche in uso nelle tradizioni occidentali e orientali (Advaita Vedanta; Taoismo; Buddismo;
Cristianesimo; Ebraismo; Islamismo, ecc.).
Le pratiche in uso nelle scuole psicologiche
occidentali vengono così potenziate da acquisizioni
metodologiche che le diverse culture hanno prodotto in millenni di evoluzione nei diversi
piani di esistenza: il piano cosiddetto "materiale", quello dell'anima e quello
spirituale.
Il maestro Li Mu
Bai è un monaco-guerriero taoista che sceglie di cambiare
vita. Decide pertanto di donare la sua mitica e antichissima spada il Destino Verde
al nobile Signor Tie, un nobile saggio che contribuisce
al buon andamento delle questioni politiche nella Pechino di qualche secolo fa.
Il Signor Tie
riceve la spada da Shulien, una guerriera errante taoista, ed invita la donna a manifestare il suo amore nei confronti
del maestro Li Mu Bai, un amore mai consumato per motivi
donore.
Il marito di Shulien,
infatti, è morto in battaglia mentre difendeva Li Mu Bai e il ricordo del defunto ha congelato la passione dei due:
non essere timida (
) non si torna
indietro nei sentieri del tempo speso inutilmente...
La donna obietta con molta delicatezza e il
Signor Tie incalza esprimendo un pensiero molto attuale ancora
oggi: davanti ai
sentimenti spesso anche i più grandi eroi possono sperimentare la paura...
Mentre Shulien
consegna la spada al Signor Tie, il governatore Li e sua figlia Yen vedono la bellissima e antichissima spada e ne
rimangono meravigliati.
Shulien dialoga con
Yen circa il rovescio della medaglia di una vita fatta anche di disagi e di rinunce e
soprattutto le comunica i valori che sono il bene inalienabile di questa pratica:
rispetto, onestà, integrità morale, altrimenti
qualsiasi virtù scivolerebbe nel vizio...
Il Destino Verde è una spada di grande valore: è molto antica, leggerissima e molto potente. Il potere di una spada è nella abilità
delle mani che limpugnano.. dice il Signor Tie al novello governatore impressionato dalle qualità della lama.
Si scopre che Volpe di Giada, colei che
incarna il male e la direzione errata che possono prendere le passioni, si nasconde
proprio nella casa del governatore!! La donna è ricercata
dalle forze dellordine e anche dal Maestro Li Mu Bai,
che uccidendola desidera così vendicare la morte del suo maestro.
Yen, anche se molto giovane e forse
influenzata dai malefici umori di Volpe di Giada, è una guerriera piuttosto promettente,
ma priva di una guida che le consenta di giungere
alleccellenza e soprattutto di gestire i lati oscuri della forza (vedi
concetto utilizzato nella serie "Guerre Stellari").
La giovane figlia del governatore Li ruba il
Destino Verde e questo la conduce ad un combattimento molto particolare contro Shulien: durante il combattimento tra le due donne
la forza fisica si alterna ad altrettanto potenti flussi di energia (Yen indossa
abiti ninja per nascondere la sua identità..).
Shulien inizia ad
indagare. Gli indizi conducono nella casa del governatore e quindi la donna vi si reca per
fare visita a Yen (Volpe di Giada si preoccupa..).
Così come avviene nel film "Hero" nel quale si insiste
molto sulle connessioni tra scrittura e arte della spada Shulien
presta molta attenzione alla scrittura di Yen, che con spavalderia le mostra grande
destrezza nel tracciare ideogrammi.
Parlano dellamore tra Shulien e Li Mu Bai. Shulien si esprime con grande
delicatezza: lamore non consumato
brucia lanima (
) (ma) la memoria dei morti (
) esige un rispetto profondo
che ci rende quasi prigionieri.
Shulien,
probabilmente addestrata nel sentire, riferirà di aver avvertito nel palazzo del
governatore qualcosa di misterioso. Che stia avvertendo la
presenza cupa e occludente dei pensieri e quindi dei campi magnetici (1) di
Volpe di Giada?
Intanto un poliziotto e la figlia, entrambi
sulle tracce di Volpe di Giada, riescono a fissare con la perfida befana un incontro e
quindi un duello durante il quale potersi vendicare della morte di un loro familiare
ucciso dalla furia assassina della donna.
Nella ressa interviene il maestro Li Mu Bai, il quale, durante il combattimento, viene
fermato proprio dal suo Destino Verde, che adesso si trova nelle mani della bella Yen, la
figlia del governatore Li!!
Per Shulien è
ormai chiaro che il guerriero ninja che ha difeso Volpe di
Giada sia in realtà
Sentendosi braccata, nella notte Yen decide
di restituire
Yen ha forti ritrosie rispetto alle parole di
Li Mu Bai, il quale, con armoniosa eleganza, le dice: cosa significa maestro?
Cosè una guida? Cosè larte della spada? Sono soltanto parole vuote.. La verità è nel silenzio (
) come la verità è nel
silenzio, la forza è nella quiete. Non cè lotta senza pace interiore (
)
userai bene la spada quando riuscirai a sentire il movimento
anche restando completamente immobile (2)
Volpe di Giada attende Yen. Le due donne
litigano per tutto quanto sta succedendo: Yen rischia di essere coinvolta a causa di Volpe
di Giada.. Uccidere
o essere uccisi.. questa è la vita del guerriero.. fa paura ma è anche eccitante!!,
ma Yen non accetta le parole della sua badante e, dopo averla umiliata, la caccia via
dalla sua casa.
Imponente ed elegante Li Mu
Bai esegue uno dei Katà della spada (=sequenza di forme
simile ad un combattimento con un nemico immaginario). Dice a Shulien
che vorrebbe condurre Yen a Wudan, per impedire che divenga un
drago come la sua attuale maestra.
Intanto scopriamo che Yen aveva
avuto una relazione con Lo, il pirata del deserto che insieme ai suoi compagni
aveva attaccato la carovana del governatore qualche tempo prima. Lo è giunto a Pechino
per impedire le nozze di Yen.
Li Mu Bai e Shulien nascondono Lo a Wudan (nel
cercare di impedire le nozze Lo si stava mettendo nei guai);
Yen fugge ed inizia a girovagare con il Destino Verde, che ha rubato di nuovo (combina
molti guai). Li Mu Bai e Shulien
sono sulle sue tracce.
Yen incontra Shulien ma trova dei pretesti per litigare e le due donne
giungono a duellare tra loro. Combattono ferocemente finché non arriva Li Mu Bai, che pone fine al duello che Yen stava perdendo senza onore.
Yen vola via e Li Mu Bai le volteggia attorno. Alla nostra mente occidentale occorre
un poco di pazienza nel vedere Li Mu Bai e Yen che lottano e volano.. Il maestro Li Mu Bai
danza sui bambù poiché la sua mente è serena e niente di esterno lo può turbare.
Malauguratamente giunge Volpe di Giada.
Prende e porta via Yen in una grotta. Nella speranza di poter
tornare nella vita della ragazza, la droga e organizza una trappola per Li Mu Bai. Ma il monaco capisce tutto e
uccide Volpe di Giada.
Purtroppo nellimpresa Li Mu Bai viene colpito da una freccia
avvelenata che uccide il valoroso guerriero. Solo adesso Yen comprende il risultato delle
sue azioni e accetta di andare sul monte Wudan da Lo per prendere una decisione sul suo futuro.
Lultimo respiro di Li Mu Bai è un bacio per lamata Shulien.. esiste amore più alto?
Note:
(1) Ognuno
irradia quello che è (Roberto Assagioli)
(2) Probabilmente
con queste parole il maestro Li Mu Bai si riferisce alla
meditazione, alla azione-non-azione.
"La
terra"
Ho trovato il film diretto da
Sergio Rubini ricco di spunti tutt'altro che banali, molti dei quali inquadrabili in contesti quali la psicologia culturale e l'etnopsichiatria.
Vi ho trovato anche dei delicati
accenni all'universo dei cosiddetti "differentemente abili", una dimensione poco
conosciuta con la quale, in genere, ci si confronta soltanto se la vita ci conduce in
quelle regioni della sofferenza.
Credo che "differentemente
abile" definisca perfettamente la natura di questi "diversi", molti dei
quali capaci di esprimere livelli di affettività
talvolta di genialità impensabili per molti dei cosiddetti "normodotati".
Le prime immagini sono evanescenti, surreali e probabilmente piuttosto ricorrenti in ogni
parte del mondo: in una cucina, durante il pasto, un uomo sta litigando
furiosamente con una donna davanti ad uno dei figli (le immagini si spostano su di una
brocca quasi colma di vino rosso-sangue).
Le immagini scorrono poi su
Fabrizio Bentivoglio, il probabile spettatore della lite
familiare ormai adulto, che interpreta il ruolo di Luigi Di Santo, un professore
universitario di origini pugliesi che vive a Milano e che sta
scendendo dal treno alla stazione di quello che scopriamo essere il suo paese di origine (Mesagne).
Non cè nessuno ad
accoglierlo e quindi si incammina a piedi verso il paese.
Un'automobile di lusso si ferma e da essa scende Sergio Rubini,
trasformato per l'occasione in Tonino, un viscido signorotto di provincia che gli offre un
passaggio.
Luigi scende in piazza proprio
durante il funerale di Ugo uno dei differentemente abili
dell'associazione gestita dal fratello di Luigi (Mario Di Santo) morto perché caduto dalle scale.
Luigi si reca nella casa che la
famiglia possiede in paese. I ricordi sembrano occludere l'uomo. Di lì a poco scopriamo
che Luigi, ormai esausto per i continui litigi dei genitori, quella famosa brocca di vino
l'aveva frantumata sulla testa del padre!!
In seguito a questo
evento era stato trasferito in collegio nel nord, dove aveva potuto studiare e
costruirsi una vita dignitosa.
"Qui è la follia totale..
come al solito!" dice al telefono alla fidanza Laura. Le immagini si spostano sul pranzo presso la famiglia del fratello Michele, che, tra i
quattro fratelli (il quarto è il fratellastro Aldo), sembra il più interessato
alla vendita della masseria di famiglia.
"E
Aldo?" chiede Luigi a Michele. Aldo non va d'accordo con Michele e inoltre non
intende in nessun modo vendere la proprietà di famiglia. Michele chiede a Luigi di
fungere da mediatore, perché Aldo possa cambiare idea e dare il suo consenso.
Luigi si reca quindi alla
masseria, dove si incontra (e si scontra) con Aldo senza
risultato. Intanto scopriamo che Michele è interessato alla vendita della masseria
perché si è messo nei guai con Tonino, il quale gli ha prestato molti denari "a
strozzo". Si viene anche a sapere che Tonino aveva dato
molti soldi alla famiglia di Ugo, il differentemente abile caduto dalle scale, per
ottenere che il giovane contraesse matrimonio con la sua amante (Tania) per motivi di
cittadinanza.
Trascorrendo del tempo con Mario,
Luigi scopre che il fratello è sinceramente votato all'ideale di un mondo migliore. Mario
legge al fratello alcune righe: "l'uomo non è che un
fuscello, il più debole della natura, ma è un fuscello che pensa (...) sforziamoci
dunque di pensare correttamente (Pascal)".
Luigi è stupito delle evoluzioni
del fratello e Mario risponde: "cerco solo delle
risposte.. non succede anche a te?". Luigi è un intellettuale navigato e risponde a
tono: "sì, certo,
bisogna stare attenti a non fare confusione, perché la realtà e le idee spesso non
coincidono".
Ma Mario non ci sta: "non è come dici tu: le idee se ci credi si realizzano!!".
Tornato a casa, Luigi riceve una
visita imprevista da parte di Aldo, il quale gli chiede di
ospitare per una notte Tania, l'amante di Tonino, con la quale anch'egli ha una relazione
sentimentale.
Tonino ha
infatti scoperto la cosa e le ha date di santa ragione alla giovane e bella rumena.
Tania ha paura perché è certa del fatto che Tonino è disposto a tutto, anche al delitto!!
Luigi minimizza, ma Tania afferma
di aver dovuto pulire lei stessa il sangue di un uomo (lex-socio) che Tonino aveva ucciso durante un litigio. La mattina successiva Tania è
costretta a tornare da Tonino, che da lavoro a tutta quanta la sua famiglia e tiene la
donna in scacco.
Luigi incontra Aldo, che è
furioso per il fatto che Tania abbia scelto di tornare dal viscido Tonino. Dice di voler
uccidere Tonino per liberarla e averla finalmente tutta per sé. Queste parole sembrano
attivare in Luigi una aggressività arcaica: si arrabbia molto
col fratello che evidentemente non si rende conto di ciò che dice..
La circostanza spinge Aldo a
propendere per la vendita della masseria: vuole fuggire insieme a
Tania ed ha bisogno di molti soldi per realizzare l'impresa!! Accetta quindi di firmare
l'atto di vendita.
Giunti alla cessione però
scopriamo il motivo per il quale non c'è armonia tra Michele ed Aldo: il fratellastro ha
avuto una storia con la moglie di Michele (Loredana) e, proprio nelloccasione della
firma del contratto, ingaggiano un litigio furioso giungendo alle mani (Aldo frantuma il
contratto).
Luigi è disperato: ha
l'espressione di chi sta vivendo un brutto incubo ad occhi aperti!!
Il suo solo interesse è risolvere al più presto la questione familiare e tornare in
quella che adesso è la sua nuova terra
(Milano).
Durante i preparativi della
processione pasquale Luigi va a salutare Mario: "me ne
vado.. mi dispiace.. non se n'è fatto di nulla (della vendita) (...) Mario, i tuoi
fratelli non ragionano più!". Mario risponde a Luigi con affetto: "non giudicarli.. seguono più il cuore che la testa.." (1)
Intanto Tonino minaccia Luigi; lo
ha visto mentre accompagnava Tania e non ha gradito: "sta attento che pure a Milano ti vengo a piglià!". Inizia la processione ed è divertente vedere
che proprio Tonino e i suoi scagnozzi trasportano sulle spalle (e con espressione
ieratica) la statua di Gesù in agonia!!
Dopo qualche minuto di ode uno sparo: qualcuno ha centrato in pieno Tonino, il boss
emergente della zona e adesso luomo è a terra privo di vita!!
Luigi osserva Aldo e Michele con
occhio diverso, perché entrambi avevano un movente per
uccidere lo strozzino: Aldo festeggia pubblicamente e Michele è felice perché pensa di
poter evitare la restituzione del denaro..
Anche i carabinieri hanno dei
sospetti: sono venuti a conoscenza del fatto che Aldo aveva una
relazione con l'amante di Tonino e stanno indagando per conoscere
Ormai coinvolto nella vicenda,
Luigi torna a casa e vi trova la compagna, Laura (Claudia Gerini),
che lo ha raggiunto da Milano. Ad attendere Luigi ci sono anche i carabinieri, che effettuano sull'uomo un breve interrogatorio incrociato per indagare
ulteriormente e avere conferma della versione data da Aldo.
Laura vuol sapere cosa sta
succedendo, ma Luigi vuol tenere la donna fuori dalla vicenda e
risponde in modo evasivo. Laura si accorge che in Luigi sta succedendo qualcosa di inaccettabile. E' preoccupata: "perché non partiamo? (...) cosa c'entri tu con questo posto?".
"E' la mia famiglia.."
risponde Luigi sconsolato e assorto nei suoi pensieri. La donna
cerca di rianimarlo proponendogli di ripartire la mattina seguente. Sul momento Luigi
accetta, ma lindomani sparisce insieme a Michele e Mario:
il mobilificio di Michele è andato a fuoco!!
Sembra che Michele non abbia
niente a che fare con l'omicidio di Tonino, tuttavia si viene a
sapere che per uccidere Tonino era stato utilizzato un fucile tale e quale a quello
posseduto dalla famiglia Di Santo..
Aldo intanto ha sequestrato Tania
e la tiene prigioniera in una delle stanze della masseria. Luigi pensa che ad uccidere
Tonino potrebbe essere stato Aldo: il movente passionale, le precedenti affermazioni e il
fatto che il fratellastro non ne voglia proprio sapere di ragionare fanno
pendere lago della bilancia su Aldo, ma neppure lui sembra essere coinvolto nella
vicenda..
Luigi resta atterrito dinnanzi
alla possibilità che possa essere stato proprio Mario ad
uccidere Tonino. E infatti è stato proprio lui.. Ugo, il suo
amico differentemente abile, in realtà non era semplicemente caduto dalle scale: si era
suicidato dopo che era stato profondamente umiliato da Tonino!!
Molto interessante il dialogo tra
Laura e Luigi: la donna intercetta il compagno proprio mentre
sta raggiungendo il fratello Mario; pretende di venire a conoscenza dei fatti ma l'uomo
non intende coinvolgerla: "Luigi non puoi
sparire così.. tu adesso mi spieghi tutto!".
Luigi è visibilmente sconvolto e
malconcio: "Nossignore..
Non sono faccende che ti riguardano!". "Eh, certo, io dovrei stare a
casa ad aspettare.. è così che si usa da questa parti! (...) Tu da quando sei venuto qua sei un altro.. io non ti
riconosco più!".
Stavolta Luigi è fuori (ma anche
dentro) di sé e grida alla donna: "Smettila!! Guardami bene Laura.. Io sono questo! Prendere o lasciare.. Vai a casa e aspettami lì!". Laura viene da un'altra
cultura e non accetta di dover stare fuori dalla vicenda e, con
voce strozzata, sferra l'ultimatum: "o
partiamo via insieme o non mi vedi più..".
Luigi se ne va ad abbracciare il
fratello che è in chiesa e sta salutando gli amici dellassociazione. Mario vuole
costituirsi, ma Aldo e Luigi non sono d'accordo. Luigi prende
le redini della situazione: si reca dalla vedova di Tonino e gli propone un affare (la
masseria in cambio di una testimonianza aggiustata..). La donna non esita ad accettare perché Luigi sa essere piuttosto convincente..
Intanto tra Luigi e Laura torna
il sereno. Il film termina con Laura indomita che chiede ancora
una volta a Luigi informazioni sull'accaduto. Luigi evade con garbo alla micidiale stretta..
Vedendo il film ho pensato che il
ritorno a Mesagne deve essere stato
per Luigi un po' come tornare in quell'inferno di relazioni familiari difficili da
gestire, in quella terra popolata da fantasmi e demoni del passato che vorremmo
dimenticare per sempre in uno dei tanti ripostigli della nostra coscienza.
Non dimentichiamo però che la
nostra vita viene condizionata da questi fatti, che restano
comunque "nascosti in noi". Volenti o nolenti si finisce per subire una qualche
influenza inconscia e tutto questo a danno del nostro benessere.
La terra chiama, così come la
famiglia, e ti presenta il conto: "a noi appartieni e con noi ti dovrai misurare per tutta la vita!"
sembrano bisbigliare i demoni evocati da Sergio Rubini.
Note.
(1)
Cuore e testa, ragione e sentimento: due opposti che sono presenti anche nelle nostre
vite. E noi? Quanto abbiamo
sacrificato alla mente? Quanto al cuore? Cè equilibrio?
"La
bestia nel cuore"
Il film inizia nel cimitero che
ospita le ossa dei genitori della protagonista, Sabina, lincantevole Giovanna
Mezzogiorno, che nelle prime immagini è ripresa mentre sta
compilando le pratiche relative allo spostamento dei resti.
Nel sistemare le fotografie dei
genitori le stesse tolte dalle lapidi Sabina si rende conto di aver
esagerato nell'adattare l'immagine del padre (gli ha taglia la testa con le forbici..).
Resta sconvolta per l'accaduto e, con la fretta di chi vuole nascondere qualcosa di inaccettabile, decide di riporre tutto quanto in un cassetto
(vedi rimozione).
Lincontro coi ricordi genitoriali, che guarda caso
coincide con la sua gravidanza, scatena in Sabina una inattesa stagione di contenuti
emotivi da elaborare, di sogni inquietanti che gradualmente divengono incubi capaci di
condizionare anche la vita diurna della giovane donna (1).
Sabina inizia così un percorso
che ha come obiettivo la verità circa la propria infanzia. "Mi sono accorta di non avere ricordi.." confesserà ad Emilia,
l'amica non-vedente delicatamente innamorata di lei.
Di nuovo sogni e di nuovo incubi:
spezzoni di ricordi che ammiccano alla relazione col padre..
Nel suo intimo comprende molto bene che è necessario indagare oltre: i primi timidi
tentativi di fare luce sulla sua storia familiare consistono nel cercare tra le foto della
sua infanzia.
Niente riesce però a sedare la
sua sete di verità e quindi decide di andare a trascorrere il Natale con il fratello
Daniele, che ha messo su famiglia negli USA.
Prima di partire però, Sabina ha
il tempo di proiettare sul fidanzato (Franco) rabbie delle quali non riesce
a comprendere il motivo. Diventa improvvisamente molto insicura
e tende a perdere il controllo di se stessa: Franco la tradirà non appena lei sarà
partita? Le succederà come è successo all'amica Maria, abbandonata dal marito per una più giovane di 20 anni?
Sabina giunge in America felice
di incontrare il fratello dopo molto tempo; viene accolta
all'interno della famiglia del fratello ed inizia a respirarne il clima, cogliendo nel
fratello una certa difficoltà nell'avere contatti fisici col figlio maschio. Condivide
con Daniele le sue inquietudini senza riuscire a comprendere la natura dei sogni che la
stanno angosciando.
La moglie di Daniele (Anne) dice a Sabina che il marito ha affrontato una psicoterapia
molto lunga, ma senza entrare nel dettaglio.. Sabina, però,
conosce molto bene linglese e riesce a cogliere alcuni dialoghi tra Anne e Daniele: Anne ritiene che Sabina
debba conoscere alcuni aspetti della sua storia familiare, ma Daniele non è della stessa
idea..
Durante la festa di Capodanno ad Anne sfuggono
alcune parole che danno a Sabina la sicurezza che il fratello le stia nascondendo
qualcosa di molto importante (con una scenata obbliga il fratello a parlarne).
"Per tanto tempo da bambino
non mi sono reso conto.. capitava di notte.. a me sembrava
quasi normale.. e questa è stata la cosa più difficile da vincere con la terapia (...)
la (mia) mansuetudine.. pensavo fosse normale (che mio padre abusasse di me)".
Di giorno il padre era un
genitore come tutti gli altri. Di notte No. Una delle conseguenze di questo fatto è che
adesso Daniele per il terrore di diventare come suo padre non riesce ad
entrare adeguatamente in relazione col corpo del figlio maschio!!
I due fratelli iniziano un
dialogo intenso, che ha per oggetto riflessioni profonde sul dolore che non si vede, ma
che si sente.. Daniele racconta di quando il padre gli diceva
con voce infantile e supplichevole "Daniele..
vieni!" e si fa lapidario nello scandire la frase "ai genitori si ubbidisce sempre e comunque.."
.
La madre sapeva tutto quanto, ma
quando il marito si trasformava non interveniva e continuava a correggere i compiti dei suoi studenti
coprendo e quasi agevolando il marito nelle sue pratiche. "E' un vizio.. non vuole
farti male.. è malato.. siamo una famiglia.. non
devi dirlo a nessuno!".
Daniele aveva minacciato il
padre: "se la tocchi (Sabina) ti uccido!". Ma le sue
parole non erano state sufficienti.. Di li a poco il padre si
era ammalato e Daniele lo aveva assistito.
Daniele: "(...) pensavo ecco muore esattamente come morirò io..
allora quello che ha fatto (a me) può essere anche in me, in tutti!".
Una mattina Daniele, per
proteggere la sorella, mentì dicendo all'infermiera che il padre aveva sofferto molto
tutta la notte e l'infermiera somministrò una dose doppia di morfina..
L'uomo andò subito in coma e non si svegliò più.
Unaltra Sabina torna in Italia. Solo adesso
si sente di annunciare al compagno di essere incinta..
All'amica Emilia dirà "(...) nelle famiglie
non si sa mai cosa è vero.." e al fratello "(...) forse ognuno di noi ha due voci (...) come si
può mischiare un segreto come il nostro alla vita della gente normale.. non si può!".
Poi, a fine gravidanza, avviene
un dialogo con Franco: lui ha capito che c'è qualcosa nell'aria (di latente) tra loro ed
ha la brillante idea di confessare a Sabina dell'avventura con l'attrice Anita. Sabina
coglie l'occasione e racconta tutta la sua storia a Franco e poi prende un treno per
chissà dove rischiando laborto.
La tragedia viene
scampata e tutti quanti si ritrovano al capezzale di Sabina. Il datore di lavoro di Franco
(il regista Negri) in corsia prende in braccio il bimbo appena nato che si
chiamerà Daniele ma l'infermiera lo sgrida e il doppio
senso è agghiacciante: "soltanto i genitori
possono toccare i bambini!".
Daniele: "(...) da questo dolore non si guarisce..". Probabilmente ha ragione, ma le immagini successive
scorrono su Daniele che gioca coi figli, che finalmente può
abbracciarli con serenità.
E' un messaggio di speranza: da
quel dolore forse non si guarisce mai, ma qualcosa di certo la si
può fare per aggiungere un poco di serenità alla nostra vita..
Note
(1) La
soglia tra normalità e psicopatologia può essere posta nel momento nel quale il disagio
psichico produce conseguenze invalidanti per la persona.
"K-Pax"
Un raggio di luce illumina la
stazione dei treni di Manhattan e un tizio con gli occhiali
scuri appare come dal nulla proprio mentre sta avvenendo uno scippo.
Viene
fermato dalle guardie e siccome fornisce solo risposte bislacche ("vengo da un altro
pianeta.. noi non utilizziamo bagagli.."), viene immediatamente etichettato come
"individuo mentalmente disturbato" e trasferito allo Psychiatric
Institute of Manhattan.
Qui, "l'alieno", che
dice di chiamarsi "Prot", incontra il dott. Powell, uno degli psichiatri dell'Istituto. Come vedremo
meglio in seguito, tra i due si instaurerà una relazione che condurrà entrambi ad un
percorso terapeutico e romantico al tempo stesso, intriso di riflessioni (filosofiche) non
banali sulla vita dell'uomo sulla Terra in generale ed (epistemologiche) sulla psichiatria
"moderna" in particolare (1).
Poco prima di incontrare il suo
nuovo paziente, nella scena del vetro unidirezionale (il dott. Powell
può vedere Prot ma non viceversa)
si ha come la sensazione che l'uno percepisca l'altro al di la dei cinque sensi.. Forse è
proprio in questo momento che avviene l'identificazione (e la proiezione) tra i due:
visiva per il dott. Powell (che può vedere Prot) e "sensitiva" per Prot,
che sembra "sentire" (2) il suo terapeuta.
Adesso siamo nello studio del
dott. Powell, che esordisce con un "Si accomodi..". Prot risponde con un divertente
"si accomodi.. curiosa espressione!": deve
sedersi oppure riparare qualche suo pezzo non funzionante?!
"Lei sa perché è
qui?". "Mi credete pazzo.." e
continua con argomentazioni piuttosto solide circa il suo pianeta d'origine (K-Pax
appunto) e sulle modalità da lui utilizzate per viaggiare fin qua..
Poi vediamo Prot
socializzare agevolmente con gli altri "diversi" dell'ospedale-ospitale: si
ricorda il nome di ognuno e dimostra di tenere alle persone..
Subito dopo le immagini scorrono
sull'equipe dei professionisti che si occupano del "caso n. 287 - Prot": "psicosi di livello
1" propone lesperto di turno senza neanche aver incontrato il paziente!! Non
contento, dimostra tutta quella che sembra ormai la sua mancata sensibilità psichiatrica
(3) proponendo di utilizzare Prot come cavia per sperimentare
un nuovo farmaco (4).
Il dott. Powell,
invece, già insieme ai colleghi aveva dimostrato una certa sensibilità psicodinamica; adesso insieme al suo paziente conferma la natura del
suo approccio conducendo il dialogo verso il tema
"famiglia" e "relazioni familiari".
"Su K-PAX non ci sono
famiglie come qua sulla terra (...) i figli vengono seguiti da
tutta quanta la comunità (...) i processi riproduttivi sono dolorosissimi".
Le immagini scorrono ancora su Prot che socializza coi pazienti
dell'Istituto. E' bello notare che ognuno di loro ha una storia molto bella da raccontare!! Ovviamente per poterla valorizzare occorre ascoltarla davvero
questa storia (Prot ascolta davvero, loro si aprono e dal cilindro esce la logica
sottesa alla loro diversità).
Ascoltare davvero una storia significa avere il
coraggio di investire sulla relazione col paziente. Come vedremo
meglio in seguito, infatti, il dott. Powell punta proprio
sulla relazione con Prot andando ben oltre setting psichiatrico ortodosso (viene anche
redarguito dal suo capo per questa sua determinazione-ostinazione).
E' come se paziente e terapeuta
si fossero scelti per vivere una esperienza che va al di la
degli schemi, della ragione apparente, per cercare insieme (attraverso il dispositivo
tecnico terapeutico, che è la psiche formata conscia e inconscia del dott. Powell) una parte mancante di noi stessi.
L'indagine di quei misteriosi
movimenti (5) che tanto condizionano la nostra vita psichica
è una necessità inalienabile per chi desideri davvero mettere mano ad una certa
sofferenza mentale.
Intanto Prot
insiste che su K-Pax non ci sono famiglie. Non parla volentieri dell'argomento; il dott. Powell ha compreso molto bene che questo aspetto
potrebbe nascondere qualche sorpresa: "su K-Pax (6) niente governo e niente leggi;
non ce n'è bisogno poiché lì ognuno si regola da sé".
E' ipotizzabile che sia stata
proprio la rinuncia ad una certa umanità (forse connessa con l'argomento famiglia) ad
aver consentito a Prot di sopravvivere ad un qualche evento
traumatico e l'ottimo dott. Powell sembra determinato a
scoprire la natura di questo evento.
Il dott. Powell
ritiene Prot uno degli psicotici più convincenti che abbia
mai conosciuto; vuole andare fino in fondo con lui e nel tentativo di scalfire questo che
sembra proprio un magnifico muro difensivo, mette alla prova il suo paziente.
Con le sue conoscenze formidabili
intanto Prot non solo sorprende un gruppo di
astro-fisici dimostrando di saperne davvero molto di astronomia, ma inizia anche ad
intervenire positivamente sulla vita degli altri pazienti dell'Istituto, dando a tutti
quanti lezioni di psichiatria!! (7)
Il suo agire ricorda la
praticità dello sciamano, del guaritore in uso nelle culture altre, da noi
occidentali considerato a torto un cialtrone sul quale non poter fare affidamento, se non
un primitivo da civilizzare o ridicolizzare..
Prot si
scontra pertanto con il dott. Powell: "va bene interessarsi agli altri pazienti, ma non va convincerli di
poterli guarire..". E Prot "Tutti gli esseri sono capaci di guarire da soli.. su K-Pax tutti lo sappiamo!".
Prot è
perfettamente sicuro del fatto suo ed è disarmante perché gli argomenti che propone
hanno una certa coerenza interna. Per questo tutti quanti (anche i non pazienti) ci credono quando annuncia che il 27 luglio alle 5:51 di mattina farà
ritorno su K-Pax utilizzando un raggio di luce!!
Il dott. Powell
ha una intuizione: in base ai dettagli che gli ha fornito Prot egli ritiene che 5 anni prima, proprio il 27 luglio, potrebbe
essere successo "qualcosa di terribile" nella vita del suo paziente. Ma siccome
non c'è molto tempo per superare questa possente struttura difensiva
(il 27 luglio è molto vicino) è costretto a sfruttare qualsiasi occasione
d'indagine.
Decide quindi di organizzare la
festa del 4 luglio in famiglia e predispone in modo che possa essere presente anche Prot: vuol vedere che effetto gli fa avere a che fare con una
famiglia "normale" (come se ne esistessero
davvero..).
Nel gioco delle parti accade
anche il contrario: Prot indaga sulla vita del dott. Powell e scopre che il suo terapeuta non dialoga da tempo col figlio
di primo letto (dottore cura te stesso!).
Prot
dice alla moglie del dott. Powell: "(suo marito) mi vuole
insegnare l'importanza dei legami biologici..". La moglie
chiede: "lei ha una famiglia?" e Prot
"noi non abbiamo famiglie su K-Pax.." (e subito
rimette gli occhiali da sole..).
Poi avviene qualcosa di imprevisto: dell'acqua improvvisamente spruzzata fuori da un
diffusore automatico fa scattare qualcosa in Prot, che ha una
crisi piuttosto violenta (sembra che voglia proteggere la figlia del dott. Powell dall'acqua..).
Chiuso il rubinetto dell'acqua Prot si calma e dimentica immediatamente la crisi (rimozione?). Il
dott. Powell dimostra ancora una volta le sue doti di buon
osservatore: ha notato che Prot spingeva sua figlia
sull'altalena come qualcuno che aveva già fatto questo altre volte
nella sua vita..
Ma il tempo sta per scadere e per
fare qualcosa occorre saperne di più ("il 29 luglio potrebbe sì far del male a se
stesso o agli altri.."). Il dott. Powell
propone quindi a Prot di farlo regredire sotto ipnosi (è
molto convincente con il suo paziente).
"Perché
hai scelto di salvare proprio lui?" dice la direttrice del centro al dott. Powell col tono di chi è stanco di avere pazienza nei confronti
delle stravaganze del suo paziente. "Non lo so.. forse perché sento che lui ha scelto me..".
Si inizia
con l'ipnosi e si delineano due personalità: Prot,
"l'alieno" che secondo necessità va e viene da K-Pax e "l'amico"
terrestre, di cui il dott. Powell fa fatica ad avere
informazioni, anche sotto ipnosi.
"Come si chiama la moglie
del tuo amico?". Prot stavolta cede con la voce che si
spezza "Sara..". "E
la figlia?". Il dott. Powell ottiene di nuovo una
risposta come chi non vorrebbe mai pronunciare queste parole: "Rebecca..". E' molto poco, ma visto che il
tempo sta per scadere, è pur sempre qualcosa..
Altri dettagli si aggiungono ma il tempo scarseggia sempre più e il dott. Powell è costretto al tentativo di impattare direttamente il
ricordo del trauma: "vai al 27 luglio del 2000, cosa succede?". "Arrivo su
Terra mentre il mio amico sta cercando di uccidersi perché è successo qualcosa di
terribile (...) (non posso dirtelo perché) sapresti qualcosa che neanche lui vuole sapere!".
Prot ha
una crisi (ricorda) ma non ne esce molto altro. Mentre sta
tornando a casa il dott. Powell
trova la tessera mancante e senza esitare prende l'aereo e va ad indagare sul posto.
Giunto dallo sceriffo di Santa Rosa scopre il passato dell'amico di Prot (Robert Porter: da cui il nome Prot, il quasi anagramma di Porter).
Lo sceriffo e il dott. Powell vanno insieme alla casa, ormai in
stato di abbandono, di Robert Porter e lì parlano
dell'accaduto. E' una scoperta dai contenuti emotivi micidiali: cinque anni prima Robert
era tornato a casa proprio nel momento in cui c'era l'assassino della moglie e della
figlia..
Dopo aver ucciso il balordo
spezzandogli il collo (non è mica facile parlare di perdono in questi casi..), Robert era andato a morire gettandosi nelle acque gelide del
fiume. La domanda cui ho pensato vedendo questo passaggio della
pellicola è stata: come si fa a non impazzire in casi come questo?
Il dott. Powell
torna a casa tardissimo e aprendo la porta della sua abitazione posa gli occhi su di un
mondo nuovo. Insieme alla porta di casa si apre anche il suo cuore: lui è tornato ed ha
trovato la sua preziosa famiglia viva e vegeta (Prot ha
guarito anche lui?).
La moglie si sveglia e gli chiede
spiegazioni. Il dott. Powell con la voce spezzata le dice
"ho trovato quello che stavo cercando.. era meglio di no!".
Il tempo sta scadendo. Siamo alla
vigilia del viaggio che dovrebbe condurre Prot su K-Pax
(i due si stanno salutando). "Invita tuo figlio per Natale.."
è il consiglio di Prot per il
dott. Powell. E poi "Mi mancherai dott. Powell..".
"Tu e Robert siete la stessa persona.." incalza il
dott. Powell. "Questo è palesemente assurdo.. non sono neanche umano (...) io ammetterò la possibilità di
essere Robert Porter se tu ammetti la possibilità che io
venga da K-Pax.." (questa sì che è reciprocità!!). E
chiude: "Ora che hai trovato Robert per favore abbi cura di lui..".
E infatti
il dott. Powell si occuperà di Robert/Prot:
il raggio di luce giunge in perfetto orario e Prot se
ne va chissà dove, lasciando Robert catatonico (nessuno dei pazienti dell'ospedale
riconosce in Robert il loro Prot!!).
Le ultime immagini sono dedicate
al dott. Powell che si prende amorevolmente cura del suo
paziente catatonico: gli dedica del tempo, gli parla e se lo coccola..
E una pratica che consiglio
vivamente: credo che prendendosi cura di queste persone sia possibile comprendere perché
non si chiamano più disabili, ma differentemente abili!!
Note:
(1) In
questo commento ho deciso di tralasciare la maggior parte delle meraviglie nascoste nel
copione del film, perché ritengo sia da vedere, specie da parte di chi opera nel settore psi..
(2)
"Sentire" nel senso della parola inglese to feel.
(3) Per
"psichiatria" in questo caso intendo il significato etimologico della parola,
ovvero colui che si prende cura della psiche, senza entrare nel merito se
queste cure debbano essere operate partendo dalla psiche o dal biologico.
(4)
Credo che gli psicofarmaci debbano essere utilizzati quando servono veramente, previo educazione
al farmaco e al suo ruolo nel tempo; occorre considerare le potenzialità ma anche i
pericoli dell'intervento chimico su persone psicologicamente fragili (vedi dipendenza
psicologica e altri effetti collaterali).
(5) Mi
riferisco ai misteri della dimensione inconscia, ad oggi tutt'altro che noti.
(6) Si
legge "key-pax", ovvero la chiave della
pace; un mo(n)do per trovare la pace perduta?
(7) La
pratica di coinvolgere i pazienti nella cura di altri pazienti fu proposta per la prima
volta da Roberto Assagioli.
"Forrest Gump"
Una piuma volteggia nell'aria e
percorre lo schermo danzando sullo sventolio della brezza lieve di una giornata
primaverile. La piuma disegna nellaria arabeschi che
incantano lo spettatore.
Il tragitto della piuma finisce
proprio tra le scarpe sporche di fango di Forrest Gump, il "differentemente abile" che mi ha incantato per
due ore davanti allo schermo, mi son seduto e ho usato
tutte le lacrime che non ho pianto (Un
sorriso gratis, Gino Paoli).
Ecco la prima perla di questo
film sulla diversità: ciò che per noi normodotati è immondizia (la piuma è
caduta a terra e quindi piena di germi..), per Forrest è un oggetto - si direbbe un segno - da raccogliere
e custodire gelosamente!
Che meraviglioso atteggiamento
nei confronti della vita: cogliere ogni piuma e farne tesoro!!
Tra laltro, la piuma ha un
significato molto forte in molte tradizioni; in quella egizia,
per esempio, Osiride la utilizza per pesare i cuori: se il cuore del trapassato pesa più
della piuma gli è precluso il passaggio alla landa fertile e ricca di messi..
Nel caso di Forrest
va però rilevato che quella piuma ha un significato particolare: è la piuma che il
protagonista raccoglie il giorno in cui finalmente rivedrà Jenny, la sua amata Jenny!
I 3/4 della pellicola sono,
infatti, dedicati al racconto che Forrest fa della sua
incredibile vita a persone incontrate per caso su una panchina. Questo racconto
probabilmente consente a Forrest di sostenere
l'emozione di essere a pochi passi dalla sua Jenny!
Vale la pena soffermarsi
sull'eccellenza che Tom Hanks
raggiunge nell'interpretare Forrest Gump:
per tutto quanto il film ho avuto la sensazione di avere
dinnanzi a me proprio il personaggio "Forrest Gump" e mai l'ottimo attore americano!!
Forrest
ci consente di riflettere anche sulla capacità che hanno
questi individui di relazionarsi con le persone: chi ha avuto il privilegio di
relazionarsi con alcuni di loro sarà certamente rimasto meravigliato dinnanzi alla loro
bellezza danimo!!
Il film scorre sulla lettura
ingenua (ma non per questo meno reale) degli eventi che Forrest
vive. Si tratta di una prospettiva che tende a mettere in ridicolo il modo di pensare
standard di noi occidentali: durante la visione della pellicola viene da chiedersi chi
siano i veri "disabili"..
"La vita è come una scatola
di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita!": una filosofia semplice ma forte quella che la madre di Forrest
aveva cercato di condividere con il figlio. "Ricordati quello che ti ho detto Forrest: tu non sei diverso
dagli altri!".
La scena successiva è però
implacabile: il preside della scuola sta dicendo alla donna (proprio
mentre Forrest ascolta un poco più in la), "Il
suo ragazzo è diverso.. il suo Q.I. è di 75" (e carinamente mostra alla
donna uno dei grafici che, in altre vesti, resistono ancora oggi nella psicologia
cosiddetta "moderna", ancora troppo centrata sulla prestazione e molto poco
sullemotività..).
"Certi fatti te li ricordi
bene.. altri invece per niente.. strano!" continua Forrest tra un racconto e l'altro. "Una cosa me la ricordo bene però (...) mi ricordo la prima volta che ho sentito la voce
più dolce al mondo!" (la voce di Jenny!!).
Forrest passa molto tempo con Jenny, una bellissima bambina
che deve sopportare una diversità che ha ben altre connotazioni: il padre abusa di lei..
E Forrest
aveva iniziato a correre, frantumando l'apparecchio correttivo per le gambe, insieme ad una decina di record di velocità alla Contea di Greenbow in Alabama!!
Forrest
e Jenny divengono adulti e a crescere sono anche i disagi
psichici espressi da Jenny, che tende ad instaurare legami sessuali con partner che hanno
la caratteristica di essere violenti proprio come il padre incestuoso. La donna cerca,
senza successo, di vivere una vita "normale", ma la
sua ricerca approda verso una sorta di auto-lesionismo (droga, sesso e rock'n'roll).
Jenny si relaziona
utilizzando la sessualità anche con Forrest: una volta al
college femminile prende la mano di Forrest e la posa sul suo
seno (per Forrest lemozione è troppo grande ed
eiacula..). Sono le prime esperienze di Forrest ed è
importante che le immagini mostrino anche questo, perché qualcuno ancora si scandalizza
dinnanzi alla possibilità che queste persone possano vivere una loro sessualità!!
Forrest
viene preso tra i Marines. E'
divertente vedere quanto il suo Q.I. di 75 venga acclamato tra
i leader militari: "Figliolo sono sicuro che hai un fottutissimo
Q.I. di 160!!". "Sì, signore, signorsì, signore": Forrest
risponde sempre allo stesso modo, fa quello che gli dicono di
fare e fa carriera!!
E' una bella parodia del mondo
militare: secondo Graucho Marx lintelligenza militare è
una contraddizione in termini.. Ma tant'è: ancora oggi non
siamo ancora riusciti a liberarci della violenza più importante, che è quella esercitata
sui cuccioli d'uomo, tra le mura domestiche..
Forrest
parte per il Vietnam insieme all'amico Bubba, l'esperto di
gamberi con il quale aveva legato durante la preparazione
militare. Bubba è un nero non molto sveglio che tiene sempre
mezzo aperto il labbro inferiore: questo fa di Bubba un tipo
sufficientemente diverso per essere tra i potenziali amici di Forrest!!
Ogni personaggio di questo film
ha qualcosa da insegnarci. In Vietnam, per esempio, Forrest
conosce un altro personaggio interessante: il tenente Dan.
Il tenente Dan
ha una storia familiare piena di militari morti sul campo di combattimento e il suo
desiderio era quello di seguire il destino di famiglia!! Questo
aspetto ci consente una breve riflessione su quanto il DNA e le relazioni familiari e
culturali possano plasmare la nostra vita..
Bubba
propone a Forrest di mettersi in società una volta tornati
indietro: una barca per la pesca dei tanto ambiti gamberi.. Ma Bubba non ce la fa: muore durante un attacco dopo che Forrest è stato ferito nell'atto di salvare alcuni commilitoni, tra
cui il tenente Dan!!
Il militare si arrabbia molto per
essere stato salvato: lui doveva morire sul campo come i suoi avi, con valore! Quello era
(secondo lui) il suo destino..
L'atto eroico di Forrest gli vale la medaglia al valore e questo fa arrabbiare ancora
di più il tenente Dan: egli adesso non ha più gran parte
delle sue gambe e come reduce invalido si trova ai margini della società..
Il tenente Dan
va a trovare Forrest: non accetta che la vita abbia ridotto
lui in quelle condizioni e che Forrest, "un idiota che va
a fare il cretino in televisione", abbia ricevuto invece la medaglia al valore!
"Ero il tenente Dan Taylor.. avevo il mio destino!!"
Il tenente Dan
è arrabbiato anche con Dio: "tu l'hai già trovato Gesù Gump?". Forrest risponde con la
forza e la spontaneità di un Buddha: "dovevo cercarlo?
Non lo sapevo, signore (...) io
ci vado in paradiso tenente Dan!".
Forrest
e il tenente Dan trascorrono
insieme l'ultimo dell'anno. Forrest gli racconta della
promessa fatta a Bubba (comprare una barca per la pesca dei
gamberi) e il tenente Dan ci scherza su: "se un giorno sarai il capitano di un barca per gamberi io sarò il
tuo primo ufficiale di bordo!".
E così sia: Forrest
viene congedato dall'esercito e tornato a casa prende 25.000
dollari per uno spot pubblicitario sul ping-pong (nell'esercito era diventato un asso del
ping-pong!). Con quei denari ci acquista una barca per la pesca dei gamberi e invita il
tenente Dan a stare da lui! Il tenente Dan
prende l'occasione per venir via da New York e va a stare da Forrest (una promessa è una promessa!).
Ma Forrest
non riesce a pescare i gamberi e il tenente Dan gira il
coltello nella piaga: "dov'è questo tuo Dio (Forrest)?". Fa cattivo tempo al largo e il tenente Dan coglie l'occasione per drammatizzare la sua battaglia contro
Dio.
Dal combattimento epico, Ulisse
sembra essere uscito vittorioso: la barca di Forrest è salva
e la burrasca ha reso inutilizzabili tutte le altre imbarcazioni per la pesca al gambero!! Adesso i due non hanno
più concorrenza e tutti i giorni fanno il pieno di gamberi!
Un caso o un segno? Sembra
proprio che i due siano protetti da una buona stella: probabilmente entrambi si sono lasciati trasportare dalla corrente della vita, non senza
lottare e soprattutto andando fino in fondo nella loro esperienza terrena!!
Gli affari vanno a gonfie vele e
l'umore del tenente Dan sembra risentirne: "Forrest.. non ti ho mai ringraziato per
avermi salvato la vita..". Probabilmente il tenente Dan
aveva finalmente fatto pace col suo Dio..
La madre di Forrest
si ammala: "sto morendo Forrest..".
"Perché muori mamma?". "E' la mia ora.. non devi avere paura.. la morte fa solo parte della vita.. io non
lo sapevo ma ero destinata a diventare la tua mamma..". La madre di Forrest è molto dolce. Si ha la sensazione che stia morendo una
donna realizzata, che è riuscita a trasformare una vita in salita in un bellissimo giglio..
Jenny torna a Greenbow. Dorme, dorme, dorme e poi
passeggia con Forrest. Amoreggiano molto i due, proprio come
facevano durante la fanciullezza!! Forrest
non aveva mai avuto dubbi: Jenny era la sua ragazza!!
"Vuoi sposarmi? Sarei un
buon marito..". "E' meglio che non ti sposi.." (il passato pesa su Jenny come un
macigno). "Non sono intelligente ma so l'amore cosa
significa!": con queste parole Forrest risponde a
ciò che Jenny gli aveva detto prima che lui partisse per il Vietnam ("Forrest.. tu l'amore non sai
cosa significa!").
Poi
Adesso Forrest
è di nuovo solo. Jenny quando era piccolo gli aveva detto di correre e questo lo aveva
aiutato in molte situazioni difficili. Poi la donna aveva regalato a Forrest
un paio di scarpe da ginnastica. Nella logica di Forrest a
questo punto l'unica cosa da fare era correre!!
E infatti
inizia a correre. Percorre tutti gli Stati Uniti d'America il
lungo e in largo e diventa una celebrità: "quando ero stanco, dormivo.. quando avevo
fame, mangiavo..". Mentre corre pensa ai suoi cari: alla
mamma, a Bubba, al tenente Dan e
soprattutto alla sua Jenny.
Tutti pensano che Forrest corra per qualche motivo, qualche ideale, mentre invece molto probabilmente per con questa pratica cercava di
elaborare il dolore che aveva sperimentato con labbandono della sua Jenny.
Quando si ferma tutti quanti
seguivano le sue gesta vanno in crisi esistenziale: "e noi
adesso che cosa facciamo?". E' un'ottima presa di giro del funzionamento della psiche
dell'individuo, del gruppo e della collettività!!
Nelle immagini successive si
passa dal film raccontato al film vissuto: Forrest
va a casa della sua Jenny. La donna si scusa per il fatto di essere fuggita in quel modo:
mostra a Forrest i ritagli di giornale che narravano delle sue
gesta.
Intanto una donna conduce
nell'appartamento un bimbo. "Si chiama Forrest.. gli ho dato il nome di suo padre!". Forrest
non capisce, ma quando Jenny gli spiega che il bimbo è anche figlio suo, l'uomo rimane
sconvolto: teme che il bimbo sia "abnormal" come lui.. Jenny lo rassicura: il piccolo Forrest
è normodotato!!
"Forrest
sono malata". "Cos'hai? La tosse da
raffreddore?": Forrest cerca di minimizzare, ma dalle
parole di Jenny si comprende che non si tratta di un raffreddore..
"Mi sposeresti Forrest?".
Forrest
non se lo lascia certo ripetere due volte! Al matrimonio viene anche il tenente Dan, che adesso ha "le gambe magiche" (protesi al titanio)
e una nuova fidanzata orientale.
Dopo un breve periodo di
serenità familiare, nel letto di morte nel quale Forrest aveva assistito la madre adesso cè Jenny in fin di vita.
"Avevi paura in Vietnam?" e Forrest racconta le sue
avventure, la natura contemplata. E di nuovo il Buddha che parla e le immagini sono
bellissime!!
Jenny continua: "avrei tanto voluto essere lì con te..". Forrest
è incantevole quando dice: "tu c'eri!". A queste
parole Jenny risponde con uno dei "io ti amo" più belli della storia del cinema!! E' uno dei più belli perché si conosce il dolore di questa
donna, della sua vita spezzata da un padre che lui sì che era da spezzare in almeno due
pezzi.. Probabilmente è la prima volta che Jenny ama
davvero e sente di essere amata per ciò che è e non per altri motivi..
E Jenny
muore di sabato (la madre era morta di mercoledì). Forrest
piange le sue lacrime davanti alla tomba di Jenny ed esprime un bel monologo: destino o
brezza? Cosa è che ci fa vivere quei precisi eventi? Dio? Il
caso-caos? Forrest: "Io credo le due cose nello stesso
momento..".
Poi la vita riprende. C'è da
prendersi cura del piccolo Forrest adesso! Forrest accompagna suo figlio alla fermata dello scuola-bus. Da al bimbo il suo libro preferito e da esso cade (di nuovo tra i
piedi di Forrest) la stessa piuma che abbiamo visto all'inizio
del film. Il cerchio si chiude.
"Donnie Darko"
Il film inizia con Donnie che si sta svegliando dopo aver dormito fuori casa, in mezzo
ad una strada. Dalle immagini si può comprendere che Donnie
si sta godendo il bellissimo
panorama che lo circonda come pochi altri potrebbero fare!!
A casa, però, lo attendono le dinamiche familiari: "(alla madre) sto leggendo.. puoi uscire
dalla mia stanza?" e la donna "dove vai la notte?". Donnie invita di nuovo la madre ad uscire dalla sua stanza, ma senza
successo. Dopo qualche insistenza la donna esce dalla sua stanza; Donnie
le sibila un bitch
(=stronza) a filo di voce (vedi concetto di confine psichico).
A tavola, con la famiglia al
completo, scopriamo che Donnie è in cura presso una
psichiatra che gli ha prescritto degli psicofarmaci che però
evita di assumere. Scopriamo anche che l'etichetta che gli è stata affibbiata è quella
di "schizofrenico paranoide" (1).
Fin dalle prime scene del film Donnie sente delle voci: sono "allucinazioni" oppure i
segni di una appartenenza a più mondi contemporaneamente? Di
certo in questo film come avremo modo di vedere in seguito si gioca molto
sulla differenza tra apparente e reale.
La voce da a
Donnie delle istruzioni: "Svegliati.. ti ho osservato a
lungo.. sono qui.. vieni più vicino..". Donnie la segue
ed incontra Frank, un personaggio bizzarro che indossa un
costume da coniglio gigante. La terapeuta di Donnie definirà
la nuova presenza l'amico immaginario, guidata come sembra dal DSM-IV invece che da
quell'umiltà che nelle culture non-occidentali si ha nei confronti di chi vede le cose
(da noi si chiamano schizofrenici e sono da compatire; da loro sono gli utilissimi apprendisti
sciamani).
Seguire le indicazioni di Frank consente a Donnie di avere salva
la vita: il motore di un aereo di linea si schianta proprio nella sua camera e lui non viene travolto!! Donnie pertanto acquista
fiducia e decide di seguire ulteriormente le indicazioni di Frank
(Donnie sembra incarnare l'apertura mentale ai mondi altri).
Da dove sia
venuto quel motore nessuno lo sa (le autorità impongono il top secret).
All'inizio del film "Magnolia" (un film da non
perdere) si possono fare delle riflessioni su quanto bizzarro e misterioso possa essere il
destino di una persona.
Nel film compaiono altri
personaggi tra cui Kitty (
Intanto Frank
ordina a Donnie di compiere degli atti (anche vandalici) e Donnie obbedisce religiosamente. Intanto Kitty
è vittima del carisma di Jim Cunningum,
un sedicente (e seducente) esperto di psicologia comportamentale, che vive di
comunicazione fast-food, di psico-furberie
e di consigli a buon mercato (liberarsi dalla paura per vivere finalmente nell'amore..).
Come vedremo
in uno dei prossimi commenti, nel film "Magnolia" c'è un personaggio simile
(l'ottimo Tom Cruise che
interpreta il Frank T.J. del corso
di motivazione per soli maschi "seduci e distruggi"): entrambi non ne escono
così bene (in Donnie Darko
grazie a Frank e a Donnie si
scopre che Jim Cunningum nello
scantinato della sua casa aveva uno studio di produzione pedo-pornografico e in Magnolia
si scopre invece che Frank T.J.
al di la della sua immagine pubblica di super-uomo ha gli stessi guai che hanno molti di
noi comuni mortali..).
Il paranormale irrompe in questa
apparentemente tranquilla cittadina. Forse cè sempre stato e nessuno se ne era accorto prima (vedi
Quando
la casa di Jim Cunningum va a
fuoco per opera di Donnie su indicazioni di Frank e si scopre la doppia vita dell'uomo, si comprende che Frank ha un piano ben preciso e che intende utilizzare Donnie come suo strumento di verità. Il film in questa prospettiva sembra ammiccare ad una distruttività
necessaria.
Kitty,
la bigotta, sembra rappresentare invece la resistenza al vero: non accetta
l'ipotesi (tra l'altro altamente probabile) che il suo Jim Cunningum possa essere il regista
pedo-pornografico di cui parlano tutti i giornali.
La povertà dell'insegnamento di Jim Cunningum si esprime in un esercizio
che Kitty fa svolgere alla classe: etichettare alcuni eventi
utilizzando l'amore e la paura come le estremità di un continuum
sul quale dover disegnare una "X". Donnie è
irritato: "e lo spettro completo delle emozioni umane? La
vita non è così semplice.." e
si rifiuta in modo non proprio ortodosso di svolgere l'esercizio..
Interessante è conoscere la vita
della Signora Sparrow: Donnie
chiede al prof. si scienze della sua scuola informazioni sui
viaggi nel tempo (Frank gli aveva parlato di questo) e il
prof. gli parla della Sparrow, che un bel giorno aveva
rinunciato alla sua vita da suora in virtù dell'insegnamento di materie scientifiche.
La donna probabilmente aveva
avuto problemi per il suo libro "la filosofia dei viaggi nel tempo"!! Il prof. di scienze consegna a Donnie
una copia di quel libro chiedendo al ragazzo di evitare il coinvolgimento nella vicenda:
se si fosse saputo di questo prestito lui avrebbe perso il posto di lavoro (
E' interessante il modo di
procedere di Frank: come i buoni maestri, Frank
non dice tutto a Donnie, ma lascia che lui trovi i segni
che lo conducano alla sua personale missione!! Frank lascia dei dettagli e Donnie
riesce a coglierli ben oltre le logiche pseudo-razionali che talvolta guidano le nostre
vite!
Dalla terapeuta Donnie parla di ciò che gli ha detto
Talvolta Frank
sembra incarnare il Vero Sé, Colui che tutto conosce e che
guida il soggetto a vivere e sentire le cose, conducendo ognuno di noi ad essere
quantomeno lo sciamano di se stesso.
Intanto la terapeuta parla coi genitori delle cose intime di Donnie
(violazione del setting?). Esiste una ragione che giustifichi tale atto? Se Donnie avesse voluto parlare di Frank
con la sua famiglia lo avrebbe fatto lui stesso..
Jim Cunningum stavolta è a scuola e sta tenendo una breve conferenza su
alcol, sesso prematrimoniale ed altre facezie. Tutti fanno domande normali, ma Donnie, che
incarna lArcano (e lArchetipo) n. 0, il matto, ha i suoi privilegi ed irrompe con la sua
libertà di pensiero: "quanto la pagano per essere qui?" e Jim
"questo ragazzo ha dei problemi ed è attanagliato dalla paura" e Donnie "sì ha ragione.. probabilmente ho dei problemi e ho
paura, ma sono anche sicuro che lei è l'anticristo!" (applausi per Donnie che viene però censurato dal preside!!).
Al cinema con Rachel (che si è
addormentata) Donnie ha un dialogo piuttosto interessante con Frank: "perché indossi quello
stupido costume da coniglio?" e Frank "perché
indossi quello stupido costume da uomo?". "Perché ti chiamano Frank?" e l'altro "era
il nome di mio padre e del padre prima di lui.." (quanti di noi si chiamano Frank?).
Sullo sfondo di dialoghi così
diretti e forti, le immagini scorrono sulla recita scolastica e su Kitty
la giudicante schiava del Super-io che dice ad una delle bimbe del gruppo di
teatro: "se (durante la recita) ti viene da vomitare
ingoia e vai avanti!". Questo consiglio mi ricorda le azioni coatte di taluni alieni
alla psicoterapia: azioni sul corpo inteso come lo stupido che si frappone tra noi e la
prestazione che dobbiamo svolgere..
Le immagini vanno su Donnie che sta dando fuoco alla casa di Jim Cunningum. I pompieri scoprono la
stanza pedo-pornografica e i media danno ampio risalto allo
scandalo.
Intanto la terapeuta di Donnie gli sta applicando sedute di ipnosi
regressiva e viene fuori "soltanto" che sta per succedere qualcosa.. Frank aveva infatti dato a Donnie una
data precisa al secondo (28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi) nella quale il (suo)
mondo sarebbe finito.
Il conto alla rovescia scade
durante la festa di Hallowen. Donnie,
Rachel e amici vanno a casa della Sparrow, perché Donnie crede che lì via sia il tunnel spazio-temporale per effettuare i viaggi nel tempo.
Ma la situazione precipita: vengono aggrediti e Rachel viene uccisa proprio da Frank vestito da coniglio!! Allora Donnie
uccide Frank con un colpo di pistola e, divenuto egli stesso
padrone del tempo, torna indietro al giorno in cui il motore
dell'aeroplano era piombato in camera sua distruggendola.
Donnie
se la ride mentre si posiziona nel letto in attesa che il
motore lo uccida: così facendo i destini di Frank e di Rachel
vengono liberati ed egli stesso potrà tornare nel passato per operare cambiamenti..
Probabilmente
Note:
1) So di essere in buona
compagnia affermando che la psicopatologia non esiste!!
Esistono zone della mente più o meno esplorate, persone
ostacolate nel loro sviluppo cognitivo ed emotivo, ma nessuno merita di essere
stigmatizzato per il proprio disagio psichico!! La psichiatria e la psicologia sono
discipline che hanno come obiettivo il benessere dellindividuo e non dividere i
normali dagli anormali..
"Denti"
Il film inizia con una giornata
di Sole, durante una gita domenicale di Antonio (il
protagonista), ancora bambino, che è costretto a seguire silenziosamente i suoi genitori
che stanno litigando (il padre fa le scenate di gelosia alla madre) e con la narrazione
fuori campo di Sergio Rubini (Antonio-adulto), che si esprime
con l'intensità di colui che sta raccontando, già con una certa dimestichezza, la sua
storia ad uno psicologo.
Antonio riflette sulla non facile
infanzia del bambino dalla dentatura enorme che è stato.
Evidentemente la sana abitudine di riflettere (con la fantasia) e di esprimere (con la
poesia) da bambino gli ha consentito una certa sopravvivenza psichica e successivamente lo ha aiutato a percorrere il viaggio dell'umana
esistenza con ben altri strumenti.
Il corpo possiede una memoria stomatologica? Cosa contengono i miei
denti? Riflessioni dotate di coerenza bioenergetica e liriche
cariche di consapevolezza si intrecciano con le immagini che ci
conducono sempre più alla scoperta di una infanzia probabilmente negata (vedi temi
trattati da Alice Miller).
L'ennesimo litigio dei genitori viene interrotto dal bambino, che prende di mira una roccia sporgente
ed inizia a sbatterci violentemente quei dentoni che ha, proprio come fanno certi bambini
autistici quando hanno una crisi, come se il dolore riguardasse tutti tranne loro!!
La madre accorre e abbraccia il
figlio sanguinante ma
in estasi per le attenzioni materne guadagnate.. Egli con il suo gesto ha infatti
ottenuto due vantaggi: 1) interrompere il litigio dei genitori fuori e dentro di sé;
2) ottenere tutta quanta l'attenzione della madre.
C'è da notare che la donna
consapevolmente o meno sembra starci volentieri nella dinamica
edipica: che stia compensando altre mancanze affettive utilizzando il figlio come
sostituto?
Salvatores
sottolinea la continuità psicologica tra padre e figlio
(leredità emotiva) spostando bruscamente l'attenzione sull'Antonio-adulto
che sta litigando con Mara utilizzando le stesse modalità del padre, il quale, con le sue
scenate di gelosia, rendeva impossibile la vita familiare.
Antonio ritiene che Mara lo
tradisca con il dentista Luca De Rosa e quindi provoca pesantemente la giovane e
bellissima donna. Mara è esasperata e cerca di evitare il conflitto guardando come può
un film alla televisione (immagini in bianco e nero e grida: un dentista sta torturando un
paziente!).
Antonio va avanti con la scenata
come a voler sondare quanto è profonda la tana del Bianconiglio.. Mara si difende freddamente: probabilmente non ha ancora capito (o
non vuol capire) quanto Antonio sia disperato e disposto a rischiare pur di far succedere
qualcosa. La tensione sale e la donna finisce per minacciare Antonio con l'ultimatum:
"se continui ti spacco i denti!".
Quale invito migliore per uno che
odia i suoi denti? Antonio non si lascia perdere l'occasione ed
esagera: "Mara (...) sei una troia!". Mara esplode: prende il posacenere di
cristallo e glielo scaraventa con tutta la forza che ha sugli incisivi superiori
fracassandoglieli entrambi, nel mezzo, dritto al
cuore!
Segue la quiete (apparente) dopo
la tempesta (manifesta) e la relazione di coppia non sufficientemente consapevole torna sulla dinamica vittima-carnefice, sui sensi di colpa, sui ruoli
espliciti e sui ruoli latenti.
Qualcosa accade e rende ancora
più complessa la trama: Antonio appoggia la lingua sugli alveoli ed ecco che partono dei
filmati interni (visualizzazioni) relativi alla sua infanzia.
La madre che sorride, il padre che lo sgrida con violenza..
Antonio è incuriosito e chiede a Mara: "è possibile che il mio corpo possieda una
memoria stomatologica?".
Mara però non sembra proprio
preoccuparsi della memoria stomatologica e forse neppure di
una visione particolarmente profonda della vita (se ne esce
dall'impiccio con un "amore non lo so, ma è meglio se vedi un
dentista..").
Il commento di
Antonio ci fa riflettere sulla differenza tra il dolore fisico e il dolore psichico
che molti di noi hanno sperimentato almeno una volta nella vita: "dolore fisico..
concreto.. (molto) più sopportabile di quell'altro.. fatto di immagini".
Il subconscio di
Antonio comunica dati, ma sembra che l'Antonio cosciente non sia ancora capace di
valutarne adeguatamente
Quel "demone", che da
molti di noi è vissuto come un fastidio, potrebbe invece essere la nostra coscienza
risvegliata e quindi la nostra guida più sincera. Il sintomo
in questo caso potrebbe essere una occasione di salvezza
(quantomeno dalla nevrosi..).
Antonio intanto è giunto alla
paranoia e a quella fetta di verità che si nasconde tra i pensieri talvolta vorticosi di
ognuno: Mara gli ha fissato un appuntamento con Luca De Rosa! Vuole forse provocare a sua
volta gli eventi?
Tutti noi tendiamo consciamente o
inconsciamente chi più chi meno alla verità, al reale; se non siamo noi a
cercare la verità (che spesso evitiamo anche ricorrendo ai metodi più svariati..) probabilmente sarà lei che verrà a cercare noi ed a chiedercene
il conto..
Le immagini si spostano nello
studio del dentista-psicologo Luca De Rosa, che, con voce da "master", impone ad
Antonio un "apra la bocca!" decisamente sopra le
righe (1).
Tra Antonio e Luca si svolge una
specie di duello. Antonio ha imparato a controllare il dolore e affronta il
dentista come un lama tibetano che si
da fuoco per protesta, senza battere ciglio. Intende far comprendere alluomo che
ritiene essere l'amante della sua fidanzata quanto egli sia forte e determinato..
La diagnosi del dentista non è
tranquillizzante: "con una bocca come la sua,
nell'insieme, mi preoccuperei..". Ma potrebbe anche essere: "con
un inconscio come il suo..". Uscito di lì Antonio parla
di "Mammagia", la magia della mamma che pervade la
vita di chi non ha superato adeguatamente il complesso edipico.
Non appena vuole uscire dalla
realtà, oppure continuare il viaggio nel passato, Antonio non deve fare altro che
poggiare la lingua sugli alveoli ed ecco che vede sua madre che gli dice: "Antonio,
le cose cambiano, i denti ricrescono, tutto cambia". Da
Newton ad Einstein: da Universo meccanico (e quindi sostanzialmente uguale a se stesso) a
flussi di pura energia in continuo movimento!!
Mara, indecisa
tra Antonio (il sentimento, l'emotività) e Luca (la prestazione, la ragione), in un
momento del film manifesta chiaramente la sua insoddisfazione: "perché sono finita
con uno come te?". E dove sarebbe finita? Ce ne fossero di
ricercatori come Antonio!! Di "attaccapanni" come
Luca ce ne sono anche troppi (mi lascio trasportare e vado io pure sopra le righe: in
realtà ragione e sentimento sono da armonizzare tra loro in noi in virtù della vita di
mezzo..)!!
Luca ha invitato Antonio e Mara a
cena; Antonio si arrabbia con Mara ma sente di non potersi
sottrarre e accompagna la donna alla cena (gli tocca!). Durante il tragitto Antonio si
arrabbia di nuovo perché Mara gli dice di aver raccontato cose di lui/loro a Luca (2).
Luca fa "il perfetto":
cucina la carne in maniera impeccabile ed amoreggia con Mara, che sta al gioco.. Quando Luca abbraccia Mara, Antonio si incavola moltissimo e
nel film si verifica come un salto spazio-temporale prodotto
dall'esplosione-implosione di un buco nero dopo che si è inghiottito una galassia (mi
sono lasciato prendere la mano) che fa fondere la pellicola del film (effetti
speciali).
Adesso Antonio fa a Mara la sua
scenata in automobile; di nuovo sopra le righe, Antonio blocca i freni e urla a Mara:
"Ma come cazzo facevi a sapere
che il gatto di Luca si chiama Suk?". Antonio ha
trascorso una serata da dimenticare. Mara minimizza: probabilmente non è ancora pronta ad
abbandonare il suo rapporto di dipendenza (vedi dinamica
madre-figlio che i due esprimono).
Mara nega l'evidenza e cerca in
qualche modo di rassicurare Antonio. E' chiaro che la realtà è ad un passo,
ma scotta, è incandescente! Stavolta le allucinazioni Antonio le ha nel letto con Mara: nel dormiveglia immagina che Luca stia "coprendo"
fisicamente Mara. E' una suggestione, anche se è chiaro che il fantasma di Luca sembra
ormai essersi insediato stabilmente tra i due.
Il film scorre e adesso Antonio
bisbiglia fuori campo "cosa nascondono i miei denti? Cosa
abita nel mio corpo? Qualcuno mi aiuti a scoprire cosa si nasconde nel mio corpo!".
La bioenergetica e la psicosomatica sono
soltanto due delle chiavi che potremmo utilizzare per rifletterci su. La psiche influenza
il corpo o viceversa? Di certo c'è un ponte tra le due dimensioni. Di certo c'è
l'Inconscio. Di certo siamo contenitori e contenuto di un mondo fatto di zone di luce e
d'ombra..
Davanti ad un quadro della sala
d'aspetto del dentista n. 2 (nella cornice un sorriso con un dente d'oro), Antonio sfiora
gli alveoli e vede lo zio Nino, che irrompe nel film. Antonio ricorda il maestro che
trasmette al nipote la sua sensibilità maschile. Può generare ilarità la collezione di
"peletti pubici" delle fidanzate dello zio Nino
("tutti amori..") ma si tratta pur sempre di qualcosa
che appartiene all'universo maschile, che integra in qualche modo il maschile-non-maschile
del padre di Antonio.
Dal dentista n. 2 Antonio
pretende ancora una protesi, ma la vita sembra aver scelto per lui qualcosa di più.. Antonio probabilmente non si rende ancora conto che potrebbero
essere proprio quei dubbi e quelle incertezze a rappresentare quella sorta di valore
aggiunto, di "forza-debole" capace
di condurre verso livelli più alti e più profondi di consapevolezza.
Antonio nega l'eredità genetica
("i miei figli non hanno denti così grossi"), come se le "bolle di
sofferenza" che i genitori non riescono a sciogliere non venissero
poi passate ai figli tali e quali..
"In quella bocca si può
nascondere di tutto.. bisogna fare delle radiografie..":
il dentista n. 2 continua a lavorare distrattamente sulla bocca di Antonio dando inizio ad
un monologo sulle dinamiche di dipendenza uomo-donna e sul funzionamento della psicologia
femminile.
Interessante riflettere
sull'aggressività di questo dentista, la cui condizione sembra quella di una persona
particolarmente sola, che non riesce a trovare un interlocutore che ascolti il suo dolore
e che per trovare del sollievo a livello emotivo (o forse sopravvivere a se stesso)
utilizza i suoi pazienti!!
Lo zio Nino viene
evocato più volte da Antonio: gli insegna come rispondere a chi lo prende in giro per i
suoi denti e a ballare il tango ("la mano deve essere lontana dal corpo.. solo il
pollice preme sul fianco.. la gamba deve affondare.. le
donne impazziscono quando lo fa").
Antonio si chiede: "perché è così difficile trovare un maestro? Smettere di essere figli e diventare padri?". E' davvero necessario
smettere di essere figli? Nella psicologia transazionale
lio viene posseduto di volta in volta dal bambino-es, dalladulto-io e dal genitore-super-io, agenti da
armonizzare, non da eliminare!
Anche
nella tradizione psicosintetica c'è qualcosa di simile: le subpersonalità che "lavorano dentro" e che tendono a
prendere il controllo alternandosi tra loro. Forse c'è soltanto da lavorare un po
sull'adulto..
Antonio va a trovare i figli dalla ex-moglie. Giocando con la figlia si accorge che qualcosa nella
dentatura della bambina non va: "Michela! Mi fai vedere i tuoi denti?". Scopre
che la figlia ha i denti come i suoi e ci rimane malissimo..
Dice alla figlia che va tutto bene, ma ancora una volta la verità è altrove ed entrambi
ne sono perfettamente consapevoli (Michela si fa triste).
Durante l'acceso dialogo con
Ma una
cosa è chiara: la legge del Destino (o del Karma) chiede giustizia e Antonio sembra in
debito. Chi fa del male a chi se in questa prospettiva gli altri siamo noi stessi?
Il viaggio iniziatico prosegue,
da dentista a dentista, alla ricerca di un contenitore tanto grande (e buono) che possa contenere tutto quel dolore! Durante il tragitto vi è un altro
dialogo "extra-strong" con la madre: "(...) mi sento solo.." e lei risponde delicatamente
"ma non sei il solo..".
E Antonio continua: "E poi
dovrei insegnare qualcosa ai miei studenti, ma a me chi mi insegna?".
Dallo specchietto retrovisore dell'auto (da dove poco prima vedeva il fantasma della
madre) Antonio vede l'immagine di se stesso..
Antonio non ha avuto un padre: la
presenza fisica non solo può non essere sufficiente, ma può essere anche dannosa (il
padre probabilmente era troppo occupato nella gestione dei suoi fantasmi per occuparsi a
sufficienza di suo figlio.. Per poter dare bisogna prima avere!).
Se
osserviamo, ci accorgiamo che Antonio incontra spesso il ricordo dello zio Nino, il maschile che dona e soltanto alla fine del
film il fantasma del padre-vampiro consumato dalla sete di sangue-affetto (il maschile che
prende).
Ma
torniamo alla relazione: Mara sembra essere molto attratta da Luca De Rosa e anche molto
insoddisfatta dalla relazione con Antonio. Ci vuole un buon dentista per togliere
"denti" così grandi!!
Il viaggio continua con il
dentista n. 3 (il dott. Lotto), che sembra interessato più alle impronte dei denti (ai
casi clinici?) che alle persone.. Il dott. Lotto critica
Antonio per il fatto di aver lasciato la famiglia; lo fa sentire in colpa e gli pratica
delle piccole torture miste a riflessioni utili (niente va buttato): "Ecco la bocca
di sua figlia (gli mostra le impronte di Michela) (...) si occupi di sua figlia (...) noi
la nostra vita l'abbiamo già vissuta, abbiamo le nostre difese.." (il dott. Lotto non va molto oltre il senso di colpa..).
La segretaria del dott. Lotto
consiglia ad Antonio un altro dentista: il dott. Cagnano!! Il passato ritorna: il dott. Cagnano
è stato uno degli odiati dentisti che "trapanavano" la madre di Antonio!!
L'attenzione torna su Antonio e
Mara: "il tuo lavoro è più importante di me..
accompagnami da Cagnano.. il solo nome mi terrorizza!". Ma Mammagia-Mara deve proprio andare a
lavoro. Antonio è contrariato, ma trova l'assegno di Mara-Mamma-Mao per i denti suoi e di sua figlia (ci resta
basito).
Ma, come sempre più o meno denaro o non denaro, i problemi restano!! Mara
sembra comunque più attratta dalla "perfezione" di
Luca che dai dubbi esistenziali di Antonio, che insegna filosofia ed è quindi più
portato per le astrazioni.. Il complesso edipico di Antonio è palese nel ricordo di Cagnano: nel ricordo visivo il dentista sembra proprio penetrare
(non col trapano, ma col suo fallo) la madre di Antonio, che, improvvisamente, diviene
vulnerabile agli occhi del figlio.
Mentre Antonio sta andando a
prendere la figlia per andare dal dott. Cagnano, passa dal
mercato e dopo aver avuto l'allucinazione di Mara che bacia Luca (in realtà non sono
loro) incontra un indovino che "vede" alcune cose: "Sei cuspide,
vero? Tra sagittario e capricorno, vero?"; "E lei come fa a
saperlo?" risponde quasi infastidito Antonio. "Si possono vedere molte cose.. amore, denaro, vita, morte, cambiamenti..". Antonio crede di
conoscere già la natura dei suoi guai e si allontana liquidando l'indovino con un
"mi scusi ma non ho tempo (e mai ne avrò per queste
cose)".
Il passo svelto non gli risparmia
però un sibillino: "tutto si scioglierà danzando!"
al quale Antonio (seccato) risponde con un divertentissimo "non so ballare
io!!".
Antonio giunge finalmente dalla
figlia, che stava aspettando l'apertura della scuola, e insieme vanno
da Cagnano. L'indirizzo corrisponde ad un luogo malfamato
della città: si ha la sensazione di entrare nell'Ade.. Cagnano sembra incarnare il ruolo del
demone costretto ad obbedire alle Leggi Divine per promuovere lo sviluppo individuale e
spirituale di Antonio..
Scorrono le immagini di Cagnano che lavora sulla bocca di Denise: Antonio vive l'intervento
sulla bocca della madre come uno stupro, un amplesso maligno..
Nel ricordo vede se stesso sedersi sulla poltrona di Cagnano:
lui ha imparato a controllare il dolore e "scivola in basso", come in una
meditazione profonda..
La storia e il sogno di Antonio continuano da Cagnano. In uno
dei passaggi più suggestivi del film Antonio si trova in mezzo
alla natura, con la madre distesa su di un
plaid per un pic-nic. "Antonio dove stai andando?". "Mi sono perso.. (= sono in crisi)" è la risposta.
"Vuoi una fetta di
torta?" Denise è incantevole: "solo quando ti perdi
puoi scoprire qualcosa di nuovo". Ma Antonio si sente confuso e prova dolore:
talvolta in questa condizione si fa fatica ad essere lucidi..
Poi le immagini tornano da Cagnano, con Antonio e Michela,
neglinferi.
Il demone Cagnano
è un eccellente Paolo Villaggio, un poco maniaco e un poco
serial killer. "Maria! Devo fare tutto io in questa casa? Che
schifo! Io i dentisti li ammazzerei tutti!". Non molto rassicurante come inizio!! "I padri vengono sempre
prima dei figli (...) dopo se fai la brava (Michela) ti do una bella caramella..".
E infatti
Cagnano toglie ad Antonio entrambi gli incisivi!! Si tratta di
un momento importante, perché, come vedremo meglio in seguito, è proprio la seconda
dentizione (una cosa utile in apparenza) che impedisce ad Antonio di andare oltre nel suo
viaggio!!
"Odio i miei denti..!" Antonio non ha conquistato ancora l'amore di se stesso.
Spara sui suoi denti per sparare su se stesso. Ma è ovvio che questa non è la strada per uscirne..
L'atmosfera è magica: tolto il
primo dente si fulmina la lampadina della cucina-studio-dentistico!! Cagnano estrae il secondo dente al
buio! Michela è impaurita e strilla; Ciuta è in difficoltà
e Cagnano gli grida contro
"Cretina! Alla tua età hai ancora paura del buio!", come se ci fossero delle
età particolari per aver paura del buio.. Michela chiede al
padre: "Ti ha fatto male?". Antonio cerca di dare alla figlia una immagine di sé di persona invulnerabile e mente spudoratamente:
"nessuno può fare del male al tuo papà!".
Ecco il ricordo del dott. Beluga, uno dei dentisti della madre di Antonio,
e della moglie Fiorenza, giovanissima e infelice, che trovava un poco di spensieratezza
giocando con Antonio-bambino. La voce di Antonio
fuori campo: "Non durò a lungo..". Beluga aveva
scoperto che la moglie aveva un amante e l'aveva macellata nella vasca da bagno, prima di
uccidersi a sua volta..
Si torna da Cagnano,
che dopo aver tolto i denti ad Antonio riflette ad alta voce: "che
strano.. una radice così piccola per dei denti così grandi (...) la sotto in quella
bocca da pescecane ci potrebbe anche essere una terza dentizione.. non lo sapremo
mai!". Infatti Antonio protegge sua figlia con il corpo:
da piccolo non era riuscito a proteggere la madre dalle grinfie di Cagnano
e, adesso che può scegliere, dimostra di voler interrompere l'esperienza con Cagnano.
Nella vasca da bagno in casa di
Mara, Antonio riflette (voce fuori campo): "il primo
abbandono è quando nasci; il secondo quando muori: la vita è fatta di abbandoni..".
Lutto e accettazione del lutto: tematiche centrali nella
psicologia del profondo..
Arriva il gran finale: Mara vuole
andare alla festa del compleanno di Luca! Antonio nonostante l'odontoma l'accompagna. Luca canta in francese e suona il
pianoforte come Frank Sinatra: è infatti perfettamente a suo agio sul palco!! Mara è in estasi per
queste sue competenze, mentre Antonio è arrabbiato e anche un poco "su di giri"
(probabilmente a causa degli antidolorifici e dell'alcol che ci beve su..
miscuglio da evitare se desidera rimanere in buona salute!!).
Uno ad uno arrivano i fantasmi
del passato: lo zio Nino, il padre di Antonio e il dentista Beluga. Mara balla il tango con Luca: sembrano i ballerini di un
carillon alla festa dei fantasmi!! Antonio è stremato. Le
allucinazioni hanno la meglio: vede lo zio Nino del bicchiere
di whisky e ci si tuffa! Racconta allo zio Nino che Mara sta ballando il tango con un
altro.. Lo dice allo zio Nino, che a suo tempo gli aveva detto
"il tango non è per ballare ma per sentire la
dama..".
"(...) la magia è magia
Antonio.. anche il dolore è magia.. se non li sai guardare, certi dolori ti fanno perdere
il mondo, ma se li riconosci possono pure ristabilire un contatto.. guarda c'è pure
tuo padre".
Il fantasma del padre di Antonio, che in vita evidentemente non era riuscito a conoscere
né la moglie né il figlio, chiede ad Antonio informazioni sulla donna: "scusa (...)
volevo sapere se tua madre mi ha amato davvero?". I due non danzano.. La voce fuori campo stavolta è implacabile: "questo continuo
bisogno di amore che ci fa diventare fragili e violenti..".
Arriva anche il dentista Beluga, che può finalmente parlare (in vita non poteva
farlo: era muto). Gli parla della relazione con
Antonio torna nel mondo dei
presunti vivi e aggredisce Luca: lo minaccia per essersi relazionato
con Mara troppo da vicino. Stavolta Luca è molto più psicologo che dentista: contiene la
rabbia di Antonio e invece di giungere al conflitto ingestibile
(la rissa), lo aiuta a tirare fuori la terza dentizione!!
Lo psicologo ha facilitato la
trasformazione della rabbia di Antonio in qualcosa di positivo
per entrambi: questa sì che è una terapia ben condotta!! Ma non senza dolore: "partorire"
i nuovi denti (e quindi la nuova persona) è il mezzo attraverso il quale si compie il
sacrificio (da "sacrum facere",
rendere sacro).
Adesso ha i suoi denti nuovi: la
terza dentizione mette un gran buon umore ad Antonio! Mara, che non è più Mammagia, non è ben disposta: è arrabbiata per il comportamento di Antonio e lo molla. Lui sembra accettare di buon grado
l'abbandono: probabilmente, superata la fase di dipendenza, sente di avere la speranza di
una nuova relazione più soddisfacente!!
"Tutto si scioglierà
danzando" aveva detto l'indovino e infatti è proprio
danzando coi suoi fantasmi che si scioglie il complesso edipico (l'ultima danza di Antonio
è con la madre, che se ne deve andare dalla sua mente..).
La madre se ne va e Antonio
continua a danzare
"Voglio essere felice"
è la frase che Antonio scrive su un foglietto prima di
nascondere il pezzo di carta tra i fiori della tomba della madre. "Dov'è Mara? Per adesso mi godo questa giornata di sole..".
Note.
(1) come sopra le righe sono molti dei dialoghi tra i personaggi che popolano
il capolavoro di Salvatores, come a voler mostrare le molte
distorsioni della nostra mente a seconda degli "occhiali" che indossiamo di
volta in volta.
(2) Luca De Rosa sembra sempre più uno psicologo al quale Salvatores
ha conferito un ruolo di facciata.
"American Beauty"
Si apre il cerchio. Irrompe sullo
schermo una fanciulla (Jane) che si
confida con un ragazzo (Ricky) che la sta filmando: "Mi
serve un padre che mi faccia da modello (...) che schiappa (...) qualcuno dovrebbe
aiutarlo a smettere di soffrire..".
Le parole fortemente
profetiche di Jane, la figlia del protagonista di questo
bellissimo film (Lester), disprezza e giudica il padre in
difficoltà. Lester, infatti, non sembra vivere una gran vita:
in famiglia viene continuamente sminuito dalla moglie (che tra
laltro guadagna più di lui) e dalla figlia, con la quale non sembra avere un buon
dialogo. Anche sul lavoro Lester
non va così bene: ha un impiego modesto, che non soddisfa a sufficienza la sua voglia di
vivere.
Lester
è un eccellente Kevin Spacey che
nella prima parte del film rappresenta in modo superbo la categoria sociale etichettata
con la parola "medio". Le immagini scorrono su di una impietosa
panoramica della sua vita, esperienza che lattento osservatore troverà già
piuttosto distaccata e commentata con una certa dose di auto-ironia, come se si fosse già
sufficientemente disidentificato da quel ruolo (sta
beneficiando forse di una psicoterapia ben condotta?).
Si direbbe una vita da
dimenticare: la masturbazione sotto la doccia la mattina come il momento che lui stesso
definisce il "godimento di picco" della giornata, il corpo che si ribella (gli
cade tutto), la bassa qualità delle relazioni interpersonali e linsoddisfazione nel
lavoro trasformano la sua vita in un inferno che non sembra consistere in fiamme, ma in
gocce di veleno che riempiono sempre più un vaso ormai colmo.
Tuttavia Lester,
con la sua voce fuori campo, sembra già vedere tutto quanto con occhiali nuovi. Anche i non-discorsi della
moglie con il vicino vengono colti nella loro essenza e non
più ricoperti di quel bonismo al quale talvolta ricorriamo
per evitare un conflitto familiare..
"Ma non è mai troppo tardi
per tornare indietro..". E infatti
Lester inizia un cammino verso la verità di se stesso e degli
altri, così come farebbe un alcolista che non ne può davvero più e che, determinato a
smettere di bere, viene accolto tra gli Alcolisti Anonimi.
Probabilmente è il dialogo con
il responsabile delle risorse umane del giornale per il quale lavora che fa detonare tutta
quella energia che non poteva più rimanere inespressa. Lester sembra infatti già maturo per il
cambiamento: ne ha abbastanza di quella vita di apparenze!!
Il responsabile delle risorse
umane gli parla di riduzione del personale in modo piuttosto freddo e soprattutto
senza rendersi conto che Lester in quel momento è la persona
meno adatta a ricevere quel tipo di pressione. Lester,
infatti, è nella condizione psichico di colui che non ha
niente da perdere e, come vedremo successivamente, messo alle strette, finirà col
ricattare l'azienda che intende accompagnarlo alla porta.
Per adesso, però, le immagini
vanno soltanto sull'esperienza forte di dover comunicare alla famiglia le
difficoltà sul lavoro. A cena il clima non è dei migliori:
Per Lester
è stata una giornata eccessivamente dura. Non riesce a trovare il minimo conforto nella
relazione con le due donne. In più la moglie lo umilia e lo fa sentire in colpa per la
situazione lavorativa. Lester inizia a dare i primi segnali di
cambiamento: è risoluto nelle sue risposte, padrone di se stesso e della sua emotività.
Carolyn
è la classica donna in carriera che ci consente di riflettere su come
è possibile utilizzare una disciplina nobile quale è la programmazione
neuro-linguistica (1) nel modo peggiore (per un altro esempio si veda il ruolo di Tom Cruise interpreta nel film
"Magnolia").
Così come lavora di fantasia nel
presentare le case che vuol vendere (esagera con le inserzioni pubblicitarie ed ha nei
confronti dei clienti l'atteggiamento "mors tua-vita mea"), allo stesso modo Carolyn
promuove in se stessa il conflitto come tra due persone (si sta forse esprimendo una
psicosi latente?) giungendo a punire il suo corpo per gli insuccessi professionali, onde
poi rimuovere tutto quanto di lì a poco..
Dialoghi tra adolescenti e tra
genitori precedono il ritratto della famiglia media americana (da cui il probabile ironico
titolo del film). E assai probabile che anche in USA vi siano
ancora molte famiglie nelle quali sono assenti i presupposti per un dialogo autentico e
profondo; tutto questo va ovviamente a discapito del benessere nelle relazioni
interpersonali.
Alla partita di basket (Jane fa la ragazza pom-pom) Lester esprime le sue frustrazioni nella sfera sessuale
innamorandosi di Angela, l'amica della figlia: inizia a
produrre fantasie erotiche che vengono sottolineati da divertenti effetti
cinematografici!!
Dopo la partita, Carolyn si complimenta con Jane per la
"perfetta" prestazione. Lester è a disagio: il
fatto di parlare con Angela poco dopo aver fatto quelle fantasie probabilmente lo
imbarazza (la figlia non perde l'occasione per giudicarlo..).
Angela ha compreso al volo
l'imbarazzo di Lester ed ha anche colto linsoddisfazione
sessuale delluomo (vedi intuizione femminile). In auto con Jane
stavolta è Angela a profetizzare: "Tutto quello che deve capitare capita presto o
tardi..".
Entra in scena Ricky, il nuovo vicino di casa di Jane,
che ama riprendere con la sua telecamera scorci di vita e di morte.
Ricky si becca un gestaccio da parte di Jane,
che gli si dimostra ostile per il fatto che lui la sta filmando apertamente (una volta al
sicuro la ragazza si dimostra invece felice per le attenzioni del ragazzo).
Jane
sembra avere dei seri problemi con il suo Super-io. Probabilmente è nella fase di maggior
conflitto coi genitori e, come ogni adolescente, ci mette del
suo (è pesante nei giudizi sui suoi genitori!). Qualche problema sembrano
averlo anche i genitori di Ricky: la madre è presente e
assente nello stesso tempo ed il padre, ex-marines in
pensione, sembra un po troppo coatto nei confronti dell'omosessualità (non ha
fiducia e non fa che controllare e giudicare il comportamento del figlio).
Ad una festa per venditori
meravigliosi, Carolyn è molto eccitata per la presenza
del super-ricco super-venditore di super-successo Buddy Kane. Alla stessa festa Lester incontra Ricky, il quale lavora come cameriere soltanto come copertura (in
realtà vende "erbe magiche").
Lester
torna a casa e trova la figlia insieme ad Angela. La bionda e
giovane amica di Jane ha proprio conquistato il suo cuore di Lester: le immagini rappresentano molto bene linfatuazione e
divertono molto lo spettatore. Angela sembra apprezzare la circostanza: ricambia il gioco
di seduzione di Lester facendo letteralmente bollire il padre
dellamica!!
A letto Carolyn
si accorge che Lester si sta masturbando. Reagisce sgridando
il marito con il fare (castrante) di una madre che non accetta la sessualità del figlio
(2). Ma Lester non ci sta: si arrabbia molto ed inizia a
malmenare emotivamente la moglie in difficoltà per il dialogo che non riesce a sostenere
(di lì a poco Carolyn reagirà alla cosa uscendo dalla coppia
accettando le avances di Buddy Kane..).
Lester
se la ride dentro: ormai ha attivato quei meccanismi che conducono altrove e non sembra
disposto a tornare indietro. Sembra infatti voler andare fino
in fondo nella sua vicenda umana, mentre la moglie appare è ancora preda dei
condizionamenti familiari e sociali (sembra incapace di comprendere la portata di ciò che
sta avvenendo..).
Carolyn
resta stupefatta quando il marito le racconta del ricatto (3)
ai danni dei dirigenti della sua azienda e, senza neppure ascoltare le ragioni del marito,
lo attacca per sottometterlo e mantenere lapparenza di uno status quo che si sta
deteriorando sempre più.
Nelle immagini successive vediamo
Jane stringere ulteriormente con Ricky.
Il ragazzo dimostra molto di più dei suoi 18 anni e conoscendo meglio la sua storia si
capisce il perché. Nella scena in cui mostra a Jane il suo
video preferito, Ricky esprime contenuti di
alto livello: "è stato il giorno in cui ho capito che c'era tutta una vita
dietro ogni cosa e un'incredibile forza benevola che voleva sapessi che non c'era motivo
di avere paura mai (...) a volte c'è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad
accettarla e il mio cuore sta per franare..".
Si emoziona ed apre le porte del
cuore di Jane. A cena Jane trova i
genitori che litigano: Lester ha cambiato lavoro e Carolyn gli fa la scena madre (appunto). Lester
di nuovo non ci sta e, determinato, lancia il piatto, fa una pausa e sibila: "non interrompermi, tesoro!"
Carolyn
dopo la lite col marito è patetica; la figlia risponde alla madre con un guizzo di
verità e si guadagna un ceffone. Sullo sfondo c'è la minaccia del genitore
inconsapevole: "(ti comporti così) dopo tutto quello che
ho fatto per te!?" (5).
Nella casa di fronte Ricky vive, in parallelo, il suo momento di violenza familiare: il
padre lo picchia sodo e dopo avergliele date di santa ragione gli dice "questo è per
il tuo bene ragazzo (...) ti occorre struttura (...) disciplina" (6).
Carolyn intanto continua ad avere una seconda vita col re delle
vendite immobiliari. Tornata a casa scopre che Lester
ha acquistato la Pontiac d'epoca dei suoi sogni. Lei si lamenta del denaro e di come far
fronte alle spese e Lester invece prova a tornare nella
coppia: tenta lapproccio sessuale, ma lei non riesce (o non vuole) rilassarsi e si irrigidisce sul fatto che il divano di seta si potrebbe rovinare..
"E' solo un divano!". E
lei: "non è solo un divano.. è (un divano) da 4.000
dollari!". E lui indomito: "E' solo un divano.. Non
è
Il cerchio si chiude: si torna a Jane che viene filmata da Ricky mentre scherza sulla vita e sulla morte del padre.
Probabilmente è troppo centrata su se stessa per avere il tempo di notare i molti
cambiamenti che stanno infondendo nuovo vigore alla vita del padre..
La parte finale del film ricorda il film "Il sorpasso" di Dino Risi, nel quale Bruno, (come
Lester), sembra pagare con la vita la sua rinascita
(punizione divina o estremo tentativo del Super-io?).
Lester
capitalizza un altro successo quando scopre che la moglie ha
una relazione con Buddy Kane (il
super venditore si dilegua all'istante..). Carolyn adesso è
disperata e per gestire l'ormai ingestibile situazione reagisce intortandosi ulteriormente
con la NLP (i risultati sono sempre più disastrosi).
Intanto il padre di Ricky ha frainteso: pensa che gli incontri tra Lester
e Ricky siano di carattere amoroso mentre
invece sono scambi di denaro e di erba e, per cambiare, prende a botte il figlio!!
Ti preferisco morto (piuttosto) che finocchio!". Il ragazzo si arrende per
leccessiva e cadaverica ignoranza paterna e decide di andarsene via di casa.
Una delle chiavi di lettura di questo film sembra essere centrata sulla differenza tra realtà e
apparenza. Niente sembra essere quello che realmente è: giudizi e pregiudizi vengono smontati pezzo per pezzo e mostrati nella loro pochezza (la
natura umana è in continua evoluzione: le definizioni in genere durano molto poco..).
Il padre di Ricky,
per esempio, va da Lester, lo abbraccia e lo bacia sulla bocca!! Si comprendono così le fobie nei confronti del figlio e quali siano i risultati di un'omosessualità negata e gestita in modo
coatto (vedi omosessualità negli ambienti militari e atteggiamento verso la sessualità
nei luoghi di culto).
L'inconscio, infatti, presto o
tardi si vendica creando danni ben più gravi dei denari spesi per una buona psicoterapia.
I fantasmi del passato senza un buon "esorcismo analitico" restano lì dove sono
e talvolta i nostri pensieri peggiorano pure la situazione foraggiando le
distorsioni.
Lester
si allontana dal padre di Ricky, ma con dolcezza, non come una
persona che ha giudicato. Ma l'attenzione a non ferire di Lester
non riesce a sciogliere una mente ormai compromessa (non mi riferisco all'omosessualità,
che appartiene alla sfera privata, ma alla violenza cui l'uomo ricorre sovente), il quale dopo qualche minuto torna da Lester
e con una pistola gli spara sulla nuca.
Prima di morire, però, Lester aveva avuto successo nell'approccio con Angela e, di nuovo nonostante
le apparenze, aveva scoperto che Angela non era mai stata
penetrata!! Ha avuto anche il tempo di chiedere ad Angela informazioni sulla figlia (Lester è felice nel sapere che la figlia è innamorata..).
In una delle scene finali Angela
chiede a Lester: "..e tu come
stai?". L'uomo s'illumina in viso per questa che sembra la domanda che Parsifal pone
al Re Pescatore (Amfortas) dopo che il suo nome è apparso sul
Calice (6). Lester risponde: "è
passato del tempo da quando qualcuno me l'ha chiesto.. Sto da Dio!"
Per uno scherzo del destino è
proprio Ricky a scoprire il cadavere di Lester
(lo osserva con attenzione: l'espressione è quella di una persona colta in un momento di autentica gioia, come se Lester in
quel preciso momento fosse in una sorta di estasi) (7).
L'ultimo atto della vita di Lester potrebbe essere musicato con la canzone "il malato di
cuore" di De' Andre'. Anche
in quel caso il protagonista non ha il tempo di consumare l'amore che l'arde ("Quelle
sue cosce color madreperla rimasero forse un fiore non colto..
Ma che la baciai, questo sì lo ricordo.. Col cuore ormai sulle labbra.. Ma che la baciai
questo sì lo ricordo e il mio nome le resto sulle labbra..").
Note:
(1) Una
tecnica per programmare e riprogrammare i livelli consci e
inconsci della persona secondo le esigenze del momento attraverso esercizi e
condizionamenti. Viene molto utilizzata nei luoghi di culto e
militari, nei quali in genere viene promossa la gestione violenta della personalità.
(2) Per
una moglie è pericoloso proporsi come madre di suo marito: lui potrebbe accettare il
ruolo come spesso avviene in Italia, anche nel caso inverso in cui il marito si
propone nella relazione più come un figlio che un marito e nello stesso tempo
iniziare ad accarezzare l'idea di farsi un'amante sessualmente godibile (non è facile
avere un rapporto sessuale con una donna che è tua moglie ma che si comporta come tua
madre..).
(3)
Interessante ciò che Lester esprime con tutta la sua persona
al responsabile risorse umane: "sono solo una persona normale che non ha niente da
perdere" (stesso atteggiamento che era richiesto al cavaliere nel medioevo, il quale
doveva essere disposto alla morte in qualsiasi momento..).
(4)
Talvolta si considerano eccessivamente i costi economici dell'essere genitori e si
dimenticano i costi motivi dell'essere figli..
(5) Data
l'equazione, quante botte servono per fare un uomo?
(6)
"E ditemi, zio caro, dolce compagno di un'esistenza di dolore, che cosa vi
strugge?"
(7)
Risulta piuttosto improbabile invece il distacco di Jane
nell'affrontare il cadavere del padre.. La risposta emotiva è quasi nulla forse per
necessità di produzione (probabilmente si voleva centrare l'attenzione sul volto paterno,
ma non si è considerato che sul piano inconscio è passata l'informazione di una figlia
che rimane impassibile dinnanzi al cadavere del padre..).
"aaa achille"
Achille è un bimbo affetto da
balbuzie. Il film inizia con il funerale dellamato padre, definito dal bimbo stesso
architetto molto scientifico e molto tecnico", col quale stava lavorando alla
costruzione del plastico di una città immaginaria popolata da personaggi fantastici.
Achille non piange il lutto del
padre. A scuola viene definito dal maestro "orfano" e
lui ci rimane molto male. Finisce col negare in pubblico che suo padre sia
morto (vedi rifiuto della realtà) stimolando nei suoi compagni
Il medico di famiglia consiglia
"Villa Agorà", un centro specializzato nel quale si rieducano i balbuzienti. La
famiglia accetta il consiglio e Achille viene introdotto nel
gruppo dei balbuzienti da recuperare.
A Villa Agorà Achille incontra
Remo (Sergio Rubini), il mèntore ex-balbuziente un poco logopedista e un poco artista. Tra i due avviene un incontro:
probabilmente Remo vede in Achille se stesso e le sofferenze che ha
dovuto affrontare come balbuziente.
Il programma del Prof. Aglieri, luminare-azzeccagarbugli che con autorevolezza propone le
sue ricette "scientifiche" (1) consiste soprattutto nel far leggere o ripetere
parole "canto-parlando" per alcuni giorni e nel mettere in pratica questa
tecnica nella vita reale, durante la cosiddetta prova sul campo.
Il Prof. Aglieri
anche se sembra aver acquisito alcuni rudimenti del metodo scientifico, dimostra di non
avere la benché minima preparazione psicodinamica:
è arrogante, anaffettivo e, come vedremo in seguito, non si
fa scrupolo nel mettere a disagio i suoi pazienti esponendoli ad esperimenti
potenzialmente dannosi (vedi la prova sul campo, che sembra essere attuata senza
considerare adeguatamente le possibili conseguenze).
Nel tentativo di aprirsi ad una
modernità che sembra subire, il Prof. Aglieri ospita a Villa
Agorà il logopedista creativo Remo, al quale fornisce uno
spazio (la camera creativa) nel quale ogni
membro del gruppo dei balbuzienti possa esercitarsi ad esprimere la creatività, qualità
che è presente in ognuno di noi.
A Villa Agorà si fa ancora differenza tra persone
"normali" e "anormali" e i balbuzienti non hanno la fortuna di
rientrare nella prima categoria.. Anche il fidanzato della
bellissima Alessandra (uno dei pazienti del gruppo) sembra affetto dallo stesso
pregiudizio: al telefono le dice "quando sei guarita ci facciamo (anche) una bella chiacchierata!" (che potrebbe
anche significare ti amo se..).
Inizia il corso e il Prof. Aglieri esordisce con un fantasmagorico "la balbuzie attrae
germi sulle corde vocali.. caramelle al propoli per
tutti!". Lassistente gli fa eco con un altrettanto roboante
"la balbuzie non passa mai (...) è un mostro
che sta nel vostro corpo.. ma noi abbiamo il metodo brevettato!".
Il Prof. Aglieri
presenta Remo, la cui voce da fuori campo aggiunge: "la
fantasia per alcuni momenti li avrebbe aiutati (...) io affrontavo la mia solitudine (di
balbuziente) costruendo giocattoli (...) la solitudine è una cosa bellissima.. basta dividerla con qualcuno!".
Achille è il primo a salire
nella camera creativa: "mi hanno portato qui perché sono
orfano..". Remo gli risponde mostrandogli le sue calcolatrici che stanno
pensando e il suo cestino delle parole inutili, un cestino
con un registratore che consente di registrare le parole che si odiano.
Achille registra la parola
"Achille": evidentemente la sua autostima è a terra..
Poi però ha un guizzo parlando del plastico fatto insieme al padre, ma si arrabbia
moltissimo e se ne va quando Remo gli fa notare che parlando del padre e del plastico non
aveva tartagliato per niente ("RRRRRemo.. vaaaaafffffffanculo!").
L'indomani Achille fa fagotto e
fugge dal centro. Remo lo raggiunge e lo accompagna dai suoi. Nonostante la presenza
indisponente della pia (e arpia) zia di Achille, Remo aiuta il
bimbo a sistemare le luci del plastico e poi, dopo aver ammirato l'effetto del plastico
illuminato, torna a Villa Agorà insieme ad Achille.
Achille, come Remo del resto, si
dimostra riluttante al metodo del canto-parlare del Prof. Aglieri.
La voce di Remo fuori campo accenna alla parte (persona = maschera) che ognuno fa nella
sua vita e al ruolo del Prof. Aglieri: nelle sue parole
l'amarezza di sapere che tutti quanti in quella situazione recitavano un ruolo che aveva a
che fare con la verità solo relativamente..
Alessandra va a casa di Remo e
lui gli parla della sua percezione del fenomeno balbuzie. Ne viene fuori un quadro più
psicologico che clinico e tanto meno canto-parlato! Remo le dice dolcemente: "la balbuzie non esiste (...) uno si deve innamorare.. perdutamente,
follemente.. di se stesso!" (= iniziare a volersi bene?).
E infatti
ben presto si creano dei contrasti tra Remo e il Prof. Aglieri:
"Remo lei mi rema contro!". Parlano della "prova sul campo": "lei (prof. Aglieri) vuole mandare queste
persone allo sbaraglio (...) se si sentono giudicati non parlano!". Qui Remo è il
méntore-psicologo psicodinamica in conflitto col luminare
vecchio stampo. Al prof. Aglieri non resta che mostrare le
medaglie sul petto: "che autorità ha lei per dire
questo?".
Come direbbe Adriano Celentano, Remo è rock (di rottura); il Prof. Aglieri irrimediabilmente lento..".
Con un "In bocca al
lupo!" più simile ad una gaffe che ad un vero augurio, il Prof. Aglieri
saluta i membri del gruppo di balbuzienti che stanno per entrare nel centro commerciale
per la famigerata "prova sul campo". La prova consiste essenzialmente nel
dialogare con ignari commessi utilizzando la tecnica del canto-parlare!
Remo intanto ha deciso di
andarsene da Villa Agorà, ma dopo uno scambio colorito con l'assistente del Dott. Aglieri, ottiene di sapere dove avviene la prova sul campo e si
precipita al centro commerciale.
Remo si trova dinnanzi al
disastro: nel centro commerciale è successo il finimondo e il Prof. Aglieri
è colto da malore (viene portato via con l'ambulanza). La
prova sul campo si è rivelata un completo fallimento, ma ci sono pullman e autista a
disposizione e il mare non è distante dal centro commerciale..
Al mare accade un avvenimento
interessante:
Colpo di scena: al termine del
corso, durante il buffet d'addio, scopriamo che Achille parla benissimo con i suoi
coetanei.. E con gli adulti che ha deciso di balbettare..
vorrà dire qualcosa?!
Il film finisce con le parole del
Prof. Aglieri, il quale, indomito, riceve il nuovo gruppo dei
balbuzienti dicendo "da domani inizierete a parlare anche voi come persone normali.." e con le parole delicate di
Remo, che fuori campo aggiunge: "Achille si è fidato di me perché eravamo uguali
(...) (il fidarsi è stato) un piccolo miracolo che nel cuore di una persona può
essere come una guerra vinta..".
Note:
(1) In
realtà si tratta di un metodo per il trattamento della balbuzie piuttosto bislacco: il
"canto-parlare", una sorta di esercizio di lettura cantata che ha lo scopo di
conferire il ritmo necessario al linguaggio, dote che sembra mancare ai balbuzienti.
(2)
Sergio Rubini sembra voler indicare gli aspetti emotivi della balbuzie, indissolubilmente
connessi con la condizione emotiva in cui versa la famiglia del balbuziente. Nel caso di Anna, per esempio, come vedremo alla fine del film, i genitori
sembrano più centrati sulle loro esigenze che sulle reali esigenze dalla figlia: le
comprano due altre ali nuove come a dirle "non crescere mai.. resta sempre il nostro angelo!".
Psicologo Iscr. n. 3808
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