Presentazione di Sidus del Convegno tenutosi a Calci nel Luglio 2006 di Vittorio Vanni e Ovidio La Pera  sul tema del Martinismo

Questa sera l’argomento trattato dai nostri due illustri ospiti sarà, come tutti ormai sapete, il Martinismo, con una introduzione storica e un approfondimento filosofico di questa forse ultima Grande Tradizione Iniziatica Occidentale. La fortuna di cui ha goduto nei due secoli precedenti l’Ordine è legata anche alle personalità di spicco che ne hanno fatto parte, ma soprattutto, alla forte personalità, taumaturgica, del suo fondatore primo, il Martinez de Pasqually, morto prematuramente a soli 47 anni di età e in ultimo (last but not least come dicono gli inglesi) del suo grande revisore il filosofo incognito Louis Claude de Saint Martin.

Voglio ricordare i nomi di illustri uomini che sono stati maestri passati martinisti come Onoré de Balzac, De Maistre, Gabriele D’Annunzio,  Giovanni Amendola, Eliphas Levi, René Guenon, Arturo Righini, il Frosini, Gorel Porciatti, Franz vob Badeer, Carlo Gentile e forse un papa del XX secolo.

Ho il piacere e l’onore questa sera di presentare due grandi amici fraterni che tra l’altro per la loro naturale inclinazione alla modestia, alla misura, alla discrezione e alla sobrietà non apprezzeranno molto questa presentazione ma naturalmente, noblesse oblige , ove per noblesse, nobilitas si intenda la loro non comune disposizione d’animo per gli studi approfonditi e per la metafisica, nonché per quella comune ansia di ricerca continua di quella Verità che il Lessing predilesse alla  Verità medesima, ho l’obbligo di rimarcarne  i loro indiscussi meriti .

Vittorio Vanni è un notissimo saggista e pubblicista con 3 libri al suo attivo (saggi di storia della Massoneria e di filosofia esoterologica o metafisica come lui l’ama chiamare), numerosissime presentazioni e prefazioni a saggi di argomento filosofico ed esoteriologico, centinaia di articoli pubblicati su numerosissime  riviste in Italia e all’estero; storico delle religioni ed esperto indiscusso di simbolismo, direttore e curatore , insieme a Ovidio La pera,   da ormai qualche anno,  della collana martinista della Casa Editrice Chiari di Firenze,  fa infine parte del Comitato di Redazione di Hiram, rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia ed  è componente effettivo ormai da molti anni del Comitato di Revisione dei rituali del Grande Oriente d’Italia, il più antico e riconosciuto Ordine Iniziatico Massonico italiano.  

Ovidio La Pera è al momento attuale la personalità di spicco, il più grande studioso del Filosofo di Amboise, Louise-Claude de Saint Martin del quale ha tradotto in 30 anni di appassionata e frenetica attività quasi completamente l’opera omnia (ha al suo attivo oltre 15 libri tra traduzioni e saggi specifici sulla materia) . Pensate che i francesi recentemente hanno ri-tradotto in lingua corrente i libri di LC de Saint-Martin dalle traduzioni italiane del Prof. La Pera.

Vittorio e Ovidio rappresentano al momento attuale le due punte di diamante del martinismo italiano e forse europeo con due tipi di sviluppo diversi pur facendo parte della medesima corrente di pensiero iniziatico: nel primo con orientamento comparativistico e sincretistico, nel secondo con uno sviluppo più strettamente legato all’originale insegnamento del filosofo incognito, con un orientamento iniziatico di tipo cristico, attraverso lo studio approfondito delle sacre scritture e della tradizione giudaico-cristiana. 

Vittorio Vanni da buon massone, parafrasando una sua celebre frase, è un conservatore nei periodi rivoluzionari e un  rivoluzionario nei  periodi di reazione, orgoglioso nel suo originale distacco dalla tradizione di sottomissione religiosa al cristianesimo nell’anelito di una libertà che conduce all’incessante ricerca della Conoscenza. L’uomo, come egli enuncia nell’ultima prefazione al saggio di Ovidio La pera  ‘Il filosofo incognito’, non può raggiungere nella sua limitatezza la Verità assoluta e definitiva . La Verità non consiste nel suo impossibile possesso, ma solo nella sua ricerca infinita. Quindi per il Vanni l’uomo non possiede ma ricerca la Verità, spesso effimera e non percepibile attraverso una via razionale illuminista o scientistica ma attraverso la seconda sephira della Caballà, Hochmah, l’intuizione saggia, la sapienza, bilanciata dalla terza sephira Binah, l’intelligenza.

 In Vittorio Vanni il Dubbio assurge a valenza metafisica, espressione di quel Nulla, di quello Zero ma anche di quell’Uno o Tutto in cui consiste l’indefinibile piano del divino. Visione  secolare quindi e aconfessionale che sarebbe riduttivo definire laica (Guenon ci insegna di non usare questo aggettivo che significa ‘senza alcuna conoscenza e   ignorante’) poiché  in ultima analisi supera la visione religiosa in senso stretto per approdare ad una metafisica dove ogni definizione risulterebbe riduttiva   in quanto la Vera Ricerca del Se si trasforma in ricerca dell’Assoluto.

Ovidio La Pera di contro con il suo preziosissimo lavoro di ricerca e di traduzione delle opere del filosofo incognito, alter ego del filosofo, conoscendo perfettamente ogni recondito spazio della sua mente attraverso l’attenta analisi anche filologica delle sue difficili opere, ne fa propria la concezione cristica del pensiero più originale.  Il Prof. La Pera sta tracciando un solco profondo da Occulto Sator , usando un’espressione dello storico delle religioni Silvio Calzolari,  nella dura terra italica, e noi crediamo possa lasciar cadere senza esitazione e generosamente quelle preziose piccole sementi di conoscenza capaci di rilevanti fruttificazioni future.

 

Vittorio Vanni e Ovidio La Pera pur legati dal medesimo vincolo iniziatico martinista assurgono a metafora dell’umana ricerca del Vero; essi seguono liberamente vie differenti, spesso difficili e complesse, ma come gli infiniti raggi di un cerchio, come ci insegna Guenon, tutte queste vie convergono verso il centro del Tutto, ‘uniti  come ogni essere umano, per dirla ancora col Calzolai, nel desiderio della ricerca della stessa fonte’ .