Da L'UOMO DI DESIDERIO

di

Louis-Claude de Saint-Martin

 

CANTICO n 80

 

Commento di D. e Z.

 

1. Cuore dell'uomo, conosci i tesori legati all'amore paterno. I tuoi figli sono per te un'immagine che ti riflette la vita. La tua vita si, accresce della loro; è un giusto tributo che essi ti pagano, poiché la loro è cominciata dalla tua.                                                     

2. II cuore dell'uomo consegnato all'amore paterno, non ha più posto per il delitto e l'ingiustizia. Riposa tranquillamente ín mezzo al male, perché il male non penetra in esso, perché il suo amore tiene all'ordine, ed è legato allo spirito ed alle virtù;

3. E perché quest'ordine permette che i padri e le madri siano vergini nelle loro generazioni, affinché il disordine vi trovi il suo supplizio. È da ciò che la tua opera avanza. Dio supremo, quando l'uomo sì separa dall'iniquità, la tua legge cammina rapidamente verso la meta.

4. Anima dell'uomo ammira i tuoi diritti naturali. Sei tu puro? Quindi senza sforzo e senza fatica, metti il male in fuga; come un antidoto, di cui la semplice    influenza è sufficiente per allontanare i veleni e gli animali nocivi.

5. Oh profondità di conoscenze legate alla generazione degli esseri! Voglio lasciarvi, senza riserva, all'Agente supremo.

6. È abbastanza ch'egli si sia degnato d'accordarci quaggiù un immagine inferiore delle leggi della sua emanazione.

7. Virtuosi sposi, guardatevi come degli Angeli in esilio, che hanno scorto da lontano il tempio dell'Eterno, che si associano per ritornarvi insieme, e che ogni giorno, si occupano di concerto di rendersi più agili e più puri, per essere più degnì d'esservi ammessi.

 

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II cantico n. 80 è il naturale proseguimento del cantico n. 8 come è detto anche dal traduttore dell'opera di Saint-Martin Ovidio La Pera nella sua introduzione (pag. 28) al testo. " L'uomo però in questo difficile procedere fortunosamente trova l'aiuto del Cristo dì cui il n. 8 è quello della riparazione (cantici 8, 80, ...... 143) ed è invitato con le sue prove, a bere con esso la coppa dell'amarezza che porta alla saggezza ed alla verità."

La comprensione di questo cantico è molto difficile in quanto varie sono le interpretazioni che sì possono dare alle parole, anche ad interi versi, tutte più o meno attinenti e corrispondenti al tema trattato; solo con una lettura approfondita e meditata, è possibile scartare quelle interpretazioni che sembrano apparentemente attinenti.

Per il presente commento è stato preso in esame esclusivamente l'interpretazione che si riferisce alla figura più alta di tutte quelle possibili: Dio. Con Dio si vuole intendere il padre, creatore dell'uomo, pertanto l'amore paterno citato è l'amore di Dio verso gli uomini;

In questo cantico chi parla è Gesù, il Riparatore, è una lode all'uomo rigenerato, nonché l'indicazione del giusto percorso da osservare per ritrovarsi in Dio.

Mentre il cantico n. 8 ci indica il percorso da compiere per arrivare alla rigenerazione, ed alla reintegrazione in Dio, con le avvertenze necessarie a compiere detto percorso; considerato che è difficile e pieno di ostacoli, nello stesso tempo ci dice che, per percorrerlo, Dio ci ha dato un grande aiuto tramite suo figlio Gesù, il Riparatore, inviato per aiutare l'uomo in questa impresa.

Con il cantico n. 80, e cioè il presente, Saint-Martin facendo parlare Gesù, il Riparatore, ci fornisce l'idea di ciò che si raggiunge alla fine del percorso e,  nello stesso tempo, è un inno di ringraziamento a Dio per la sua opera creatrice, ed in particolare per la sua più importante creazione, l'uomo.

II percorso spirituale dell'uomo è ritornare a Dio facendo attenzione a non farsi traviare dalla corruzione della materia; solo quando l'uomo sarà ritornato a Dio non avrà più da preoccuparsi della corruzione della materia, perché avrà raggiunto una purezza di pensiero talmente alta che la materia non sarà più un pericolo, il nostro corpo, la nostra anima, il nostro spirito saranno purificati ad opera, come dice Saint-Martin, delle tre vergini e cioè del pensare del sentire del volere. Verremo così ad essere rigenerati nel nostro pensiero e nella nostra parola come all'origine quando l'uomo era solamente un pensiero ed una parola di Dio.

Per quanto detto sopra, i primi due capoversi sono un inno a Dio perché l'uomo fatto ad immagine sua era in origine un essere puro che non temeva il male in quanto il suo pensiero era puro, talmente puro che non poteva concepire il male.

I capoversi 3 e 4 sono una constatazione che quando il pensiero è puro e l'uomo si è riavvicinato a Dio, ha anche la forza, la volontà, per allontanare i pensieri impuri, il male da sé. Infatti nel capoverso 3 ci dice, come sopra descritto, che cosa si intende per essere puri, vergini. Intendendo con ciò le tre vergini cioè la purificazione nel pensare, nel sentire e nel volere.

Gli ultimi tre capoversi sono un inno all'uomo, all'anima dell'uomo ed una esortazione alla strada da percorrere ed alla meta finale da raggiungere; ci dice, o per meglio dire ci mette in guardia, che da un certo punto del percorso si potrà vedere in lontananza la meta finale è ciò deve servire ancora più da stimolo e non a farsi prendere dallo sconforto, perché pur riuscendo a vedere la meta, il percorso ancora da compiere, è lungo e difficile.

 

 

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