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A cura di Vittorio Vanni

 

La venerazione dei nostri Maestri Passati ci porta a volte a dimenticare ciò che è stata la loro personalità umana, che non è mai in antinomia con quella iniziatica, ma al contrario ne è la fonte prima. Ognuno di loro porta nel mondo iniziatico ciò che è, nel bene e nel male, nella gloria e nell’oscurità. Le loro vicende umane, i loro dolori, le loro gioie, le grandi sconfitte e le piccole vittorie, gli smarrimenti e le rinascite ci danno la misura della difficoltà della loro via iniziatica e ci possano rinfrancare nell’accettazione della nostra personale pochezza, nella nostra terribile fatica a perseguire la via metafisica. La perdita degli archivi Martinisti italiani, dopo la morte di Marco Egidio Allegri, ci impedisce una analisi storicamente corretta delle personalità dei personaggi del primo Martinismo nel nostro paese. Ma ogni tanto affiorano delle notizie che ci possono indirizzare. Cosa sappiamo, ad esempio, di Mary Tibaldi Chiesa, citata come Martinista da Gastone Ventura nella sua opera Tutti gli Uomini del Martinismo? Ben poche cose: la sua militanza repubblicana, la sua opera politica a favore della dignità e della liberazione della donna, la sua adesione alla Massoneria del Diritto Umano. Eppure varrebbe la pena di analizzare la sua vita, la sua storia, le sue idee spirituali, che la portarono ad aderire al Martinismo. E quali furono i personaggi e le famiglie che ospitarono nella Maremma toscana Louis Claude De Saint Martin ed il Principe Galitzine in occasione del loro viaggio in Italia? La vaga tradizione di una fondazione, in tale occasione, di un Centro di Amici di Saint Martin a Follonica che fondamento ha? Il nostro Ordine non ha soltanto una finalità iniziatica individuale, ma anche un compito collettivo, quello della reintegrazione dell’umanità, che si persegue anche attraverso il ricordo storico di ciò che è stato, di ciò che ha operato, di ciò che hanno operato i suoi membri. Vorremmo quindi esortare tutti i Fratelli a contribuire. Con correttezza filologica, a rintracciare documenti e tracce di ciò è stata la storia del nostro Ordine, forse più gloriosa di quello che può apparire oggi. Per quanto riguarda i personaggi Martinisti della Francia del 1880, la traduzione di un’opera rara e preziosa, quella di Victor Michelet, Les Compagnons de la Hietrofanie, potrà aiutarci a capire veramente l’umanità dei fondatori del Martinismo moderno. Da Papus in poi, nelle prossime puntate metteremo in luce gli slanci spirituali, le beghe e le inimicizie interne, o la storia di amicizie salde durate una vita intera. Da Henry de La Touche a Balzac, da Chaboseau a Detré, da Wronski a Phaneg, gli uomini del Martinismo mostreranno il calore di ciò che in loro è stato troppo umano, ed il fuoco stesso che ha trasceso la loro umanità.

 

Giovanni Amendola

Pier Pacchioni

Carlo Gentile

Honorè de Balzac

Charles Baudelaire

Gabriele D'Annunzio

Claude Debussy

Renè Guènon

Eliphas Levi

Papus

Peladan

Ugo Gorel Porciatti

Willermoz