L’apertura
della Via
Isha Schwaller de Lubicz
Traduzione italiana di
I. Introduzione
Una
mentalità che incatena l’uomo si è formata a partire da una vita sovreccitata
(ingozzatura dei sensi e dell’emotività richiamanti impressioni vieppiù violente)
che richiede continuamente, nella fretta del nuovo, del cambiamento nella
spirale dell’invidia. Da questa mentalità derivano due caratteristiche
essenziali:
·
L’insaziabilità: diretta
nel senso della Quantità piuttosto che in quello della Qualità;
·
Il bisogno di
fretta.
La vera intuizione o “visita dello Spirito” non può effettuarsi che nel Silenzio e nell’Inazione.
Infatti, il lampo d’intuizione[1] non può essere
afferrato che in uno stato interiore ricettivo ed essere maturato nel silenzio
attento. Questa disposizione interiore (calma dei nervi del cervello e del
cuore) è incompatibile[2] con
l’impazienza degli appetiti sensoriali e nervosi dell’uomo moderno.
La
coscienza profonda è la percezione di ogni esperienza vissuta registrata dal
nostro intimo essere[3]. Se
la coscienza fisica può essere realizzata all’insaputa della nostra volontà, la
coscienza cerebrale si metterà sempre al servizio dei diversi appetiti per un
comune accordo del cervello e del cuore.
Lo
stato d’infanzia, condizione di accesso al regno dei cieli, è la sottomissione del mentale agli impulsi dello
spirito e del cuore[4]. I mezzi
dati dai grandi Iniziati sono la semplicità di cuore e di pensiero, la
soppressione dell’odio e della violenza, questo al fine di ri-assare la
coscienza umana. LaoTsé definisce la Saggezza come la suprema docilità ad
essere il giocattolo delle circostanze fortuite.
L’elemento
immortale dell’uomo il suo Ka o elemento Cristico, Horiano vuole unirsi
all’uomo. Ma questa è la grande paura della nostra personalità mortale.
Prima Parte: l’Essere Umano
Descrizione del Mezzo, dei
combattenti, delle armi e della lotta
II La libertà della ricerca individuale
La
massa ed i chiamati. Possibilità di cercare liberamente la luce abbandonando
gli obblighi dottrinali, se sono un impedimento.
Il
male che arreca l’uomo peccatore è nella trasgressione di una convinzione sia
questa giusta od erronea. Questa consente l’evoluzione e la rimessa in asse
dell’individuo. La convinzione è necessaria. Non s’impara che quanto si è
sofferto e provato interiormente. L’aiuto apportato non dà che consigli, conta
soltanto l’esperienza personale.
III Il grande problema
Frenare e chiudere il cerchio per ascoltare
interiormente i richiami, i rimorsi, gli avvertimenti che i crucci quotidiani
soffocano costantemente. Porsi al di là delle considerazioni degli altri,
del trantran ed approfondire gli elementi di certezza e d’incertezza, l’oggetto
del desiderio o d’insoddisfazione. Questo consentirà il rimettere in asse in
rapporto agli impulsi della nostra coscienza interiore.
IV La persona umana
A)
Due volontà
Il fatto
di aspirare ad uno stato di essere superiore testimonia una insoddisfazione dello stato attuale che si
manifesta con la presenza latente di una
coscienza diversa da quella dell’essere animale. L’uomo può rimanere
sordo a questo invito o sforzarsi di seguire l’impulso.
Le due
volontà sono:
·
La volontà
personale: subisce le mutue reazioni degli elementi che la compongono (fisico,
emotivo, mentale);
·
La volontà di
luce; più sottile.
Se il richiamo della volontà di luce si fa sentire
nell’uomo vi è inevitabilmente lotta con la volontà personale per
divergenza di obiettivi e mutua ignoranza. L’armonia
si ottiene con la concordanza reciproca delle due volontà.
Il dominio di sé non è il dominio dell’automa con
l’osservazione e la dissociazione dagli impulsi passionali, fisici, emotivi ed
intellettuali. Questo dominio si esercita sugli stati inferiori dell’uomo ed il
metodo di dissociazione si oppone a qualsiasi contatto con la parte spirituale.
La dissociazione o la volontà non
permetterà mai la trasmutazione delle energie vitali, nervose o sessuali in
forze spirituali.
B)
Costituzione
dell’automa
Stati
d’essere sottili hanno il loro punto di contatto fisico in certi centri vitali
per mezzo dei quali l’automa può entrare in relazione con loro.
L’uomo è
costruito ad immagine dell’universo. Come i pianeti, le Funzioni si sono incarnate nel suo corpo sotto
forma di organi. Sono le specifiche della Coscienza. Il cuore
centrale è il vaso di scambio ed il regolatore del flusso sanguigno veicolo
della vita animica. La fonte animatrice,
sede della vita spirituale e fonte dell’intelligenza del cuore è il nostro
cuore occulto situato tra il cuore ed il plesso solare di cui tutta la zona
cardiaca è la sfera di irraggiamento. Il ruolo dei pianeti è analogo a
quello degli organi.
Vi sono
tre manifestazioni dell’energia che ci vitalizza:
·
Sistema nervoso,
·
Meridiani,
·
Fuochi, segreto circuito dei centri zodiacali, il
triplice serpente della colonna dorsale[5].
L’intero organismo
conserva questo fuoco di cui lo Spirito cosmico è la fonte:
·
I polmoni lo
aspirano con l’aria che purifica ed anima il sangue;
·
Gli organi di
digestione, animati da questo sangue trasformano l’energia in calore animale,
liberata dalla decomposizione e dalla trasformazione degli alimenti;
·
Il risultato finale, a ciclo sublimato, porterà al
sangue, poi al midollo l’energia specifica per l’assimilazione individuale;
·
Il fuoco segreto della colonna vertebrale opera
l’ultima trasmutazione nella quale il fuoco segreto della genesi umana
raggiunge il Fuoco del suo inizio.
A questa opera non manca
che un anello che non dipende più
dall’automatismo animale ma dalla decisione spirituale dell’individuo: è
quello della sovra-animazione attraverso
il Desiderio. È il miracolo dell’Amore attraverso cui l’Io
s’interiorizza nel Sé.
In
più sono passivi (danno) il lato destro dell’uomo, la sua mano destra, e la
parte anteriore del corpo (dove si trovano gli organi per la conservazione
della vita: ingestione, trasformazione, assimilazione).
Quattro
umori, che devono essere equilibrati, colorano ed influenzano le
caratteristiche dell’individuo a seconda della loro predominanza
nell’organismo:
·
Linfa: di
carattere lunare (bianca), elemento di substantazione;
·
Sangue: di
carattere solare (rosso), elemento di animazione e di vitalizzazione;
·
Bile: di
natura verde, elemento di separazione e dissoluzione (Amarezza);
·
Atrabile: di
natura nera, elemento di contrazione (Malinconia).
Gli
Organi:
·
Fegato:
caratteristiche della persona e sua eredità; colora con le stesse
caratteristiche l’energia sessuale di cui è l’economizzatore. Come Giove è un
sole personale. Genera
·
Milza:
rapporto diretto con il cuore fisico e spirituale. Con il cuore ha un ruolo
Saturniano equilibrante. Con il pancreas e lo stomaco ha sul cuore un’influenza
di zona. Sede della forma eterica che porta l’eredità materna. Regge
l’emotività personale. Con il cuore spirituale è la zona di reazione della
coscienza spirituale. Sede di Ermete.
·
Cuore: è il
centro ed il regolatore dell’intero corpo con il suo propulsore ed il suo
animatore. Così le funzioni organiche sono migliorabili dal cuore ed è
reciprocamente dipendente dall’equilibrio degli organi che lo servono.
î
Il cuore spirituale è il sole animatore del cuore fisico. È il Fuoco spirituale
risvegliato ed accresciuto dalla meditazione e dall’attenzione vigilante. Sede
della Presenza, amoroso del Ka divino. Con la milza è la zona di reazione della
nostra coscienza spirituale.
î
Il cuore
fisico è il ministro del cuore spirituale.
î
Il propulsore del
cuore fisico è il maestro del cuore che ha
il suo meridiano di energia. È l’agente energetico intermediario tra il cuore
spirituale e fisico, dunque in rapporto tra il Cosciente e l’automa. Regge i
battiti del cuore e l’azione energetica di tutte le zone sessuali (ed i reni).
Regola il flusso del sangue e l’energia
dell’intestino tenue che apporta al sangue il Ciclo. Il
maestro del cuore regge i tre riscaldatori (respiratorio, digestivo, sessuale)
che reggono energicamente tutti i circuiti, cioè la ripartizione di tutti i
fluidi.
Il
controllo dei circuiti: Tutto
è retto dal Maestro del Cuore. Siccome serve da intermediario tra il cuore e la
Coscienza superiore, quest’ultima può dunque agire per suo mezzo. Siccome
il maestro del cuore regge il circuito rigeneratore del sangue si può agire
coscientemente sulla respirazione per un acquietamento o un’animazione
intensiva. Allo stesso modo il circuito Maestro del cuore a Reni a Sesso gli dà la possibilità di trasmutare la forza sessuale
per suo mezzo.
Alchimia
interna, l’Impulso ed agente di tutte le operazioni della natura: il FUOCO
VIVENTE. Se le sue manifestazioni sono
molteplici, la sua fonte è unica. È il Verbo di San Giovanni, il
fuoco animatore del mondo, lo Spirito ed il Cristo nella sua incarnazione
umana. Si manifesta nel corpo con la vita del sangue e degli organi, con la
forza energetica del midollo e del sistema nervoso. Più sottilmente è il
Caduceo, il triplice fuoco.
V.
Dell’anima e
della coscienza.
Ogni cosa
è una manifestazione del Verbo ed una coscienza specifica.
A prima
vista la coscienza presso l’uomo è duplice:
·
La coscienza
istintiva (innata) è addormentata presso l’uomo dalla sua educazione.
·
La coscienza chiamata volgarmente «coscienza» è la coscienza cerebrale subita piuttosto che voluta.
L’uomo subisce degli
impulsi, il suo libero arbitrio è illusorio. La sua «coscienza» è lo specchio
riflettente dei pensieri o delle deduzioni basate sull’associazione di idee o
di impressioni o di emozioni di cui l’uomo è incapace di discernere la provenienza e
Tuttavia
le possibilità di coscienza presso l’uomo sono triplici:
·
L’automa: È l’uomo
mortale (fisico, emotivo, mentale). La coscienza innata, istintiva si
addormenta generalmente allo sviluppo delle sue facoltà mentali. L’uomo subisce
anche le influenze esterne (paese, famiglia, relazioni, educazione, legge, …).
Questa coscienza è mortale.
Senza sforzi volontari, gli altri due stati di coscienza immortali si
atrofizzano o si sviluppano all’insaputa dell’automa. Inoltre, questi due testimoni registrano a sua
insaputa le impressioni che li toccano e provocano anche nell’uomo delle
reazioni il cui valore e la fonte sono ignorate.
·
Il testimone Io (testimone
coscienza dell’Io): ha l’aspetto della personalità cioè del
suo ritmo personale risultato delle sue
caratteristiche ereditarie ed astrali. Le condizioni della sua
incarnazione sono anche i loro risultati in quanto in affinità di ritmo. È
l’elemento Osirideo. Desidera la
continuazione delle esperienze personali (individuali) per lo sviluppo di tutte
le possibilità dell’Io. La sua sede è nel fegato ed il suo centro d’ascolto è nel cervello.
·
Il testimone
spirituale (testimone coscienza del Sé): ha l’aspetto spirituale impersonale dell’essere incarnato. È la sua
coscienza più alta e l’oggetto per la
trasmutazione. È il testimone del suo KA divino attraverso le
incarnazioni. È l’elemento Horiano che desidera
la liberazione dell’essere attraverso l’unificazione delle coscienze. La sua
sede è nella milza ed il
suo centro d’ascolto è nel centro occulto
del cuore spirituale.
L’idiota
o semplice di spirito è l’individuo sufficientemente semplice e spoglio di
opposizione mentale consentendo così l’incarnazione del testimone spirituale.
Hanno accesso a sorprendenti intuizioni.
In realtà
i due testimoni sono i due aspetti di una
coscienza unica dualizzata. Come Satana che è la
forza concretizzante, fissatrice e possessiva e Lucifero della natura di luce che è attirata dalla sua
fonte. Così la redenzione dell’aspetto satanico consiste nella discesa del
Cristo agli inferi per l’unione dei due aspetti diventati coscienti l’uno
dell’altro.
La redenzione non è l’eliminazione di uno dei due
aspetti ma la fusione dei due cioè l’accettazione del testimone spirituale
da parte del testimone Io. Da cui il programma seguente:
1.
Padronanza
dell’automa attraverso il testimone Io: l’essere umano diventerà
cosciente della fonte dei suoi impulsi, dei suoi organi e dei suoi istinti.
Egli si «risveglia». La condizione essenziale per il successo sarà
l’intelligenza razionale che si accontenta rigorosamente della constatazione
dei risultati senza interpretazione.
2.
Allargamento di
questa coscienza nella coscienza del Sé: questo secondo testimone non
aspetta che questa esperienza. Ogni
sforzo deve provenire dal testimone personale che elimina gli ostacoli
impedendo la manifestazione del testimone spirituale. Gli ostacoli da eliminare sono: i fini egoistici e
l’ostinazione nel mantenere i punti di vista personali. Così lo
sguardo interiore si apre su realtà di ordine universale.
VI. La meta
Il meta
è il risveglio e l’unificazione dei due testimoni.
Il cammino
è la rianimazione cosciente dell’intero corpo e la constatazione del ruolo
delle sue funzioni e di tutte le sue reazioni animiche. È infine la conoscenza
dei due testimoni e dei loro specifici ruoli.
Così si formerà l’ambiente capace di generare
il nocciolo spirituale che dovrà crescere ed ampliarsi per invadere il corpo
intero e realizzare il corpo incorruttibile.
Il primo
modo è la distruzione progressiva dell’automatismo e la conoscenza del dramma
dell’essere umano che è la lotta delle due volontà: personale e di Luce. Il
richiamo e l’inquietudine risultando essere avvertiti da una minoranza,
provengono dall’uno dei due testimoni o dai due. Sono possibili tre casi:
·
Richiamo del solo
testimone Io che porta alla riduzione dell’automa allo stato di docile servitore e la
ricerca dei poteri personali (dramma minore rispetto agli altri due).
·
Il testimone
spirituale cerca di dominare l’automa (abnegazione dell’Io).
·
Il testimone Io è
sollecitato dal testimone spirituale per cooperare alla realizzazione
del super-uomo. Allora inizia il Duello.
·
Il nocciolo spirituale è di essenza divina ma per ritrovare la sua
potenza gli occorre generarsi lui stesso in seno all’essere umano, nel suo
corpo, e mortificarvisi, rinascervi e resuscitarvi per generarvi
Non puoi trovare il tuo
Dio che generandolo tu
stesso attraverso le tenebre del tuo stesso
corpo! Quando questo corpo avrà preso coscienza di una sostanza diventerà Dio! Questa sostanza
non può avere altro Dio che il suo quando
essa è diventata la sua matrice ed il
suo Tempio! Non vi è
Dio che Dio e Luce che il Verbo; ma ogni creatura non può conoscere che il proprio Verbo; ed il Padre delle luci è
inaccessibile ed inconoscibile per colui che non ha imparato a comunicare nella
propria Unità.
VII. Il duello
Il testimone spirituale non è accessibile che attraverso l’intelligenza
del cuore. Occorre intendere per “intelligenza del cuore” quell’intelletto che si risveglia con la rianimazione
volontaria o involontaria del centro occulto situato tra il cuore ed il
plesso solare, cioè il nostro cuore spirituale.
Il suo primo ruolo è quello di creare l’impulso per
introdurre nel nostro comportamento uno stimolo superiore ai nostri stimoli
egoistici. Una volta accettato questo primo impulso il suo secondo ruolo è l’animazione dei nostri centri
occulti intuitivi e spirituali.
L’effetto della sua azione è la coscienza di una Presenza che soddisfa l’uomo
inquieto in sé togliendo l’impressione dolorosa di incertezza e di impotenza.
Questo è
il primo attore. Il secondo che resiste all’impersonale è l’automa (fisico,
emotivo, cerebrale) ed il testimone Io.
I due
testimoni hanno obiettivi opposti:
|
Ego |
Sé |
|
Personale |
Impersonale |
|
Continuità
sulla terra |
Unione
all’umano per trasmutarlo |
|
Sapere
cerebrale |
Apertura
del cuore alla conoscenza intuitiva per
l’ottenimento dei valori assoluti |
|
Mediocrità |
Senso
dell’eccesso (trampolino) |
|
L’utilità |
Amore
del reale invariabile |
Due forme di duello:
·
1a lotta
tra l’automa Io ed il Testimone Io nel controllo cosciente delle funzioni
organiche, dei gesti e reazioni, il rifiuto di obbedire ad abitudini
ereditarie, alla routine… L’Io manifesta la sua volontà con suggestioni ed
impulsi di cui l’automa discute l’opportunità e ai quali cerca di sottrarsi.
L’Io deve allora, far balenare l’esca di
interessi personali, padrona dei poteri. Il primo effetto farà uscire l’automa
dal suo sonno. Il secondo sarà di dare alla vita quotidiana un interesse
insospettato (interesse del domatore che padroneggia la belva). Il senso sarà
sempre quello dell’esaltazione dell’Io. La
trappola è dunque la glorificazione dell’Io. La conseguenza funesta sarà di
rimanere fermi lì e di non proseguire. Per questo occorre risvegliare il
secondo testimone fin dal primo risultato ottenuto.
·
2a lotta:
Automa e testimone Io si alleano contro gli impulsi del testimone
spirituale. Quest’ultimo non agirà con i mezzi pratici di cui si è servito l’Io
ma con insinuazioni, con alternative di idee luminose, di gioia e di
silenzio tenebrosi creando così l’insoddisfazione. Il cuore
rimarrà solo a resistere. Il suo effetto sarà l’equilibrio dell’organismo e
Seconda parte: l’orientamento del cammino
VIII.
La via del cuore
La
conoscenza dei poteri del cuore è indispensabile per la pratica della via di
mezzo in quanto questa deve ottenere la preponderanza della sua influenza.
Questa via è un gioco di equilibrio tra l’egoismo dell’Io e l’altruismo del Sé.
Soltanto il Cuore può realizzare questo prodigio di equilibrio.
Anzitutto
risvegliare con una vigilanza costante la Coscienza dell’Io e nello stesso
tempo prendere coscienza, con la mediazione del gioco vitale, delle nostre
funzioni organiche. Ma dal momento che l’Io cosciente è risvegliato, bisogna
sottometterlo al controllo della nostra coscienza spirituale. Ma per ottenere
questa abnegazione dell’Io, bisogna offrirgli una compensazione. Questa non può essere che una
gioia superiore alle sue piccole gioie egoistiche. Questa Gioia è la Luce che illumina ogni nuova tappa del
cammino. È l’entusiasmo che
deriva da ciascun risveglio della Conoscenza. A questo scopo fare frequenti
mediazioni sul cuore.
La mediazione sul cuore consiste nel concentrare
tranquillamente l’attenzione sul cuore e la zona situata tra il cuore ed il
plesso solare (sede fisica del cuore spirituale). Occorre
concentrarvi tutta la nostra attenzione vigilante per:
·
Ascoltare i
suggerimenti del nostro Testimone Spirituale;
·
Mantenere il
Fuoco animatore.
La coscienza di questa presenza è la forza che
permette di sormontare gli ostacoli se costantemente intensificata dalla
meditazione.
La mediazione:
·
Inizia con un
intenso sforzo di identificazione del nostro cuore con il cuore cosmico che è la
nostra fonte di vita e di luce, centro e principio di ogni affinità;
·
Poi col lasciarci
penetrare dalla potenza pacificante del nostro cuore totale (fisico
e spirituale);
·
E dargli il
suo pieno effetto con la nostra certezza (autentica compenetrazione che è
diversa dall’autosuggestione);
·
Lasciar cadere
ogni sensazione d’ansia, di rancore o di pessimismo, che impediscono questa
comunione.
La prima difficoltà della via del
cuore è la sua semplicità che necessita:
·
Semplicità di direttiva: chiarificazione del fine
con soppressione delle deviazioni superflue e delle inutili insidie;
·
Semplicità di pensiero: eliminazione di tutte le
idee estranee alla natura dell’oggetto;
·
Semplicità di cuore: distacco da ciò che non è
essenziale al fine perseguito, distacco dai pregiudizi, opinioni, credenze per
pervenire alla ricerca del Reale con l’ingenuità di un bambino che guarda il
mondo con occhi nuovi (osserviamo che per il sapere abbandonato temporaneamente
l’essenziale ne sarà illuminato da un nuovo discernimento).
IX. La Fonte
Non vi è che una Fonte:
Nessuno
può pretendere di rivelare la Verità ad altri, in quanto non si è istruiti che
da se stessi. Un libro ed un maestro possono indicarne le disposizioni
necessarie per trovarla; ma spiegarla sarebbe sopprimerne anticipatamente
X. La conoscenza
La
conoscenza non è una scienza ma uno stato: lo
stato di identificazione con uno stato di essere o una funzione
(unificarsi con la cosa, confondervisi).
L’uomo ha in sé tutte le possibilità di conoscenza ed
è in se stesso che deve ricercarle. Il migliore istruttore non può né
dare la coscienza, né infondere
Conoscere è «nascere con», è aprire
gli occhi sulla natura di una cosa come se si nascesse con lei, in modo che
questa percezione risvegli la coscienza di ciò che vi è di analogo in noi
stessi. Se sono completamente rilassato, se non credo e non pretendo di sapere,
posso sentire in me le risonanze di ciò che vorrei conoscere, come
un’arpa risuona su tutte le armoniche della nota che è stata pizzicata.
Occorre
partire semplice di spirito, la testa e la memoria vuote, il cuore ardente dal
desiderio di aprirsi senza costrizione. (Semplicità di Cuore e di pensieri).
L’immagine
è il mondo delle forme nel quale evolviamo il nostro corpo, i nostri sensi ed i
nostri pensieri. La Realtà è il mondo del movimento dello Spirito, nel quale
anche viviamo, ma senza saperlo.
XI. Il discernimento del discernimento
Il
discernimento è la differenziazione certa tra la realtà percepita e la
possibilità d’illusione di questa percezione.
Ogni
certezza è il risultato di una
esperienza:
·
La certezza è relativa se è il
frutto di una esperienza sensoriale, emotiva o mentale;
·
La certezza è indubitabile se è il
frutto di una esperienza spirituale reale di identificazione.
L’identificazione è l’unione di una parte di un essere con l’oggetto
della contemplazione.
L’identificazione autentica è una comunione di ciò che percepisce con ciò che
è percepito, comunione che esclude ogni intrusione di nozioni estranee alla
realtà dell’oggetto percepito.
La
conoscenza certa è l’identificazione cosciente realizzata con il controllo
perfetto delle facoltà mentali (padronanza dell’instabilità, ruolo neutro).
L’identificazione incosciente è accidentale (percezioni intuitive che prive di
discernimento non sono certezze).
Il
discernimento del discernimento è la possibilità di differenziare senza errore
la qualità dell’identificazione: certezza o probabilità.
XII. Il Centro
Nelle
Genesi di ogni cosa la formazione del Centro è la prima necessità.
Il Centro
deve essere:
·
Armonizzato con il
seme o germe;
·
Maturo: cioè
pronto a ricevere il seme in vista della gestazione;
·
Puro: la
purezza non è l’assenza di lordure ma l’omogeneità conforme
al suo tipo specifico.
Le
condizioni per la formazione di un tale Centro in sé sono:
1.
Riconoscersi in tutte le tendenze profonde del
proprio essere reale;
2.
Risvegliare e rieducare i propri sensi interiori;
3.
Coltivare ed intensificare la volontà di luce.
A) Il Desiderio
Il
Desiderio onnipotente è un magnete ed una
potenza magica. Anima tutte le cellule di un essere fino a renderlo idoneo a
cogliere l’oggetto della sua affinità. Consente così il ri-orientamento dell’intero essere (corpo, anima
e spirito). È così possibile creare, in sé, il Centro necessario alla propria
Genesi.
Per
questo il Desiderio non deve essere confuso con ciò che gli uomini chiamano il
desiderio. Quest’ultimo corrisponde a voglie ed affinità per bisogno di complementarietà.
Esiste
anche un grande pericolo che consiste nel generare dal proprio desiderio un
falso Dio! Il vero Desiderio non riguarda alcuna formula né immagine. Attrae
B) Le tendenze
L’analisi
delle tendenze in sé permette di scoprire quelle che reggono il nostro intimo
essere. Eliminando le tendenze estranee e padroneggiando con la Coscienza le
nostre vere tendenze, potremo allora diventare
un sole brillante di propria natura piuttosto che trascinare dietro a sé tutta
una serie di schiavitù.
Esistono
tre specie di tendenze. Le prime due ci sono estranee. Soltanto l’ultima
corrisponde al nostro essere reale.
1.
Le tendenze ataviche
Corrispondono
alla firma dei nostri antenati, alla
nostra tendenza familiare ed alla nostra razza. Sono veicolate di generazione in generazione dal sangue (anima
animale) ed impongono il loro ritmo
contaminando tutte le cellule del corpo e tutti i globuli rossi.
Sono tanto più forti e profonde quando le famiglie e le popolazioni vivono
strettamente chiuse nel loro cerchio.
È possibile cancellarle con l’imposizione di nuove
impronte. Talvolta sono cancellate o deformate dalle tendenze meccaniche. È il
caso osservato presso gli immigrati (apertura e flessibilità di abitudine, di
giudizio e di idee). Per la Ricerca, è importante sforzarsi di cancellarle.
2.
Le tendenze meccaniche
Sono i riflessi meccanici di tipo cerebrale ed affettivo. Sono impressi nelle nostre cellule dall’educazione e
dall’influenza quotidiana dell’ambiente esterno (sociale e religioso).
È
necessario liberarsene e quindi togliere le barriere delle sue difese e dei
suoi pregiudizi. Per identificarsi al reale, abbandoniamo tutti i giudizi
preconcetti, le opinioni di comodo, le convenzioni necessarie per le relazioni
sociali. Così l’obbedienza cieca e la mediocrità fanno posto all’audacia
responsabile.
3.
Le tendenze passionali o profonde
Queste
tendenze sono forze tiranniche legate al nostro destino. Sono forze elementari della Natura che non possono essere
cancellate con un atto di volontà. Sono soltanto modificate dal nostro temperamento fisico. Questi è
il risultato delle proporzioni dell’associazione dei quattro umori (sangue,
linfa, bile e atrabile).
La passione è di ordine istintivo ma la Coscienza può
saziarla come uno strumento di lotta per la Luce.
XIII. Il problema sessuale
XIV. L’Inevitabile Alternanza
XV. Vigilanza e Meditazione
Sapere
non è conoscere e la conoscenza di se
stesso esige di risvegliare la coscienza di tutti gli elementi componenti, cioè
il fisico, lo psichico ed il mentale. Sono i tre aspetti dell’Io
automa.
Per
ottenere questa presa di coscienza, occorre ottenere una vigilanza senza nervosismo. Vegliare non è dormire ed
affatto un’introspezione. Le
preoccupazioni della nostra esistenza quotidiana assorbono tutte le nostre
facoltà a spese della nostra vita interiore. Per cui questa assenza di
vigilanza ci mette in stato di sonno.
Per
consentire al Testimone-Io di farci conoscere i nostri stati fisico, psichico e
mentale, dobbiamo prestargli
un’attenzione costante, osservando il nostro Automa nel suo comportamento.
Questa
vigilanza diventerà presto fastidiosa se non
fosse giustificata da un interesse
stimolante. Per questo è necessario praticare
frequentemente la meditazione (stato meditativo che ci fa uscire dalla
nostra sonnolenta incoscienza).
Lo stato
di Meditazione stabilisce una mediazione
tra l’Automa ed il Testimone-Io al fine di conoscere e di reggere
saggiamente l’armonia delle nostre funzioni organiche. È uno stato mediatore tra il pensiero e l’intuizione,
uno stato di attenzione concentrata sulla parte dell’individuo di cui si vuole
risvegliare la coscienza.
Questa
mediazione necessita di un tranquillo
rilassamento fisico e mentale. Tuttavia il
pensiero comincia col giocarvi un ruolo per rammentarsi gli organi che occupano
la zona considerata; ma se la mediazione è ben condotta, il pensiero dovrà poco a poco cancellarsi per
consentire all’intuizione di esprimere la conoscenza vitale che ne nascerà. Questa
conoscenza non è che il risveglio della
coscienza innata, e questo
risveglio avviene con l’attenzione concentrata su tale o tal’altra zona.
Ecco i
soggetti essenziali per la meditazione:
·
I nostri quattro
corpi fisici (corpo osseo, corpo di carne, di vasi e di nervi):
prendere coscienza del ruolo di ciascuno di essi nell’armonia dell’insieme.
·
I raggruppamenti
organici (gioco d’influenza reciproca tra gli organi che li compongono).
î
L’albero di
scambio: il sangue e l’energia sono due
potenze vitalizzanti:
·
Albero di vita
sanguigno: le radici sono nei reni ed i ramoscelli nei polmoni. (Il sangue è il
ricevitore ed il trasformatore dell’aria e del fuoco inspirati dai polmoni).
Diversi organi cooperano a questa trasformazione.
·
Albero di vita
energetico: costituito dal midollo della colonna vertebrale, da cui le radici si
sfilacciano nella zona del sacro e da cui lo sbocciare avviene partendo dal
bulbo dell’encefalo.
·
I meridiani.
î Le Sette Funzioni:
che regge ciascuno un gruppo di quattro organi che si trovano per questa
identità funzionale in relazione simpatica.
|
Digestione - Bocca - Stomaco - Intestino tenue -
Intestino crasso |
Selezione (purificazione per separazione) - Intestino
tenue -
Intestino crasso - Fegato |
Escrezione -
Intestino crasso -
Vescica - Polmoni - Pelle |
Individualizzazione (assimilazione) - Intestino tenue - Fegato - Polmoni - Reni
+ ghiandole genitali |
|
Trasformazione del
sangue - Fegato - Milza - Polmoni - Midollo |
Generazione di
sostanza - Intestino tenue (chilo) - Reni
+ ghiandole genitali - Milza
(globuli) -
Organi genitali (con il seme e l’ovulo) |
Trasmutazione del
sangue in Energia -
Midollo e certe ghiandole (?) |
î
Le Quattro Zone: il cui orientamento dà una caratteristica particolare agli organi
che vi sono inclusi. Ciascun organo è attorniato da una zona che è il “Centro” nel quale si è generato e si rigenera
continuamente. Questa zona costituisce la sua
atmosfera nello stesso modo che la sfera di un astro si estende ben al di là del
suo globo. Le radiazioni dell’organo che crea l’atmosfera costituiscono la
sfera di scambio vitale in quanto
è penetrata dalle radiazioni degli altri organi. Questa influenza del centro
spiega l’esistenza di affinità tra
diversi organi di una stessa zona. Allo stesso modo questo spiega la rete dei meridiani di energia che
esteriorizzano nella pelle, ultima sfera apparente del corpo, la sensibilità
degli organi.
|
Lato sinistro -
Stomaco - Milza - Pancreas |
Lato destro -
Fegato - Vescicola biliare - Pancreas |
Zona alta -
Polmoni/bronchi - Trachea arteria - Laringe - Cuore con i vasi del circuito
sanguigno respiratorio |
Zona bassa -
Intestino tenue - Intestino crasso - Reni |
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Ciascun principio
funzionale che domina in ciascuna zona (sono i quattro organi detti
figli di Horus che possono, se l’uomo ne diventa cosciente, partecipare alla
resurrezione dell’Horus umano):
·
Zona alta: Polmoni; Cinocefalo; fuoco, luogo di
rianimazione del sangue; sede della vita animica, e dello slancio di vita
incosciente delle cellule e dell’Automa;
·
Zona bassa: Intestino tenue; Falco; chilo e nutrimento;
grande alimentatore del corpo, che seleziona le sostanze alimentari e le
trasforma in nutrimento assimilabile;
·
Zona sinistra: Stomaco; Sciacallo; decomposizione; che
apre la strada alle funzioni di digestione il cui prodotto finale nutrirà il
sangue; chiamato bocca del cuore;
·
Zona destra: Fegato; Uomo; bile che permette all’intestino tenue
la separazione del puro e dell’impuro; dove sono inscritte le caratteristiche
della persona; sede dello slancio di vita personale; organo reattivo del
Testimone-Io.
La condizione per il successo è la continuità.
Per
quanto questa concentrazione meditativa o mediazione abbia un oggetto fisico,
agisce peraltro su stati più sottili che si risvegliano progressivamente.
Il principale ostacolo è la resistenza della
persona che si esprime con la critica cerebrale e l’aggressività biliosa: da
cui la necessità di imparare a spezzare
il circuito bile-cervello.
La maggioranza dei
disturbi organici è causata dell’emotività, l’apprensione, la stizza, in
generale da pensieri o fatti che contrariano la volontà personale o gli impulsi
passionali. La prima cosa da fare è di interrompere il contatto tra la bile ed
il cervello dirottando energicamente il pensiero del soggetto penoso. Non si
tratta di trovare argomenti convincenti ma di interrompere bruscamente il
contatto costringendosi ad esempio ad osservare attentamente un oggetto
qualsiasi.
Questo piccolo accorgimento di padronanza è capitale in
quanto dà la vittoria all’Io cosciente sull’Automa nel suo attacco più
anarchico.
XVI. Comportamento generale
Il risveglio è cessare di essere addormentato,
di subire gli impulsi ed i gesti abitudinari dell’automa che devono
costantemente essere controllati dall’Io Cosciente. Dopo il risveglio viene la veglia continua del Testimone-Io. La meta è la
sottomissione dell’automa al Testimone-Io conformemente alle ispirazioni del
Testimone Spirituale.
Il risveglio si effettua in due tappe di cui
la prima porta sul mentale ed il fisico attraverso la soppressione dalla
tirannia delle abitudini e l’economia della forza vitale e la seconda sul
fisico con il risveglio della coscienza istintiva.
A) Soppressione della tirannia dalle abitudini ed economia della forza vitale
Al
livello del mentale e del fisico, questo consiste nel:
·
Evitare le
chiacchiere, il vaniloquio delle preoccupazioni, i movimenti bruschi ed
inutili.
·
Sorvegliare i
gesti per spezzarne l’automatismo; modificare temporaneamente uno
o l’altro dei gesti abituali.
·
Sforzarsi di
rendere le nostra membra indipendenti facendo loro eseguire
simultaneamente movimenti dissimili per ciascuno di essi.
·
Non permettere
più ai molteplici aspetti dell’Io di imporci le loro incoerenti volontà, né le
loro opinioni pregiudizievoli. Guardarsi agire ed osare di decidere, nel nostro
Io cosciente, nel modo di essere di pensare che corrisponde alla
nostra meta attuale.
·
Sorvegliare le
fasi della liberazione da ciascuna abitudine vinta.
Attenzione
a non subire una nuova schiavitù da questa vigilanza! Non bisogna né analizzarsi, né contrarre la propria
volontà in uno sforzo turbato dalla paura dell’insuccesso. Vegliare, è
osservare sinceramente gli stimoli reali dei nostri comportamenti. È tenersi
in contatto continuo con il Cuore in quanto sede del testimone spirituale che è
la fonte del discernimento.
B) Il risveglio della coscienza istintiva
Le potenze fisiche dei nostri organi fisici sono forze
animali naturalmente sottomesse all’uomo che sa e vuole comandarle nella giusta
attitudine del domatore. Egli dovrà non
avere alcun dubbio della sua superiorità di uomo su queste potenze. E saprà
che è attraverso la sua coscienza innata
(istintiva) delle nature inferiori che potrà prendere contatto e non con
la sua volontà condotta dal suo mentale. Soltanto allora potrà dominarle
con la saggezza, senza violenza. La coscienza dell’Io deve reggerle senza
esserne lo schiavo impietosendosi sulla preoccupazione timorosa della «mia
digestione», del «mio cuore fragile»…
La tecnica utilizzata sarà la Meditazione per il
Risveglio degli organi la cui conseguenza sarà il distacco dai dettagli per
ascoltare in sé l’eco delle forze animiche della Natura. L’uomo sente la Natura istintiva, subendo le
spinte delle sue stagioni, dei suoi movimenti ciclici e dei suoi accidenti
fortuiti. Può subirli istintivamente (senza reticenze mentali) o coscientemente
(dietro sviluppo della duplice coscienza dell’Io del Sé).
Per pervenire al risveglio della coscienza istintiva,
occorre, quotidianamente, risvegliare la coscienza funzionale degli organi con
una concentrazione meditativa senza contrazioni[6]. Immediatamente dopo
bisogna praticare intensamente la mediazione del cuore[7] per dare al Testimone
Spirituale la sovranità sull’Automa e sull’Io cosciente.
Questo modo è una via rapida dove l’istinto diventa un
preludio della Conoscenza intuitiva, dove l’azione vigilante rimpiazza
l’automatismo e dà all’essere umano le possibilità di uno stato superiore
sereno.
L’atteggiamento
interiore[8] è il
grande mago in questa via, ma non compie miracoli se non è praticamente
effettuato e non solo idealmente sognato.
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[1] - Ermete messaggero degli dei.
[2] - L’iniziato deve chiudere il suo cerchio da cui la fine di un’ascesi laica nella vita quotidiana.
[3] - Questa percezione ricevuta dal nostro corpo terrestre è talvolta trasmessa al corpo dell’aria per intermediazione del corpo lunare. Spesso deve rimanere al livello lunare.
[4] - L’intuizione di Ermete si sviluppa e guida veramente i passi dell’iniziato.
[5] - Il caduceo di Ermete.
[6] - Vedi capitolo: Vigilanza e Meditazione.
[7] - Vedi capitolo: La Via del Cuore.
[8] - Ad esempio: desiderio rassegnato? Desiderio Volontario; Ricerca di una Gioia superiore sufficientemente intensa per non spegnerne il ricordo.