LE BIOGRAFIE MARTINISTE

 

JOSEPHIN AIMÉ PÉLADAN

 

Josephin Aimé Péladan

Nato a Lione il 28 marzo 1859, morto a  Neully sur Seine il 27 giugno 1918.  Si faceva chiamare Sâr Merodak, dal nome di un personaggio principale di una delle sue novelle, o Sâr Peladan. Sâr è una parola assira che signidfica Re. Personaggio eccentrico dell’epoca simbolista, poeta, scrittore, drammaturgo, fu amico di Stanislas de Guaita (con cui saltuariamente rompeva, per rivalità in questioni di donne) di Gabriele D’Annunzio, che era un suo estimatore, di Eric Satie, il musicista e compositore che scrisse la musica per i suoi drammi e fu il musicista ufficiale dell’Ordine Cabbalistico della Rosa+Croce, di Debussy, di Gerard Encausse (Papus). il personaggio più importante dell’esoterismo europeo della sua epoca e di molti degli intellettuali della sua epoca. Nella galleria Durand-Ruel, Peladan organizzò un importante evento artistico della vita parigina, il Salon des Rose+Croix. Nel 1893, dal 38 marzo al 30 aprile, vi si tennero numerose tenute artistiche e che fu visitato da 23.000 persone. Il Salon fu ripetuto anche nel 1897.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Manifesto del Salon des Rose+Croix: Dante templare e Sâr Merodak

 

Peladan era un ammiratore convinto di Wagner, e si dichiarava capace di interpretarlo profondamente, intimamente, esotericamente. Da quest’ispirazione, nacquero due tragedie, Babylonie (1895) e Le Prince de Bysance (1896).

Altre sue opere furono:

Drammi: Prometeo, Edipo e la Sfinge, Orfeo, La Rosa Croce, il Mistero del Graal, I Figli delle Stelle, I Devoti di Avignone,

Critica d’arte o letteraria: La Dernière Leçon de Léonard da Vinci  (1904)

Libri: La Cerca del Santo Graal, Curieuse (1885), L’Initiation sentimental (1887). L’Art de la Guerre. La teoria dell’Androgeno, La Decandenza latina, Il Vizio Supremo, Come convertirsi in mago, Come convertirsi in una fata.

François Charle Barlet

Neo-cattolico e mistico, Josephin si forma in una famiglia eccezionale. Sua padre, Adrien, legittimista e cattolico, scrisse più di trenta libri di filosofia, storia, poesia. Pubblicava inoltre una rivista, Annales du Surnaturel ai XIX° Siècle, una sorta di bollettino dei miracoli. Suo fratello maggiore, Adrien, medico, che era uno studioso di metafisica e di scienze occulte, avrebbe ricevuto a Tolosa una trasmissione rosicruciana da Firmin Boissin (1835-1893), tolosano, che firmava con lo pseudonimo di Simon Brugal. Firmin a sua volta, aveva ricevuto la trasmissione dal Principe Balbiani di Palermo, discepolo di Cagliostro. Boissin avrebbe trasmesso l’iniziazione rosicruciana anche a Stanislas De Guaita (1861-1897). Deceduto in giovane età, Stanislas sarebbe potuto divenire un personaggio chiave del mondo metafisico europeo della sua epoca. D’antica e nobile famiglia comasca era stato amico d’infanzia e di scuola del romanziere Maurice Barrés, con cui come con Peladan, rompe spesso per motivi di rivalità nelle conquiste femminili. La sua formazione esoterica derivava in gran parte da Eliphas Levi, che chiamava “il Maestro dei Maestri”, ma soprattutto dalla tradizione Martinista e dalla “filiazione” Sinarchica da Fabre d’Olivet a Saint-Yves d’Alveidre. Stanislas era membro Consiglio Supremo dell’Ordine Martinista e nel contempo il fondatore dell’Ordine Kabbalistico della Rosa+Croce, di cui Papus era il massimo animatore, ed a cui appartennero i maggiori esoteristi del loro tempo. Dopo la morte di De Guaita, Papus si appropriò del Gran Magistero dell’Ordine, che per la verità era stato trasmesso a François Charle Barlet (1838-1921), pseudonimo di Albert Faucheux, che era stato uno dei fondatori della Società Teosofica in Francia. Barlet protesto per la prevaricazione di Papus, e lascio a René Guènon i rituali, i documenti e le insegne dell’Ordine. Guenon avrebbe così potuto rivendicarne il Magistero. Nel 1888 Peladan fu fra i fondatori dell’Ordine Kabbalistico della Rosa Croce, ma le divergenze latenti con De Guaita e Papus, derivanti dalla sua relativa ortodossia cattolica di fronte al  loro anticlericalismo, scoppiarono nel 1890. Peladan fonda un suo Ordine prima denominandolo Rosa+Croce Cattolica, poi Rosa+Croce del Tempio ed infine Rosa+Croce del Tempio e del Graal. Nell’Aprile del 1890 la Chiesa Cattolica scomunica l’Ordine Cabalistico di Papus e mette all’Indice la rivista L’Initiation. La Rosa+Croce Cabbalistica accentua il suo carattere anticlericale ed attacca Peladan sul L’Initiation. Un commento firmato a tre, Barlet, Papus e De Guaita affermava che l’aggettivo ”cattolica” applicato alla parola “Rosa+Croce” faceva “l’effetto di una casula sulle spalle di un quacchero o di un triangolo massonico al collo di un cappuccino”. La polemica fra Peladan e De Guaita assume anche carattere personale. Forse per una forma di competizione si innamoravano delle stesse donne e spesso si sfidavano pubblicamente a duello con la sciabola, duelli che, per la verità, terminavano in maniera incruenta. Agli attacchi della Rosa+Croce cabbalistica, Peladan regisce,emanando un manifesto (1890):


ACTA ROSAE CRUCIS

LA ROSACROCE DEL TEMPIO

 

Sotto il Tau, la Croce greca, la Croce latina, davanti alla Bellezza interiore e la Rosa crucifera, in comunione cattolica con Ugo di Payen e Rosenkreutz, il Sâr Peladan, Maestro dell’Ordine della Rosacroce del Tempio, assistito dal settenario formato da:

LL.SS.Gary de la Croze

Conte Léonce de Larmandie

Conte Antoine de la Rochefoucauld

Elemir Bourgues (1852-1915)

Saint-Pol Roux (1861-1940)

Samas

 

ORDINA

 

In nome di Gesù, solo Dio, e di Pietro, solo Re.

A tutti coloro che seguono il secondo versetto del Bereschit, sotto pena di esser espulsi dall’Ordine per sempre, di concentrare ogni sforzo di Luce sul piano artistico.

A questo fine si crea in questo stesso momento (essendo le sue istituzioni permanentemente segrete)

LA ROSACROCE ESTETICA

 

Verificata in Parigi, nella festa dell’Ascensione del Redentore e firmata dai Sette.

 

Peladan creò il suo Ordine come una sorta di: “Confraternita di Carità intellettuale, consacrata alla realizzazione d’opere di misericordia, secondo lo Spirito Santo, i cui membri si sforzano di aumentarne la Gloria e preparare il Regno. Esige tre voti: Idealismo per lo scudiero, di Fedeltà per il Cavaliere e di Obbedienza per il Commendatore. Chiede ai saggi l’assoluta confessione di Fede, di fronte alla quale tutte le contraddizioni sono sempre state apparenti e momentanee.”

Inizia così quella che i giornali parigini chiamarono la guerra “delle due Rose”.

Nel 1891 Papus, sull’Initiation così scriveva:

 

 

 

Gerard Encausse (Papus)

        

 

 

Considerando che un membro dimissionario del Consiglio, il signor Peladan, ha fondato nel 1890 una setta scismatica; considerando che questa setta, della quale il signor Peladan si dichiata Gran Maestro ed Arcimago, esibisce sentimenti di uiltramontanismo intransigente e d’affezione alla Santa Sede, ecc., diametralmente opposti ed ostili verso i sentimenti che in tutte le epoche hanno professato i Fratelli della Rosa+Croce; visto che il Signor Peladan ed i suoi hanno espressamente e pubblicamente, in termini ambiziosi e atti a far incorrere una confusione fra l’Ordine Cabbalistico della Rosa+Croce e la sua setta scismatica…

                                                                    

L’Ordine del Tempio della filiazione Fabré-Palaprat, cui appartenne anche Adrien, padre di Josephin, fu risvegliato da questi negli anni 1892-1894. Peladan fu effettivamente un Gran Maestro del neo-templarismo, passando poi la staffetta ad un “Segretariato Internazionale dei Templari” con sede a Bruxelles, dove rimase in “sonno” fino agli anni ’30 del XX° secolo.

Nel 1897, dopo la morte del De Guaita, l’amatissimo discepolo, amico-nemico e compagno d’avventure femminili, artistiche, metafisiche e decise di cessare ogni pubblica apparizione e di ritirarsi alla ricerca della Rosa+Croce invisibile e del Graal.

In una lettera a Gabriel Boissy di questo periodo, un Peladan disincantato e profetico scrive:

 

            È arrivato lei nel momento in cui si riparano gli errori di una pubblicità intempestiva. L'opera si chiudeva tanto velocemente quanto era stata esageratamente aperta..  

Conosco il mio peccato, ma non lo detesto.  

Non ho potuto amare il mio tempo; a sua volta egli ha spossato il mio zelo con i suoi ostracismi.  

Ho amato troppo il passato, le sue pompe e le sue opere. Con una terminologia arcaica, sovranamente spiacevole in un paese di suffragio universale e di laicismo, ho predicato letteralmente in una lingua morta.

Hanno respinto le mie parole ed il bene che io volevo non è stato.

IO SONO L'UNICO VINTO; LA DOTTRINA INTERMINABILMENTE VERMIGLIA NON SOFFRIRÀ CHE UN RITARDO DI ESPANSIONE. IL VOTO RIMANE: SE IO NON DEVO TROVARE LA FORMA MODERNA DELLA VERITÀ, AIUTERÒ I PREDESTINATI A QUESTA SCOPERTA MEDIANTE LA LEZIONE DELLA MIA AVVENTURA.”  

 

 

 

 

 

Stanislas de Guaita

 


 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

R.L.Doyon La Douloreuse Aventur de Péladan, Paris, 1946

Emile Dantinne, l’Oeuvre et la pensée de Peladan, Bruxelles, 1948.

E. Bertholet La Pensée e le segrets du Sâr Peladan, 3 vol., Paris, 1055

M.Introvigne Il Cappello del Mago, Sugar. Milano, 1990.