IL GIURAMENTO
Il giuramento è una promessa, quella di mantenere nel tempo ed a qualsiasi costo un impegno assunto: vedi il giuramento di Ippocrate o dei Capi di Stato o degli eserciti di mantenere fede e di salvaguardare il bene comune.
E’ chiaro che il giuramento, affinché abbia un
qualche valore, debba essere fatto con purezza di intenti, al di fuori delle
convenienze individuali. In caso contrario è una stupida burla priva di
qualsiasi significato.
“….fu temuto
su la polve degli avi il giuramento…..”
Sacralità
dunque. Ed il sacro non va violato. Non è necessario però prestare giuramento
sulla Bibbia o sul Corano o sulla Costituzione o su un foglio immacolato con la
patetica mano posta sul cuore a sottolinearne gli intenti.
In
primis il giuramento va fatto dentro di noi, nel nostro essere il più intimo e
geloso. In caso contrario è tutto tranne che giuramento.
Purtroppo
troppe volte tra il dire ed il fare si perde la percezione di ciò che si sta
compiendo. Siamo esseri umani pieni di contraddizioni e talmente fragili da non
essere capaci di capire bene. Non mi stupisce, pertanto, che un individuo
cerchi “scorciatoie” ai propri interessi (Lyons, Rothary, Massoneria etc) o
dare scalate a facili successi, o accedere ad una “società di mutuo soccorso”,
in questo caso “buonismo e misticismo” possono anche essere perdonati poiché è
risaputo quanto possa essere meraviglioso, nel bisogno, poter stringere una
mano che cerca di sollevarti dal dolore e dall’angoscia. Questo per me non è
buonismo ma solo pietas. Conosciamo le
malattie del corpo ma per quelle dell’anima e della mente il discorso si fa più
complicato. Noli iudicare, dunque, perché anche le idee della mente si possono
ammalare, irrigidirsi, assopirsi e talvolta spegnersi come stelle lontane in
uno spazio siderale infinito, come scriveva Carlos Castaneda, … stelle di cui
percepiamo la luce ma che sono già spente da anni luce….
Certe idee per motivi culturali , sentimentali o quant’altro, sono talmente radicate da non ammettere discussione o critica di sorta. Si accettano e basta perché sono comode, ci rassicurano e tranquillizzano le nostre coscienze. È più facile sopratutto in tempi così oscuri dove homo homini lupus , dove valori sbandierati sono solo quelli dell’interesse, del piacere, dell’apparire, quando ci si domanda “Cosa succede quando la crisi non è più l’eccezione della regola, ma essa stessa regola nella nostra società?” (M. Benasayag, G. Schmit, “L’epoca delle passioni tristi”)
Sono
entrata in Massoneria per curiosità, perché volevo capire ed in tempi non
sospetti, non tanto lontani, quando tutti i miei giochi di lavoro e di carriera
erano ormai compiuti. Mi sono trovata
immersa in un mondo che mi ha conquistato e così lontano dalle “Camere
bianche”, dagli sciroppi e dalle fiale dell’industria farmaceutica.
Avevo
bisogno di volare verso mondi impalpabili dove solo l’anima può aver ragione,
avevo bisogno di spiritualità, di sogni e di fantasia, di lucciole e di stelle
e di farfalle colorate e di fiori profumati…. La conoscenza del passato, i miti
delle nostre radici lontane hanno esercitato su di me un incantesimo che mi ha
spinto a cercare, a leggere ad esulare
dalla razionalità cruda della materia, dal mondo degli elettroni per volare ed
immaginare i pensieri di uomini vissuti tantissimi anni fa e che ci hanno
lasciato su piccoli frammenti di terracotta i loro sogni ed i loro destini…
perché non l’archeologia, mi chiederete? Perché avevo necessità di coniugare la
realtà storica con la religiosità e la spiritualità dei nostri padri.
Il
futuro ha un cuore antico ed ho capito che la Massoneria, come regola
filosofica di vita, mi piaceva e mi piace molto. Mi commuovo sempre quando
entro in un tempio. Le luci delle candele, i simboli sulle pareti, il
pavimento, gli scranni e la ritualità….. ho cercato di leggere e di studiare
per crescere in questo percorso faticoso, perché la conoscenza porta dolore e
ti rende consapevole della tua piccolezza….
Salire
sulla via della conoscenza mi ha forse
maturato, resa migliore, non so…..
Ma
di una cosa sono certa ed è che ognuno di noi vale solo per quello che è e non
per quello che sa, per la sua bontà d’animo e generosità verso il fratello e
che il grado, qualunque esso sia, non conta niente se tu non lo vivi con onestà
e passione. Infatti non è il grado che fa l’uomo, ma l’uomo che dona al grado la sua potenza ed il suo valore.
“solo
il vero sapere ha potenza sul dolore”
leggiamo in Eschilo – Agamennone vv.177/178.
Il
sapere rende liberi, capaci di pensare e pertanto responsabili.
Fa
paura la gente che pensa!
Si
potrebbe dire che non è necessario essere massoni per essere persone degne di
ogni rispetto.
È
vero.
Basta
essere Uomini liberi e di buoni costumi.
Mercoledì
9 Dicembre 2009