LEsoterismo tra storia e tradizione
di Carole Frosio (da ARIES 1.1)
Jean Servier, Dictionnaire critique de
lésotérisme, Parigi: Presses Universitaires de France, 1449 pp.
Dagli aborigeni dAustralia agli antichi Scandinavi, dai Celti allEgitto faraonico, dal cristianesimo primitivo alla Mesopotamia cuneiforme, dalla Mesoamerica al giudaismo, dallIran allIndia Tutti i continenti, tutte le lingue, culture e scritture, tutte le parole sono situate in una doppia prospettiva enciclopedica e critica per accompagnare i lettori, tutti i lettori, tutte le lettrici sul cammino di unautentica archeologia dellInvisibile.
Concepito
e costruito come un percorso iniziatico per gli uomini dei nostri tempi, il Dictionnaire
critique de lésotérisme è una successione di accessi nelle terre sconosciute del
nostro universo, vale a dire un libro aperto sopra di un mondo nascosto
Così si
presenta nella quarta di copertina, questo Dictionnaire critique de lésotérisme
apparso nel settembre 1998 alla Presses Universitaires de France, sotto la direzione
di Jean Servier. Questo progetto dapertura stimola la curiosità dei lettori, il cui
flutto ingigantito stimola la proliferazione di opere eteroclite, sotto la semplice ed
unica denominazione Esoterismo
dopo aver editato nel 1992 un Que sais-je sullesoterismo
redatto da Antoine Faivre, la seriosa casa editrice della Presses Universitaires de France
intende così conferire tutte le sue lettere di nobiltà ad una disciplina di formazione
ancora recente. Poiché cè esoterismo ed
esoterismo, in veste di ricerca
specifica riconosciuta dalle grandi Università: in Francia, negli Stati Uniti e
recentemente nei Paesi Bassi (nota dellautrice: Alla Scuola Pratica degli
Alti Studi, sezione Scienze Religiose, Storia dellesoterismo cristiano, cattedra
creata nel 1965, divenuta nel 1979 Storia delle correnti esoteriche e mistiche
nellEuropa moderna e contemporanea. Negli Stati Uniti è stata creata nel 1980
la Hermetic Academy che riunisce attualmente circa 150 ricercatori; la maggior
parte fra di loro fa ugualmente parte dellunità di ricerca intitolata Western
Esotericism since Early Modern Period, creata nel 1986 in seno alla American
Academy of Religion. Nel gennaio 1999, lUniversità di Amsterdam ha aperto un
dipartimento specifico, con un corso completo, consacrato interamente alla storia delle
correnti esoteriche occidentali moderne, e intitolato Storia della Filosofia ermetica e
delle correnti apparentate, dal Rinascimento).
Così si
poteva sperare che questo Dictionnaire critique de lésotérisme fosse di
quello il fedele riflesso
È così? Loggetto di questo modesto lavoro è
tentare di rispondere a questa questione. Dopo aver presentato lorganizzazione
generale dellopera ed averne estratto il primo insegnamento, tenteremo di afferrare
un filo di Arianna, che dalla voce (entrée) Iniziazione a quella di Esoterismo:
Storia della parola, dovrebbe condurci nel cuore del dibattito contemporaneo animato
dai più grandi specialisti. Necessariamente, converrà approcciare la polisemia contenuta
nel sostantivo esoterismo per interrogarsi in seguito: lopera è costruita
attorno ad una nozione chiaramente definita, e se si quale? Si imparenta, al contrario,
con numerosi lavori, dove alla confusione si aggroviglia un pensiero profondamente
orientato?
Jean
Servier, direttore della pubblicazione del Dictionnaire critique de
lésotérisme, ha voluto gettare le basi. La sua introduzione molto
circostanziata, ci confida le sue intenzioni e la sua visione dellesoterismo.
Conviene dunque portarci unattenzione costante. Ritorneremo su
questintroduzione poiché possiamo, molto legittimamente aspettarci, che
cindichi tanto la lettera che lo spirito dellopera. Se dobbiamo fuori del
lavoro (mettre en exergue) certe dissonanze tra questa professione di fede e
diverse redazioni del corpus, che possano arricchire il dibattito
Notiamo
dapprima una classificazione per ordine alfabetico delle voci (entrées), dove sono
menzionate, direttamente a capo, i settori di loro competenza. Abbiamo conteggiato 739
voci (entrées) sviluppate su 1398 pagine. Ciascun articolo è seguito da una
biografia, e dal nome dellautore dellarticolo. Alla fine, il lettore troverà
delle tavole analitiche che ripartiscono le voci secondo i settori. È da sottolineare (Cest
dire) limportanza di queste nellapprensione (appréhension) dellopera.
Diciotto settori costituiscono così larmatura del corpus. Ciascuno di questi
dipartimenti o settori sono stati affidati ad un responsabile, linsieme forma il
Comitato scientifico. Possiamo costatare che la maggior parte delle ere e
delle aree umane sono coperte da differenti settori, certi di proporzioni diseguali. Così
osserviamo la forte presenza di voci sullEgitto faraonico, Roma
antica, lOccidente moderno. In un secondo tempo, abbiamo fatto
venire alla luce, una dozzina di grandi temi allinterno di questi di questi 18
settori.
Il nostro
obiettivo consiste nel liberare la criteriologia soggiacente allopera, poiché la
tematica che cè proposta nellindice ci appare alquanto sommaria (cose- nomi
propri- Dei, eroi, astrazioni divine). Noi abbiamo valorizzato la seguente
classificazione:
1)
Accesso (entrée) sui Settori compilati
dai responsabili dei dipartimenti
2)
Accesso (entrée) sulle correnti di
pensiero dette esoteriche
3)
Accesso (entrée) sulle Arti, Scienze e
Lettere
4)
Accesso (entrée) sulle divinità e gli
Dei
5)
Accesso (entrée) sui miti e le
tradizioni
6)
Accesso (entrée) sui simboli
7)
Accesso (entrée) sulle pratiche
rituali
8)
Accesso (entrée) sui luoghi sacri e
immaginari
9)
Accesso (entrée) sugli uomini, figure
e autori.
10)
Accesso (entrée) sugli uomini, figure e autori.
11)
Accesso (entrée) sulle società segrete.
12)
Accesso (entrée) rinvianti allidea di esoterismo.
13)
Accesso (entrée) come espressioni di una religiosità.
DallAfrica
sub-nigeriana a LOccidente Moderno, la maggior parte dei
responsabili dei settori, in qualità di Comitato scientifico, ci presenta il loro campo
dinvestigazione, mostrando, secondo i casi il loro approccio con la definizione di
esoterismo, e gli autori che scrivono sotto la loro direzione, e si conformano più o meno
a questapproccio. Jacqueline De Durand-Forest, che scrive sullAmerica latina
indigena sinterroga con pertinenza: È legittimo qualificare come
esoteriche delle pratiche e dei comportamenti regolari, integrati nelleducazione
come nella via religiosa, riconosciute da tutti, e dapprima nei loro aspetti
segreti?.
Non
sarebbe laltro, e specialmente il ricercatore sul campo o letno-storico, che
ricorrerebbe in qualche modo a questespediente semantico, per tentare di colmare la
distanza grandissima tra un mondo disincantato- il nostro e un mondo pieno,
se non straripante? (p.70).
Lapproccio
di Christian Jacq, direttore del settore dellEgitto Faraonico, offre un quadro di
riflessione ben differente, costatando che per quanto concerne lesoterismo egiziano,
alcuni studi di sintesi che utilizzano gli attrezzi scientifici, non gli sono stati
dedicati. Certo, ma allora come collocarsi? Nessuna parte ci spiega questo sostantivo,
semplicemente questo sembra figurare là come una evidenza. Così: Il senso e la
ricerca di questuniverso, lapproccio dei suoi valori e il loro studio
dipendono precisamente dal campo esoterico. LEgitto non ha composto alcun discorso
teorico sul suo esoterismo, ma lha incorporato nei suoi geroglifici, in questa
lingua sacra che è lorigine di tutta la creazione, senza preoccuparsi di dimostrare
o di convincere (p.449). da parte nostra, avremmo gradito più
dimostrazioni.
Alla
scoperta dellantica Grecia, Jean-Francois Mattei, di primo acchito, ci propone:
Lesoterismo degli antichi Greci presenta una struttura pentadica
articolata sulla tessitura del visibile e dellinvisibile: 1/ La partecipazione a
misteri ufficiali. 2/ La consultazione oracolare. 3/ Lesperienza con gli dei o
semi-dei traghettatori. 4/ La stretta osservanza di una regola di vita. 5/
Lappartenenza a una comunità organizzata intorno ad un maestro (p.568).
Noi gli
siamo riconoscenti di aver definito le modalità dellesoterismo degli antichi
Greci. Per questo noi cinterroghiamo ancora. Che intende questautore con
esoterismo?
Quanto a
Michel Hulin, sembra mettere in risonanza lIndia come uninesauribile
riserva di simboli, di miti, di astruse speculazioni e di pratiche rituali, e il
carattere profondamente esoterico della sua civilizzazione, seconda patria
degli esoteristi dellintera terra (
) I contributi qui raccolti tracciano
qualche gran viale. Ai lettori che simpegneranno, gli itinerari così aperti non
apparirebbero, forse, raccordarsi alle aperture realizzate allinterno delle altre
grandi tradizioni esoteriche (p.645).
L'India
come altra !tradizione esoterica
Noi non perveniamo sempre ad
unesposizione sulla definizione in questione; raccontarci che tutto riposa su un
principio fondamentale dellequivalenza tra il microcosmo e il macrocosmo
ci permette, certo, di afferrare meglio lessenza di un pensiero. La qualifica così
senza spiegare perché non decide niente, e la nozione di esoterismo deve allora
comprendersi come unevidenza sufficiente a se stessa.
Tornando
allora verso lAfrica sub-nigeriana, Anne Stamm, eminente antropologa,
estrapola le due nozioni opposte di esoterismo e exoterismo,
luna permettendo di apprendere laltra, e viceversa. Cosi: Perché la
nostra cultura separa per analizzare, sarà necessario isolare degli elementi intricati
nella pratica (
). Così parliamo di esoterismo ed exoterismo, mentre le frontiere
delluno e dellaltro sono così sfuocate
Un insegnamento è esoterico
quando esclude solamente le donne ed i non-iniziati? (p.8).
Effettivamente,
a gradimento di questi articoli sotto la responsabilità del Comitato scientifico,
gradiremmo molto sapere ciò che cela la parola esoterismo ed a quale nozione
precisa rinvia. Come lo sintende da un settore a un altro? Alquanto sconcertante,
continuiamo nonostante tutto il nostro cammino.
Infine, a
Occidente moderno è chiaramente esposta la definizione precisa del campo
della ricerca in questione. Per Antoine Faivre, Non cè esoterismo in sé
(p.963).
A questo
stadio del nostro lavoro, costatiamo lassenza di una metodologia globale, da un
settore a un altro, e gli approcci totalmente divergenti sulla questione. Magia, alchimia,
astrologia, ecc. percorrendo altrettanto bene lAsia (India, Cina, Tibet) come
lAfrica, e risalendo i tempi dallEgitto faraonico allOccidente moderno.
Ritorniamo
per esempio allAlchimia. Undici accessi (entrées) sono stati
consacrati alla questione, la maggior parte si riferiscono ad un settore differente, certi
articoli sono documentati con una letteratura estremamente abbondante. Lidea di
unalchimia presente in tutti i tempi ed in tutti i luoghi è venuta alla luce, ma
una lettura più accorta incita ad osservare qualche riserva. Christian Jacq tiene conto
dei lavori di F. Daumas e soprattutto di J. Lindsay, per affermare che lalchimia
tale e quale fu trasmessa dalla tradizione, è di origine egiziana (p.18).
David
White sviluppa lidea di unalchimia puramente indù: Tuttavia e
malgrado degli accostamenti stupefacenti con altre aree culturali, lalchimia indù
non si lascia avvicinare e non ha senso che nel contesto delle tradizioni filosofiche
religiose, esoteriche, mediche e scientifiche puramente indiane (p.19).
Maurice-Ruben
Hayoun evoca, quanto a lui, lassimilazione tra lalchimia e una Cabbala pratica
che si apparenta alla magia (p.30). lalchimia greco-alessandrina si rivela essere
come lastrologia, un prodotto dellincontro tra la cultura greca e la cultura
egiziana, che sorge ad Alessandria nei primi secoli della nostra era.
Fermiamoci.
Prima constatazione: tanti articoli, tante alchimie. Seconda constatazione: il
lettore non giunge da un accesso (entrées) a far dialogare tra loro le differenti
opzioni e sbatte contro i loro compartimenti a stagno. Terza constatazione: tentando di
sormontare questostacolo, prendiamo talvolta al volo lessenza stessa della
nozione, ma a quale prezzo? Dimenticare i brillanti sviluppi, cancellare delle asperità
reali, per tentare di apprendere unalchimia immaginaria, una e indivisibile
Queste osservazioni si applicano per le stesse ragioni alla maggior parte delle altre
correnti di pensiero
Ci si può
stupire della presenza di accessi (entrées) pertinenti alle Arti, alla Scienza, e
alle Lettere. Ancora più, paradossalmente, di certe omissioni; sullarchitettura
niente in Occidente medioevale. La simbolica romana si sarebbe trovata
distante dal campo esoterico dellopera? Notiamo lassenza di Marie-Madaleine
Davy, la quale è peraltro unautorità in materia. Lo stesso, per quello che
concerne le Arti Liberali non abbiamo trovato che un modesto articolo su Roma
Antica. Ci si stupisce allora, che trivium e quatrivium non siano state molto sviluppate
negli altri settori. Le nostre domande vanno allora in due sensi. Come considerare la
letteratura, la musica, la medicina, ecc., presenti in questopera
sullesoterismo, e sotto quale criterio lo sono state? Perché abbordarli in questo
periodo e non in un altro? Questo dizionario critico dellesoterismo, non
proponendoci una criteriologia precisa dei suoi quadri, non può giustificare allora, né
la presenza, né lassenza di tal o tal altro elemento.
Daltra
parte ogni accesso (entrée) dipende da un settore determinato e si trova secondo
la tradizione esoterica nella quale sinserisce. Esempi: il Golem nel
giudaismo, Jupiter nella Roma antica, Il Libro dei Morti nellEgitto faraonico, il
Cakra in India, Avallon con i Celti, ecc.
Malgrado
questo, osserviamo il carattere universalizzante dellopera, la quale mescola di
volta in volta, miti, divinità, rituali, come altrettanti di un solo e identico
esoterismo. Limpiego della parola exoterico/ esoterico ci è precisato da Jean
Servier (p. VIII) nella sua introduzione: Nelle opere esoteriche, non sono dati
che gli argomenti più chiari e più evidenti; i Maestri riservando per
linsegnamento esoterico, le immagini più segrete e più decisive.
Di
conseguenza, dobbiamo bene ammettere, che questi simboli, miti, rituali, ecc., che si
offrono a noi, per essenza incomunicabili, non possono essere gli iniziatori della nostra
ricerca esoterica. Lopera urta così contro il proprio paradosso:
testimoniare lesoterismo senza poter superare i suoi contorni esteriori
Infine da
Raymond Abellio a Virgilio, passando per
Cagliostro, Pitagora e Ibn Arabi, scopriamo
degli uomini che hanno testimoniato nei loro tempi di un pensiero esoterico. Tutti questi
sono nomi di occidentali, vale a dire secondo Antoine Faivre, degli uomini appartenenti al
mondo greco-latino, medievale e moderno, nel quale le tradizioni religiose del
giudaismo e del cristianesimo sono coesistite durante i secoli, visitate da quelle
dellIslam. Gli esoteristi sarebbero così universali, che si vorrebbe farli
aumentare?
Quanto
alle società iniziatiche come la Golden Dawn e quelle che si reclamano come della
Rosa-Croce, possiamo fare una constatazione perfettamente affine.
Abbiamo
ritrovato numerosi sostantivi o sinonimi di esoterismo come Iniziazione,
Gnosi, Tradizione, Arcano, ecc., ciò che testimonia
bene la confusione attuale. Ma come definire ciò che va dallAnima al
Miracolo, dallEradicazione dellego al Paradiso
mistico?
Lesoterismo
come ce lo presenta lopera, non esprime, piuttosto, tutta la gamma della
religiosità? Malgrado i nostri sforzi, noi non abbiamo sempre potuto (o saputo!)
discernere una criteriologia pertinente che potrebbe applicarsi allopera intera.
Nondimeno,
questo ci propone, di fatto un vasto catalogo abbracciante- per la sola grazia della
parola esoterismo- tutti i campi testimonianti piuttosto di un universale
pensiero religioso. Allora, tentiamo di abbordare questo libro differentemente per
penetrarne il cuore. Riprendendo la Prefazione del Dizionario critico dellesoterismo
noi abbiamo percorso molto rapidamente uno scivolamento (Glissement) tra
esoterismo e iniziazione. Jean Server non dichiara (p. IX) che
è difficile parlare di esoterismo (
) senza parlare delliniziazione che ne è
il cammino ?
Più
lontano (p. XIII), egli scrive ancora :
Sembra che luomo di tutte le civilizzazioni riceva al momento della sua
iniziazione degli elementi che gli permettano, con la riflessione, una spiegazione
delluniverso.
O ancora
(p. XIX): In effetti, laccesso ai misteri o la visione
esoterica del Mondo e delluomo comporta le tre tappe di tutte le Iniziazioni:
la separazione, la drammatizzazione, infine lintegrazione
Così, osserviamo una messa in parallelo tra la
nozione, di esoterismo ed il processo iniziatico. Eppure, liniziazione rappresenta
una parte costitutiva. Eppure liniziazione rappresenta una parte costituiva della
maggior parte delle tradizioni religiose e non cè davvero bisogno di evocare
lesoterismo per approcciarla.
Per questo
seguiamo il pensiero del direttore della pubblicazione e lasciamoci guidare da esso. Può
essere che tenendo il filo di Arianna, attraverso questo labirintico dizionario si riesca
a comprendere il senso e la posta in gioco.
Liniziazione
è di volta in volta definita dai cercatori di settori consacrati agli Aborigeni
dAustralia, allAfrica sub-nigeriana, ai Celti, allEgitto faraonico e a
Roma antica. Con gli Aborigeni, il rito diniziazione è essenzialmente un rito di
passaggio che fa di un ragazzo un uomo (p. 647). NellAfrica sub-nigeriana, Anne
Stamm (p.648) mette avanti il ciclo Morte/Rinascita al fine di manifestare una
rottura nella continuità dellesistenza (
). Le iniziazioni pubertarie sono le
più spettacolari perché comportano due ritiri (reitrates) discreti (
) durante i
quali si dona linsegnamento che mira a far passare il richiedente
dallexoterismo allesoterismo.
Constatiamo,
da una parte, che lautrice si piazza di fatto nella prospettiva enunciata da Jean
Servier, e che daltra parte assistiamo a un certo occidental-morofismo
probabilmente in margine alla realtà nero africana. Come possiamo noi in veste di
osservatori apprendere una realtà così differente con degli schemi usciti dalla nostra
cultura?
Proseguendo
le nostre investigazioni, approcciamo il mondo celtico. nellAntichità,
scrive Alain Le Goff (p.649), I druidi erano conosciuti per il loro gusto del
segreto, laspetto esoterico dei loro insegnamenti.
Dopo aver
attraversato gli oceani, ora ci troviamo secoli indietro. Non possiamo che constatare a
questo studio come lobiettivo universalizzante delle esposizioni si coniughi
successivamente allimpiego dei due sensi abituali del termine.
-
Esoterismo come conoscenza
segreta.
-
Esoterismo come tipo di
conoscenza o desperienza rinviante ad un luogo, ad un centro e quindi, i mezzi e le
tecniche destinate a raggiungerlo.
Lesposizione
di Christian Jacq sulliniziazione in Egitto faraonico ci fornisce qualche motivo di
riflessione supplementare. Citando M. Meslin ( in les rites dinititation, actes
du colloque de lièges et de luouvain (1984) 1986: liniziazione rivela
allindividuo una verità fondamentale che diventerà ormai la struttura di tutta la
sua esistenza) egli commenta in questi termini: delle definizioni di
questordine facilitano la messa in evidenza delliniziazione egiziana, campo di
sperimentazione dellesoterismo e condizione dellaccesso ai misteri, alla
simbolica e alla pratica rituale.
Più
lontano, possiamo leggere Thot è
il guardiano della conoscenza iniziatica e fonte di tutta la scienza segreta (
)
trasmessa con la lingua sacra. Con la nozione di esoterismo si diluisce a poco a
poco e si riveste di altri contorni. Siamo noi così sguarniti da impiegare una sola
parola- lesoterismo per pronunciare
questo grido dallarme verso il cielo, questappello al Sacro, che da sempre e
aldilà degli orizzonti, abita il cuore degli uomini?
In una
maniera generale, ciò che rappresenta sollecita linterrogazione su ciò che è
stato omesso. Jean Servier, come abbiamo già constatato, ci propone un vasto catalogo sul
pensiero detto esoterico aperto sulle ere e le aree dellumanità.
Tuttavia,
niente è detto sulliniziazione nellOccidente medievale e meno ancora
nellOccidente moderno. Dedurre che la catena degli iniziati si sarebbe rotta non
giustificherebbe lassenza di questi due grandi settori.
In
mancanza di un tracciato lineare, occupiamoci dei percorsi trasversali. La redazione
dellarticolo Massoneria, con Jean Francois Var (p.520), sotto
legida di Faivre, rilancia la nostra riflessione. Lautore dallinizio
della sua esposizione, ci parla di René Guénon, in veste di teorico per eccellenza della
dottrina dellesoterismo. Secondo lottica tradizionalista, la
Massoneria, in veste di società autenticamente iniziatica, e a queste condizioni, è per
definizione esoterica. Si è così operato un amalgama tra processo iniziatico e processo
esoterico. Ora, lautore menziona che è sulla base di unetimologia
greca supposta che questo amalgama vide la luce.
Al binario
profano/iniziato fa eco allora exoterico/esoterico. Appoggiarsi alle tesi di René Guénon
per approcciare un articolo di sei pagine riccamente documentato non costituisce un atto
neutrale.
Al termine
dellinchiesta, lautore sinterroga ancora (p.526): Può darsi
che la Massoneria sia istrionescamente e strutturalmente esoterica, per la sua natura
iniziatica e luso che fa del mito (
). Resta che, tale e quale, la Massoneria
è un capitolo della storia dellesoterismo che è lontano dallessere esaurito.
Così
lesoterismo avrebbe una storia? Piuttosto che parlare di un esoterismo in
sé , attivo da sé, degli autori preferiscono dunque suggerirci
implicitamente unanalisi rigorosa che permetta di riconoscere ciò che compete- o no
allesoterismo.
Si resta
alquanto perplessi davanti a simili esposizioni contravvenenti lo spirito generale
dellopera e, più particolarmente, degli obiettivi figuranti nella Prefazione.
Nondimeno, si ringrazia il direttore della pubblicazione di aver lasciato dei direttori di
settori liberi di aprire altre piste, con soddisfazione del lettore avido di saperne di
più.
Perché in
maniera lancinante, ritorna ancora la domanda senza risposta. Che cosè
lesoterismo?
A questo
accesso non figura che un solo articolo consacrato alla storia della parola, redatto da
Jean-Pierre Laurant e riattaccato al settore Occidente moderno. Limpiego
recente del sostantivo lo giustifica e data al decennio 1830-1840, sapendo che
laggettivo esoterico appare alla fine del XVIII secolo. Sia luno
che laltro compaiono in francese e il loro uso si propaga molto rapidamente nelle
principali lingue europee.
Questo
autore chiarisce spiegandoci (p. 481) che uno scivolamento ( glissement) si opera
allora dalla distinzione classica, ereditata dalla filosofia greca, tra gli aspetti
interiori ed esteriori di una dottrina verso un sistema di pensiero che si trasmette per iniziazione nelle società chiuse, un sapere
eterno, differente dalla teologia e dalle scienze profane. Comprendiamo che
luso della parola si spiega con la volontà di trovare delle concezioni nuove e di
legittimare lo sforzo recente delle società segrete. A questo riguardo, lautore
menziona lopera di Jacques-Etienne Marconis de Nègre apparsa nel 1839, lHiérophante,
developpements complets des mystères maçonniques, seguito alla creazione nel 1839
del rito di Memphis. Così gli altri gradi di quest'ordine, erano assimilati ad
un esoterismo ereditato dai santuari dellantico Egitto.
Il noto
rilancio praticato dai creatori dei nuovi riti massonici, per attirare il maggior numero
di adepti, si appoggia così su di un argomento maggiore: lesoterismo
dei loro insegnamenti, come garanzia di una vera iniziazione. Questo articolo veramente ha
posto la problematica del Dictionnaire: come considerare lesoterismo (p.IX) presente
di una civilizzazione ad unaltra, un Tempio segreto a 100 porte aperte e
fare menzione della nascita del termine in un contesto storico e geografico specifico?
Non si
può che rilevare il paradosso e stupirsi che non abbia intrigato molto di più il
direttore della pubblicazione, il quale del resto non ha mancato lui stesso di ricordarne
luso recente (p. VII).
Abbiamo
ricordato precedentemente dei due significati abituali del sostantivo
esoterismo (su questa definizione molti specialisti convergono. In primo
luogo, Antoine Faivre come abbiamo precedentemente visto, ma anche Wouter J. Hanegraaff
così come Pietre Riffard). Dallinizio della sua opera Accès de
lésotérisme occidental, Antoine Faivre ha precisamente individuato il momento
dove si opera una rottura epistemologica che fa capo allo sbocciare delle correnti
esoteriche in Occidente: A partire dal XV secolo, quando il pensiero ha
incominciato a adottare una sorta di aristotelismo formale e a rigettare allo stesso tempo
la credenza in una serie di rapporti riunenti Dio, lUomo, lUniverso. Queste
correnti, allora, si presentano come una reazione contro questa rottura (
). Così
dei pensatori, umanisti, sapienti e filosofi si appropriano di questo campo di riflessione
divenuto quasi vacante. È tra questa categoria di interpreti che sì trova il primo
esoterista nel senso moderno del termine. Allora tutto un corpo referenziale va a
costituirsi progressivamente, a partire dai testi antichi e nuovi, dalla fine del XV
secolo.
Questanalisi
è attualmente divisa in numerosi ricercatori, ed è così che si deve del resto intendere
la creazione del termine più appropriato esotericism per degli universitari
anglosassoni. Questi distinguono tra esoterismo nel 1° senso, ed esotericism di
competenza della storia delle correnti esoteriche occidentali, perfettamente circoscritte
nel tempo e nello spazio. Questapproccio metodologico sinscrive totalmente in
un procedimento empirico che si fonda sul rigetto di assiomi metafisici per
fondare il procedimento scientifico.[1].
Per
conseguenza, la ricerca universitaria limita il suo accesso al religioso, allo studio di
avvenimenti umani sviluppati nel tempo e nello spazio a partire dalla coscienza che dei
credenti hanno di una realtà meta-empirica espressa in maniera empirica.
Sembrerebbe allora che Jean Servier abbia commesso una sorta di controsenso storico
allorché parla di esoterismo (p. XVIII), come la rivelazione di una verità
nascosta, come la chiave di una certa concezione del cosmo, del mondo e del posto
delluomo nel mondo (
), dei rapporti tra la Causa Prima e la sua creazione.
Più lontano: In realtà, i lavori degli archeologi, la lettura dei racconti dei
viaggiatori, la presenza di una filosofia della vita, di un pensiero esoterico, di
simboli, appesantiti dai significati che un tempo coronavano lOccidente della loro
saggezza: un cerchio di luce che si è rotto.
Questa
rottura epistemologica non gli è dunque sfuggita e non si giunge a
comprendere come egli persista a considerare lesoterismo come un fenomeno
universale, scintilla vivente del pensiero umano.
Abbiamo
osservato che un solo articolo non concerne ad alcun settore, quello scritto da Francoise
Bonardel: LIrrazionale (pp.656-660). Sarebbe allora questo Irrazionale
a condurci per filo e per segno attraverso il Dictionnaire stabilendo, di
fatto, una passerella tra linsieme degli accessi (entrées) e abolendo al
tempo stesso la pertinenza dei settori? Forse
teniamo questo filo dArianna tanto ricercato? Accettando tutta la frequente
contiguità dei due domini (irrazionale /esoterismo), lautore pronuncia alla
fine della sua naturale esposizione, una sorte di messa in guardia (pp.665- 656): Laccumulazione
dellirrazionale perpetuata da una Ragione così ripolarizzata potrebbe allora
portare a confondere di nuovo lordine del rappresentabile e quello del mostrabile,
al solo profitto di un ecumenismo culturale spogliato di tuta la portata spirituale.
E, citando Houei-Neng, di concludere: Ciò che posso dichiarare non è esoterico.
Se voi volgete la vostra ragione verso linteriorità, voi scoprirete nel fondo di
voi stessi, ciò che è esoterico. Da ciò
E
pertanto, come sostiene Antoine Faivre[2], della parola
esoterismo si tratta di fare buon uso. Di non considerarla come portatrice di un valore
spirituale o semantico che per sé stessa non detiene. (
). Di considerare che si
tratta di una forma dello spirito, di uno stile dellImmaginario (
).
Lapproccio qui proposto traduce una
doppia preoccupazione. Da una parte il rispetto delle differenze; dallaltra la
necessità di una ricerca empirica, senza a priori ideologici, vie trasversali o cammini
di raccordo. Effettivamente questapproccio ci avrebbe preservato da errori
e non possiamo che rammaricarci che non abbia più a lungo ispirato la redazione globale
dellopera. A questo riguardo, abbiamo notato lassenza di un qualsiasi articolo
redatto da Pierre Riffard. La sua opera LEsotérisme fu pubblicata al momento
in cui si elaborava il progetto globale del Dictionnaire critique de
lésotérisme.
Dalle
prime pagine, Pierre Riffard[3]
esprime il bisogno di distinguere lesoterista dallesoterologo.
Lesoterologo è un ricercatore che parte dallo sconosciuto per arrivare al
conosciuto, dallinvisibile verso il visibile, e si oppone, da allora,
allesoterista, cercatore dellinaccessibile stella in un mondo estraneo
allintelligenza cerebrale. Antropologo di formazione, lautore formula
chiaramente tutta la nostra problematica. Così: La questione più grave, più
stimolante, alla quale lesoterologo deve far fronte si formula nel seguente modo:
qualè il criterio dellesoterismo? (p. 43). Lesoterologia si
definisce allora come lo studio dellesoterismo: Conoscenza sintetica e
teorica che può comparare e interpretare, cercare delle leggi e dei tipi, trovare delle
strutture e delle funzioni. In questa veste, lesoterologo si dà un certo numero di
traguardi: la storia dellesoterismo in genere, lo studio dellidea di
esoterismo, lanalisi del suo oggetto, del suo metodo, della sua produzione, del suo
linguaggio, della sua influenza e delle sue condizioni[4].
Il metodo si vuole rigoroso, preciso, scientifico, e persino ricollegato a quello di
Antoine Faivre e degli altri, avendo come postulato un agnosticismo
metodologico.[5].
È molto
istruttivo comparare gli studi di questi due ricercatori, poiché tanto la loro
preoccupazione metodologica è dichiarata, altrettanto differiscono le loro
conclusioni
così per Pierre Riffard: Lesoterismo si mostra come
struttura antropologica (
) è costitutiva dellessere, la si trova in tutte le
società, a tutte le età, a diversi livelli (
). Astenendomi dallapproccio
storico, io tengo molto in considerazione i documenti e le date, poiché lerudizione
è un modo per parlare dellesoterismo senza dire qualunque cosa (pp.
135-137).
Ci sembra
tanto più pertinente evocare la visione universalizzante di questautore
la cui armatura sostiene (senza che se ne sia tenuto conto) la sostanza di questo Dictionnaire.
Così, Jean Servier (altro antropologo!) si posiziona allo stesso modo (p. XV):
è impossibile situare lesoterismo nella prospettiva di una qualsiasi storia delle
idee. In effetti, luomo in tutte le civilizzazioni riceve al momento della
sua iniziazione, una spiegazione delluniverso, ed al contempo la giustificazione del
suo posto nel mondo.
Tuttavia,
Pierre Riffard ha il merito di avvalorare la tesi, avendo declinato otto invarianti: limpersonalità
degli autori, lopposizione esoterico/exoterico, il sottile, le analogie e le
corrispondenze, i numeri, le scienze occulte, liniziazione.
Tenendo
conto dellobiettivo ambizioso di questo Dizionario, ci stupiamo un po
dellassenza di una qualsiasi criteriologia a sostegno di questa visione che avrebbe
dovuto inglobare linsieme dei settori. In più non sarebbe stato preferibile seguire
il procedimento dellesoterologo,
piuttosto che di volere, tale e quale lesprime, non senza una certa dose di lirismo,
il Direttore delle pubblicazioni (p. XXI), suscitare nel lettore il risveglio
dellInvisibile che produce in lui la risposta al suo appello?.
Non
abbiamo mancato di notare un articolo di Riffard apparso recentemente nella rivista ARIES:
Esiste un esoterismo africano?. Non siamo molto sorpresi della risposta
positiva del suo autore, ma contro ogni aspettativa, assistiamo alla giustificazione con
la presenza dei sei caratteri fondamentali o componenti secondo Antoine Faivre.
Questi componenti sono: le corrispondenze, la Natura vivente, Immaginazione e mediazione,
lesperienza della trasmutazione, la pratica della corrispondenza, la trasmissione
(le ultime due componenti sono secondarie in rapporto alle quattro precedenti).
Ora, si
vede molto chiaramente che questi tratti figurano nella tradizione dellAfrica nera,
in varie forme. Mentre Antoine Faivre giustifica chiaramente il rifiuto di un esoterismo
universalizzante che egli al contrario contestualizza, assistiamo con Riffard
ad un riutilizzo delle sue argomentazioni per dimostrare il contrario. Senza dubbio si
può trarre da tutto questo qualche insegnamento. Da una parte, la ricerca non
finisce di evolversi. È molto probabile che loggetto del nostro studio, messo in
opera nel 1990, non avrebbe rivestito la stessa configurazione se fosse stato elaborato
oggi. Daltra parte, assistiamo attualmente a numerosi scambi tra emeriti ricercatori, nel seno di una
disciplina ora riconosciuta. Gli uni danno molta importanza ad un esoterismo
universalizzante, gli altri sedotti dal metodo empirico ricorrono a una o più
criteriologie per strutturare le loro ricerche. Per quanto concerne il Dictionnaire, non
abbiamo potuto mettere in concordanza lottica di Jean Servier con quella di Antoine
Faivre, né tracciato per questo una qualunque linea mediana. Le due tesi sembrano tanto
inconciliabili che il Direttore della pubblicazione non risparmia tutta la sua opposizione
possibile e indirizza invettive:
Il rischio è di ridurre questa volontà di comunione delluomo e
dellinvisibile a qualche risposta sugli scaffali di una biblioteca per date di
pubblicazione. Come se il pensiero segreto non potesse esistere che al di fuori di quello
che si può apprendere nel mondo delle apparenze- delle forme messe
alla portata del primo erudito venuto (
). È impossibile dividere questo
procedimento intellettuale in analisi e sintesi. Questa divisione è propria alla civiltà
occidentale dove la scienza è ricerca, non conoscenza (p.XV).
In
effetti, qualche linea estratta dallarticolo di Antoine Faivre, ci spiega le ragioni
di un tal divorzio: Non è stata questione, nel cercare di delimitare il nostro
settore, di porre una definizione a priori della forma di pensiero esoterico
occidentale (moderno o no), ma al contrario di esaminare dapprima un materiale
storico cespuglioso, lasciandoci guidare da certe arie di famiglia, di
domandarsi in seguito quale parti di questo materiale potrebbe avere in comune gli stessi
componenti.
A partire
da queste interrogazioni, un insieme di parti si è estrapolato, da noi chiamato
esoterismo occidentale moderno (p.962).
Così, il
primo approccio parte da un tutto, lesoterismo, sorta di postulato, per tentare di
abbordarlo al di là del tempo e dello spazio/tempo. Laltro, al contrario, parte da
elementi diversi, svolge la storia del pensiero degli uomini, analizza, organizza e
teorizza. Questi due assi non si creano che per gettare meglio il dubbio e la confusione
nello spirito del lettore. Ma fortunatamente, lorganizzazione generale
dellopera in settori tende a chiarire le cose. Ma dando questo taglio, non si
conosce implicitamente le forme dellesoterismo? Una cosa ed il suo contrario?
Nondimeno, si può essere grati a Jean Servier di aver aperto le sue colonne ad uno dei
più grandi specialisti, Antoine Faivre, il quale malgrado queste divergenze ha
collaborato. Invece di parlare di divorzio, può essere che si debba parlare di matrimonio
di ragione. Altri due impieghi del sostantivo esoterismo trattano due tipi di attitudini
nettamente orientate. Abbiamo potuto precedentemente rilevare lassenza di un
approccio sulla definizione del termine e di una metodologia globale, e così constatare
una certa incoerenza tra i differenti settori. Malgrado lincomparabile ricchezza
dellinsieme degli articoli, i metodi si oppongono quando esistono. Non si
può vedere, nellimpiego non regolato della parola esoterismo, la
volontà crescente o no di fare eco alle tesi religioniste o tradizionaliste?
Faivre nota che lapproccio religionista-universalista è stato poco
favorevole ad una impresa critica ed a una teoria classificatrice, in ragione della sua
insistenza trans-storica (p.963). Constatiamo, tuttavia, che
lorganizzazione per settori ci premunisce, e perseguiamo il proposito di
Faivre:Un esempio caratteristico di deriva religionista è lamalgama
praticata da certi entusiasti che vogliono vedere nelle tradizioni dellEgitto antico
un esoterismo, tenendo per sé evidentemente la precisazione che danno alla
parola. Ora ciò che descrivono è solamente una forma di religiosità tra le altre.
Jean Servier non farebbe parte di questi entusiasti, lui che scrive: La visione
esoterica del mondo conduce ad un pensiero unico? (p.XV).
Un calcolo
minuzioso di accessi ha messo il luce il posto preponderante accordato allEgitto
faraonico: 113 titoli redatti quasi esclusivamente da Christian Jacq, in qualità di
egittologo. Il Ba, il Ka, il Libro dei morti, la
Porta, ma anche faraone, Iside, Osiride,
la Piramide, la Danza, ecc. Si cerca invano ciò che assomiglia
allesoterismo, e nessun accesso figura a questo titolo nel settore dellEgitto
faraonico. Ogni volta, la parola esoterismo figura come unevidenza,
così: In una prospettiva esoterica, il mito della resurrezione corrisponde a una
trasmutazione (p.100), o ancora sul Ka: Questa nozione
simbolica ed esoterica ha fatto scorrere molto inchiostro (p.701). Come ha
notato Wouter J. Hanegraff, i religionisti amano definire lesoterismo (in veste di esoterism
) come una gnosi nel senso più largo. Verifichiamo ancora una volta, qualunque sia la
disciplina, che la scelta di un termine non è mai neutra. Questo ricercatore ha del resto
notato che lutilizzo della parola esotericism, il cui senso si confonde con
quello di sacro, ha per scopo di servire il progetto di un nuovo Rinascimento
sotto il segno di un re-incanto del mondo. Sarebbe questo uno degli obiettivi
di chi ha concepito lopera? Alla stessa maniera, trascinandoci nei dedali della
parola Iniziazione, Jean Francois Var ha evocato la visione (ciò che non
abbiamo mancato di rilevare più sopra). Sarebbe questo uno degli obiettivi di colui che
ha concepito lopera? Quando Hanegraaff tratta del discorso perennialista
o tradizionalista, si constata che lesoterico diviene allora un concetto
metafisico rinviante allunità trascendente delle religioni cara
a F. Schuon. La maggior parte delle correnti esoteriche sono di fatto e per necessità,
superbamente ignorate poiché la loro stessa esistenza danneggia la filosofia
tradizionalista. Simile problematica mette in luce la necessità di una vera metodologia.
Lapproccio empirico-storico è per natura nominalista, poiché non spetta allo
storico di testimoniare ciò che è lautentico esoterismo. Mentre
allinverso lapproccio perennialista di tipo realista, pretende di sapere ciò
che è e si sente in obbligo di costruire, o di ricostruire, lesoterismo in sé.
Precedentemente, constatiamo la presenza di non meno di 18 settori di questo dizionario, i
quali tendono a definire altrettante forme specifiche dellesoterismo, e rileviamo il
carattere alquanto contraddittorio di questo taglio in riferimento alle intenzioni
preliminari della Prefazione. Ci sono degli esoterismi, scrive Riffard, lesoterismo
è. Come ammettere degli esoterismi allinterno di un solo e identico Esoterismo?
(
). La soluzione consiste per lesoterista nel dire che le idee convergono.
Egli costruisce delle passerelle tra differenti esoterismi (
) delimitanti qui
lesoterismo degli esicasti, altrove lesoterismo degli alchimisti cinesi.
Questo metodo che mette daccordo gli esoteristi non è stato formulato
esplicitamente che dai tradizionalisti, come Guénon o Evola, che pongono implicitamente,
o esplicitamente, un certo numero di verità. Guénon risponde già alla questione quando
ci domanda così: Allorché si trovano dappertutto tali concordanze, non è un
semplice indice dellesistenza di una Tradizione Primordiale?.
Come
espone Roger Dachez, Spettava naturalmente a Faivre di esaminare la nozione
moderna di Tradizione (
) poiché Tradizione e storia: questa è, dunque,
lalternativa.Tale era lalternativa per Servier. Non ritorneremo
sulla portata universalizzante di questo Dictionnaire che copre tutte le età del
pensiero umano per stringersi ai quattro lati del globo. Nondimeno, è la fonte comune,
questa Tradizione Primordiale che spiegherebbe la moltitudine dei corsi
dacqua.- gli accessi per fondersi nei fiumi i settori che allo
stesso tempo si getterebbero in questo grande oceano che è lesoterismo? Per filo e
per segno sono stati sviluppati tre postulati che si può considerare come quelli del
perennialismo strictu sensu, secondo lanalisi che Faivre offre di questa corrente:
1). Esiste
una Tradizione Primordiale, di origine non-umana luomo non lha
inventata, ma ricevuta- occultata per le vicissitudini della storia (idea di un
oscuramento progressivo della verità). Così possiamo leggere: Questa
realtà sopra-umana si è imposta alluomo in tutte le civilizzazioni, come un
sistema di idee rappresentate da entità divine, originarie, che reggono: le forze
cosmiche, le divinità (
) sottomesse esse stesse ad un Maestro unico (
). A sua
volta, lInvisibile si manifesta alluomo in una rivelazione (p. XX).
2) la modernità occidentale (la cultura,
la civiltà, la scienza moderna) è per essenza incompatibile con la Tradizione. Mai
ancora lumanità si era trovata così separata da questa, come attualmente.
Così
Servier: Limportanza dei misteri nel pensiero delle civiltà antiche sfugge
a noi, occidentali del XX secolo. Eppure essa è sicura (p. IX). Lo stesso
Degli individui seppelliti sotto la civilizzazione occidentale, con i suoi valori
e le sue rappresentazioni incoerenti (p. X).
Infine:
Il Cosmo è un ingranaggio complicato, di cui noi occidentali, abbiamo perduto lo
schema dinsieme. Così per luomo della Tradizione, luomo è un movimento
spirituale allinterno di un ciclo di cui una parte sfugge ai nostri sensi.
3) La
Tradizione potrebbe essere ritrovata, ameno parzialmente, grazie alle ricerche dei
denominatori comuni che esisterebbero tra le differenti tradizioni (religiose e/o
metafisiche) particolari.
Questa
ricerca di tipo qualitativo implica delle realtà, dei giudizi di valore, ed una forza
daccesso tanto intellettuale che spirituale. Essa implica anche una
Iniziazione passando per dei canali, per i quali lautenticità, la
regolarità iniziatica sono rare e necessarie, tanto più che
lumanità attuale si trova presa in un processo doscuramento ciclico.
Così, per Servier con questi riferimenti nei tempi degli uomini, dei pensieri e
dei libri, e nello spazio dei popoli che hanno potuto guardare le tracce delle loro
tradizioni (p. XXI). Si può intravedere una volontà di ritrovare la
Tradizione? Allora, tutto potrebbe essere spiegato, dalla Cina allAmerica Latina,
dalla Mesopotamia allOccidente moderno, possederemmo la ragione dessere di
tutta lopera. Un solo luogo ed un solo momento, qui ed ora, per seguire meno
un dizionario che una guida, come lo formula Servier (p. XXI). Allora, il
lettore diventerebbe un discepolo e potrebbe attingere a tutta la lunghezza di queste 1000
pagine il punto di partenza di una
riflessione che gli apparterrà. Se posizionato così ci sembra allontanarsi da
qualunque mira ricuperatrice, sussiste malgrado tutto la forte colorazione di un discorso
tradizionalista. Comunque sia, il Dictionnaire potrebbe, in ragione dei molti sviluppi che
contiene, figurare in buona posizione nello studio delle recezione di René Guénon nei
milieux intellettuali occidentali alla fine del secondo millennio
Facendo seguito al Dizionario delle Religioni, poi
al Dizionario critico di Teologia, lapparizione alla Presses Universitaires de
France del Dictionnaire, costituiva un evento.
Al di là
della conoscenza di una nuova disciplina si tratta anche di consolidarne la legittimità e
di scoprirne la ricchezza. In un periodo della storia che si vuole religioso o non sarà,
per parafrasare André Malraux, abbiamo a che fare con un vasto catalogo di miti e di
tradizioni precorrenti la storia degli uomini, dallOriente allOccidente e dal
settentrione al mezzogiorno. Lopera è di levatura e riunisce i ricercatori più
emeriti: antropologi, storici, etnologi, egittologi, ecc.
La ricchezza degli articoli, la grande erudizione, affascinano i lettori mentre cercano (invano?) un filo di Arianna. 18 settori testimoniano ognuno del loro approccio allesoterismo. Più accessi tendono a mostrare che tutte le tradizioni religiose del mondo, tutte le espressioni del Sacro, si ricollegano ad ununità superiore.
In definitiva, si potrebbe considerare questopera come
una sovrapposizione di 18 piccoli dizionari- e lopera ne guadagnerebbe in chiarezza
e coerenza. Il principale rimprovero che si potrebbe indirizzargli sarebbe allontanato di
colpo: quello di aver ignorato il valore semantico, storico, addirittura epistemologico
del sostantivo esoterismo, al rischio di perdersi nei meandri di una religione
sub specie aternitas. Di quale esoterismo ci parla? Tra la storia e la Tradizione,
lopera non arriva a decidere. Di questa parola dalle mille facce, conviene dunque
fare buon uso. Si dovrebbe, sullesempio degli universitari anglosassoni, sviluppare
altri sostantivi, come esotericism, il quale designa più chiaramente di
esoterismo, lo studio rigoroso delle correnti esoteriche in Occidente? Nel
momento stesso in cui si forma la sostanza di una nuova disciplina e la si riconosce nei
milieux universitari, si deve restare vigili. Certo, è possibile che il pubblico si
entusiasmi per una tale opera e gli riservi la migliore accoglienza. Ma ci si può
rallegrare per questo? Da qualche decennio appena, dei grandi ricercatori, pionieri della
materia, hanno fornito dei lavori scientifici di grande portata e contribuito, in qualche modo, largamente alla
conoscenza di questo campo specifico che è lesoterismo. Così si spiega il fatto
che delle Stampe Universitarie abbiano pubblicato questo Dizionario. Senza andare fino a
sospettare leditore di qualche mira recuperatrice, costatiamo, tuttavia, con
malincuore come lopera contribuisca a mantenere una confusione ambientale. E questo,
in mancanza di punti di riferimento e di una metodologia globale. Concluso allinizio
dellanno 1990, questo progetto avrebbe la stessa configurazione oggi? È permesso di
dubitarne. Linsegnamento, per lavvenire,
ha il merito di essere chiaro: qualunque sia la complessità e lampiezza di una
futura opera sullesoterismo, dovrà riflettere fedelmente gli avanzamenti
scientifici effettuati in questa disciplina. Allora, si tratterà dellesoterismo
come per tutte le altre scienze, e grazie a questi tesori culturali ancora
insufficientemente sfruttati, la si consegnerà tanto meglio a degli sguardi esigenti.
Bibliografia
Faivre, Antoine, Accès de lésotérisme occidental,
II, Paris, Gallimard
-
Comment écrire
lhistoire des courants ésotériques occidentaux modernes? Cahiers de sciences
religieuses, nouv. Ser. : 2 (1999), 4-24
-
Histoire de la
notion moderne de Tradition dans ses rapports avec les courants ésoteriques (XVIIème
Xxème siécles), Aries 22 (1999)
-
Some Remarks on
the Study of Western Esotericism, Theosophical History, janvier-mars, 1998, 223-232
- Existe un ésotérisme négro-africain?, ARIES 21 (1998).