ELIPHAS
LEVI
LETTERE
AL BARONE SPEDALIERI
ovvero
LEZIONE PRIMA
Signore
e Fratello,
Io posso darvi questo titolo, perché voi cercate la verità nella sincerità del
vostro cuore, e per trovarla siete pronto a fare sacrifici.
La verità, essendo l'essenza stessa
di quello che è, non è difficile a trovarsi: essa è in noi e noi siamo in lei.
Essa è come la luce, e i ciechi non la vedono.
L'Essere è. Questo è incontestabile
ed assoluto. L'idea esatta dell'Essere è verità; la conoscenza di esso è
scienza; la sua espressione ideale è la ragione; la sua attività è la creazione
e la giustizia.
Voi vorreste credere, dite.
Per questo, basta saper amare
Soltanto le scienze occulte danno la certezza, perché esse hanno come base la
realtà e non le fantasticherie.
Esse fanno distinguere in ogni
simbolo religioso la realtà dalla menzogna. La verità è la stessa dovunque, e
la menzogna varia secondo i luoghi, i tempi e le persone.
Queste
scienze sono in numero di tre: la Kabbala, la Magia e l'Ermetismo.
La
Kabbala, o scienza tradizionale degli Ebrei, potrebbe essere definita il sistema
matematico del pensiero umano. È l'algebra della fede. Essa risolve tutti i
problemi dell'anima come delle equazioni, chiarendo le incognite. Essa dà alle
idee la pulizia e la rigorosa esattezza dei numeri; i suoi risultati sono per
lo spirito l'infallibilità (relativa, tuttavia, alla sfera delle conoscenze
umane) e la pace profonda per il cuore.
La Magia, o scienza dei magi, ha
avuto come rappresentanti, nell'antichità i discepoli e forse i maestri di
Zoroastro. E la conoscenza delle leggi segrete e particolari della natura che
producono le forze nascoste, le attrazioni, sia naturali che artificiali, che
possono esistere anche al di fuori del mondo metallico. In una parola, e per
usare un'espressione moderna, è la scienza del magnetismo universale.L'Ermetismo
è la scienza della natura celata nei geroglifici e nei simboli del mondo
antico. È la ricerca del principio vitale, con il sogno (per coloro che non
sono ancora arrivati) del compimento della Grande Opera, la riproduzione, da
parte dell'uomo, del fuoco naturale e divino che crea e rigenera gli esseri. Ecco,
Signore, le cose che voi desiderate studiare. La sfera di esse è immensa, ma i
loro principi sono così semplici da essere rappresentati e contenuti nei segni
dei numeri e delle lettere dell'alfabeto. "È una fatica di Ercole che
assomiglia ad un gioco da bambini" dicono i maestri della santa scienza.
Le disposizioni per riuscire in
questo studio sono una grande rettitudine di giudizio e una grande libertà di
spirito. È necessario liberarsi da ogni pregiudizio e da ogni idea preconcetta,
ed è per questo che il Cristo ha detto:
"Se non vi presenterete con la semplicità del fanciullo, non entrerete nel
Malkuth", cioè nel regno della scienza.
Noi
cominceremo con la Kabbala, della quale eccovi la suddivisione: Berechith,
Gematria e Lemurah.
Tutto vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE SECONDA
Signore
e Fratello,
Quello
che ci si deve proporre studiando la Kabbala, è di arrivare alla pace profonda
con la tranquillità dello spirito e la pace del cuore.
La tranquillità dello spirito è un
effetto della certezza; la pace del cuore deriva dalla pazienza e dalla fede.
Senza la fede, la scienza conduce al
dubbio; senza la scienza, la fede porta alla superstizione. Tutt'e due riunite
danno la certezza, e per riunirle non bisogna
Le leggi intelligenti sono
necessariamente volute e dirette dall'intelligenza. L'unità nelle leggi fa
supporre l'unità dell'intelligenza legislativa. Questa intelligenza che noi
siamo costretti a supporre secondo le opere manifeste, ma che ci è impossibile
definire, è quella che noi chiamiamo Dio!
Voi ricevete la mia lettera, ed ecco
un fatto evidente: riconoscete la mia scrittura e i miei pensieri, e ne
concludete che sono certamente io che ve l'ho scritta. È una ipotesi
ragionevole, ma l'ipotesi necessaria è che qualcuno ha scritto questa lettera.
Essa potrebbe essere contraffatta, ma voi non avete alcuna ragione per
supporlo. Se lo supponete gratuitamente, formulate una ipotesi molto incerta.
Se pretendete che la lettera scritta sia caduta dal cielo, formulate una
ipotesi assurda.
Eccovi
dunque, secondo il metodo cabalistico, come si forma la certezza:
Evidenza . . . . . . . ……………………certezza
Dimostrazione
scientifica . . . . . . . . . . certezza
Ipotesi
necessaria . . . . . . . . . . . . . . . certezza
Ipotesi
ragionevole . . . . . . . . . . . . . . probabilità
Ipotesi
incerta . . . . . . . . . . . . . . . . . …dubbio
Ipotesi
assurda . . . . . . . . . . . . . . . . . ..errore
Non allontanandosi da questo metodo,
lo spirito acquisisce una vera infallibilità, poiché afferma quello che sa,
crede quello che deve necessariamente supporre, ammette le supposizioni
ragionevoli, esamina le supposizioni dubbie e respinge le supposizioni assurde.
Tutta la Kabbala è contenuta in
quelle che i maestri chiamano le trentadue vie e le cinquanta porte.
Le
trentadue vie sono trentadue idee assolute e reali, legate ai segni dei dieci
numeri dell'aritmetica e alle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico. Eccovi
queste idee:
NUMERI
1 - Potenza suprema
2 -
Saggezza assoluta
3 -
Intelligenza infinita
4 –
Bontà
5 -
Giustizia o rigore
6 –
Bellezza
7 –
Vittoria
8 –
Eternità
9 –
Fecondità
10 -
Realtà
LETTERE
Aleph – Padre
Beth
– Madre
Ghimel
– Natura
Daleth
– Autorità
He –
Religione
Vau –
Libertà
Dzain
– Proprietà
Cheth
– Ripartizione
Theth
– Prudenza
Iod –
Ordine
Caph
– Forza
Lamed
– Sacrificio
Mem –
Morte
Nun –
Reversibilità
Samech
- Essere Universale
Gnain
– Equilibrio
Phé –
Immortalità
Tsade
- Ombra e riflesso
Koph
– Luce
Resch
– Riconoscenza
Shin
- Potenza totale
Thau
- Sintesi
Tutto vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE TERZA
Signore e Fratello,
Nella
lezione precedente, ho parlato soltanto delle trentadue vie; più tardi
indicherò le cinquanta porte.
Le idee espresse per mezzo dei numeri e delle lettere sono realtà
incontestabili. Queste idee si collegano e concordano come i numeri medesimi.
Si procede logicamente dall'uno all'altro.
L'uomo è figlio della donna, ma la
donna esce dall'uomo come il numero dall'unità. La donna chiarisce la natura,
la natura rivela l'autorità, crea la religione che serve di base alla libertà e
che rende l'uomo maestro di se stesso e dell'universo, eccetera.
Procuratevi un mazzo di tarocchi (ma
credo che ne abbiate uno) e disponetelo in due serie di dieci carte allegoriche
numerate da uno a ventuno. Vedrete tutte le figure che chiariscono le lettere.
Quanto ai numeri da uno a dieci, vi troverete la spiegazione, ripetuta quattro
volte, con i simboli del bastone, o scettro del padre, la coppa delle delizie
della madre, la spada, o le lotte dell'amore, e i denari, o fecondità.
I Tarocchi sono nel libro geroglifico delle
trentadue vie, e la loro spiegazione sommaria si trova nel libro attribuito al
patriarca Abramo che si chiama Sepher Jézirah. Il sapiente Court de Gebelin per
primo intuì l'importanza dei Tarocchi che sono la grande chiave dei geroglifici
ieratici. Se ne ritrovano i simboli e i numeri nelle profezie di Ezechiele e di
San Giovanni.
La Bibbia è un libro ispirato, ma i
Tarocchi sono il libro ispiratore. Si è anche chiamata rota la ruota, da cui
tarot e Torà. Gli antichi Rosa+Croce li conoscevano, e il marchese di Suchet ne
parla nel suo libro sugli illuminati.
È da questo libro che sono derivati
i nostri mazzi di carte. Le carte spagnole portano ancora i principali segni
dei tarocchi primitivi, e ci si serve di essi per giocare al gioco del Phombre,
cioè dell'uomo, reminiscenza vaga dell'uso primitivo di un libro misterioso
contenente le tappe regolatrici di tutte le divinità umane.
Gli antichissimi tarocchi erano
delle medaglie delle quali, in seguito, si sono fatti dei talismani. Le
clavicole, o piccole chiavi di Salomone, consistono in trentasei talismani che
recano sessantadue sigilli analoghi alle figure geroglifiche dei tarocchi.
Queste figure, alterate dai copisti, si ritrovano ancora nelle antiche
clavicole manoscritte che si trovano nelle biblioteche. Esiste uno di questi
manoscritti nella Biblioteca Nazionale e un altro nella Biblioteca
dell'Arsenale.
I soli manoscritti autentici delle
clavicole sono quelli che contengono la serie dei trentasei talismani con i
trentasei nomi misteriosi; gli altri, per quanto antichi siano, appartengono
alla fantasia della magia nera e non contengono che mistificazioni.
Vedete, per la spiegazione dei
Tarocchi, il mio "Dogma e rituale dell'alta magia.".
Tutto vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE QUARTA
Signore
e Fratello,
Bereschith vuoi dire "genesi", Mercavah significa "carro",
con allusione alle ruote ed agli animali misteriosi di Ezechiele. La Bereschith
e la Mercavah riassumono la scienza di Dio e del mondo.
Io
dico “scienza di Dio” e tuttavia ci è infinitamente sconosciuto.
La sua natura sfugge totalmente alle
nostre ricerche. Principio assoluto del l'essere e degli esseri non si può
confondere con gli effetti che esso produce e si può dire, proprio affermando
la sua esistenza, che esso non è né l'essere né un essere. Colui che confonde
la ragione senza smarrirla e ci allontana per sempre da ogni idolatria.
Dio è il solo postulatum assoluto di
ogni scienza, l'ipotesi assolutamente necessaria che costituisce la base di
ogni certezza, ed ecco come i nostri antichi maestri hanno stabilito sulla
scienza stessa questa ipotesi sicura della fede: l'Essere è. Nell'Essere è
L'armonia risulta dall'analogia dei
contrari. C'è, nella natura, legge immutabile e progresso indefinito. Mutamento
perpetuo nelle forme, indistruttibilità della sostanza, ecco quello che si
trova osservando il mondo fisico. La metafisica vi presenta delle leggi e dei
fatti analoghi sia di ordine intellettuale che morale, il vero, immutabile da
una parte, dall'altra la fantasia e la finzione.
Da una parte il bene che è il vero,
dall'altra il male che è il falso, e da questi conflitti apparenti scaturiscono
il giudizio e
Buona perché è giusta, e giusta
perché è buona, essa appare bella. Questa grande armonia del mondo fisico e del
mondo morale, non potendo avere una causa superiore a se stessa, ci rivela e ci
dimostra l'esistenza di una saggezza immutabile, principio e leggi eterne, e di
una intelligenza creatrice infinitamente attiva. Su questa saggezza e su questa
intelligenza, inseparabili l'una dall'altra, riposa questa potenza suprema che
gli Ebrei chiamano
Nessuno può dare quello che non ha, e noi possiamo ammettere virtualmente nella
causa quello che si manifesta negli effetti. Dio è dunque la potenza o la
corona suprema (keter) che riposa sulla saggezza immutabile (cho-chmah) e l'intelligenza
creatrice (binah); in lui sono la bontà (chesed) e la giustizia (geburah) che
sono l'ideale della bellezza (tiphereth). In lui sono i movimenti sempre
vittoriosi (netzah) e il grande riposo eterno (hod). Il suo volere è un
continuo generare (jesod) e il suo reame (malchuth) è l'immensità che popola
gli universi.
Fermiamoci
qui: noi conosciamo Dio!
Tutto vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE QUINTA
Signore
e Fratello,
Questa conoscenza razionale della divinità, articolata sulle dieci cifre di cui
sono composti tutti i numeri, vi fornisce tutto il metodo della filosofia
kabbalistica. Questo metodo si compone di trenta-due mezzi o strumenti di
conoscenza che sono chiamati le trentadue vie e di cinquanta argomenti ai quali
la scienza su può applicare e che sono chiamati le cinquanta porte. La scienza
sintetica universale è anche considerata come un tempio al quale conducono
trentadue sentieri e nel quale si entra per cinquanta porte.
Questo sistema numerale che si
potrebbe anche chiamare decimale, perché il numero dieci ne è la base,
stabilisce, attraverso le analogie, una classificazione esatta di tutte le
conoscenze umane. Niente è più ingegnoso, ma niente, altresì è più logico ne
più esatto.
Questo numero dieci applicato alle
nozioni assolute dell'essere nell'ordine divino, nell'ordine metafisico e
nell'ordine naturale, si ripete così tre volte e da trenta per i mezzi di
analisi: aggiungete la sillepsi e la sintesi che comincia col proporsi allo
spirito e quella del compendio universale, ed avrete le trentadue vie.
Le cinquanta porte sono una
classificazione di tutti gli esseri in cinque serie di dieci ciascuna, che
abbraccia tutte le conoscenze possibili e irraggia su tutta l'enciclopedia.
Ma non è abbastanza aver trovato un metodo matematico esatto; è necessario, per
essere perfetto, che questo metodo sia progressivamente rivelatore, cioè che ci
dia il modo di trarre esattamente tutte le deduzioni possibili per ottenere
delle conoscenze nuove e di sviluppare lo spirito senza lasciare nulla al
capriccio dell'immaginazione.
È quanto si ottiene tramite la Gematria e la
Lemurah che sono le matematiche delle idee. La Kabbala ha la sua geometria
ideale, la sua algebra filosofica e la sua trigonometria analogica. È così che
essa forza in qualche maniera la natura a rivelarle i suoi segreti. Acquisite
queste conoscenze, si passa alle ultime rivelazioni della Kabbala
trascendentale, e si studia nella schemah-phorasch la fonte e la ragione di
tutti i dogmi.Ecco, Signore ed amico, quello che si tratta di imparare.
Vedete se non vi spaventa: le mie
lettere sono brevi, ma sono dei riassunti molto concisi e che dicono molto in
poche parole. Ho lasciato passare un intervallo di tempo molto lungo tra le mie
prime cinque lezioni per lasciarvi il tempo di riflettervi, ma posso scrivervi
più spesso, se lo desiderate.
Credetemi,
Signore, il vostro devotissimo nella santa scienza, ardentemente desideroso di
esservi utile.
ELIPHAS LEVI
LEZIONE SESTA
Signore
e Fratello,
La
Bibbia da all'uomo due nomi. Il primo è Adamo, che significa tratto dalla
terra, o l'uomo di terra; il secondo è Enos o Enoch, che significa uomo divino
o elevato fino a Dio. Secondo il genesi, è Enos che per primo rivolge omaggi
pubblici al principio degli esseri, e questo Enos, lo stesso che Enoch, fu, si
dice, elevato ancora vivo al cielo dopo aver inciso sulle due pietre che sono
dette le colonne di Enoch gli elementi primitivi della religione e della
scienza universale.
Questo Enoch non è un personaggio, è
una personificazione dell'umanità innalzata al sentimento dell'immortalità
dalla religione e dalla scienza. All'epoca indicata con il nome di Enos o
Enoch, il culto di Dio compare sulla terra e il sacerdozio ha inizio. Comincia
allora anche la civilizzazione, con la scrittura e i movimenti ieratici.
Il genio civilizzatore che gli Ebrei
identificano con Enoch, gli Egizi l'hanno chiamato Trismegisto, e i Greci
Kadmos o Cadmus, colui che, agli accordi della lira di Amfìone, vide elevarsi e
collocarsi da sole le pietre viventi di Tebe.Il libro sacro primitivo, il libro
che Postel chiama la genesi di Enoch è la fonte primitiva della kabbala o
tradizione, ora divina ed umana, ora religiosa. Là ci appare in tutta la sua
semplicità la rivelazione dell'intelligenza suprema alla ragione ed all'amore
dell'uomo, la legge etèrna che regola la espansione infinita, i numeri
nell'espansione infinita, i numeri nell'immensità e l'immensità nei numeri, la
poesia nelle matematiche e le matematiche nella poesia. Chi crederebbe che il libro ispiratore di tutte le teorie e di
tutti i simboli religiosi ci sia stato conservato e sia pervenuto fino a noi
sotto forma di un gioco composto di carte bizzarre? Ciononostante, nulla è più
evidente, e Court de Gobelin, seguito poi da tutti coloro che hanno studiato
seriamente il simbolismo di queste carte, è stato, nell'ultimo secolo, il primo
a scoprirlo.
L'alfabeto e i dieci segni dei
numeri, ecco certamente ciò che di più elementare vi è nelle scienze.
Aggiungetevi i segni dei quattro punti cardinali del cielo e delle quattro
stagioni, ed avete il libro di Enoch completo. Ma ogni segno rappresenta una
idea assoluta o, se volete, essenziale.
La forma di ogni cifra e di ogni lettera ha la sua ragione matematica e la sua
significazione geroglifica. Le idee, inseparabili dai numeri, seguono,
sommandosi o dividendosi o moltiplicandosi, e così via, i movimenti dei numeri
e ne acquisiscono l'esattezza. Il libro di Enoch è infine l'aritmetica del
pensiero.
Tutto
vostro nella santa scienza.
ELIPHAS LEVI
LEZIONE SETTIMA
Signore
e Fratello,
Court
de Gobelin ha visto nelle ventidue chiavi dei Tarocchi la rappresentazione dei
misteri egizi e ne attribuisce l'invenzione ad Ermete, o Mercurio Trismegisto,
che è stato anche chiamato Thaut o Thot. È certo che i geroglifici dei Tarocchi
si ritrovano sugli antichi monumenti dell'Egitto; è certo che i segni di questo
libro, tracciati in complessi sinottici su stele o su lastre di metallo simili
alla tavola isiaca del Bembo, erano riprodotti separatamente su pietre incise o
su medaglie che, più tardi, sarebbero divenuti amuleti e talismani.
Si separavano così le pagine del
libro infinito nelle sue diverse combinazioni, per riunirle, trasportarle e
disporle in un modo sempre nuovo, per ottenere gli oracoli inesauribili della
verità.Io posseggo uno di questi talismani antichi che mi è stato portato
dall'Egitto da un viaggiatore amico mio. Esso rappresenta il binario dei Cicli,
o, volgarmente il due di denari.
È l'espressione figurata della
grande legge di polarizzazione e di equilibrio, che produce l'armonia
attraverso l'analogia dei contrari: ecco come questo simbolo è rappresentato
nei Tarocchi che possediamo noi e che si vedono ancora ai giorni nostri. La
medaglia che ho io è un po' consunta, grande più o meno come un pezzo da cinque
franchi d'argento, ma più spessa. I due cicli di polarizzazione vi sono
rappresentati esattamente come nel nostro tarocco italiano, un fiore di loto
con una aureola o un nimbo.
La corrente astrale che separa ed
attira allo stesso tempo i due fuochi polari è rappresentata nel nostro
talismano egizio dal becco Mendes collocato tra le vipere analoghe ai serpenti
del caduceo. Sul rovescio della medaglia, si vede un adepto, o un sacerdote
egizio, che, sostituitesi a Mendes tra i due cicli dell'equilibrio universale,
conduce in una strada alberata il becco divenuto docile come un animale comune,
sotto la bacchetta dell'uomo imitatore di Dio.
I dieci segni dei numeri, le
ventidue lettere dell'alfabeto e i quattro segni astronomici delle stagioni
sono il sommario e la sintesi di tutta
Questi quattro segni elementari ed
astronomici sono le quattro forme della sfinge e i quattro animali di Ezechiele
e di San Giovanni.
Tutto
vostro nella santa scienza.
ELIPHAS LEVI
LEZIONE OTTAVA
Signore
e Fratello,
La
scienza della Kabbala rende impossibile il dubbio in materia di religione,
perché è la sola che concilia la ragione con la fede, mostrando che il dogma
universale, diversamente formulato ma, fondamentalmente, sempre e dovunque lo
stesso, è l'espressione più pura delle aspirazioni dello spirito umano
rischiarato da una fede necessaria.
Essa fa comprendere l'utilità delle
pratiche religiose che, attirando l'attenzione, fortificano la volontà, e getta
una luce superiore ugualmente su tutti i culti. Essa prova che il più efficace
di tutti questi culti è quello che, con segni efficaci, ravvicina, in qualche
modo, la divinità all'uomo, glie la fa vedere, toccare, e in qualche modo lo fa
incorporarsela. È sufficiente dire che si tratta della religione cattolica. Questa religione, così come appare
al volgo, è la più assurda di tutte, perché tra tutte è quella rivelata meglio;
ed uso questo termine nel suo senso reale, rivelare, cioè tornare a velare,
velare di nuovo. Voi sapete che, nel Vangelo, si dice che alla morte del Cristo
il velo si squarciò per intero, e tutto il travaglio dogmatico della Chiesa
attraverso i tempi è stato quello di tessere e ricamare un nuovo velo.
È vero che gli stessi capi del
santuario, per averne voluto essere i principi, hanno perduto, dopo tanto
tempo, le chiavi dell'alta iniziazione. Cosa che non impedisce alla lettera del
dogma di essere sacra, ed ai sacramenti di essere efficaci. Io ho stabilito
nelle mie opere che il culto cristiano cattolico è l'alta magia organizzata e
regolarizzata con il simbolismo e la gerarchia.
È un insieme di aiuti offerti alla
debolezza umana per rafforzare la sua volontà nel bene. Niente è stato trascurato,
ne il tempio misterioso e ombroso, ne l'incenso che calma ed esalta allo stesso
tempo, ne i canti prolungati e monotoni che cullano il cervello in un
semisonnambulismo. Il dogma, le cui formule oscure sembrano la disperazione
della ragione, serve da barriera alla petulanza di una critica inesperta e
indiscreta.
Esse si mostrano impenetrabili per
meglio rappresentare l'infinito. Lo stesso ufficio, celebrato in una lingua che
la massa del popolo non capisce, amplia così il pensiero di colui che prega e
gli fa trovare nella preghiera tutto quello che è in rapporto con i bisogni del
suo spirito e del suo cuore. Ecco perché la religione cattolica assomiglia a
quella sfinge della leggenda che succede a se stessa di secolo in secolo e
rinasce sempre dalle sue ceneri, e questo grande mistero della fede è
semplicemente un mistero della natura.
Sembrerebbe l'enunciazione di un
paradosso enorme se si dicesse che la religione cattolica è la sola che può
giustamente essere chiamata naturale, eppure questo è vero, poiché essa sola
soddisfa pienamente quel bisogno naturale dell'uomo che è il senso religioso.
Tutto vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE NONA
Signore
e Fratello,
Se
il dogma cristiano-cattolico è interamente kabbalistico, altrettanto si deve
dire di quelli dei grandi santuari del mondo antico. La leggenda di Chrisna,
quale la riporta la Baghavadam, è un vero e-vangelo, paragonabile ai nostri, ma
più ingenuo e più brillante. Le incarnazioni di Vichnou sono in numero di dieci
come le Sephiroth della kabbala e costituiscono una rivelazione in certo qual
modo più completa della nostra. Osiride ucciso da Tifone, e poi resuscitato da
Iside, è Cristo rinnegato dagli Ebrei e poi onorato nella persona di sua madre.
La Tebaide è una grande epopea
religiosa che deve essere affiancata al grande simbolo di Prometeo. Antigone è
un tipo della donna divina altrettanto puro quanto quello di Maria. Dovunque,
il bene trionfa grazie al sacrificio volontario, dopo aver subito per un certo
tempo gli assalti disordinati della forza del fato. Anche i riti sono simbolici
e si trasmettono da una religione all'altra. Le tiare, le mitre, le cotte
appartengono a tutte le grandi religioni.
Poi, si conclude che tutte sono
false. La verità è che la religione è una, come la umanità, come questa
progressiva, e che rimane sempre la stessa, pur trasformandosi sempre. Se
presso gli Egizi Gesù Cristo si chiama Osiride, presso gli Scandinavi Osiride
si chiama Balder.
Egli viene ucciso dal lupo Joris, ma
Woda, o Odino lo richiama alla vita, e le stesse Walkirie gli versano
l'idromele nel Walhalla. Gli scaldi, i druidi, i bardi cantano la morte e la
resurrezione di Terenis, o Teteno, distribuiscono ai loro fedeli il vischio
sacro, come noi il bosso benedetto alle feste del solstizio d'estate e
tributano un culto alla verginità ispirata delle sacerdotesse dell'isola della
Senna. Noi possiamo dunque, in tutta coscienza e con piena ragione, adempiere
ai doveri che ci impone la nostra religione materna.
Le pratiche sono degli atti
collettivi e ripetuti, con una intenzione diretta e perseverante. Ora, atti
simili sono sempre utili da praticarsi, e, fortificando la volontà della quale
essi sono la ginnastica, ci fanno arrivare alla meta spirituale che vogliamo
raggiungere. Le pratiche magiche e i passi magnetici non hanno diverso scopo, e
danno risultati analoghi a quelli delle pratiche religiose, ma più imperfetti.
Quanti uomini non hanno l'energia di
fare quello che vorrebbero e quello che dovrebbero fare? Eppure ci sono, e
assai numerose, delle donne che si dedicano senza scoraggiarsi ai lavori, così
ripugnanti e così faticosi, dell'infermiera e dell'insegnante! Dove trovano
tanta forza? Nelle piccole pratiche ripetute. Esse dicono ogni giorno il loro
ufficio e il loro rosario e, in ginocchio, recitano l'orazione e fanno l'esame
di coscienza.
Tutto
vostro nella scienza
ELIPHAS LEVI
LEZIONE DECIMA
Signore
e Fratello.
La
religione non è una schiavitù imposta allo uomo, ma un aiuto che gli è offerto.
Le caste sacerdotali hanno cercato da sempre di sfruttare, vendere e
trasformare questo aiuto in un giogo insopportabile, e l'opera evangelica di
Gesù aveva lo scopo di separare la religione dal prete, o almeno di rimettere
il prete al suo posto di ministro, o servitore della religione, rendendo alla
coscienza dell'uomo tutta la sua libertà e la sua ragione.
Vedete la parabola del buon
Samaritano e questi testi preziosi: la legge è fatta per l'uomo, e non lo uomo
per
I templari, i rosa+croce, i
framassoni di alti gradi hanno fatto parte tutti, prima della Rivoluzione
Francese, di questa Chiesa della quale Martinez de Pasquallis, Saint-Martin e
Il conte Joseph de Maistre, questo
cattolico così radicale, era, più di quanto non si creda, simpatico alla
società dei Martinisti, ed annunciava una prossima rigenerazione del
dogma,grazie a lumi che emaneranno dai santuari dell'occultismo. Esistono
ancora oggi dei preti ferventi che sono iniziati alla dottrina antica, e, tra
gli altri, c'è un vescovo, morto da poco, che mi aveva fatto chiedere delle
informazioni cabalistiche.
I discepoli di Saint Martin si
facevano chiamare i filosofi sconosciuti, e quelli di un maestro moderno, assai
fortunati perché sono ancora ignorati, non hanno bisogno di prendere alcun
nome, perché il mondo non suppone neppure la loro esistenza.
Gesù ha detto che il lievito deve
essere nascosto al fondo del vaso che contiene la pasta, per agire giorno e
notte in silenzio, fino a che la fermentazione abbia impregnato poco a poco
tutto il rimpasto che deve diventare pane.
Un iniziato può, dunque, con
semplicità e sincerità, praticare la religione nella quale è nato, perché tutti
i riti rappresentano in modo diverso un solo e stesso dogma, ma non deve aprire
il fondo della sua coscienza che a Dio, e non deve rendere conto a nessuno
delle sue credenze più intime. Il prete non saprebbe giudicare di quello che lo
stesso Papa non comprende.
I segni esteriori dell'iniziato sono
la scienza con modestia, la filantropia senza clamore, l'equilibrio di
carattere e la bontà più inalterabile.
Tutto
vostro nella santa scienza
ELIPHAS LEVI