LA LEGGE BINARIA
Di Vittorio Vanni
Lesame di un concetto così vasto ed astratto
nella sua formulazione teorica, così composito da sfuggire nella sua interezza alle
facoltà intellettuali delluomo, ci segnala immediatamente come proprio la legge
binaria cimpedisca la formulazione globale ed unitaria di questo concetto, come,
daltro canto, dogni altro.
La totalità ontologica non può
quindi essere espressa in termini discorsivi, ma sottoposta ad un percorso illuminativo
difficilmente raggiungibile e rimane in ogni modo inesplicabile. Le possibilità, molto
teoriche, di definizione di tale concetto consistono in una riunificazione dei piani
binari, opposti e complementari, che solo lintelligenza sottile potrebbe produrre.
Martinez de Pasqually chiamava il Due
numero di confusione:
Il numero di
confusione è quello che dirige ciò che noi chiamiamo operazione semplice e particolare,
che si fa della pura volontà del minore con il maggiore spirituale demoniaco. Questi due
soggetti non fanno che uno, mediante lintimo legame del loro pensiero, della loro
intenzione e della loro azione. Tuttavia,, non sono sempre due soggetti distinti
luno dallaltro, in quanto sono sempre suscettibili di disaccordo, il che
accade allorquando un mediatore più potenti di essi si pome fra luno e laltro
ed opera tra essi una reazione opposta alla prima. In questo modo, si fa un cambiamento
considerevole in favore del minore, contenendo lazione del maggiore demoniaco. Così
lunione di questessere demoniaco che noi chiamiamo operazione di confusione, e
che distinguiamo con il numero 2.
È
caratteristica della conoscenza iniziatica la dicotomia fra lUnità del tutto e le
relative e frammentarie possibilità interpretative della nostra mente.
La parola perduta dei ricercatori
dellassoluto, dei massoni e degli ermetisti è quella che in un sol verbo definisce
e comprende il tutto. Dinanzi a questa Logos, qualsiasi aggregazione di parole è
limitante ed eccentrica di fronte alla centralità indefinibile dellessere.
Quando, allinizio dogni
ricerca sui concetti dei piani superiori dellessere, si afferma che al principio era
lUno, si esprime un'idea universale ed eterna.
In ogni tempo ed in ogni luogo ove il
pensiero delluomo abbia affrontato le tematiche delle limitazioni del suo essere, in
rapporto allinfinito del piano divino, queste sono state espresse con analogie,
anagogie, mitologhemi.
Queste, sono espressione del
metafisico nelle categorie della conoscenza e ripetono la rappresentazione misterica
dellUno inconoscibile e del suo involversi nella molteplicità attraverso la prima
legge della teofania, quella del binario.
Al principio era il Nulla, la cui
essenzialità è ineffabile in atto, ma che in potenza era lUno il Tutto, superando
lantinomia fra Essere e Non-essere.
Essendo Uno, non avendo in se
divisione, né genere, né differenza, la sua potenzialità non può quindi esprimersi che
specularmente, nellad-miratio di un riflesso passivo senza il quale non esiste
Potenza in atto.
Lombra, lo specchio
dellUno nella materia, essendo espressione ed emanazione del suo pensiero, è
passiva solo in relazione alla Potenza che lha generata come immagine (imaginem
gignere), ma in relazione alle forme create in essa dal pensiero divino essa appare come
padre e madre assieme per il loro insaziabile desiderio di generare nella materia, di
comprendere lincomprensibile, definire lindefinibile.
Lamore universo è lunico
legame del suo genere in cui la non-conoscenza dellamato non consente tuttavia
linamabilità, e ne precede la conoscenza, consentendo la vita.
A-MOR è, infatti, principio di vita
e dautoconoscenza.
Se da esso si elimina
lAlfa-Aleph, o principio primo, il riflesso spirituale dellUno si adombra e la
forma materica torna al Non-essere da cui proveniva. La Natura e lUomo portano in
sé questoscuro processo teogonico e generativo, Misteryum Magnum che si rivela solo
nella palingenesi ermetica, che presuppone in sé la potenza di rendere Uno il molteplice.
Limmaginazione creativa
delluomo che è, sul piano che le compete, espressione emanativa del pensiero
dellUno, si è sempre espressa, nel tentativo di definire il Binario, con due
fondamentali metodi; quello numerico-simbolico, sia nella sua accezione pitagorica sia
kabbalistica sia mitologica.
.Se Uno è sintesi, principio attivo,
universale, (macrocosmo) nella sua relazione con lUomo, il Due è il principio
passivo di tale sintesi e, come tale, rappresenta il binario, in quanto il valore delle
cose attive emerge dal loro contrario, cioè dalle cose passive.
Una simile antitesi è stata
affrontata dalla metafisica tradizionale che considera mente-moto-spazio comenti
astratti esistenti senza luogo, senza dimensione, senza tempo.
Luogo, dimensione e spazio esistono
solo nella realtà quaternaria, ove tutto appare, diminuisce, scompare.
Sebbene lUno tutto in se
contenga, sebbene esso sia la libertà stessa di creare o no, damare o meno, una
simile libertà si risolve in unemanazione generativa in quanto non è concepibile
un unità attiva di per sé, senza il suo immobile moto, e quindi la libertà
dellUno diviene una libertà necessitata, una costrizione della sua stessa legge.
Nella metafisica occidentale il Due
tuttavia, pur nella sua relativa incongruità rispetto allUno, non è da
considerarsi come negatività od illusione. Essendo il secondo termine necessario e
sufficiente per giungere al risultato, il frutto della creazione, va inteso
anchesso, comelemento reale e positivo.
Nel momento in cui lUno - la
libertà creatrice - si è manifestata, nel momento in cui il seme è caduto
nellutero del mondo, generando la possibilità della forma, si è fatta legge del
suo stesso atto creativo.
Così lUno sta al Due come la
libertà di creazione sta alla necessità di subirla. LAssoluto contiene quindi in
sé il germe della sua limitazione di libertà involventesi nella forma.
Il mondo in cui viviamo è quindi
dualistico; tutto si dirige alla nostra conoscenza tramite coppie di contrari. Luomo
non può comprendere che i termini di contraddizione, difficilmente può immaginarli come
unità, dato che la sua esistenza sensibile deriva proprio dallesistenza e continua
manifestazione degli opposti.
In ciò vi è la prova del perfetto
allineamento microcosmico fra uomo, universo e Dio. Lo Zero ed il Nulla, unEnte che
si è manifestato attraverso lemanazione e la creazione contiene in queste stesse
lautolimitazione della sua libertà. È
leterno problema dellumanità, laccettazione del male come proveniente
dal bene.
Louis Claude Se Saint Martin affermava che
il male è estraneo allUnità:
Ma, tuttavia, come vi è qualcosa di essa unità
nellentità degradata [o demiurgica] così questa degradazione ha obbligato il
centro a spostarsi per rettificare questo DUE e questa METÀ, e ciò senza ce il centro
sia uscito dal suo rango, perché lunità è indivisibile, ed è proprio questo il
più sublime dei misteri e la sorgente inesauribile delle meraviglie a cui lanima e
lo spirito delluomo possono eternamente abbeverarsi.
LUno è la sintesi demiurgica,
lombra di Dio, che crea la parte passiva di se stesso, il Due, che è il primo
equilibrio compensativo della grande sintesi. Di qui il dio ermafrodito, lunico
concepibile. Due è quindi il Binario, lAssoluto universale, il riflesso di se
stesso nella materializzazione del tempo, del moto e dello spazio; realtà materica e
meccanica, soggetto allimpulso generatore della volontà prima.
In ciò troviamo linizio della
seconda modalità espressiva del pensiero tradizionale. Il Dio concepibile è androgino
perché contempla in sé la sua natura di potenza in atto e di pensiero questa
riflettente.
Osiride è un Dio nero perché
esprime lombra che, nel quaternario, la luce inevitabilmente produce. Nella coppia
divina, espressione mitologica del binario, rappresenta la componente solare, maschile,
rispetto ad Iside che è a sua volta, la componente lunare, passiva, femminile.
Ma sul piano dellUno tutto è
assieme maschio e femmina, padre e madre, soggetto ed oggetto, attivo e passivo Amore e
Morte.
Ogni principio in sé si può
definire attivo o passivo solo in rapporto ad un altro principio, e cambia la sua
polarità secondo il rapporto stesso.
Quale dei due serpenti del caduceo è
maschile-attivo o femminile-passivo? Solo il particolare punto di vista
dellosservatore ne può indicare la polarizzazione ed in realtà è la loro
complementare opposizione, la loro neutronicità che permette e produce il
potere della verga ermetica.
Il Kremmerz afferma:
I due serpi in amore rappresentano il binario Jod ed
Hé, come le due colonne del Tempio; se non chè il serpe maschio Jod, onde la verga
acquisti le ali, in allacciamento spirituale avvolge la femmina Hè, il che prova che in
magia naturale e divina nessuna realizzazione è possibile se un principio creatore non
agisca per amore corrisposto o no, su uno passivo (
) È latto di copula fra il
principio luminoso Sole e la Luna nera. Mercurio, figlio, rapporta a Saturno il comando
divino e questo lo traduce in fatto.
In questo brano, pur rivolto
allallusione ai quattro Separandi, solare, mercuriale, lunare e saturnio,
sindica nella legge binaria la sola scala concessa alluomo per scalare i
cieli.
Tutta la creazione promana da questo
dualismo immanente. Nellessenza dellUniverso, come in quella delluomo,
la potenza diviene atto quando dispiega la sua virtù nel riflesso di sé stessa. La vita è moto che emerge dal contrasto di due
forze in azione.
Nel mito, Osiride è un principio
attivo immobilizzato nel gelo della morte, orbato dallalpha-aleph, primo principio
generativo; le sue facoltà sono interrotte dalla mancanza di uno strumento attivo per la
loro esplicazione.
Iside, nel suo distendersi alato sul
cadavere, compie un atto di A-mor, facendosi nel contempo utero e fallo, facendo del
maschio matrice, da cui riestrarre il seme della vita.
Iside è la passività attiva, il
pensiero che si riproduce in potenza, ricomponendo in sé lunità che in sé
contiene i due opposti principi.
I sacerdoti Caldei dicevano:
Ea contemplò, al creare del mondo, due cose: il
bianco ed il nero, il caldo ed il freddo ed il soffio divenne caldo e freddo, e dette il
suoi soffio caldo alluomo ed il freddo alla donna, che il primo deve accendere e
riscaldare, la seconda prendere e conservare.
La separazione binaria nel piano
contingente appare come unantinomia, in quanto la luce produce e separa
lombra, lattivo produce e nega il passivo, il maschile attrae e respinge il
femminile, producendo antitesi anziché sintesi, materia differenziata proveniente da
unenergia indifferenziata.
Nel piano metafisico
questantinomia è superata dallUnità androgenetica, come nel mito
isiaco-osirideo, mentre sul piano materico latto generativo umano produce
separazione, sofferenza, morte. In questo superamento consiste il trapasso dalla prassi
alla proiesi dallapplicazione della legge binaria allascenso delluomo.
Ogni conoscenza sarebbe
sterile se non fosse applicata a questascenso, alla realizzazione stessa del nostro
essere. La prima pratica per il superamento della legge binaria in noi è quella
dellattenzione ai moti psichici consci ed inconsci. Ogni impulso, moto, idea,
sentimento, comporta inevitabilmente (perché binariamente) una tendenza al dubbio,
allangoscia, allo squilibrio, e quindi allimmobilità spirituale. È la Luna,
con la sua incostanza e labilità, a guidare i nostri atti anziché il procedere lineare e
fisso del Sole.
Se è lIntelletto
a guidare la nostra vita, fatta dazioni e sentimenti, di desideri e di volontà, se
questa è allineata con lUni-verso e vitalizzata dal rito, lHermes non è più
lo psicopompo che guida la nostra anima verso le viscere del nulla, verso la seconda
morte, ma lHermete cillenio che la collima con la scintilla divina, lo spirito
immortale.
Come ogni legge universa, il binario è maledizione e
benedizione assieme. Per chi persegue la via iniziatica, ogni prigione è strumento di
libertà, ogni catena può essere strumento di liberazione.
Come la separazione(dualistica) da dalluno al
due, così lunione torna dal due alluno. Con lestasi della volontà come
desiderio sorge subito quella dualità e quella contraddizione
Così come
lumanità, per le sue imprescindibili necessità evolutive e per specularità
allorgoglio demiurgico, imita lUno nella creazione imperfetta di
unimperfetta generazione, così dovrà astrarre e separare da sé tutto ciò che non
è il Nulla o zero da cui tutto emana e deriva.
Anche Jacob Böhme,
nella sua gnosi ermetica, ama il Nulla:
Chi è amore, nella sua forza e virtù, in grandezza ed
in altezza? Sua virtù è il Nulla, sua forza tutto pervade. Per altezza è alto quanto
Dio, per grandezza è più grande di Dio: chi lo trova, trova il Nulla e tutto.
Vi è nelluomo
una nostalgia assurda di tutto ciò che non conosce. Nella separazione e nel dolere della
polarità cui è crocefisso, sa pure che vi è la possibilità di unopera di
superamento degli opposti, la ricomposizione di un sé straniero a sé stesso.
Nella conjunctio
ermetica vi è la metodica della realizzazione dellandrogino, che non è
annullamento in sé damore, asessuazione solipsistica, ma al contrario completezza
del dono fra due Umane e divine sigizie, superamento della sterilità spirituale.
Solo nella
realizzazione di una natura androgine consiste il superamento della legge binaria,
limitazione inversa del riflettersi del divino dellUno nel Due, riconducendo
il pensiero a potenza in atto, lEros a Verbo, generante e generato
nellinfinito e nelleterno.